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In vigore al: 07/09/2016

Delibera N. 2673 del 24.07.2006
Criteri per la definizione dei piani di distribuzione territoriale delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'articolo 3 della legge provinciale n. 12 del 29 giugno 2000

Allegato A
 
Nuovi criteri per la definizione dei piani di distribuzione territoriale delle scuole
 
Vengono indicati i seguenti nuovi criteri per la definizione dei piani di distribuzione delle scuole:

a) Dimensioni: la dimensione ottimale dell'istituzione scolastica viene fissata tra i 500 ed i 900 studenti. Una scuola di tale dimensione è in grado di realizzare un efficace offerta formativa e tener conto delle particolari necessità locali. Oltre al numero degli studenti, tuttavia, per determinare la dimensione ottimale di una scuola si deve tenere conto anche di altri elementi di complessità. Questi fattori sono: la quantità di gradi scolastici compresa eventualmente anche la scuola dell'infanzia, il numero di sedi scolastiche, il numero di comuni, la quantità di impiegati, la distanza tra le sedi scolastiche, il numero di indirizzi o di classi con particolari modalità di insegnamento (tempio pieno, scuola media ad orientamento musicale, insegnamento Montessori, Erlebnisschule, etc.), la dimensione dei locali da gestire. Ne consegue, tra il resto, che scuole con una complessità limitata possono accogliere anche più di 900 alunne ed alunni, mentre scuole con maggiore complessità e/o tenuto conto delle praticolarità geografiche e territoriali ovvero per la salvaguardia delle peculiarità culturali ed etniche di ciascun gruppo linguistico possono essere formate anche con meno di 500 studentesse e studenti. In nessun caso il numero delle alunne e degli alunni può essere inferiore di 300.

b) Adeguata delimitazione del territorio di competenza: le scuole non possono essere istituite a piacimento, ma tenuto conto della dimensione complessiva. La conformazione geografica delle valli, i confini dei comuni, l'appartenenza ad un settore del mercato del lavoro o ad una circoscrizione amministrativa, le vie di traffico esistenti ed infine anche i legami storico-culturali sono fattori essenziali per la determinazione delle istituzioni scolastiche. Per tali motivi può emergere la necessità di direzioni scolastiche più piccole, se la fusione con quelle vicine porterebbe ad unità troppo grandi e difficilmente gestibili.

c) Omogeneità delle scuole: nel primo ciclo di istruzione la costituzione di istituti comprensivi di scuola primaria e secondaria di primo grado con un territorio di influenza omogeneo è un criterio molto importante. In questo modo si può raggiungere una maggiore continuità educativa e si possono ottenere curricola e programmi scolastici più armonici. Per l'applicazione di questo criterio è determinante il piano di distribuzione territoriale delle scuole secondarie di primo grado. Nell'ambito delle scuole secondarie di secondo grado è importante la costituzione di istituzioni con tipi di scuole similari.

d) Stabilità nel tempo: la formazione di nuove direzioni scolastiche comporta un notevole dispendio, in termini economici e non. In base alla loro grandezza diventano rilevanti le spese finanziarie per l'arredamento degli ambienti della segreteria e della direzione. Ancora maggiore importanza hanno le enormi risorse in termini di tempo che devono essere dedicate agli organi scolastici (collegio docenti, consiglio d'istituto) per l'elaborazione delle linee guida e delle modalità di lavoro in ambito didattico/pedagogico ed amministrativo. Le direzioni, per questo motivo, dovrebbero essere costituite in modo da non essere modificate per un lungo periodo di tempo (almeno 10 anni).

e) Economicità: grazie alla fusione, aggregazione o accorpamento di più direzioni scolastiche si diminuisce la spesa pubblica. Si dovrebbe evitare di costituire direzioni scolastiche di dimensioni limitate, a meno che non siano presenti particolari motivazioni. Nei limiti del possibile si dovrebbero utilizzare le strutture scolastiche esistenti.

f) Altri aspetti:

-il piano di distribuzione delle istituzioni scolastiche dovrebbe consentire un utilizzo ottimale del personale direttivo ed amministrativo. Nelle scuole più complessi i dirigenti saranno sostenuti da collaboratrici e collaboratori distaccati.

-Per quanto riguarda il personale amministrativo bisogna adattare alle necessità della scuola la suddivisione del personale in base ai livelli funzionali.

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