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Delibera 20 novembre 2018, n. 1198
Approvazione dei Criteri sul finanziamento dei servizi di microstruttura e di assistenza domiciliare all'infanzia e revoca della deliberazione n. 597 del 19 giugno 2018

ALLEGATO A

Criteri sul finanziamento dei servizi di microstruttura e di assistenza domiciliare all’infanzia

Art. 1
Ambito di applicazione

1. I presenti criteri disciplinano, ai sensi degli articoli 13 e 15 della legge provinciale 17 maggio 2013, n. 8, e successive modifiche, il finanziamento dei servizi di microstruttura e di assistenza domiciliare all’infanzia destinati a bambini e bambine di età compresa fra i tre mesi e i tre anni di età e la concessione dei contributi provinciali per la loro gestione. I presenti criteri disciplinano inoltre altri aspetti riguardanti i suindicati servizi.

2. Gli enti gestori privati accreditati senza scopo di lucro che erogano i servizi di cui agli articoli 13 e 15 della legge provinciale 17 maggio 2013, n. 8, e successive modifiche, sono di seguito denominati enti gestori.

Art. 2
Piano di sviluppo

1. Ogni Comune elabora un proprio Piano di sviluppo della rete di servizi per la prima infanzia, che andrà aggiornato annualmente e presentato entro il 30 novembre all’Agenzia per la famiglia. Il Piano di sviluppo è uno strumento di programmazione orientato e subordinato al concreto fabbisogno delle famiglie presenti sul territorio comunale, condiviso con gli enti gestori a livello comunale e orientato all’ottimale utilizzo delle strutture e dei servizi presenti sul territorio comunale.

2. I Comuni possono mettere a disposizione servizi socio-educativi per la prima infanzia presenti sul territorio comunale o avvalersi di servizi di altri Comuni della provincia di Bolzano o di Comuni fuori provincia.

Art. 3
Posti di assistenza

1. I Comuni mettono a disposizione posti di assistenza nelle diverse tipologie di servizi disciplinate al capo IV della legge provinciale 17 maggio 2013, n. 8, e successive modifiche.

2. Il Comune può avvalersi di posti-bambino nelle microstrutture aziendali di cui all’articolo 16 della legge provinciale 17 maggio 2013, n. 8, e successive modifiche, nei limiti dei vigenti criteri per la concessione dei contributi per microstrutture aziendali e l’acquisto di posti bambino presso servizi analoghi. Viceversa, nelle microstrutture comunali possono essere ceduti anche alcuni posti-bambino per i casi in cui il datore di lavoro di uno dei genitori contribuisca finanziariamente al costo del servizio di assistenza all’infanzia, a condizione che non vi siano liste di attesa presso il Comune gestore o presso altri Comuni.

3. Per cui il numero dei posti di assistenza deve essere tarato sul fabbisogno concreto, che il Comune deve rilevare e soddisfare in maniera ottimale. Deve essere garantito un posto di assistenza per almeno il 15 per cento dei bambini in età 0-3 anni residenti sul territorio comunale al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della domanda di contributo. Il Comune di residenza o di stabile dimora del bambino/della bambina partecipa ai costi sostenuti dalle famiglie che usufruiscono di servizi presso altri Comuni della provincia di Bolzano, come stabilito all’articolo 7. L’ampliamento del numero di posti di assistenza avviene in ogni caso tenendo conto dell’effettivo fabbisogno della popolazione e della necessità di creare posti di assistenza per almeno il 33 per cento dei bambini presenti sul territorio, in linea con gli obiettivi posti dal Consiglio europeo in occasione del convegno di Barcellona del 2002, poi ribaditi nella Strategia di Lisbona e successivamente nella Strategia Europa 2020.

4. Ogni posto di assistenza corrisponde convenzionalmente a 1.200 ore di assistenza annue.

5. Ai fini del raggiungimento dell’obiettivo di cui al comma 3, si considerano i bambini che usufruiscono di una delle forme di assistenza di cui al capo IV della legge provinciale 17 maggio 2013, n. 8, e successive modifiche, con il cofinanziamento da parte della Provincia, dei Comuni e degli utenti ai sensi dell’articolo 7 dei presenti criteri.

