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Delibera 12 dicembre 2017, n. 1390
Criteri per incentivare gli investimenti nelle imprese di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli - Revoca della propria delibera n. 1239 del 14.11.2017 (modificata con delibera n. 731 del 24.07.2018) (temporaneamente sospesa dalla delibera n. 467 del 11.06.2019)

Allegato

Criteri per incentivare gli investimenti nelle imprese di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli

Art. 1
Ambito di applicazione

1. I presenti criteri disciplinano le modalità di concessione di aiuti per incentivare gli investimenti nelle imprese di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli, in attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettera b), della legge provinciale 14 dicembre 1998, n. 11, e successive modifiche. Gli aiuti soddisfano tutte le condizioni di cui al capo I del regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione, del 25 giugno 2014 (GU L193/1 del 1.7.2014), che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali e che abroga il regolamento della Commissione (CE) n. 1857/2006, nonché le condizioni specifiche per le categorie di aiuti di cui all’articolo 17 dello stesso regolamento e sono esentati dall’obbligo di notifica di cui all’articolo 108, paragrafo 3, del TFUE.

Art. 2
Definizioni

1. Ai sensi dell’articolo 2 del regolamento (UE) n. 702/2014 si intende per:

a) "prodotto agricolo": i prodotti elencati nell'allegato I del TFUE, ad eccezione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura elencati nell'allegato I del regolamento (UE) n. 1379/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, recante modifica ai regolamenti (CE) n. 1184/2006 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga il regolamento (CE) n. 104/2000 del Consiglio;

b) "produzione agricola primaria": la produzione di prodotti del suolo e dell'allevamento, di cui all'allegato I del TFUE, senza ulteriori interventi volti a modificare la natura di tali prodotti;

c) "trasformazione di prodotti agricoli": qualsiasi trattamento di un prodotto agricolo in cui il prodotto ottenuto resta pur sempre un prodotto agricolo, eccezione fatta per le attività svolte nell'azienda agricola necessarie per preparare un prodotto animale o vegetale alla prima vendita;

d) "commercializzazione di un prodotto agricolo": la detenzione o l'esposizione di un prodotto agricolo allo scopo di vendere, mettere in vendita, consegnare o immettere sul mercato in qualsiasi altro modo detto prodotto, ad eccezione della prima vendita da parte di un produttore primario a rivenditori o a imprese di trasformazione, e qualsiasi attività che prepara il prodotto per tale prima vendita; la vendita da parte di un produttore primario a consumatori finali è considerata commercializzazione di un prodotto agricolo, se avviene in locali separati, adibiti a tale scopo.

Art. 3
Beneficiari

1. Possono beneficiare degli aiuti previsti dai presenti criteri le microimprese, nonché le piccole e medie imprese, anche in forma collettiva, che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro, e che operano nel settore della trasformazione e commercializzazione di latte e derivati del latte, di ortaggi e patate, di frutta commestibile, di vini di uve fresche, nonché i produttori primari dei prodotti agricoli di cui all’allegato I del TFUE che provvedono direttamente alla loro trasformazione e commercializzazione.

2. Ai fini dell’applicazione dei presenti criteri tra i beneficiari di cui al comma 1 si distinguono in particolare i produttori primari di prodotti agricoli che provvedono direttamente alla loro trasformazione e commercializzazione e che, al momento della concessione dell’aiuto, hanno realizzato un fatturato non superiore a euro 300.000,00.

3. Dal beneficio degli aiuti sono escluse le imprese in difficoltà ai sensi dell'articolo 2, punto 14, del regolamento (UE) n. 702/2014.

4. Non vengono concessi aiuti individuali a favore di imprese destinatarie di un ordine di recupero pendente a seguito di una precedente decisione della Commissione, che dichiara gli aiuti illegittimi e incompatibili con il mercato interno.

