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Delibera 24 luglio 2018, n. 731
Criteri per l'agevolazione delle abitazioni rurali

Anlage

Criteri per l’agevolazione delle abitazioni rurali

Articolo 1
Ambito di applicazione

1. I presenti criteri disciplinano la concessione di agevolazioni per la costruzione e la ristrutturazione di abitazioni rurali ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lett. c), della legge provinciale 14 dicembre 1998, n. 11, e successive modifiche.

Articolo 2
Finalità

1. Le agevolazioni previste dai presenti criteri sono concesse per creare uno spazio abitativo adeguato alle esigenze della famiglia contadina quale presupposto indispensabile per la gestione dell’azienda agricola, per garantire la permanenza della famiglia contadina presso il maso e prevenire l’abbandono delle zone rurali.

Articolo 3
Definizioni

1. Ai fini dell’applicazione dei presenti criteri si applicano le seguenti definizioni:

a) “nucleo familiare di base”: i componenti del nucleo familiare ai sensi dell’articolo 7/ter, comma 1, del decreto del Presidente della Giunta provinciale 15 luglio 1999, n. 42, e successive modifiche;

b) “interventi di ristrutturazione”: gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento, di adattamento architettonico della cubatura esistente da almeno 25 anni nonché, subordinatamente, anche i lavori di manutenzione ordinaria connessi con questi interventi. L’ampliamento massimo della cubatura esistente non può essere superiore al 20 per cento. La demolizione e conseguente ricostruzione non sono considerate ristrutturazione;

c) “aziende a indirizzo produttivo misto”: imprese agricole che esercitano attività in diversi ambiti della produzione agricola primaria e che contemporaneamente possiedono uno dei requisiti oggettivi minimi di cui all’articolo 7, comma 1;

d) “colture specializzate”: coltivazione professionale in pieno campo di colture agricole, eccetto le colture foraggere, la frutticoltura e la viticoltura. Si applicano le definizioni di cui al manuale dell’anagrafe provinciale delle imprese agricole;

e) “punti di svantaggio”: la misura degli svantaggi naturali che ostacolano la produzione di un’impresa agricola, disciplinati ai sensi dell’articolo 13 del decreto del Presidente della Provincia 9 marzo 2007, n. 22;

f) “DURP”: “Dichiarazione unificata di reddito e patrimonio”, e “VSE”, valore della situazione economica del nucleo familiare di base, ai sensi del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, e successive modifiche;

g) “limite di volume d’affari minimo ai fini della contabilità IVA”: il volume d’affari minimo previsto ai fini dell’obbligo alla tenuta della contabilità IVA. Si tiene conto esclusivamente della vendita di prodotti agricoli;

h) “prima casa”: abitazione per il fabbisogno abitativo primario del/della richiedente e della sua famiglia, dove si trova anche la residenza anagrafica principale.

i) “avvio dei lavori”: la data di inizio dei lavori di costruzione relativi all’intervento oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante che renda irreversibile l’investimento per l’intervento. Non sono considerati, in ogni caso, avvio dei lavori l'acquisto di terreni e lo svolgimento di lavori preparatori quali la richiesta di permessi, la predisposizione dei documenti relativi alla domanda di contributo o la realizzazione di studi di fattibilità.

2. In attuazione dell’articolo 4, comma 3, del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, per le prestazioni previste nei presenti criteri si applica il primo livello di valutazione.

3. In deroga a quanto previsto dalle norme di cui al decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, e successive modifiche, si applicano le seguenti regole particolari:

a) nel caso in cui il/la richiedente abbia appena rilevato l’azienda agricola o non sia ancora in possesso dei requisiti oggettivi minimi di cui all’articolo 7, comma 1, al momento della compilazione della DURP e nella DURP non risulti ancora il rispettivo reddito, la DURP viene aggiornata, tenendo conto della situazione aziendale al momento della presentazione della domanda;

b) per il calcolo del VSE non si considera il patrimonio immobiliare;

c) si considera il patrimonio mobiliare di cui all’articolo 25 del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, e successive modifiche, se oltrepassa il limite di 150.000,00 euro nel caso in cui il/la richiedente sia una singola persona, e di 250.000,00 euro in caso di comunione familiare;

d) l’articolo 17 del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, si applica esclusivamente in presenza di situazioni eccezionali di durata pluriennale.