6. Al Comune che, in mancanza di adeguate motivazioni, non è in grado di raggiungere l’obiettivo di cui al comma 3, si applica nel primo esercizio finanziario utile una detrazione dai trasferimenti correnti a titolo di finanza locale pari a un importo calcolato in proporzione all’offerta mancante. L’ammontare della detrazione è determinato moltiplicando le ore di assistenza mancanti al raggiungimento del 15 per cento di cui al comma 3 per il costo orario standard del servizio previsto all’articolo 8, comma 1, lettera a), per le microstrutture superiori a dieci posti. Gli importi dedotti verranno riutilizzati per il finanziamento dei servizi per la prima infanzia.

Art. 4
Accesso ai servizi

1. Per l’accesso ai servizi si applicano i seguenti criteri di precedenza vincolanti, indicati in ordine decrescente di importanza:

a) la residenza del bambino/della bambina nel comune;

b) lo stato di lavoratore/lavoratrice di entrambi i genitori o del genitore monoparentale;

c) problematiche fisiche e/o psichiche certificate riguardanti il bambino/la bambina da assistere, un fratello/una sorella oppure un genitore;

d) l’orario lavorativo di ciascun genitore:

1) a tempo pieno;

2) a tempo parziale superiore al 50 per cento;

3) a tempo parziale fino al 50 per cento compreso.

2. Il Comune, in caso di servizio di microstruttura, e l’ente gestore, in caso di servizio di assistenza domiciliare all’infanzia, possono applicare ulteriori criteri di valutazione, quali ad esempio:

a) lo stato di genitore monoparentale;

b) la situazione di disagio psico-sociale o economico della famiglia del bambino/della bambina;

c) lo stato di disoccupazione di uno o entrambi i genitori, attestato dalla relativa iscrizione nella lista di disoccupazione;

d) la frequenza di corsi di formazione da parte di uno o di entrambi i genitori;

e) la frequenza da parte di uno o di entrambi i genitori di un corso per l’apprendimento di una delle lingue principali della provincia;

f) lo stato di lavoratore/lavoratrice nel settore privato;

g) la presenza di minori di 10 anni, iscritti nello stesso stato di famiglia del bambino/della bambina da assistere;

h) la data di iscrizione al servizio;

i) la stabile dimora del bambino/della bambina nel comune.

Art. 5
Requisiti di ammissione degli utenti e requisiti dei servizi

1. Di regola sono ammessi solo bambini e bambine che frequentano il servizio per almeno 12 ore settimanali.

2 Per i bambini e le bambine in età prescolare che hanno compiuto i quattro anni, o anche di età inferiore se già frequentanti la scuola dell’infanzia, che usufruiscono del servizio di assistenza domiciliare all’infanzia per il quale i genitori corrispondono la tariffa oraria piena, vengono fatturate le ore effettivamente utilizzate e non sussiste l’obbligo della frequenza minima di 12 ore settimanali.

3. Comune ed enti gestori garantiscono la continuità del servizio.

4. Comune ed enti gestori garantiscono la trasparenza nell’istruttoria delle domande e nella procedura di ammissione.

5. Al fine di garantire la continuità pedagogica, i bambini già frequentanti il servizio mantengono il posto con diritto di precedenza rispetto ad eventuali nuove ammissioni.

Art. 6
Beneficiari dei contributi provinciali

1. Possono beneficiare dei contributi provinciali:

a) i Comuni della provincia di Bolzano, in forma singola o associata, che gestiscono il servizio di microstruttura di cui all’articolo 15 della legge provinciale 17 maggio 2013, n. 8, e successive modifiche, e/o acquistano ore di assistenza nelle microstrutture aziendali di cui all’articolo 16 della medesima legge;

b) gli enti gestori che erogano il servizio di assistenza domiciliare all’infanzia di cui all’articolo 13 della legge provinciale 17 maggio 2013, n. 8, e successive modifiche, per conto dei Comuni.

2. Al fine di ottenere un contributo provinciale e un eventuale anticipo, devono essere rispettati i requisiti di base per l’avvio del servizio ai sensi dei vigenti standard qualitativi per l’attività pedagogica nei servizi di assistenza alla prima infanzia.

3. Il contributo provinciale di cui al comma 2 o l’eventuale saldo può essere liquidato solo a fronte dell’avvenuto accreditamento del servizio ai sensi dei vigenti standard qualitativi per l’attività pedagogica nei servizi di assistenza alla prima infanzia.

