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Delibera 8 agosto 2017, n. 848
Concessione di contributi relativi a percorsi di formazione professionale di breve durata (modificata con delibera n. 270 del 23.03.2021)

ALLEGATO A

Criteri per la concessione di contributi alle aziende per azioni di formazione continua

Articolo 1
Ambito di applicazione

1. I presenti criteri disciplinano, ai sensi delle leggi provinciali 10 agosto 1977, n. 29, e successive modifiche, e 12 novembre 1992, n. 40, e successive modifiche, la concessione di contributi a favore in particolare delle piccole e medie imprese (PMI) dell’Alto Adige, per la realizzazione di progetti formativi aziendali volti alla formazione e all’aggiornamento professionale dei propri dipendenti.

2. Il contributo per la realizzazione dell’attività formativa è erogato in regime di aiuti alla formazione, così come previsto dall’articolo 31 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014.

3. Per quanto riguarda le definizioni di impresa e categorie di impresa, si fa riferimento agli articoli 1, 2, 3 dell’allegato 1 del regolamento (UE) n. 651/2014 (vedi nota 1).

Articolo 2
Formazione continua aziendale

1. Per formazione continua aziendale si intende un programma di azioni formative strettamente connesso alle esigenze dell’impresa.

2. Le azioni devono essere descritte in un elaborato tecnico-progettuale, denominato progetto formativo, secondo il modello predisposto dall’Area Formazione professionale italiana.

3. Le attività formative devono svolgersi in sedi e locali conformi alla normativa vigente in materia di igiene, sanità e sicurezza.

4. L’azione formativa non può superare le 500 ore di formazione e deve essere rivolta complessivamente ad almeno cinque partecipanti.

5. L’azione formativa può essere costituita da uno o più corsi di aggiornamento/specializzazione professionale; se essa è articolata in più corsi di formazione, sono ammissibili al finanziamento solamente i corsi che prevedono la frequenza costante di almeno cinque partecipanti.

Articolo 3
Beneficiari

1. Possono beneficiare dei contributi per la realizzazione di progetti formativi nell’ambito della formazione continua aziendale le imprese che, al momento della liquidazione del contributo, hanno una sede o una filiale in provincia di Bolzano.

Articolo 4
Destinatari

1. Destinatari delle azioni formative sono i lavoratori e le lavoratrici dipendenti delle imprese beneficiarie, con rapporto di lavoro subordinato regolarmente retribuito, nonché i lavoratori e le lavoratrici assunti con contratto di apprendistato, a condizione che le azioni formative finanziate non siano utilizzate per l’assolvimento delle prestazioni obbligatorie previste dalla normativa vigente.

2. Per ciascun lavoratore l’impresa beneficiaria deve garantire idonea copertura assicurativa per infortuni e responsabilità civile, esonerando espressamente la Provincia autonoma di Bolzano da ogni responsabilità in caso di mancata o irregolare stipula delle assicurazioni medesime. Le coperture assicurative devono coprire l’intera durata delle attività formative.

3. Si ritengono idonee ad assolvere l’obbligo di assicurazione sia le posizioni assicurative esistenti attivate presso l'INAIL dal datore di lavoro per l’attività ordinaria dell’impresa, sia le polizze assicurative RCO e RCT già attivate da parte del datore di lavoro per l’attività ordinaria dell’impresa, previa verifica dell’effettiva copertura delle fasi di formazione anche nel caso di lavoratori sospesi.

Articolo 5
Risorse finanziarie e contributo

1. Nel mese di gennaio l’Area Formazione professionale italiana pubblica sul suo sito internet l’ammontare delle risorse finanziarie messe a disposizione nel relativo anno solare per il finanziamento di azioni di formazione continua.

2. I progetti formativi, finanziabili fino all’esaurimento delle risorse disponibili, devono essere presentati prima della loro realizzazione e comunque entro le seguenti scadenze: 10 gennaio, 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre.

3. Le domande di contributo devono essere trasmesse, entro le scadenze sopraelencate, al seguente indirizzo PEC:

formazioneprofessionale.berufsbildung@pec.prov.bz.it.

4. Il contributo concedibile per ogni singolo progetto formativo non può essere inferiore a 1.000,00 euro e superiore a 30.000,00 euro.

Articolo 6
Avvio e durata delle azioni formative

1. L’avvio delle azioni formative deve avvenire alla data dichiarata nella domanda di contributo.

2. La domanda di contributo è sempre riferita alle attività formative che verranno avviate nel periodo compreso tra le date di scadenza periodica di cui all’articolo 5, comma 2, e la data di scadenza successiva.

3. È permesso l’avvio delle attività formative sotto propria responsabilità ed esclusivamente nel periodo compreso tra le date di scadenza periodica di cui all’articolo 5, comma 2, e la data di formale approvazione della domanda di contributo.

4. In caso di valutazione negativa, non è riconosciuto alcun rimborso per le attività precedentemente avviate.

5. Le azioni formative devono concludersi entro sei mesi dalla data di avvio dell’attività.

Articolo 7
Progetto formativo

1. Il progetto formativo deve essere elaborato secondo il modello predisposto dall’Area Formazione professionale italiana, e deve riportare quanto segue:

a) la denominazione dell’azione formativa;

b) le finalità generali e i risultati attesi sia in riferimento all’azienda che ai lavoratori e alle lavoratrici coinvolti;

c) la descrizione dell’azione formativa;

d) il numero e la tipologia dei destinatari della formazione;

e) l’articolazione del programma didattico e la durata delle azioni formative;

f) le date di inizio e fine dell’azione formativa che saranno vincolanti per la concessione del contributo;

g) il piano finanziario redatto secondo le voci di spesa riconosciute dai presenti criteri.

Articolo 8
Costi ammissibili

1. Ai fini del contributo sono riconosciuti unicamente i costi della docenza, dell’affitto di eventuali aule esterne per la realizzazione della formazione aziendale e il costo del lavoro.

2. Il costo del lavoro si riferisce ai costi sostenuti dall’impresa per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti coinvolti nelle azioni formative in orario di lavoro.

3. Il costo del lavoro è riconosciuto solo ai fini del calcolo del cofinanziamento privato; il contributo non concorre in ogni caso a coprire tale costo. Al fine del riconoscimento del costo del lavoro sostenuto dall’azienda sono considerate soltanto le ore durante le quali i lavoratori e le lavoratrici hanno effettivamente partecipato alla formazione, detratte le ore produttive.

4. Per le azioni di formazione continua ammesse al finanziamento è concesso un contributo massimo pari al 70% dei costi riconosciuti (art. 31 del regolamento UE n. 651/2014).

5. Le azioni formative finanziabili concernono esclusivamente materie tecnico-professionali attinenti al settore dell’azienda richiedente e alle prospettive professionali ed esigenze di aggiornamento e specializzazione dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti destinatari della formazione.

6. Non sono ammesse al finanziamento la formazione di base, le attività di consulenza, le attività formative del settore linguistico e dell’informatica di base, nonché le attività formative organizzate dalle imprese per conformarsi alla normativa nazionale obbligatoria in materia di formazione (art. 31 del regolamento (UE) n. 651/2014).

7. Le aziende beneficiarie si impegnano a finanziare la quota restante necessaria per la realizzazione dell’azione formativa, sulla base di quanto previsto dalla vigente normativa.