Art. 4
Iniziative incentivabili

1. Sono incentivabili le seguenti iniziative:

a) investimenti edili concernenti la costruzione, la ristrutturazione e l’ammodernamento di:

1) strutture per la conservazione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;

2) locali per la vendita, per la degustazione, per l’amministrazione e per le maestranze, purchè situati presso l’unità di produzione;

b) investimenti tecnici concernenti l’acquisto di:

1) nuovi macchinari, attrezzature tecniche ed impianti per la conservazione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione e per i sistemi di gestione della qualità dei prodotti agricoli;

2) nuovi contenitori per la conservazione di prodotti agricoli e lo smaltimento dei rispettivi sottoprodotti.

3) mezzi di trasporto esterni nuovi per la commercializzazione diretta da parte delle imprese collettive con un fatturato annuo massimo pari a euro 100.000,00.

2. Non sono incentivabili:

a) i meri investimenti sostitutivi;

b) la sostituzione di oggetti già incentivati prima della scadenza della prescritta destinazione d’uso (5 anni per contenitori, macchinari ed impianti, 10 anni per edifici);

c) i lavori di manutenzione ordinaria, inclusi quelli per l’adeguamento alle norme in materia di sicurezza sul lavoro, igiene e tutela ambientale;

d) l’acquisto di recipienti per la raccolta, la conservazione, il trasporto e la lavorazione quali bins di plastica per il settore delle pomacee, nonché botti di legno con capienza inferiore ai 1.000 litri per la vinificazione;

e) l’acquisto o il leasing di immobili;

f) la costruzione di strutture e l’acquisto di attrezzature per la conservazione, la lavorazione e il commercio di pomacee per le imprese di cui all’articolo 3, comma 2;

g) l’acquisto di terreni e/o la loro sistemazione;

h) la realizzazione di impianti fotovoltaici e impianti di riscaldamento;

i) l’acquisto o il noleggio di autovetture e mezzi di trasporto interno ed esterno (come ad esempio carrelli elevatori, piattaforme elevabili, mezzi per la raccolta del latte);

j) l’acquisto di arredi e attrezzature tecniche per uffici, sale riunioni, locali di vendita e di degustazione;

k) la realizzazione di locali e l’acquisto dei relativi arredi da destinare a cucina per le attività agrituristiche.

3. Gli investimenti devono essere conformi alla normativa dell'Unione europea, dello Stato e della Provincia in materia di tutela ambientale. Per gli investimenti che richiedono una valutazione dell'impatto ambientale ai sensi della direttiva 2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, e successive modifiche, gli aiuti sono concessi a condizione che il progetto di investimento sia stato oggetto di tale valutazione e abbia ottenuto l'autorizzazione prima della data di concessione degli aiuti individuali.

4. Non possono essere concessi aiuti che contravvengono ai divieti o alle restrizioni stabiliti nel regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, e successive modifiche, anche se tali divieti e restrizioni interessano solo il sostegno dell'Unione previsto da tale regolamento.

Art. 5
Presupposti generali per le imprese di cui all’articolo 3, comma 1

1. Per le imprese collettive le iniziative di cui all’articolo 4, comma 1, possono essere incentivate, a condizione che in una data zona di conferimento non sia già stata concessa un’agevolazione, sulla base del volume di produzione di un prodotto agricolo ivi prodotto, per un investimento comune per la trasformazione e la commercializzazione del medesimo prodotto e il rispettivo impianto sia ancora funzionante per lo scopo originario. Questa prescrizione non vale se l’investimento in quella zona interessa una quantità esigua di quel dato prodotto agricolo.

2. Se il richiedente è un’organizzazione di produttori oppure un suo socio, il finanziamento degli investimenti tecnici avviene esclusivamente nell’ambito dei programmi operativi approvati ai sensi del regolamento (UE) n. 1308/2013, e successive modifiche. Sono esclusi gli investimenti tecnici per la trasformazione di frutta e verdura da parte dei soci di un’organizzazione di produttori.