Art. 7
Finanziamento dei servizi

1. I servizi di cui all’articolo 1, comma 1, vengono finanziati su base oraria da Provincia e Comuni, e con la compartecipazione tariffaria degli utenti. Il Comune competente per il finanziamento è quello in cui i bambini e le bambine hanno la residenza. Se il bambino/la bambina non ha la residenza in provincia di Bolzano, è competente il Comune di stabile dimora.

2. La differenza tra il costo orario convenzionale di cui all’articolo 8 e la tariffa oraria massima a carico dell’utente di cui all’articolo 9, viene coperta con quote fisse di pari entità da parte della Provincia e dei Comuni. Se il costo orario effettivo è inferiore al costo orario convenzionale, la differenza viene calcolata sul costo orario effettivo.

3. Qualora la famiglia usufruisca di un’agevolazione tariffaria ai sensi del decreto del Presidente della Giunta provinciale 11 agosto 2000, n. 30, e successive modifiche, la Provincia integra il pagamento fino alla tariffa oraria massima.

4. I contratti e gli accordi tra Comuni ed enti gestori devono essere stipulati su base oraria e contenere il costo orario effettivo. Per il calcolo del contributo il costo orario effettivo va indicato con e senza IVA e arrotondato al secondo decimale.

Art. 8
Costo orario convenzionale dei servizi

1. I costi dei servizi sono espressi in costi orari convenzionali e sono differenziati per tipologia di servizio. Il costo orario convenzionale ammesso a contributo provinciale, ammonta a:

a) massimo euro 12,00, imposta sul valore aggiunto (IVA) esclusa, per le microstrutture con capacità superiore ai 10 posti;

b) massimo euro 14,00, IVA esclusa, per le microstrutture fino a 10 posti e per nuove microstrutture nell’anno di apertura e nel successivo anno solare;

c) massimo euro 10,20, eventuale IVA inclusa, per il servizio di assistenza domiciliare all’infanzia;

d) massimo euro 12,00, IVA esclusa, per le microstrutture aziendali; il prezzo applicato ai Comuni non può superare il prezzo più alto applicato alle aziende nella stessa microstruttura.

2. Il costo orario convenzionale include tutte le spese per la gestione del servizio. Le spese per investimenti, per manutenzione straordinaria e i costi amministrativi dei Comuni non concorrono a determinare il costo orario convenzionale.

3. Per il servizio di microstruttura il costo orario convenzionale indicato nel contratto di gestione può contenere anche eventuali costi a carico del Comune. Tali costi possono essere imputati - in parte o per intero - agli enti gestori.

4. I costi per la messa a disposizione di locali di proprietà comunale a un ente gestore possono concorrere a determinare il costo orario del servizio nella misura massima stabilita dall’Ufficio Estimo della Provincia per il canone di locazione convenzionale.

5. I costi per i pasti delle operatrici e degli operatori addetti all’assistenza dei bambini concorrono a determinare il costo orario convenzionale e pertanto non sono a carico del personale di assistenza.

6. Le microstrutture vengono accreditate per la loro capacità ricettiva massima. Il servizio viene affidato per la gestione della capacità ricettiva massima. Il costo orario convenzionale maggiorato per le microstrutture fino a 10 posti trova applicazione solamente nel caso in cui la capacità ricettiva massima sia di 10 posti.

7. Il finanziamento dei costi aggiuntivi per operatrici e operatori addetti all’assistenza di bambini con disabilità è disciplinato con appositi criteri.

Art. 9
Tariffe a carico degli utenti

1. La tariffa a carico degli utenti dei servizi viene calcolata ai sensi del decreto del Presidente della Giunta provinciale 11 agosto 2000, n. 30, e successive modifiche. La tariffa oraria a carico degli utenti è onnicomprensiva e include pasti, pannolini e prodotti igienici. Ai costi derivanti da esigenze o richieste particolari avanzate dai genitori devono provvedere le famiglie stesse.

2. La compartecipazione tariffaria per gli utenti dei servizi, di cui al comma 1, prevede una tariffa oraria minima di euro 0,90 e una tariffa oraria massima di euro 3,65, IVA inclusa.

3. Le tariffe orarie minime e massime possono essere aggiornate dalla Giunta provinciale d’intesa con il Consiglio dei Comuni.

4. Il sistema tariffario di cui al comma 2 trova applicazione per una frequenza massima di 1.920 ore annue a bambino/bambina oppure per un numero di ore proporzionalmente ridotto a fronte di una minore frequenza prevista dal contratto di assistenza. Se le ore di assistenza superano invece il limite massimo stabilito dal sistema tariffario, il costo delle ore eccedenti è a totale carico degli utenti.