8. I criteri per stabilire le voci di costo e i relativi importi ammessi al finanziamento sono riportati nell’allegato A1. Per quanto non espressamente previsto si applica la vigente normativa provinciale e nazionale.

Articolo 9
Domanda e documentazione

1. La domanda di contributo deve essere presentata prima dell’inizio dell’attività formativa e nei periodi previsti dai presenti criteri. Non è ammissibile la domanda riferibile ad attività formative già attivate e/o concluse.

2. La domanda deve essere compilata secondo i modelli forniti dall’Area Formazione professionale italiana.

3. La richiesta di contributo è composta da:

a) domanda di finanziamento firmata dal/dalla legale rappresentante dell’azienda richiedente;

b) dichiarazione sul regime di aiuto prescelto e dichiarazione Deggendorf;

c) progetto formativo e piano finanziario.

4. Dal progetto formativo si devono evincere in modo inequivocabile:

a) i dati identificativi dell’azienda richiedente;

b) la descrizione e l’ubicazione del progetto formativo;

c) il numero e le caratteristiche dei lavoratori e delle lavoratrici in formazione;

d) il preventivo di spesa elaborato secondo le modalità previste dal piano finanziario;

e) le date di inizio e fine dell’attività formativa;

f) che il contributo viene concesso sotto forma di sovvenzione.

Articolo 10
Ammissibilità della domanda

1. La domanda di finanziamento è ammissibile se risponde alle seguenti caratteristiche:

a) rispetto del termine previsto per la presentazione;

b) corretta compilazione della domanda di finanziamento sottoscritta dal/dalla legale rappresentante dell’impresa e del progetto formativo con il relativo piano di finanziamento, redatti secondo i modelli predisposti dall’Area Formazione professionale italiana;

c) indicazione delle date di inizio e fine dell’azione formativa;

d) corretta compilazione della dichiarazione sul regime di aiuto prescelto e della dichiarazione Deggendorf, redatta secondo il modello predisposto dall’Area Formazione professionale italiana;

e) allegazione di una tabella con la descrizione delle modalità di calcolo utilizzate per definire il costo del lavoro secondo quanto previsto nell’allegato A1.

2. L’ammissibilità della domanda di contributo è inoltre subordinata alla verifica della regolarità del Documento unico di regolarità contributiva (DURC) da parte dell’Area Formazione professionale italiana.

3. In assenza dei requisiti indicati nei commi 1 e 2 la domanda di contributo non è accolta e non è sottoposta alla successiva valutazione di merito.

Articolo 11
Commissione di valutazione

e verifica dei progetti

1. I progetti ammessi sono sottoposti a verifica di congruità da un’apposita Commissione di valutazione istituita presso l’Area Formazione professionale italiana.

2. La Commissione di valutazione è composta da tre componenti individuati dal Direttore/dalla Direttrice d’Area all’interno dell’Area Formazione professionale italiana.

3. La Commissione procede alla verifica dei progetti formativi sulla base dei seguenti criteri di congruità: finalità generali, risultati attesi, numero di lavoratori e lavoratrici partecipanti alla formazione, caratteristiche del progetto formativo e costi della formazione. L’esito della verifica di ammissibilità e l’ordine cronologico di ricezione della domanda di contributo determinano la posizione del soggetto beneficiario nella graduatoria dei progetti di volta in volta approvati.

4. Per ogni sessione di valutazione è approvato l’elenco delle aziende beneficiarie, che viene pubblicato all’albo e sul sito internet dell’Area Formazione professionale italiana.

Articolo 12
Obblighi del richiedente

1. La concessione del contributo finanziario si riferisce unicamente alle azioni formative descritte nella domanda di finanziamento dell’impresa beneficiaria.

2. Le attività formative devono essere completamente realizzate entro sei mesi dalla data di avvio dell’attività, come previsto dall’articolo 6 e come riportato nella lettera di autorizzazione.

3. La comunicazione riguardante modifiche al calendario dei corsi di formazione, la sede di svolgimento, i docenti e l’elenco delle persone partecipanti deve essere inoltrata, per la relativa autorizzazione, all’Area Formazione professionale italiana almeno cinque giorni prima dell’avvio delle azioni formative, conformemente a quanto indicato nel progetto formativo.

4. Per documentare la presenza delle persone partecipanti è necessario compilare l’apposito registro didattico di presenza, messo a disposizione dall’Area Formazione professionale italiana.

5. Tutte le comunicazioni devono essere effettuate utilizzando i modelli predisposti dall’ Area Formazione professionale italiana.

6. Le aziende beneficiarie si impegnano a non modificare la proposta progettuale, se non previa esplicita autorizzazione da parte dell’ Area Formazione professionale italiana.

Articolo 13
Frequenza e attestato

1. Le imprese beneficiarie sono obbligate a svolgere tutte le ore di formazione previste e le persone partecipanti devono frequentare, salvo casi motivati, almeno l’80% delle suddette ore.

2. Al termine delle azioni formative deve essere rilasciato alle persone partecipanti l’attestato di frequenza.

Articolo 14
Liquidazione del contributo

1. Il contributo concesso dall’Area Formazione professionale italiana è liquidato al termine delle attività formative, previa verifica amministrativo-contabile.

2. Entro 30 giorni dal termine dell’azione formativa ovvero entro la data indicata nella lettera di autorizzazione, l’azienda beneficiaria del contributo è tenuta a presentare all’Area Formazione professionale italiana tutta la documentazione richiesta, secondo le modalità previste all’allegato A1.

3. Nel caso di accertate difficoltà di conclusione dell’azione formativa, l’Area Formazione professionale italiana può autorizzarne la realizzazione parziale; in questo caso è ammissibile la rendicontazione contabile e la liquidazione dei costi sostenuti opportunamente riparametrati, purché le ore di docenza realmente svolte superino il 60% delle ore di docenza previste; al di sotto di tale soglia non si procede alla liquidazione dei costi sostenuti.

4. Se l’azione formativa è costituita da più corsi di formazione, ai fini del finanziamento è necessario averne realizzati almeno il 60%.

5. Non è prevista alcuna forma di anticipazione finanziaria.

6. La liquidazione del contributo è subordinata all’esito positivo della verifica di regolarità del Documento unico di regolarità contributiva (DURC).

Articolo 15
Revoca del contributo

1. Il contributo è revocato in caso di accertate irregolarità nello svolgimento delle attività didattiche, organizzative e amministrative dei corsi autorizzati o in caso di ingiustificata realizzazione parziale dell’azione formativa.

2. In caso di mancato rispetto delle condizioni e degli obblighi previsti dagli articoli 6, 12, 13 e 14, il contributo è revocato.

Articolo 16
Controlli e vigilanza

1. Le funzioni di monitoraggio e vigilanza tecnico-amministrativa delle azioni formative sono esercitate dall’Area Formazione professionale italiana.

2. Le imprese beneficiarie sono tenute a sottoporsi ai controlli e alla vigilanza dell’Area Formazione professionale italiana.

Nota 1:

Definizione di PMI ai sensi degli articoli 1, 2 e 3 dell’Allegato I del REGOLAMENTO (UE) N. 651/2014 DELLA COMMISSIONE, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato:

Impresa (art. 1):

Si considera impresa qualsiasi entità che eserciti un'attività economica, indipendentemente dalla sua forma giuridica. In particolare sono considerate tali le entità che esercitano un'attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitano regolarmente un'attività economica.