Art. 6
Presupposti aggiuntivi per il settore frutticolo per le imprese di cui all’articolo 3, comma 1

1. Per le imprese di cui all’articolo 3, comma 1, che operano nel settore della conservazione, lavorazione e commercializzazione delle pomacee, gli investimenti vengono incentivati alle seguenti condizioni:

a) la costruzione di strutture per la conservazione è ammessa nella misura necessaria per la conservazione del 95 per cento della media dei conferimenti degli ultimi tre anni, a condizione che vengano conferite almeno 20.000 tonnellate annue di frutta da tavola; ai fini della determinazione della media non vengono considerati gli anni caratterizzati da perdite straordinarie;

b) l’acquisto di qualsiasi macchina o impianto per la cernita, il confezionamento o la spedizione nonché la costruzione o la trasformazione delle strutture connesse sono ammessi, a condizione che presso l’azienda vengano lavorate più di 35.000 tonnellate di frutta da tavola. Per le imprese che lavorano esclusivamente prodotti biologici è richiesto un quantitativo minimo di 15.000 tonnellate di frutta da tavola. Per la determinazione della quantità lavorata dalle cooperative si considera il volume massimo della propria produzione degli ultimi tre anni. In casi debitamente motivati può essere ammesso uno scostamento dai valori minimi fino all’8 per cento.

Art. 7
Presupposti per le imprese di cui all’articolo 3, comma 2

1. Presupposto per l’incentivazione delle iniziative di cui all’articolo 4, comma 1, è che la persona richiedente o un/una familiare che collabora nell'azienda sia in possesso di una specifica formazione agraria oppure abbia maturato una esperienza lavorativa almeno triennale nel rispettivo campo di attività. Il requisito della specifica formazione professionale agraria deve essere attestato da un diploma di scuola secondaria superiore o istituto superiore o università ad indirizzo agrario o concernente la trasformazione alimentare, di scuola professionale per l’agricoltura e l’economia domestica o dalla frequenza di un corso specifico della durata di almeno 50 ore tenuto da organizzazioni pubbliche o private e riconosciuto dalla Ripartizione provinciale Agricoltura.

2. Ai fini della concessione di un aiuto l’impresa agricola, fatta eccezione per il settore dell’apicoltura, deve coltivare almeno:

a) 1 ettaro di frutteto o vigneto o

b) 2 ettari di prato, foraggere avvicendate, mais e altri cereali, ortaggi, fragole e piante officinali e aromatiche.

3. Per le aziende ad indirizzo misto che coltivano sia frutteti o vigneti che altre colture, le superfici di cui al comma 2, lettere a) e b), sono calcolate nel rapporto di 1:2 e sommate.

4. Per il riconoscimento delle superfici valgono i rispettivi dati contenuti nell’anagrafe provinciale delle imprese agricole di cui al decreto del Presidente della Provincia 9 marzo 2007, n. 22, e successive modifiche.

5. Nel caso di aziende zootecniche devono essere rispettati il carico di bestiame minimo e massimo previsti nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Provincia autonoma di Bolzano per l’agevolazione di costruzioni aziendali; sono escluse da tale obbligo le aziende a indirizzo produttivo misto con un massimo di due unità di bestiame adulto (UBA). Per il calcolo del carico di bestiame valgono le tolleranze previste per i premi a superficie nelle direttive di attuazione del Programma di sviluppo rurale.

6. I prodotti agricoli da trasformare devono inoltre provenire in misura prevalente dalla propria azienda. Nei rispettivi ambiti di attività devono essere raggiunti inoltre, al momento della concessione dell’aiuto, i seguenti valori in termini di superficie minima coltivata in ettari (ha) o di numero minimo di capi:

a) 1 ettaro di vigneto;

b) 1 ettaro di pomacee;

c) 1 ettaro di coltivazione orticola e/o cerealicola e/o di piccoli frutti e/o di drupacee;

d) 1.000 metri quadrati di coltivazione di piante officinali e aromatiche,

e) per le distillerie, limitatamente alla produzione di alcol etilico di cui al codice 22.08 della nomenclatura CN, 1 ha di frutteto e 200 l di alcol etilico;

f) un carico minimo di bestiame di 5 UBA per la lavorazione delle carni o di 5 UBA di bestiame da latte per la trasformazione di latte o derivati del latte;

g) 50 alveari.

7. Presupposto per l’incentivazione delle iniziative di cui all’articolo 4, comma 1, è che il produttore non sia socio di una cooperativa o di un’organizzazione di produttori oppure che il produttore sia esonerato dall’obbligo di conferimento per il quantitativo da trasformare o per la corrispondente superficie minima coltivata.