5. A carico degli utenti dei servizi vengono fatturate, in base al sistema tariffario, le ore previste dal contratto di assistenza, tenuto conto del limite massimo di cui al comma 4 e delle eventuali assenze per ferie o malattia di cui ai commi 6 e 7.

6. Se il bambino/la bambina frequenta il servizio per tutto l’anno, non viene fatturato un periodo di assenza per ferie di tre settimane; in caso di frequenza inferiore all’anno, viene fatturato un periodo ridotto in proporzione. Il periodo delle ferie si aggiunge ai giorni di chiusura della struttura o di ferie del/della assistente domiciliare all’infanzia. È facoltà delle parti contrattuali aumentare il periodo di assenza per ferie da non fatturare. Agli utenti che superano il periodo massimo di ferie concordato viene fatturato il costo intero del servizio.

7. In caso di malattia del bambino vengono fatturati agli utenti del servizio i primi tre giorni di assenza in base alla tariffa dovuta. I giorni successivi vengono fatturati in base alla tariffa dovuta e per l’intero periodo di malattia a condizione che entro il terzo giorno di assenza del bambino/della bambina la famiglia presenti il certificato medico. In mancanza del certificato medico sarà addebitato alla famiglia l’intero costo orario del servizio per i giorni di assenza a partire dal quarto giorno. Vengono considerati in tal caso i giorni di frequenza previsti da contratto, esclusi i fine settimana, le festività ed eventuali altri giorni in cui il servizio non viene erogato.

8. Se la famiglia rifiuta, senza fornire adeguate motivazioni, un posto di assistenza rispondente alle proprie esigenze nel comune in cui il bambino/la bambina risiede o ha stabile dimora, e ricorre al servizio di assistenza di un altro Comune, la tariffa oraria a suo carico può essere aumentata di 1,00 euro, IVA inclusa. In questo caso si riduce di pari misura la quota di competenza del Comune in cui il bambino/la bambina risiede o ha stabile dimora.

Art. 10
Ammontare del contributo provinciale

1. Il contributo erogato dalla Provincia ai Comuni e agli enti gestori dei servizi di assistenza domiciliare all’infanzia viene concesso su base oraria per le ore di assistenza fatturate agli utenti dei servizi in base al sistema tariffario di cui all’articolo 9, comma 5. Il contributo provinciale non spetta invece per le ore da non fatturare agli utenti e per quelle a totale carico della famiglia.

2. Agli utenti dei servizi viene fatturata la tariffa dovuta in base al sistema tariffario per un numero minimo di 12 ore settimanali, anche qualora il bambino/la bambina abbia usufruito del servizio per un numero di ore inferiore. Vengono fatturate invece solo le ore di assistenza effettivamente usufruite se il bambino/la bambina non frequenta, per cause non dipendenti dalla famiglia, le 12 ore minime settimanali (ad es. per festività, chiusura della microstruttura, malattia o ferie dell’assistente domiciliare all’infanzia, inizio o fine servizio non coincidenti con il primo/l’ultimo giorno della settimana).

3. L’ammontare del contributo provinciale erogato ai Comuni per il servizio di microstruttura viene calcolato moltiplicando la quota oraria fissa a carico della Provincia per il numero di ore di servizio ammesse a finanziamento per l’anno di riferimento, con l’aggiunta della quota media di partecipazione tariffaria a carico della Provincia stimata sulla base delle domande di contributo.

4. L’ammontare del contributo provinciale agli enti gestori del servizio di assistenza domiciliare all’infanzia viene calcolato moltiplicando la quota oraria fissa a carico della Provincia e dei Comuni per il numero di ore di servizio ammesse a finanziamento per l’anno di riferimento, con l’aggiunta della quota media di partecipazione tariffaria a carico della Provincia stimata sulla base delle domande di contributo. La Provincia anticipa agli enti gestori la quota fissa a carico dei Comuni, che verrà recuperata dai trasferimenti correnti a titolo di finanza locale nel primo esercizio finanziario utile in seguito alle rendicontazioni degli enti gestori.

Art. 11
Termine di presentazione delle domande di contributo e di anticipo

1. Le domande di contributo e le domande per la concessione di un anticipo devono essere presentate all’Agenzia per la famiglia, utilizzando gli appositi moduli, entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello cui si riferisce il contributo e riferirsi all’anno solare.