Articolo 4
Beneficiari

1. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui ai seguenti criteri, che non rappresentano aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, gli agricoltori e le agricoltrici che, ai sensi dell’articolo 31 della legge 26 maggio 1965, n. 590, coltivano direttamente il fondo dell’azienda in qualità di proprietari o affittuari e che sono iscritti nell’anagrafe provinciale degli imprenditori agricoli.

2. L’azienda del/della richiedente deve appartenere ad una delle seguenti quattro categorie:

a) aziende frutticole e viticole, nonché aziende che coltivano colture specializzate,

b) aziende zootecniche aventi fino a 39 punti di svantaggio,

c) aziende zootecniche con 40 e più punti di svantaggio,

d) aziende a indirizzo produttivo misto.

Articolo 5
Iniziative ammesse

1. Sono ammesse all’agevolazione la costruzione e la ristrutturazione della prima casa rurale del/della richiedente e del suo nucleo familiare di base, a condizione che a fine lavori l’immobile non venga classificato in una delle categorie catastali A1, A8 o A9.

Articolo 6
Esclusione dall’agevolazione e condizioni

1. Non possono beneficiare delle agevolazioni:

a) i/le richiedenti con un valore della situazione economica (VSE) del nucleo familiare di base superiore al 4° livello di contributo di cui all’articolo 9, comma 2;

b) i/le richiedenti che allevano da 5 a 10 unità bovine adulte (UBA) o che coltivano da 1 a 2 ettari di superficie frutticola o viticola, se con l’attività agricola non viene generato il volume d’affari minimo richiesto per la contabilità obbligatoria dell’IVA. L’esclusione non si applica se il VSE del nucleo familiare di base non supera il primo livello di contributo, oppure se l’azienda dimostra di avere almeno 40 punti di svantaggio e contemporaneamente il VSE del nucleo familiare di base non supera il secondo livello di contributo;

c) i/le richiedenti che, in aggiunta all’attività agricola o ad un’attività connessa all’attività agricola, esercitano un’attività economica autonoma o libero professionale, se con l’attività agricola non si raggiunge il volume d’affari minimo richiesto per la contabilità obbligatoria dell’IVA;

d) i/le richiedenti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 7, comma 1, lettera c), se non si raggiunge il volume d’affari minimo richiesto per la contabilità obbligatoria dell’IVA;

e) l’affittuario/l’affittuaria richiedente che ha stipulato un contratto di affitto con componenti del suo stesso nucleo familiare di base o con parenti entro il secondo grado di componenti del suo nucleo familiare di base, se oggetto del contratto sono l’immobile da agevolare oppure i requisiti minimi di cui all’articolo 7, comma 1.

Articolo 7
Requisiti

1. I/le richiedenti devono dimostrare di possedere i seguenti requisiti oggettivi minimi, per la verifica dei quali si considerano i dati contenuti nell’anagrafe provinciale delle imprese agricole:

a) allevare nella propria azienda cinque unità bovine adulte (UBA) o

b) coltivare un ettaro di superficie frutticola o viticola o

c) coltivare due ettari di colture specializzate.

2. Nel caso di aziende zootecniche deve essere rispettato il carico di bestiame massimo, come stabilito nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per la Provincia autonoma di Bolzano per l’agevolazione di fabbricati aziendali; sono escluse da tale obbligo le aziende a indirizzo produttivo misto con massimo tre UBA. Per il calcolo del carico di bestiame valgono le tolleranze previste per i premi a superficie nelle direttive di applicazione del Programma di sviluppo rurale.

3. Ai fini dell’ammissione all’agevolazione per l’edilizia abitativa e della determinazione della stessa si considera l’abitazione esistente, di proprietà del/della richiedente e del suo nucleo familiare di base, applicando eventuali riduzioni a seconda delle dimensioni, dello stato di conservazione e della disponibilità dell’immobile. Con riguardo alla vetustà nonché allo stato di conservazione e di manutenzione dell’abitazione si applicano i coefficienti correttivi di cui agli articoli 3 und 4 del decreto del Presidente della Giunta provinciale 15 settembre 1999, n. 51; non si considerano le abitazioni dichiarate ufficialmente inagibili o utilizzate per scopi agrituristici.