Art. 8
Percentuali di aiuto

1. Per la realizzazione delle iniziative ammesse delle imprese di cui all’articolo 3, comma 1, vengono concessi aiuti nelle seguenti percentuali:

a) fino al 20 per cento della spesa ammessa, per il settore delle pomacee e del settore vitivinicolo,

b) fino al 30 per cento della spesa ammessa, per il settore dei prodotti di origine animale e vegetale, esclusi i settori delle pomacee e vitivinicolo; per le imprese operanti in questo settore l’aiuto è aumentato di:

1) 10 punti percentuali, se le imprese producono prodotti di qualità ai sensi del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari;

2) 5 punti percentuali per le imprese che producono almeno il 90 per cento dei loro prodotti in conformità al marchio di “Qualità Alto Adige/Qualität Südtirol” ai sensi della legge provinciale 22 dicembre 2005, n. 12, e successive modifiche, o in conformità a marchi privati di organizzazioni di produttori, registrati a livello internazionale o europeo e che prevedono criteri di qualità per i rispettivi prodotti e un sistema di controllo della qualità e dell’origine.

2. Per la realizzazione delle iniziative ammesse delle imprese di cui all’articolo 3, comma 2, viene concesso un aiuto, per ciascuna iniziativa, nelle seguenti percentuali:

a) fino al 40 per cento della spesa ammessa per le iniziative di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a); per le iniziative di cui al punto 1) la superfice massima ammessa non può superare i 75 metri quadrati, mentre per le iniziative di cui al punto 2) non può superare i 25 metri quadrati;

b) fino al 30 per cento della spesa ammessa per le iniziative di cui all’articolo 4, comma 1, lettera b);

c) fino al 20 per cento della spesa ammessa, per le iniziative di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), punto 1), per la superficie ammessa oltre i 75 metri quadrati.

3. I limiti alle superfici di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2 si riferiscono alle singole domande di aiuto.

4. Le percentuali di aiuto di cui al comma 2 possono essere aumentate di ulteriori 10 punti percentuali per le imprese che producono almeno il 90 per cento dei prodotti in conformità al marchio di “Qualità Alto Adige/Qualität Südtirol” ai sensi della legge provinciale 22 dicembre 2005, n. 12, e successive modifiche, oppure in conformità a marchi privati di organizzazioni di produttori, registrati a livello internazionale o europeo e che prevedono criteri di qualità per i rispettivi prodotti e un sistema di controllo della qualità e dell’origine.

5. Per la stessa iniziativa può essere concesso un aiuto massimo pari al 40 per cento della spesa ammessa, tenuto conto di tutti i cumuli previsti dal presente articolo.

Art. 9
Tipologia di aiuti

1. Le iniziative possono essere incentivate mediante concessione di una delle seguenti tipologie di aiuti:

a) un contributo in conto capitale nella misura di cui all’articolo 8, qualora le spese ammesse non siano superiori a euro 400.000,00;

b) in caso di contratto di locazione finanziaria, un contributo attualizzato sul canone della locazione finanziaria nel limite del valore netto del bene di massimo euro 400.000,00; al termine del periodo di locazione finanziaria la proprietà del bene deve passare al beneficiario, a meno che il contratto di locazione finanziaria non abbia una durata pari alla vita utile del bene dato in locazione;

c) un mutuo a tasso agevolato ai sensi della legge provinciale 15 aprile 1991, n. 9, e successive modifiche, qualora le spese ammesse siano superiori a euro 400.000,00; per gli investimenti realizzati da organizzazioni di produttori o da loro soci la spesa ammessa deve ammontare da un minimo di euro 1.500.000,00 ad un massimo di euro 4.000.000,00.

2. Un contributo in conto capitale può essere concesso a condizione che, al momento della concessione dell’aiuto:

a) le imprese collettive nel settore dei prodotti di origine animale e vegetale, esclusi i settori delle pomacee e vitivinicolo, non superino un fatturato annuo documentato di 15 milioni di euro;

b) le imprese di cui all’articolo 3, comma 2, non superino un fatturato annuo documentato di euro 300.000,00;

c) le imprese dei settori delle pomacee e vitivinicolo non superino un fatturato annuo documentato di euro 300.000,00.