Effettivi e soglie finanziarie che definiscono le categorie di imprese (art. 2):

1. La categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (PMI) è costituita da imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR.

2. All'interno della categoria delle PMI, si definisce piccola impresa un'impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di EUR.

3. All'interno della categoria delle PMI, si definisce microimpresa un'impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di EUR.

Tipi di imprese considerati ai fini del calcolo degli effettivi e degli importi finanziari (art. 3):

1. Si definisce «impresa autonoma» qualsiasi impresa non classificata come impresa associata ai sensi del paragrafo 2 oppure come impresa collegata ai sensi del paragrafo 3.

2. Si definiscono «imprese associate» tutte le imprese non classificate come imprese collegate ai sensi del paragrafo 3 e tra le quali esiste la relazione seguente: un'impresa (impresa a monte) detiene, da sola o insieme a una o più imprese collegate ai sensi del paragrafo 3, almeno il 25% del capitale o dei diritti di voto di un'altra impresa (impresa a valle).

Un'impresa può tuttavia essere definita autonoma, dunque priva di imprese associate, anche se viene raggiunta o superata la soglia del 25% dalle categorie di investitori elencate qui di seguito, a condizione che tali investitori non siano individualmente o congiuntamente collegati ai sensi del paragrafo 3 con l'impresa in questione:

a) società pubbliche di partecipazione, società di capitale di rischio, persone fisiche o gruppi di persone fisiche esercitanti regolare attività di investimento in capitali di rischio che investono fondi propri in imprese non quotate («business angels»), a condizione che il totale investito dai suddetti «business angels» in una stessa impresa non superi 1.250.000 EUR;

b) università o centri di ricerca senza scopo di lucro;

c) investitori istituzionali, compresi i fondi di sviluppo regionale;

d) autorità locali autonome aventi un bilancio annuale inferiore a 10 milioni di EUR e meno di 5.000 abitanti.

3. Si definiscono «imprese collegate» le imprese fra le quali esiste una delle relazioni seguenti:

a) un'impresa detiene la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di un'altra impresa;

b) un'impresa ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, direzione o sorveglianza di un'altra impresa;

c) un'impresa ha il diritto di esercitare un'influenza dominante su un'altra impresa in virtù di un contratto concluso con quest'ultima oppure in virtù di una clausola dello statuto di quest'ultima;

d) un'impresa azionista o socia di un'altra impresa controlla da sola, in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti o soci dell'altra impresa, la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di quest'ultima.

Sussiste una presunzione juris tantum che non vi sia influenza dominante qualora gli investitori di cui al paragrafo 2, secondo comma, non intervengano direttamente o indirettamente nella gestione dell'impresa in questione, fermi restando i diritti che essi detengono in quanto azionisti.

Le imprese fra le quali intercorre una delle relazioni di cui al primo comma per il tramite di una o più altre imprese, o degli investitori di cui al paragrafo 2, sono anch'esse considerate imprese collegate.

Le imprese fra le quali intercorre una delle suddette relazioni per il tramite di una persona fisica o di un gruppo di persone fisiche che agiscono di concerto sono anch'esse considerate imprese collegate, a patto che esercitino le loro attività o una parte delle loro attività sullo stesso mercato rilevante o su mercati contigui.

Si considera «mercato contiguo» il mercato di un prodotto o servizio situato direttamente a monte o a valle del mercato rilevante.

4. Salvo nei casi contemplati al paragrafo 2, secondo comma, un'impresa non può essere considerata una PMI se almeno il 25% del suo capitale o dei suoi diritti di voto è controllato direttamente o indirettamente da uno o più enti pubblici, a titolo individuale o congiuntamente.

5. Le imprese possono dichiarare il loro status di impresa autonoma, associata o collegata, nonché i dati relativi alle soglie di cui all'articolo 2. Tale dichiarazione può essere resa anche se la dispersione del capitale non permette l'individuazione esatta dei suoi detentori, dato che l'impresa può dichiarare in buona fede di supporre legittimamente di non essere detenuta al 25%, o oltre, da una o più imprese collegate fra loro. La dichiarazione non pregiudica i controlli o le verifiche previsti dalle normative nazionali o dell'Unione.

ALLEGATO B

Criteri per la concessione di contributi ad enti di formazione per azioni di formazione continua sul lavoro

Articolo 1
Ambito di applicazione

1. I presenti criteri disciplinano, ai sensi delle leggi provinciali 12 novembre 1977, n. 29, e successive modifiche, e 12 novembre 1992, n. 40, e successive modifiche, la concessione di contributi ad enti di formazione per azioni di formazione continua sul lavoro a favore di lavoratrici e lavoratori occupati o in cerca di occupazione che intendono accedere individualmente a corsi di formazione.

2. La disciplina degli aiuti di Stato destinati alla formazione, definita dai regolamenti dell’Unione Europea di seguito riportati, si applica agli aiuti in tutti i settori e a tutte le tipologie di soggetti beneficiari.

3. I soggetti richiedenti possono perciò optare, con apposita dichiarazione, tra i seguenti regimi di contribuzione:

a) aiuti di Stato in regime di aiuti alla formazione ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014;

b) aiuti di Stato in regime de minimis ai sensi del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 (de minimis generale).

4. Per quanto riguarda le definizioni di micro, piccola, media e grande impresa, si fa riferimento all’allegato I del regolamento (UE) n. 651/2014 (vedi nota 1).

Articolo 2
Azioni formative

1. Le azioni formative devono caratterizzarsi come iniziative di formazione con una reale valenza di interesse pubblico, che tengano conto cioè delle caratteristiche del territorio e siano commisurate ai fabbisogni dello stesso.

2. Il progetto deve privilegiare l’aspetto formativo e l’accrescimento professionale e personale del lavoratore/della lavoratrice tramite le più opportune ed idonee metodologie didattiche.

3. Le azioni formative possono essere corsi teorico-pratici o seminari.

4. Le azioni formative devono svolgersi in provincia di Bolzano, non possono superare la durata di 300 ore di formazione e devono essere rivolte complessivamente ad almeno dodici partecipanti. La deroga al numero minimo di partecipanti è ammessa per particolari motivazioni dettate dalla tipologia del corso o dalle sue modalità organizzative, previa autorizzazione dell’Area Formazione professionale italiana.

Articolo 3
Azioni formative ammissibili

1. Sono ammissibili al finanziamento le azioni formative finalizzate:

a) all’adeguamento delle conoscenze e capacità alle prestazioni professionali richieste (aggiornamento professionale);

b) all’orientamento e allo sviluppo della carriera professionale;

c) al raggiungimento di una qualificazione professionale;

d) al reinserimento lavorativo o alla ricollocazione professionale;

e) alla riqualificazione professionale;

f) ad aggiornamenti nell’ambito della salute e sicurezza sul posto di lavoro, in conformità alle vigenti norme e accordi;

g) ad aggiornamenti riferiti a specializzazioni professionali disciplinate da leggi provinciali o statali (p.es. corsi di preparazione ad esami per l’abilitazione all’esercizio di determinate attività o per il conseguimento di certificazioni).