4. L’agevolazione è concessa, se negli ultimi 20 anni l’impresa agricola interessata non ha ancora raggiunto il tetto massimo delle spese ammissibili previste per l’abitazione rurale, riferite ad una superficie abitabile netta pari a 110 metri quadrati. Tale tetto massimo si calcola sommando tutte le spese ammesse ad agevolazione negli ultimi 20 anni; in tal caso si provvede a rivalutare i contributi precedentemente concessi sulla base degli indici dei costi di costruzione di un fabbricato residenziale validi per Bolzano. In casi di forza maggiore si può derogare al limite dei 20 anni.

5. Fermo restando il tetto massimo delle spese ammissibili, il periodo di 20 anni di cui al comma 4 può essere ridotto a dieci anni se sussistono le seguenti condizioni:

a) l’oggetto dell’agevolazione si trova presso la sede di un maso chiuso che negli ultimi cinque anni è passato di proprietà;

b) i/le richiedenti l’agevolazione sono giovani agricoltori/agricoltrici che presentano domanda di agevolazione entro cinque anni dal primo insediamento ai sensi delle norme UE;

c) si tratta della prima domanda di agevolazione per un’abitazione rurale da parte dei/delle richiedenti;

d) l’unità abitativa per la quale negli ultimi 20 anni sono state concesse agevolazioni è gravata da un diritto reale di godimento iscritto al tavolare a favore del soggetto che cede il maso;

e) l’unità abitativa di cui alla lettera d) è occupata effettivamente come abitazione principale dall’intestatario/dalla intestataria del diritto reale e quest’ultimo/ultima non è proprietario/proprietaria e non vanta diritti reali di godimento su altre unità abitative;

f) i/le richiedenti non dispongono di altre superfici abitative, adibite a scopi agrituristici o ad altre attività produttive.

Articolo 8
Spese ammissibili

1. La spesa minima ammissibile ammonta a 10.000,00 euro.

2. Le spese ammissibili sono determinate, per quanto ivi previste, in base all’elenco prezzi approvato annualmente dalla Commissione tecnica di cui alla legge provinciale 19 novembre 1993, n. 23, e successive modifiche, per i lavori in ambito agricolo e forestale. L’importo massimo delle spese ammissibili risulta dal prodotto tra il costo di costruzione convenzionale per metro quadrato e i metri quadrati di superficie netta abitabile, per un massimo di 110 metri quadrati; i costi di costruzione convenzionali sono stabiliti dalla Giunta provinciale ai sensi dell’articolo 7 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, per il semestre in cui viene emesso l’atto di concessione dell’agevolazione; l’effettiva superficie abitabile dell’oggetto agevolabile può anche essere superiore.

3. L’importo delle spese ammissibili di cui al comma 2 può essere aumentato:

a) fino ad un massimo del 30 per cento per i seguenti interventi chiaramente definiti e documentati nel progetto: lavori di demolizione, scavi in roccia, costruzione di mura di sostegno necessarie dal punto di vista statico, o di pali nonché lavori esterni di consolidamento, purché direttamente connessi al progetto ammesso ad agevolazione;

b) fino ad un massimo del 30 per cento per lavori di ristrutturazione di case d’abitazioni soggette a vincolo di tutela storico-artistica o degli insiemi nonché di abitazioni agricole di interesse storico risultanti vincitrici di un concorso di progettazione architettonico agevolato dalla Provincia di Bolzano. I maggiori costi devono essere indicati separatamente nel preventivo dettagliato e nella documentazione di rendiconto. Nel caso di ampliamento di un edificio soggetto a vincolo di tutela storico-artistica o degli insiemi, la maggiorazione di cui al presente comma si applica esclusivamente alle spese per interventi edili sulla cubatura esistente;

c) dal 5 al 30 per cento in dipendenza dei punti di svantaggio per la distanza e per l’accesso. La maggiorazione è di 5 punti percentuali in caso di raggiungimento di 5 punti di svantaggio ed aumenta di un punto percentuale per ogni punto di svantaggio aggiuntivo;

d) del due per cento ogni 100 metri superiori a 1000 m di altitudine, in dipendenza dell’altitudine in cui si trova l’immobile.

4. Le maggiorazioni di cui al comma 3 sono cumulabili tra loro e possono essere concesse anche in aggiunta all’importo massimo di cui al comma 2.