2. La domanda di contributo deve contenere le ore di servizio previste, il relativo costo orario e le entrate stimate, derivanti dalla compartecipazione tariffaria a carico degli utenti dei servizi, e deve tenere conto della programmazione dei servizi di cui all’articolo 18, comma 1, della legge provinciale 17 maggio 2013, n. 8.

3. La domanda di contributo per il servizio di microstruttura viene presentata all’Agenzia per la famiglia unicamente dal Comune gestore della microstruttura, indipendentemente dai comuni di provenienza dei bambini assistiti. Il Comune gestore provvederà in seguito a regolare i rapporti economici con gli altri Comuni di provenienza dei bambini frequentanti il servizio di microstruttura, chiedendo il rimborso della compartecipazione concordata a loro carico. Nella domanda di contributo i Comuni gestori di microstrutture devono indicare anche le ore di servizio eventualmente acquistate in microstrutture aziendali. I Comuni che, non disponendo di una propria microstruttura, acquistano ore di assistenza in una microstruttura aziendale, presentano una propria domanda di contributo.

4. In presenza di residua disponibilità finanziaria, potranno essere accettate nuove domande o domande di contributo integrativo per ore aggiuntive di assistenza. Queste domande vanno presentate entro e non oltre il 30 settembre dell’anno di riferimento e verranno trattate in ordine cronologico di entrata. La domanda di contributo integrativo per ore aggiuntive deve essere corredata da un report delle ore erogate fino alla fine del mese precedente a quello di presentazione. Eventuali domande correttive di contributo vengono accettate soltanto fino all’emanazione del decreto di concessione.

5. I Comuni che aprono una nuova microstruttura possono presentare entro il 15 novembre domanda di contributo per l’anno in corso.

6. In caso di domande irregolari o incomplete, il/la responsabile del procedimento assegna agli interessati, a pena di decadenza, un termine congruo dal ricevimento della richiesta per regolarizzare o integrare la domanda.

7. I termini per la conclusione del procedimento amministrativo decorrono dai termini di presentazione indicati ai commi 1 e 4, e vengono sospesi per l’acquisizione delle informazioni o dei documenti necessari.

Art. 12
Anticipi

1. Su richiesta dell’ente può essere concesso un anticipo del 70 per cento del contributo concesso nell’anno precedente. Qualora il contributo richiesto per l’anno di riferimento sia inferiore al contributo concesso nell’anno precedente, l’anticipo del 70 per cento viene calcolato sul contributo richiesto.

2. In caso di enti richiedenti che presentino domanda di contributo per la prima volta o che non abbiano presentato la domanda di anticipo di cui al comma 1, contestualmente al contributo può essere concesso, su richiesta, un anticipo del 50 per cento del contributo concesso per l’anno di riferimento.

Art. 13
Rendicontazione e liquidazione

1. Il contributo deve essere rendicontato entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di concessione o di imputazione della spesa, se diverso, pena la revoca del beneficio.

2. Per gravi e motivate ragioni può essere concessa una proroga fino a un ulteriore anno; trascorso inutilmente tale termine, il contributo è automaticamente revocato. Se il beneficiario ha percepito un anticipo, deve restituirlo maggiorato degli interessi legali.

3. Il rendiconto, consistente in una dichiarazione sostitutiva ai sensi dell’articolo 2, comma 2/ter, della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche, da redigersi sull’apposito modulo predisposto dall’Agenzia per la famiglia, deve riportare:

a) le ore di servizio fatturate agli utenti nell’anno di riferimento in base al sistema tariffario;

b) le entrate suddivise tra la quota dovuta in base al decreto del Presidente della Giunta provinciale 11 agosto 2000, n. 30, e successive modifiche, e l’eventuale quota ulteriore a carico delle famiglie che hanno usufruito del servizio al di fuori del proprio territorio comunale ai sensi dell’articolo 9, comma 8, dei presenti criteri.

4. Per il servizio di microstruttura il Comune deve rendicontare alla Provincia le ore di assistenza fatturate agli utenti in base al sistema tariffario, distinte per singola struttura e Comune di provenienza dei bambini e delle bambine, e dichiarare l’avvenuto pagamento all’ente gestore delle ore di assistenza rendicontate.