Art. 10
Determinazione delle spese ammesse

1. Con riferimento alle imprese di cui all’articolo 3, comma 1, le spese ammesse sono così determinate:

a) per le iniziative di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), punto 1), sulla base dell’elenco provinciale dei prezzi indicativi per i lavori pubblici fino alla misura massima dei costi di costruzione per metro quadrato fissati semestralmente per l'edilizia abitativa agevolata; se l’altezza del locale è superiore a 4 metri, possono essere ammesse spese fino ad un massimo dell’80 per cento dei costi di costruzione per metro cubo fissati semestralmente per l'edilizia abitativa agevolata;

b) per le iniziative di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), punto 2), sulla base dei costi di costruzione per metro quadrato fissati semestralmente per l'edilizia abitativa agevolata.

2. Le superfici massime ammesse sono:

a) per i locali di vendita    100 mq;

b) per i locali per la degustazione  150 mq;

c) per gli uffici amministrativi  200 mq;

d) per i locali per le maestranze  400 mq.

2. In caso di incentivazione di un nuovo investimento, si considerano le entrate degli ultimi cinque anni derivanti da alienazioni o da locazione di immobilizzazioni materiali finanziate con aiuti pubblici.

3. Se l’immobile finanziato con aiuti pubblici è dato in locazione, dalle spese ammesse per un nuovo investimento edile viene detratta la somma di tutti i canoni maggiorati e/o scontati riferiti ad un periodo massimo di cinque anni; non si considerano i contratti di locazione di durata inferiore a 12 mesi.

4. Con riferimento alle imprese di cui all’articolo 3, comma 2, le spese massime ammesse sono così determinate:

a) per le iniziative di cui al cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), punto 1), fino ad un massimo del 50 per cento dei costi per metro quadrato fissati semestralmente per l'edilizia abitativa agevolata;

b) per le iniziative di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), punto 2), fino ad un massimo pari ai costi per metro quadrato fissati semestralmente per l'edilizia abitativa agevolata.

5. Le spese tecniche possono essere riconosciute fino ad un massimo del sei per cento della spesa ammessa per l’intero progetto, se il progetto è stato redatto da un tecnico/una tecnica iscritto/iscritta nell’apposito albo professionale. Nel calcolo della spesa ammessa in base ai costi di costruzione fissati semestralmente per l'edilizia abitativa agevolata per metro quadrato o metro cubo le spese tecniche sono già incluse.

Art. 11
Importi minimi e massimi delle spese ammesse

1. Gli importi minimi e massimi delle spese ammesse per categoria di impresa sono determinati nell’Allegato A).

2. In deroga alle disposizioni di cui al comma 1, e all’articolo 9, comma 1, lettera c), per le iniziative ammesse e realizzate da imprese collettive operanti nel settore frutticolo situate in aree periferiche in cui si effettua la riconversione in frutteti, le spese massime ammesse nel triennio possono ammontare fino a 20 milioni di euro. Le spese massime ammesse per impresa e per progetto d’investimento sono in ogni caso limitate a 10 milioni di euro.

3. Per il calcolo delle spese massime ammesse per il triennio, si considerano le date dei provvedimenti di concessione degli ultimi aiuti erogati al richiedente per le iniziative previste dai presenti criteri.

Art. 12
Presentazione delle domande

1. Le domande di aiuto, redatte sul modulo predisposto dall’ufficio competente, devono essere presentate prima dell’inizio dei lavori, dell’acquisto dei beni o della realizzazione delle attività di cui all’articolo 4 alla Ripartizione provinciale Agricoltura. La domanda deve riportare i seguenti dati e informazioni:

a) la denominazione e dimensione dell’impresa nonché la sua forma giuridica;

b) la sede dell’impresa;

c) le generalità e i dati anagrafici del/della legale rappresentante;

d) la partita IVA;

e) le coordinate bancarie, compreso l’IBAN;

f) la tipologia di aiuto (contributo in conto capitale o mutuo) e l’importo dell’incentivo pubblico necessario per la realizzazione del progetto;

g) la descrizione e ubicazione dell’iniziativa, comprese le date di inizio e fine progetto;

h) l’elenco dei costi, costituito per la parte edile dal preventivo di spesa di un libero/una libera professionista abilitato/abilitata e per la parte tecnica dalle offerte delle ditte;

i) la dichiarazione di non aver richiesto o percepito, anche da altre amministrazioni pubbliche, altre agevolazioni di qualsiasi genere per l’iniziativa oggetto della domanda.