5. In caso di incendio, di danni causati da forza maggiore, di esproprio ed alienazione di fabbricati rurali, l’importo risultante dalla somma dell’agevolazione e dei proventi derivanti da assicurazioni, dall’esproprio ovvero dalla vendita non può superare le spese ammesse. Nel caso in cui le spese ammesse calcolate in base all’elenco prezzi di cui al comma 2 siano superiori al massimale delle spese ammissibili di cui allo stesso comma, in riferimento alla possibilità di cumulo si applica un tetto massimo pari a una volta e mezzo il suindicato massimale; si considerano i proventi relativi ai cinque anni precedenti la concessione dell’agevolazione.

Articolo 9
Tipologia e misura delle agevolazioni

1. L’agevolazione viene concessa in forma di contributo in conto capitale.

2. Per ogni categoria di beneficiari di cui all’articolo 4, comma 2, sono previsti quattro livelli di contributo in base al valore della situazione economica (VSE):

a) 1° livello di contributo, corrispondente a un VSE fino a 3,24;

b) 2° livello di contributo, corrispondente a un VSE da 3,25 fino a 4,46;

c) 3° livello di contributo, corrispondente a un VSE da 4,47 fino a 5,07;

d) 4° livello di contributo, corrispondente a un VSE da 5,01 fino a 5,48.

3. I valori VSE di cui al comma 2 vengono aggiornati al costo della vita con criteri analoghi a quelli previsti dalle norme sull’agevolazione del fabbisogno abitativo primario nell’edilizia agevolata della Provincia autonoma die Bolzano.

4. Per le singole categorie di beneficiari la percentuale di contributo sulle spese ammesse ammonta:

a) dal 30 al 15 per cento per le aziende frutti-viticole o con superfici coltivate a colture speciali;

b) dal 45 al 30 per cento per le aziende zootecniche con meno di 40 punti di svantaggio;

c) dal 50 al 35 per cento per le aziende zootecniche con 40 o più punti di svantaggio;

d) per le aziende ad indirizzo produttivo misto:

1) alle percentuali di cui alla lettera a), se nella DURP il reddito agricolo derivante dalla produzione di piante risulta essere più del triplo di quello derivante dall’allevamento di bestiame;

2) alle percentuali di cui alle lettere b) o c), se nella DURP il reddito agricolo derivante dall’allevamento di bestiame risulta essere superiore a quello derivante dalla produzione di piante;

3) dal 40 al 25 per cento per tutte le altre aziende ad indirizzo produttivo misto.

5. Le percentuali di contributo di cui al comma 4 sono graduate in modo tale che, al passaggio del VSE al livello successivo di cui al comma 2, la percentuale di contributo diminuisce di 5 punti percentuali.

6. Per gli interventi di ristrutturazione le percentuali di contributo di cui al comma 4 sono aumentate di 7 punti percentuali.

7. La percentuale di contributo sulle spese ammesse ammonta al 65 per cento per i/le richiedenti che al momento della presentazione della domanda soddisfano tutte le seguenti condizioni:

a) allevano da cinque a massimo 25 unità bovine adulte;

b) raggiungono il volume d’affari minimo richiesto per la contabilità obbligatoria dell’IVA;

c) la loro azienda presenta almeno 75 punti di svantaggio;

d) hanno almeno due persone a carico ai fini IRPEF,

e) presentano un VSE del nucleo familiare non superiore a 1,5.

Articolo 10
Presentazione delle domande

1. Le domande di agevolazione, compilate sul modulo predisposto dall’ufficio competente e firmate dal/dalla richiedente, devono essere presentate alla Ripartizione provinciale Agricoltura prima dell’inizio dei lavori.

2. Le domande contengono le seguenti informazioni e dichiarazioni riguardo a:

a) abitazioni di proprietà presenti oppure vendute dal/dalla richiedente negli ultimi cinque anni oppure espropriate nello stesso periodo;

b) altre agevolazioni eventualmente richieste ad altre pubbliche amministrazioni per lo stesso progetto;

c) consegna della DURP per il/la richiedente ed il suo nucleo familiare di base;

d) tenuta del registro IVA;

e) data in cui è stata rilevata l’azienda.