Articolo 4
Azioni formative non ammissibili

1. Non sono ammissibili al finanziamento:

a) coaching, supervisione, consulenza;

b) corsi di lingue;

c) (soppressa con delibera n. 270 del 23.03.2021)

d) corsi in ambito sanitario;

e) corsi per patenti di guida;

f) azioni formative obbligatorie per legge in base alla normativa provinciale, statale o europea (p.es. apprendistato);

g) azioni formative già cofinanziate direttamente con risorse pubbliche o fondi paritetici interprofessionali;

h) azioni formative già facenti parte dell’offerta formativa delle scuole professionali provinciali;

i) congressi, convegni, conferenze, fiere e simili.

Articolo 5
Richiedenti

1. Le richieste di contributo possono essere presentate da:

a) operatori economici, enti e organismi di formazione professionale;

b) organismi bilaterali costituiti dalle parti sociali;

c) collegi e ordini professionali il cui statuto prevede la formazione e l’aggiornamento professionale;

che realizzano corsi rivolti a lavoratori e lavoratrici, cittadini e cittadine residenti in provincia di Bolzano.

Articolo 6
Risorse finanziarie e contributo

1. Nel mese di gennaio l’Area Formazione professionale italiana pubblica sul suo sito internet l’ammontare delle risorse finanziarie messe a disposizione nel relativo anno solare per il finanziamento di azioni di formazione e aggiornamento professionale.

2. I progetti formativi devono essere presentati prima della loro realizzazione e sono finanziabili fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

3. Il contributo concedibile per ogni singolo progetto formativo non può essere inferiore a 1.000,00 euro e superiore a 25.000,00 euro.

4. La percentuale massima di contributo concesso varia a seconda della tipologia di azione formativa. L’Area Formazione professionale italiana, compatibilmente con le risorse a disposizione, determina l’importo massimo di contributo nei diversi ambiti formativi, secondo le percentuali indicate nella tabella 1.

5. Per azioni formative finalizzate al reinserimento professionale e specificatamente rivolte a lavoratori e lavoratrici in disagio occupazionale o a utenze in disagio sociale e professionale, le percentuali indicate possono essere aumentate al massimo di 10 (dieci) punti percentuali. In ogni caso l’importo del contributo concesso non può superare il 70% dei costi riconosciuti in fase di preventiva valutazione del progetto formativo, compatibilmente con il regime di aiuto prescelto.

Articolo 7
Avvio e durata delle azioni formative

1. L’avvio delle azioni formative deve avvenire alla data dichiarata nella domanda di contributo.

2. La domanda di contributo è sempre riferita alle attività formative che verranno avviate nel periodo compreso tra le date di scadenza periodica di cui all’articolo 9, comma 5, e la data di scadenza successiva.

3. È permesso l’avvio delle attività formative sotto propria responsabilità ed esclusivamente nel periodo compreso tra le date di scadenza periodica di cui all’articolo 9, comma 5, e la data di formale approvazione della domanda di contributo. Prima di avviare le attività formative deve in ogni caso essere presentata la domanda di contributo.

4. In caso di valutazione negativa, non è riconosciuto alcun rimborso per le attività precedentemente avviate.

5. Le azioni formative devono concludersi entro sei mesi dalla data di avvio dell’attività.

Articolo 8
Progetto formativo

1. Il progetto formativo deve essere predisposto nella forma di un elaborato tecnico-progettuale, che descrive le particolarità organizzative, le finalità, gli obiettivi didattici e i contenuti dei moduli formativi, secondo le modalità previste dall’apposito applicativo informatico. Dal sito internet della Formazione professionale italiana è possibile accedere all’applicativo per la redazione del progetto formativo e alla documentazione necessaria per la corretta redazione della domanda di contributo.

Articolo 9
Domanda e documentazione

1. La concessione di un contributo per la realizzazione di azioni formative sul lavoro è subordinata alla presentazione di una domanda in bollo secondo il modello predisposto dall’Area Formazione professionale italiana; la domanda deve essere corredata dalla descrizione del progetto formativo, da compilarsi tramite lo specifico applicativo informatico all’indirizzo www.corsi-lp29.fpbz.it, e da un preventivo di spesa, da compilarsi su modello predisposto dall’Area Formazione professionale italiana, secondo le indicazioni, le modalità e i parametri contenuti nell’allegato B1.

2. Dal progetto formativo si devono evincere in modo inequivocabile gli elementi identificativi e costitutivi del corso.

3. La domanda di contributo, firmata dal/dalla legale rappresentante del soggetto richiedente, deve contenere:

a) i dati identificativi dell’impresa richiedente;

b) la dichiarazione che le spese riferite al progetto formativo presentato non sono finanziate con altri contributi pubblici;

c) la dichiarazione di assunzione dell’impegno a finanziare la quota restante per la copertura totale dei costi esposti in preventivo, secondo la percentuale risultante dalla valutazione tecnica preventiva del progetto formativo. Al momento della presentazione della domanda di contributo il soggetto richiedente deve specificare i termini e le modalità di cofinanziamento privato dell’azione formativa, in modo da assicurare la piena realizzazione degli interventi proposti e l’eventuale quota di iscrizione massima a carico delle persone partecipanti. Non è ammesso, come possibile forma di cofinanziamento privato da parte del soggetto richiedente, il costo del lavoro originato dai lavoratori e dalle lavoratrici in formazione in orario di lavoro;

d) la dichiarazione sul regime di aiuto prescelto e la dichiarazione Deggendorf;

e) la dichiarazione di detraibilità dell’IVA;

f) il progetto formativo completo in tutte le sue parti e la sua ubicazione;

g) le date di inizio e fine dell’azione formativa;

h) il preventivo di spesa con il relativo piano di finanziamento, elaborato secondo il modello predisposto dall’Area Formazione professionale italiana.

4. Il contributo viene concesso sotto forma di sovvenzione.

5. Alla domanda possono essere inoltre allegate evidenze e documentazione che giustifichino le finalità o supportino la proposta dell’intervento formativo.

6. I progetti formativi, finanziabili fino all’esaurimento delle risorse disponibili, devono essere presentati prima della loro realizzazione e comunque entro le seguenti scadenze: 10 gennaio, 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre.

7. Le domande di contributo devono essere trasmesse, entro le scadenze sopraelencate, al seguente indirizzo PEC:

formazioneprofessionale.berufsbildung@pec.prov.bz.it

Articolo 10
Ammissibilità al finanziamento

1. Il progetto formativo è ammissibile al finanziamento se risponde ai seguenti requisiti:

a) presentazione della domanda di contributo sottoscritta dal/dalla legale rappresentante, completa di autocertificazioni e degli allegati richiesti come previsto dall’articolo 9;

b) corretta ed esaustiva compilazione del progetto formativo, del relativo preventivo di spesa e del piano di finanziamento;

c) allegazione del calendario dell’attività formativa completo di data di inizio e di fine;

d) specificazione dei termini e delle modalità con cui si provvede ad assicurare la quota di partecipazione finanziaria per l’azione formativa prevista (vedi piano di finanziamento del preventivo di spesa);

e) allegazione della dichiarazione che per il progetto non si usufruisce di altri contributi pubblici;

f) allegazione della dichiarazione sul regime di aiuto prescelto e corretta compilazione della dichiarazione Deggendorf, redatta secondo i modelli predisposti dall’Area Formazione professionale italiana.