2. Alla domanda devono inoltre essere allegati, a seconda del caso, i seguenti documenti:

a) la documentazione tecnica;

b) la concessione edilizia, se richiesta;

c) la delibera del consiglio di amministrazione oppure dell’assemblea generale, avente ad oggetto l’investimento da incentivare;

d) una descrizione dell’impresa e dell’attività di trasformazione e di commercializzazione;

e) documentazione comprovante la disponibilità dell’immobile oggetto dell’investimento per la durata dell’obbligo della destinazione d’uso di cui all’articolo 16, se il richiedente non ne è il proprietario;

f) cronoprogramma delle attività (per attività pluriennali).

3. Nel rispetto dei limiti massimi fissati per il triennio per le spese ammesse di cui all’Allegato A), per le iniziative ammesse può essere presentata una sola domanda di aiuto nell’arco di 12 mesi.

Art. 13
Istruttoria delle domande

1. L’ufficio competente conferma per iscritto che la domanda è regolarmente pervenuta.

2. Le domande incomplete o che non soddisfano tutti i presupposti di cui agli articoli 5, 6 e 7, devono essere perfezionate entro un termine massimo di 60 giorni dalla relativa richiesta scritta. Le domande non perfezionate entro i termini prescritti sono archiviate d’ufficio.

3.  (abrogato con delibera n. 731  del 24.07.2018)

4. Il termine per la conclusione del procedimento di concessione degli aiuti di cui ai presenti criteri decorre dalla data in cui sono soddisfatti tutti i presupposti.

Art. 14
Libero accesso

1. Il beneficiario deve comunque consentire al personale in servizio presso la Ripartizione provinciale Agricoltura, incaricato di vigilare sull’applicazione della normativa vigente, il libero accesso alle strutture ed alla documentazione attinenti all’oggetto dell’aiuto richiesto o concesso.

Art. 15
Liquidazione dell’aiuto

1. La liquidazione dell’aiuto concesso avviene su presentazione della relativa domanda, corredata dalla documentazione relativa alla spesa ammessa, dopo la verifica della sua regolarità da parte dell’ufficio provinciale competente.

2. Per documentare la spesa ammessa è necessario presentare una rendicontazione con l’elenco delle fatture e le fatture saldate. Per bonifici tramite home o internet banking la conferma di transazione deve essere datata almeno due giorni lavorativi successivi all’ordine telematico di bonifico. Non sono ammessi pagamenti tramite vaglia postali, assegni o in contante.

3. Per le imprese di cui all’articolo 3, comma 2, per documentare la realizzazione delle iniziative di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), è sufficiente presentare una dichiarazione firmata dal direttore/dalla direttrice dei lavori, contenente le seguenti indicazioni:

a) che i lavori e gli acquisti sono stati eseguiti conformemente al progetto approvato o al progetto di variante e nel rispetto delle prescrizioni degli organi competenti;

b) che durante lo svolgimento dei lavori non sono state fatte modifiche sostanziali e che eventuali modifiche non sostanziali si sono rese necessarie per migliorare l’opera;

c) elenco riepilogativo dei costi di costruzione.

4. Alla dichiarazione di cui al comma 3 va allegata la seguente documentazione:

a) licenza d’uso o dichiarazione di fine lavori, se non è richiesta la concessione d’edilizia;

b) dichiarazione di inizio lavori vidimata dal Comune;

c) per le cantine vinicole, dichiarazione di produzione vitivinicola.

5. Le imprese di cui all’articolo 3, comma 1, devono allegare alla domanda di liquidazione dell’aiuto la licenza d’uso o la dichiarazione di fine lavori, se non è richiesta la concessione d’edilizia.