3. Alla domanda deve essere allegata la seguente documentazione:

a) progetto approvato dal Comune con concessione edilizia o altro titolo ai sensi del regolamento edilizio ed eventuali adempimenti richiesti, nonché relazione tecnica;

b) calcolo della cubatura in caso di ampliamento del volume abitativo;

c) preventivo dettagliato o in alternativa, per nuove costruzioni, preventivo di spesa sommario con costi forfettari a metro cubo di volume abitativo oppure a metro quadrato di superficie abitativa; in entrambi i casi il preventivo deve essere firmato da un libero professionista abilitato/una libera professionista abilitata;

d) dichiarazione in ordine al finanziamento previsto per progetti con spesa ammissibile superiore a 150.000,00 euro;

e) cronoprogramma dei lavori.

Articolo 11
Istruttoria delle domande

1. L’ufficio competente conferma per iscritto la regolarità della domanda presentata o invia una richiesta scritta di regolarizzazione della stessa ai sensi dei commi 2 e 3.

2. Le domande incomplete o le domande per le quali non viene comprovata la sussistenza dei requisiti di cui all’articolo 7, qualora pertinenti, devono essere perfezionate entro 30 giorni dalla richiesta scritta dell’ufficio competente. Le domande non perfezionate entro tale termine vengono archiviate d’ufficio.

3. Per l’inquadramento nei livelli di contributo si considerano la DURP, il VSE e i punti di svantaggio alla data di presentazione della domanda di contributo.

4. Al momento della concessione del contributo e delle liquidazioni si deve verificare il rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 6, comma 1, lettere dalla b) alla e), e la sussistenza di tutti i requisiti di cui all’articolo 7.

5. Al momento della liquidazione finale del contributo i/le richiedenti devono avere la residenza anagrafica nell’abitazione oggetto dell’agevolazione.

Articolo 12
Anticipi

1. In seguito alla comunicazione di inizio lavori e sulla base del cronoprogramma, i soggetti beneficiari possono chiedere un anticipo, che può ammontare fino ad un massimo del 50 per cento dell’agevolazione approvata per il rispettivo anno.

Articolo 13
Rendicontazione e liquidazione

1. I soggetti beneficiari devono rendicontare le spese sostenute entro la fine dell’anno successivo a quello del provvedimento di concessione o di imputazione della spesa, se diverso. Trascorso tale termine senza che abbia avuto luogo la rendicontazione della spesa per causa riconducibile al beneficiario/alla beneficiaria, è disposta la revoca del contributo. Per gravi e motivate ragioni può essere concessa una proroga fino a un ulteriore anno, trascorso inutilmente il quale il contributo è automaticamente revocato. Se per la realizzazione dei lavori è previsto un arco temporale pluriennale, il beneficiario/la beneficiaria deve rendicontare la spesa sostenuta entro la fine dell’anno successivo all’anno di riferimento delle singole attività previste nel cronoprogramma.

2. Possono essere liquidati anche importi parziali in base allo stato di avanzamento dei lavori, nel limite massimo dell’80 per cento del contributo complessivo, sempre in base a quanto stabilito nel cronoprogramma. Per la liquidazione parziale devono essere presentati, insieme alla relativa domanda, lo stato parziale redatto da un libero professionista abilitato/una libera professionista abilitata, oppure le fatture debitamente quietanzate relative alle spese sostenute nell’anno di riferimento.

3. Per la liquidazione finale del contributo devono essere presentate, in aggiunta alla documentazione di cui al comma 2, i seguenti documenti:

a) licenza d’uso o certificato di agibilità o segnalazione certificata di agibilità, oppure comunicazione di fine lavori ove non fosse prevista una concessione edilizia;

b) progetto di variante di fine lavori, se necessario;

c) attestazione della stipula di una polizza di assicurazione contro gli incendi che copra almeno il 150 per cento delle spese ammissibili, con la relativa quietanza di pagamento dell’ultimo premio;

d) stato finale.

4. La liquidazione del contributo avviene dopo la verifica della regolarità della documentazione presentata.

Articolo 14
Restituzione di anticipi, riduzioni e revoca

1. Se in sede di verifica della documentazione di spesa presentata per la liquidazione dell’agevolazione o del saldo dell’importo residuo, nel caso in cui sia stato erogato un anticipo, viene accertata la mancanza dei requisiti per la concessione con riferimento a singole spese nel relativo periodo, è disposta la revoca parziale dell’agevolazione per un importo corrispondente e la somma da erogare è ridotta in proporzione.