2. L’ammissibilità della domanda di contributo è inoltre subordinata alla verifica della regolarità del Documento unico di regolarità contributiva (DURC) da parte dell’Area Formazione professionale italiana.

3. In assenza dei requisiti indicati nei commi 1 e 2 la domanda di contributo non è accolta e non è sottoposta alla successiva valutazione di merito.

Articolo 11
Commissione di valutazione

e verifica dei progetti

1. I progetti ammessi sono valutati da un’apposita Commissione di valutazione istituita presso l’Area Formazione professionale italiana.

2. La Commissione di valutazione è composta da tre componenti individuati dal Direttore/dalla Direttrice d’area all’interno dell’Area Formazione professionale italiana.

3. La Commissione di valutazione procede alla selezione e alla valutazione dei progetti formativi sulla base dei criteri e dei punteggi elencati nella tabella 2.

4. Il punteggio è assegnato, entro i massimali indicati nella tabella 2, in base ai seguenti criteri:

a) completezza, coerenza, accuratezza e precisione espositiva;

b) congruenza, logicità e sostenibilità degli elementi progettuali in relazione alle finalità che il corso persegue e alla tipologia dei destinatari.

5. I progetti formativi valutati con un punteggio inferiore a 650/1.000 non sono ammessi al finanziamento. In caso di parità di punteggio tra progetti, la precedenza è assegnata considerando l’ordine cronologico di ricezione della rispettiva domanda.

6. Per ogni sessione di valutazione è approvato l’elenco dei soggetti beneficiari, che viene pubblicato all’albo e sul sito internet dell’Area Formazione professionale italiana.

Articolo 12
Obblighi del richiedente

1. Le attività formative devono essere completamente realizzate entro sei mesi dalla data di avvio dell’attività, come previsto dall’articolo 7.

2. Le attività formative devono concludersi con una attestazione finale di frequenza; il soggetto beneficiario ha l’obbligo di rilasciare un attestato di frequenza ai partecipanti formati, e cioè a quei partecipanti che hanno raggiunto una frequenza pari o superiore all’80% delle ore totali del percorso formativo cui sono associati.

3. Fino a nuove disposizioni il soggetto beneficiario non è autorizzato a effettuare la validazione delle competenze in uscita dai percorsi formativi finanziati ai sensi dei presenti criteri.

4. La comunicazione di avvio delle attività ovvero l’eventuale dichiarazione di avvio delle azioni formative sotto propria responsabilità, con indicazione del periodo di svolgimento e del calendario del corso, deve essere trasmessa all’Area Formazione professionale italiana tramite e-mail almeno cinque giorni prima dell’inizio dell’attività formativa.

5. Eventuali variazioni relative a partecipanti, calendari, sedi di svolgimento, docenti e giornate formative devono essere preventivamente autorizzate dall’Area Formazione professionale italiana.

6. Non è permessa alcuna modifica al progetto formativo se non previa esplicita autorizzazione da parte dell’Area Formazione professionale italiana.

7. I materiali didattici e informativi devono obbligatoriamente riportare sulla copertina i riferimenti al progetto (titolo e decreto di riferimento) oltre alla seguente dicitura:

“L’azione formativa beneficia di un contributo dell’Area Formazione professionale italiana della Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige.”

8. I soggetti beneficiari si impegnano a garantire, per i partecipanti alle azioni formative, idonea copertura assicurativa per infortuni e responsabilità civile, esonerando espressamente la Provincia autonoma di Bolzano da ogni chiamata in causa e da ogni responsabilità in caso di mancata o irregolare stipula delle assicurazioni medesime.

9. I soggetti beneficiari si impegnano a consegnare a conclusione dell’attività, in fase di rendicontazione contabile, gli esiti delle attività sulla base delle indicazioni fornite dall’Area Formazione professionale italiana.

Articolo 13
Liquidazione del contributo

1. Il contributo concesso dall’Area Formazione professionale italiana è liquidato al termine delle attività formative, previa verifica amministrativo-contabile.

2. Entro 30 giorni dal termine dell’azione formativa ovvero entro la data indicata nella lettera di autorizzazione, il soggetto beneficiario del contributo è tenuto a presentare all’Area Formazione professionale italiana tutta la documentazione richiesta, secondo le modalità previste all’allegato B1. Inoltre deve produrre, se richiesto espressamente dal dall’Area Formazione professionale italiana, i questionari di fine corso compilati dalle persone partecipanti all’azione formativa.

3. Nel caso di accertate difficoltà di conclusione dell’azione formativa, l’Area Formazione professionale italiana può autorizzarne la realizzazione parziale; in questo caso è ammissibile la rendicontazione contabile e la liquidazione dei costi sostenuti opportunamente riparametrati, purché le ore di docenza realmente svolte superino il 60% delle ore di docenza previste; al di sotto di tale soglia non si procede alla liquidazione dei costi sostenuti.

4. Se l’azione formativa è costituita da più corsi di formazione, ai fini del finanziamento è necessario averne realizzati almeno il 60%.

5. Non è prevista alcuna forma di anticipazione finanziaria.

6. La liquidazione del contributo è subordinata all’esito positivo della verifica di regolarità del Documento unico di regolarità contributiva (DURC).

Articolo 14
Revoca del contributo

1. Il contributo è revocato in caso di accertate irregolarità nello svolgimento delle attività didattiche, organizzative e amministrative dei corsi autorizzati o in caso di ingiustificata realizzazione parziale dell’azione formativa.

2. In caso di mancato rispetto delle condizioni e degli obblighi previsti dagli articoli 7, 12 e 13 il contributo è revocato.

Articolo 15
Controlli e vigilanza

1. Le funzioni di monitoraggio e vigilanza tecnico-amministrativa delle azioni formative sono esercitate dall’Area Formazione professionale italiana.

2. Le imprese beneficiarie sono tenute a sottoporsi ai controlli ed alla vigilanza dell’Area Formazione professionale italiana.

Nota 1:

Definizione di PMI ai sensi degli articoli 1, 2 e 3 dell’Allegato I del REGOLAMENTO (UE) N. 651/2014 DELLA COMMISSIONE, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato:

Impresa (art. 1):

Si considera impresa qualsiasi entità che eserciti un’attività economica, indipendentemente dalla sua forma giuridica. In particolare sono considerate tali le entità che esercitano un’attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitano regolarmente un’attività economica.

Effettivi e soglie finanziarie che definiscono le categorie di imprese (art. 2):

1. La categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (PMI) è costituita da imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR.

2. All’interno della categoria delle PMI, si definisce piccola impresa un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di EUR.

3. All’interno della categoria delle PMI, si definisce microimpresa un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di EUR.

Tipi di imprese considerati ai fini del calcolo degli effettivi e degli importi finanziari (art. 3):

1. Si definisce «impresa autonoma» qualsiasi impresa non classificata come impresa associata ai sensi del paragrafo 2 oppure come impresa collegata ai sensi del paragrafo 3.

2. Si definiscono «imprese associate» tutte le imprese non classificate come imprese collegate ai sensi del paragrafo 3 e tra le quali esiste la relazione seguente: un’impresa (impresa a monte) detiene, da sola o insieme a una o più imprese collegate ai sensi del paragrafo 3, almeno il 25% del capitale o dei diritti di voto di un’altra impresa (impresa a valle).