6. Non vengono erogati anticipi dell’aiuto concesso o pagamenti parziali per stati di avanzamento.

7. Il beneficiario deve rendicontare le spese sostenute entro la fine dell’anno successivo a quello del provvedimento di concessione o di imputazione della spesa, se diverso. Trascorso tale termine o un termine più breve eventualmente stabilito senza che abbia avuto luogo la rendicontazione della spesa per causa riconducibile al beneficiario, l’aiuto viene revocato.

Art. 16
Obblighi

1. La concessione dell’aiuto comporta l’obbligo a carico del beneficiario di rispettare la destinazione d’uso degli investimenti edili per almeno dieci anni e degli investimenti tecnici per almeno cinque anni, nonché il divieto di alienare tali beni nei periodi di tempo suindicati.

2. Nel caso di cambio di destinazione o di alienazione del bene prima della scadenza dei termini di cui al comma 1, il beneficiario è tenuto, tranne che per cause di forza maggiore, alla restituzione dell’aiuto concesso in proporzione alla durata residua del periodo di riferimento. La durata residua è calcolata dalla data dell’accertamento delle circostanze che hanno determinato la revoca dell’aiuto fino al termine del rispettivo periodo. L’importo corrispondente va restituito maggiorato degli interessi legali.

Art. 17
Revoca

1. Se in sede di verifica della documentazione di spesa presentata per la liquidazione dell’aiuto viene accertata la mancanza dei presupposti per la concessione dell’aiuto in riferimento a singole spese nel relativo periodo, è disposta la revoca parziale dell’aiuto per un importo corrispondente e l’aiuto è ridotto in proporzione.

2. Se invece, all’atto della liquidazione o dopo la liquidazione dell’aiuto, viene accertata la mancanza di presupposti per la sua concessione, è disposta la revoca dell’aiuto, che – qualora già erogato – deve essere restituito maggiorato degli interessi legali.

3. Nel caso di acquisto del bene mediante contratto locazione finanziaria, l’aiuto deve essere restituito, maggiorato degli interessi legali, qualora alla scadenza del contratto di leasing il bene non venga riscattato, a meno che il contratto di locazione finanziaria non abbia una durata pari alla vita utile del bene dato in locazione.

4. In caso di dichiarazioni non veritiere o mendaci nella domanda di concessione o in qualsiasi altro atto o documento presentato per ottenere l’aiuto, oppure in caso di omissione di informazioni dovute, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2/bis della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche.

Art. 18
Controlli

1. Ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche, vengono eseguiti annualmente controlli a campione su almeno il sei per cento delle iniziative incentivate.

2. Non sono oggetto dei controlli a campione le iniziative incentivate la cui regolare realizzazione sia stata verificata direttamente da funzionari della Ripartizione provinciale Agricoltura mediante appositi accertamenti e con i relativi verbali. Rimangono comunque in essere i controlli a campione in ordine alla veridicità delle dichiarazioni sostitutive nonché all’obbligo del mantenimento della destinazione d’uso.

3. L’individuazione delle iniziative da sottoporre a controllo a campione avviene annualmente mediante sorteggio, effettuato da una commissione composta dal Direttore/dalla Direttrice della Ripartizione provinciale Agricoltura o da un suo delegato/una sua delegata, dal Direttore/dalla Direttrice dell’ufficio competente per la liquidazione dell’aiuto e da un funzionario incaricato/una funzionaria incaricata. Delle operazioni di sorteggio e del relativo esito viene redatto apposito verbale.

4. I controlli amministrativi e i sopralluoghi sono eseguiti da funzionari della Ripartizione provinciale Agricoltura, che redigono il relativo verbale di accertamento.

5. In caso di accertate irregolarità trovano applicazione le sanzioni previste dalla normativa vigente.

Art. 19
Divieto di cumulo

1. Gli aiuti di cui ai presenti criteri non sono cumulabili con altri aiuti di Stato, con aiuti “de minimis” né con altre misure di sostegno dell’Unione europea in relazione alle stesse spese ammesse, se tale cumulo dà luogo a un’intensità d’aiuto superiore al livello fissato dal regolamento (UE) n. 702/2014.

Art. 20
Validità

2. Il presente regime di aiuti è valido fino al 31 dicembre 2020.

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