2. Se è stato erogato un anticipo e l’agevolazione è ridotta ai sensi del comma 1 in misura maggiore rispetto all’ammontare del saldo, il beneficiario/la beneficiaria è tenuto/tenuta a restituire la somma corrispondente alla parte dell’anticipo interessata dalla decurtazione dell’agevolazione, maggiorata degli interessi legali.

3. Se la spesa sostenuta è inferiore a quella ammessa, l’importo dell’agevolazione viene ridotto in proporzione alla spesa effettivamente sostenuta.

4. Se invece, all’atto della liquidazione o dopo la liquidazione dell’agevolazione, viene accertata la mancanza dei requisiti per la sua concessione, è disposta la revoca dell’agevolazione, che – qualora già erogata – deve essere restituita maggiorata degli interessi legali.

5. In caso di dichiarazioni false o mendaci nella domanda di concessione o in qualsiasi altro atto o documento presentato per ottenere l’agevolazione, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2/bis della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche.

Articolo 15
Obblighi e sanzioni

1. La concessione dell’agevolazione comporta per il beneficiario/la beneficiaria l’obbligo di utilizzare, a partire dalla data della liquidazione finale, l’abitazione agevolata come abitazione principale per sé e per la sua famiglia per la durata di almeno dieci anni. Qualora durante i dieci anni l’impresa agricola venga ceduta, l’obbligo si considera rispettato se l’abitazione agevolata è destinata all’uso abitativo di chi rileva il maso.

2. Per un periodo di cinque anni dalla liquidazione finale il conduttore/la conduttrice dell’impresa agricola alla quale appartiene l’abitazione rurale agevolata è obbligato/obbligata ad esercitare un’attività agricola rispondente ai requisiti oggettivi minimi di cui all’articolo 7, comma 1.

3. In caso di mancato rispetto degli obblighi di cui ai commi 1 e 2, si procede – tranne che in casi di forza maggiore – alla revoca di quella parte dell’agevolazione che si riferisce alla durata residua del rispettivo periodo decennale o quinquennale. La durata residua si calcola dalla data dell’accertamento delle circostanze che comportano la revoca dell’agevolazione fino al termine dei periodi di cui ai commi 1 e 2. L’importo corrispondente deve essere restituito, maggiorato degli interessi legali.

4. In caso di indebita percezione di vantaggi economici si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2/bis e all’articolo 5, comma 6, della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche.

Articolo 16
Controlli

1. Ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche, gli uffici della Ripartizione provinciale Agricoltura competenti per la liquidazione delle agevolazioni effettuano controlli a campione su almeno il 6 per cento delle domande ammesse.

2. Non sono oggetto dei controlli a campione le iniziative incentivate la cui regolare realizzazione sia stata verificata direttamente da funzionari della Ripartizione provinciale Agricoltura sulla base di appositi accertamenti e dei relativi verbali. Rimangono comunque in essere i controlli a campione in ordine alla veridicità delle dichiarazioni sostitutive nonché all’obbligo del mantenimento della destinazione d’uso.

3. L’individuazione delle iniziative da sottoporre a controllo a campione avviene annualmente mediante sorteggio, effettuato da una commissione composta dal Direttore/dalla Direttrice della Ripartizione provinciale Agricoltura o da un suo delegato/una sua delegata, dal Direttore/dalla Direttrice dell’ufficio competente per la liquidazione dell’agevolazione e da un funzionario incaricato/una funzionaria incaricata. Delle operazioni di sorteggio e del relativo esito viene redatto apposito verbale.

4. Durante il controllo a campione si prende visione della documentazione contabile in originale e si verificano la veridicità delle dichiarazioni presentate, l’effettiva realizzazione dell’iniziativa agevolata nonché il rispetto della destinazione d’uso prevista.

5. Fatto salvo quanto previsto nei commi precedenti, l’ufficio competente può disporre le ulteriori verifiche ritenute necessarie.

6. In caso di accertate irregolarità si applicano le sanzioni previste dalla normativa vigente.

Articolo 17
Applicazione

1. I presenti criteri si applicano alle domande presentate a partire dalla data della loro pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione, nonché alle domande giacenti e non ancora approvate entro tale data.

 

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