Un’impresa può tuttavia essere definita autonoma, dunque priva di imprese associate, anche se viene raggiunta o superata la soglia del 25% dalle categorie di investitori elencate qui di seguito, a condizione che tali investitori non siano individualmente o congiuntamente collegati ai sensi del paragrafo 3 con l’impresa in questione:

a) società pubbliche di partecipazione, società di capitale di rischio, persone fisiche o gruppi di persone fisiche esercitanti regolare attività di investimento in capitali di rischio che investono fondi propri in imprese non quotate («business angels»), a condizione che il totale investito dai suddetti «business angels» in una stessa impresa non superi 1.250.000 EUR;

b) università o centri di ricerca senza scopo di lucro;

c) investitori istituzionali, compresi i fondi di sviluppo regionale;

d) autorità locali autonome aventi un bilancio annuale inferiore a 10 milioni di EUR e meno di 5.000 abitanti.

3. Si definiscono «imprese collegate» le imprese fra le quali esiste una delle relazioni seguenti:

a) un’impresa detiene la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di un’altra impresa;

b) un’impresa ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, direzione o sorveglianza di un’altra impresa;

c) un’impresa ha il diritto di esercitare un’influenza dominante su un’altra impresa in virtù di un contratto concluso con quest’ultima oppure in virtù di una clausola dello statuto di quest’ultima;

d) un’impresa azionista o socia di un’altra impresa controlla da sola, in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti o soci dell’altra impresa, la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di quest’ultima.

Tabella 1

Tipologia formativa

Percentuale di contributo

Corsi di qualificazione e riqualificazione professionale

70%

Corsi di aggiornamento e specializzazione professionale

60%

Corsi di preparazione per l’acquisizione di patentini e abilitazioni professionali

50%

Tabella 2

AZIONI FORMATIVE REALIZZATE AI SENSI DELLA L.P. 29/77

Punteggio

max. 1.000

a) caratteristiche del soggetto richiedente

(affidabilità del soggetto richiedente, capacità organizzativa ed esperienza nel settore della formazione professionale, accreditamento, certificazione di qualità, ecc.)

150

b) qualità della progettazione didattica

(motivazioni dell’intervento, descrizione dei destinatari, descrizione del percorso formativo e coerenza globale del progetto, elementi d’innovatività, metodologie didattiche utilizzate, metodologie per la valutazione degli apprendimenti)

250

c) capacità organizzativa e di realizzazione del corso

(curriculum vitae dei docenti, tutoraggio e monitoraggio delle attività formative, aule didattiche e logistica, strumenti formativi e materiale didattico)

300

d) attestato/certificazione finale

(attestato di frequenza, patentini/abilitazioni professionali, certificazione di competenze professionali)

70

e) congruenza dei costi

(congruità dei costi rispetto alla finalità dell’azione, ai contenuti, alle metodologie e agli elementi di innovazione, coerenza a quanto stabilito dalla normativa in vigore)

150

e) accordi tra le parti sociali o attori territoriali rappresentativi, altre misure di promozione della formazione

(accordi tra le parti sociali o attori territoriali rappresentativi, utilizzo di permessi retribuiti; altre tipologie di congedo o permesso per la formazione)

80

ALLEGATO C

Criteri per la concessione di contributi per l’accesso individuale ad azioni di formazione continua

Articolo 1
Ambito di applicazione e finalità

1. I presenti criteri disciplinano la concessione di contributi per azioni di formazione continua a domanda individuale ai sensi delle leggi provinciali 10 agosto 1977, n. 29, e successive modifiche, e 12 novembre 1992, n. 40, e successive modifiche.

2. L’intervento è finalizzato al sostegno economico della formazione e dell’aggiornamento professionale di persone occupate o in stato di disoccupazione; in tal modo si intende rendere effettivo il diritto di ogni lavoratore e lavoratrice di sviluppare ed aggiornare le proprie competenze e abilità professionali lungo tutto l’arco della vita attraverso scelte di partecipazione individuale ad azioni formative rispondenti alle proprie esigenze personali e prospettive professionali, in grado di garantire un percorso di crescita professionale.

Articolo 2
Beneficiari

1. Possono beneficiare del contributo le persone residenti in provincia di Bolzano, con contratto di lavoro con enti e aziende private aventi una sede in provincia di Bolzano.

2. Del contributo possono inoltre beneficiare le persone residenti in provincia di Bolzano:

a) collocate in Cassa integrazione guadagni (CIG) o iscritte nelle liste di mobilità, come comprovato dalla scheda anagrafico-professionale dell’Ufficio provinciale Servizio lavoro;

b) già occupate o in stato di disoccupazione accertata che, in base alla scheda anagrafico-professionale dell’Ufficio provinciale Servizio lavoro, sono in cerca di ricollocazione professionale.

3. Fermo restando l’insindacabile giudizio della Commissione di cui all’articolo 11 in sede di valutazione della domanda di contributo, le persone che si trovano in una delle condizioni previste dal presente articolo possono avvalersi dell’assistenza dell’Area Formazione professionale italiana.

4. Non possono accedere a contributi per l’accesso individuale a corsi di formazione continua sul lavoro: dipendenti pubblici, titolari o imprenditori e imprenditrici delle aziende, liberi professionisti e libere professioniste.

Articolo 3
Enti erogatori

1. Le azioni formative per le quali si richiede il contributo individuale possono essere erogate solo da enti e società pubblici o privati aventi fra le proprie finalità statutarie la formazione e l’aggiornamento professionale.

2. Gli enti di formazione devono preferibilmente essere in possesso di certificazione o accreditamento di qualità secondo norme o sistemi riconosciuti a livello europeo (ISO, EFQM, ecc.), oppure essere accreditati per le attività di formazione continua nella provincia o regione italiana di appartenenza.

3. Le attività formative devono svolgersi in sedi e locali conformi alla normativa vigente in materia di igiene, sanità e sicurezza.

4. L’ente di formazione deve compilare la sezione del formulario ad esso riservata, riguardante la descrizione delle sue caratteristiche organizzative e dell’azione formativa prescelta dalla persona richiedente. L’ente deve sottoscrivere l’apposita dichiarazione di veridicità delle informazioni e dei dati forniti. La compilazione della sezione a cura dell’ente formativo è sottoposta agli stessi criteri di ammissibilità al finanziamento di cui all’articolo 11.

5. Le date di inizio e fine corso ed i tempi di realizzazione delle azioni formative devono essere indicati nella domanda di contributo e costituiscono un elemento della valutazione di merito. Il corso proposto dall’ente erogatore deve essere compreso nella sua offerta formativa e il suo svolgimento deve essere comunque garantito indipendentemente dal fatto che venga concesso un contributo alle persone partecipanti.

Articolo 4
Azioni formative ammissibili

1. Sono ammissibili al contributo le azioni formative proposte in Italia e all’estero, della durata massima di 500 ore di lezione in un arco temporale di nove mesi, che di norma sono finalizzate al perfezionamento delle competenze professionali nei seguenti settori:

a) agricoltura, frutticoltura, giardinaggio, foreste, cave e torbiere;

b) industria e artigianato;

c) servizi, commercio e amministrazione;

d) informatica professionale;

e) alberghiero;

f) sociale.