5. Per il servizio di assistenza domiciliare all’infanzia l’ente gestore deve rendicontare alla Provincia le ore di assistenza fatturate agli utenti in base al sistema tariffario, distinte per Comune di competenza. Alla rendicontazione l’ente gestore deve allegare anche la relazione annuale inviata ad ogni Comune. Nel corso dell’anno, l’ente gestore informa regolarmente i singoli Comuni in merito alle ore di assistenza erogate e fatturate in base al sistema tariffario agli utenti residenti o aventi stabile dimora nel rispettivo territorio.

6. Non devono essere rendicontate le ore di ferie non fatturate alle famiglie. Queste ore vengono comunque rilevate separatamente a fini amministrativi e statistici.

7. Non devono essere rendicontati i costi e le entrate relativi alle ore di assistenza che superano il limite massimo stabilito all’articolo 9, comma 4, e quelle a totale carico degli utenti dei servizi. Queste ore vanno comunque rilevate separatamente a fini amministrativi e statistici.

8. Il contributo spettante viene rideterminato, nel limite dell’importo del contributo concesso, sulla base delle ore fatturate in base al sistema tariffario agli utenti dei servizi nell’anno di riferimento e tenuto conto della effettiva compartecipazione tariffaria da parte degli utenti stessi.

9. Qualora in sede di rendicontazione l’ente non documenti una spesa a suo carico pari almeno all’anticipo già percepito, deve restituire l’importo eccedente maggiorato degli interessi legali.

10. I termini per la conclusione del procedimento amministrativo decorrono dal termine di cui al comma 1, previsto per la presentazione della domanda di liquidazione, e vengono sospesi per l’acquisizione delle informazioni o dei documenti necessari a regolarizzare la rendicontazione.

Art. 14
Controlli

1. Ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche, l’Agenzia per la famiglia effettua controlli a campione su almeno il sei per cento delle dichiarazioni sostitutive relative ai contributi per i quali è stato liquidato il saldo. Può inoltre procedere alla verifica di congruità dei costi orari convenzionali in ottemperanza a quanto disposto all’articolo 8, comma 1, lettere c) e d).

2. L’individuazione delle dichiarazioni sostitutive da sottoporre a controllo avviene mediante sorteggio effettuato da una apposita commissione. Il sorteggio è effettuato secondo il principio di casualità dalla lista dei contributi erogati nell’anno di riferimento. La commissione è nominata dal direttore/dalla direttrice di ripartizione competente ed è composta dal direttore/dalla direttrice di ripartizione competente, dalla direttrice/dal direttore dell’Agenzia per la famiglia e da un funzionario esperto/una funzionaria esperta.

3. Nei controlli viene esaminata la veridicità delle dichiarazioni sostitutive rilasciate in sede di rendicontazione dal/dalla rappresentante legale dell’ente beneficiario del contributo e viene verificata la regolarità della documentazione contabile in originale e la sua conformità in relazione alle ore di assistenza rendicontate. A tal fine gli enti gestori devono consentire all’Agenzia per la famiglia l’accesso alla loro documentazione contabile e provvedere a fornire le necessarie informazioni ai sensi delle norme vigenti in materia.

4. Sono inoltre sottoposti a controllo tutti i casi ritenuti dubbi dall’Agenzia per la famiglia.

5. Gli enti gestori devono mettere a disposizione dei Comuni soggetti a controllo la documentazione originale in loro possesso.

6. I controlli possono essere effettuati anche in collaborazione con funzionari di altre ripartizioni dell’Amministrazione provinciale, mediante sopralluogo presso la sede dell’ente oppure tramite richiesta di invio della documentazione originale di spesa.

Art. 15
Norme transitorie

1. I presenti criteri sostituiscono quelli approvati con delibera della Giunta provinciale n. 597 del 19 giugno 2018, e si applicano con decorrenza dal 1° gennaio 2019.

2. Per i contratti già in essere riguardanti la gestione di un servizio di microstruttura non stipulati su base oraria, e fino alla scadenza degli stessi, il Comune dovrà comunicare all’Agenzia per la famiglia, ai fini della concessione del contributo, il costo orario deliberato per l’anno cui si riferisce il contributo richiesto. Tale costo orario è determinato dal Comune nel rispetto di quanto stabilito all’articolo 8. Gli importi fatturati ai Comuni da parte degli enti gestori dovranno essere in ogni caso calcolati e rendicontati su base oraria.

3. Per i contratti in vigore riguardanti la gestione di una microstruttura, che non possono essere adeguati ai presenti criteri prima del termine di cui al comma 1, vige un periodo transitorio fino alla loro scadenza naturale.

 

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