2. In caso di progetti di riqualificazione professionale, le azioni formative devono essere attinenti a profili professionali e attività lavorative riconosciute in ambito provinciale e coerenti con i requisiti previsti dalle disposizioni provinciali per l’accesso alle professioni.

3. I corsi di formazione e aggiornamento professionale devono possedere caratteristiche di completezza ed esaustività.

Articolo 5
Azioni formative non ammissibili

1. Non sono ammissibili al contributo le seguenti azioni formative:

a) corsi di durata maggiore di 500 ore;

b) corsi che prevedono una quota di partecipazione di importo superiore a quello standard massimo ammissibile di cui all’articolo 8, comma 3;

c) lezioni individuali;

d) (soppressa con delibera n. 270 del 23.03.2021)

e) corsi di lingua e corsi in ambito sanitario;

f) corsi per il conseguimento di patenti e abilitazioni professionali alla guida;

g) corsi scolastici e corsi di laurea;

h) corsi di recupero scolastico (singole annualità o titoli di studio);

i) corsi già presenti nell’offerta formativa annuale delle scuole della formazione professionale provinciale;

j) attività formative obbligatorie per legge (es. apprendistato);

k) attività formative già cofinanziate direttamente con fondi pubblici.

Articolo 6
Priorità

1. È data priorità alle seguenti domande:

a) domande di persone in stato di disoccupazione accertata di cui all’articolo 2, comma 2, lettera b);

b) domande di persone collocate in Cassa integrazione guadagni (CIG) ordinaria e straordinaria o iscritte nelle liste di mobilità (con comprovata documentazione) di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a);

c) domande di persone con disabilità fisiche o mentali, in situazione di svantaggio sul mercato del lavoro e interessate da un programma di re/inserimento lavorativo.

Articolo 7
Risorse finanziarie

1. Nel mese di gennaio l’Area Formazione professionale italiana pubblica sul proprio sito internet l’ammontare delle risorse finanziarie messe a disposizione nel relativo anno solare per il finanziamento di contributi per l’accesso individuale ad azioni di formazione continua.

2. I contributi sono erogati fino all’esaurimento dei fondi messi a disposizione.

Articolo 8
Contributo

1. Per la partecipazione alle azioni formative può essere concesso ad ogni persona un solo contributo per un importo massimo di 3.000,00 euro (IVA inclusa).

2. Affinché possa essere concesso un contributo, l’azione formativa relativa alla domanda di finanziamento deve prevedere una quota di partecipazione minima di 500,00 euro (IVA inclusa).

3. La Commissione di valutazione di cui all’articolo 11 determina annualmente un importo standard massimo ammissibile della quota di partecipazione al corso. Tale importo è determinato in base al numero di ore di lezione previste e non comprende le spese di vitto e alloggio, i costi per certificazioni ed esami e i costi relativi al materiale didattico.

4. Il contributo massimo concedibile corrisponde al 70% della quota di partecipazione prevista.

5. Nei casi di priorità di cui all’articolo 6, l’Area Formazione professionale italiana si riserva di erogare un contributo maggiore, riconoscendo la copertura dei costi fino ad un massimo dell’80% della quota di partecipazione prevista.

Articolo 9
Tipo di finanziamento

1. Il finanziamento è erogato direttamente al/alla richiedente sotto forma di contributo individuale, dietro idonea certificazione di spesa dei costi sostenuti (fattura o ogni altro giustificativo di spesa avente valore legale, obbligatoriamente intestati alla persona richiedente).

2. Il contributo individuale è considerato reddito e come tale è soggetto a tassazione in base all’articolo 50, comma 1, lettera c), del TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi – DPR n. 917/1986).

Articolo 10
Ammissibilità delle domande

1. Le domande devono pervenire all’Area Formazione professionale italiana entro il giorno dieci di ogni mese con esclusione del mese di dicembre.

2. La domanda deve essere compilata utilizzando l’apposito formulario, deve essere sottoscritta dal/dalla richiedente e presentata personalmente o inviata per posta all’Area Formazione professionale italiana.

Le domande possono inoltre essere trasmesse, entro la data di scadenza mensile, al seguente indirizzo PEC:

formazioneprofessionale.berufsbildung@pec.prov.bz.it

3. Ai fini del rispetto dei termini di presentazione della domanda fa fede la data di invio della PEC ovvero il timbro di entrata apposto dall’Area Formazione professionale italiana e non il timbro di spedizione postale.

4. L’azione formativa per la quale si richiede il contributo deve avere inizio dopo la presentazione della rispettiva domanda.

5. Sono ammissibili le domande:

a) presentate nel rispetto delle modalità e dei termini previsti;

b) presentate dalle persone richiedenti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2;

c) compilate correttamente in tutte le loro parti e munite degli allegati necessari.

6. Le domande sono accolte secondo l’ordine cronologico di arrivo, dando precedenza alle priorità di cui all’articolo 6, e sono finanziate fino all’esaurimento dei fondi a disposizione.

7. Non vengono concessi contributi individuali a coloro che hanno già usufruito, nell’anno solare, di analogo finanziamento erogato dall’Area Formazione professionale tedesca.

Articolo 11
Commissione di valutazione

e verifica dei progetti

1. I progetti formativi sono valutati da un’apposita Commissione di valutazione istituita presso l’Area Formazione professionale italiana.

2. La Commissione di valutazione è composta da tre componenti individuati dal Direttore/dalla Direttrice d’Area all’interno dell’Area Formazione professionale italiana.

3. La Commissione esamina i progetti formativi individuali e verifica la coerenza fra requisiti, motivi, prospettive professionali del/della richiedente e le azioni formative prescelte. A tale scopo è valutato il percorso scolastico, professionale e personale descritto dal/dalla richiedente nella domanda di contributo (curriculum vitae).

4. I progetti formativi individuali sono inoltre valutati in base ai seguenti elementi e criteri:

a) congruenza, logicità, coerenza e sostenibilità degli elementi progettuali in rapporto alle esperienze professionali effettivamente possedute e alle aspettative della persona richiedente;

b) completezza, coerenza, accuratezza e precisione espositiva di tutte le sezioni del formulario e degli allegati;

c) congruità del costo della quota di partecipazione rispetto ai valori medi di mercato di iniziative formative similari;

d) qualità e affidabilità della programmazione formativa dell’ente di formazione (tipologia dei corsi offerti, caratteristiche dei e delle docenti, nonché della didattica offerta, indice di realizzazione delle attività programmate, rispetto dei calendari e dei tempi di realizzazione ecc.).

5. L’approvazione delle domande avviene nel rispetto dell’ordine di priorità di cui all’articolo 6 e dell’ordine cronologico di presentazione.

6. L’approvazione delle domande di contributo è subordinata alla correttezza formale della loro compilazione e alla loro completezza espositiva, secondo quanto previsto dal modello predisposto dall’Area Formazione professionale italiana.

7. Per ogni sessione di valutazione è approvato l’elenco dei beneficiari, che viene pubblicato all’albo e sul sito internet della Formazione professionale italiana.

Articolo 12
Avvio e durata delle azioni formative

1. Le azioni formative devono avere inizio dopo la regolare presentazione della domanda di contributo.

2. L’avvio delle azioni formative deve avvenire alla data dichiarata nella domanda di contributo. La domanda di contributo è sempre riferita alle attività formative che verranno avviate nel periodo compreso tra le date di scadenza mensile di cui all’articolo 10, comma 1, e la data di scadenza successiva.

3. È permessa la frequenza delle attività formative sotto propria responsabilità ed esclusivamente nel periodo compreso tra le date di scadenza mensile di cui all’articolo 10, comma 1, e la data di formale approvazione della domanda di contributo.

4. Nel caso di esito negativo dell’esame di merito della domanda da parte della Commissione di valutazione, non è riconosciuto alcun rimborso per le attività svolte.

5. Dei corsi autorizzati al finanziamento sono ammesse unicamente variazioni del calendario di svolgimento delle lezioni o d’orario, che devono essere comunicate dalla persona beneficiaria all’Area Formazione professionale italiana preventivamente rispetto alla realizzazione delle relative attività formative al fine di consentire lo svolgimento delle funzioni di controllo ispettivo.

6. Le azioni formative devono concludersi in ogni caso entro nove mesi dalla data di avvio dell’attività.

Articolo 13
Frequenza e attestato

1. Il/la richiedente ha l’obbligo di frequentare almeno l’80% delle ore previste, salvo gravi e comprovati motivi di impedimento.

2. Al termine delle azioni formative deve essere rilasciato alle persone partecipanti l’attestato di frequenza.

Articolo 14
Costi ammissibili e rendicontazione finale

1. Beneficiario del contributo è sempre il soggetto richiedente. L’unica spesa ammissibile è la quota di partecipazione all’azione formativa prescelta dalla persona richiedente e successivamente approvata.

2. Entro 30 giorni dal termine dell’azione formativa ovvero entro la data indicata nella lettera di autorizzazione, il/la richiedente deve presentare all’Area Formazione professionale italiana, ai fini della rendicontazione finale, la seguente documentazione:

a) richiesta scritta di liquidazione del contributo individuale, completa di dati anagrafici e bancari;

b) modello DT “Dichiarazione per le detrazioni d’imposta”, debitamente compilato;

c) comunicazione ai fini del riconoscimento del bonus di cui all’articolo 1 del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, e successive modifiche;

d) fatture o altra documentazione relativa alla quota di partecipazione, dalla quale risultino inequivocabilmente i riferimenti all’azione formativa approvata, ovvero ricevuta del bonifico bancario effettuato, datata almeno due giorni dopo l’avvenuto pagamento;

e) copia dell’attestato di frequenza;

f) dichiarazione dell’ente erogatore dell’effettiva frequenza al corso del/della richiedente per almeno l’80% delle ore previste.

3. L’Area Formazione professionale italiana, in seguito all’esito della verifica amministrativo-contabile, provvede alla liquidazione del contributo individuale sulla base degli importi approvati.

4. Non è prevista alcuna forma di anticipazione finanziaria.

Articolo 15
Revoca del contributo

1. Il contributo è revocato in caso di:

a) mancato rispetto delle condizioni previste dagli articoli 12, 13 e 14;

b) mancato avvio del corso entro la data indicata nella lettera di autorizzazione; la persona beneficiaria può tuttavia richiedere alla Commissione di valutazione una deroga giustificandone le motivazioni;

c) ingiustificata realizzazione parziale dell’azione formativa o accertate irregolarità nello svolgimento delle attività didattiche, organizzative e amministrative delle azioni autorizzate.

Articolo 16
Controlli e vigilanza

1. L’Area Formazione professionale italiana attua i controlli previsti dalle leggi vigenti.

2. Le persone richiedenti nonché gli enti erogatori delle azioni formative sono tenuti a sottoporsi ai controlli e alla vigilanza dell’Area Formazione professionale italiana.

ALLEGATO D

Criteri per la concessione di contributi per azioni di formazione continua – voucher aziendali

Articolo 1
Ambito di applicazione

1. I presenti criteri promuovono l’innovazione e lo sviluppo della formazione continua nelle imprese dell’Alto Adige attraverso l’utilizzo di voucher aziendali ai sensi delle leggi provinciali 10 agosto 1977, n. 29, e successive modifiche, e 12 novembre 1992, n. 40, e successive modifiche.

2. I contributi alle imprese per il finanziamento dei voucher aziendali vengono erogati in regime de minimis, così come previsto dal regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 (de minimis generale).

Articolo 2
Voucher aziendale

1. Per voucher aziendale si intende un finanziamento alle imprese per azioni formative rispondenti a bisogni formativi che non possono essere soddisfatti attraverso azioni generalizzabili a più dipendenti. Con questa modalità di finanziamento, la Provincia autonoma di Bolzano intende:

a) incrementare le attività formative nelle piccole e micro imprese;

b) favorire l’attivazione di processi formativi mirati alle specifiche esigenze dell’azienda e dei singoli lavoratori e lavoratrici;

c) promuovere e consentire la scelta del percorso formativo in base alla mediazione tra impresa e lavoratore/lavoratrice;

d) facilitare e semplificare i processi gestionali delle imprese e le procedure amministrative dell’Amministrazione provinciale.

Articolo 3
Richiedenti

1. Possono beneficiare dei voucher aziendali esclusivamente le piccole imprese e le microimprese che abbiano almeno un dipendente con contratto di lavoro subordinato e che al momento della liquidazione del contributo hanno una sede o una filiale in provincia di Bolzano.

2. Per quanto riguarda le definizioni di impresa e categorie di impresa, si fa riferimento agli articoli 1, 2, 3 dell’allegato 1 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, (vedi nota 1).

Articolo 4
Destinatari

1. Destinatari delle azioni di formazione finanziate attraverso i voucher sono i lavoratori e le lavoratrici dell’azienda richiedente, in costanza di rapporto d’impiego, tramite un contratto di lavoro subordinato indipendentemente dalla qualifica, nonché i titolari e i soci che svolgono un’attività regolarmente retribuita nell’impresa. Sono ammessi i lavoratori e le lavoratrici in Cassa integrazione guadagni.

Articolo 5
Enti erogatori

1. I voucher aziendali possono essere spesi per la frequenza a corsi di formazione continua presso enti di formazione con sede sull’intero territorio nazionale o all’estero. L’ente che eroga il corso non può coincidere con l’impresa richiedente.

2. Le attività formative devono svolgersi in sedi e locali conformi alla normativa vigente in materia di igiene, sanità e sicurezza.

3. Gli enti di formazione devono preferibilmente essere in possesso di certificazione o accreditamento di qualità secondo norme o sistemi riconosciuti a livello europeo (ISO, EFQM, ecc.), oppure essere accreditati per le attività di formazione continua nella provincia o regione italiana di appartenenza.

Articolo 6
Risorse finanziarie

1. Nel mese di gennaio l’Area Formazione professionale italiana pubblica sul suo sito internet l’ammontare delle risorse finanziarie messe a disposizione per il finanziamento di voucher aziendali nel relativo anno solare.

2. I voucher aziendali sono finanziabili fino all’esaurimento dei fondi disponibili.

Articolo 7
Azioni formative ammissibili

1. Sono ammissibili al finanziamento le azioni formative concernenti esclusivamente materie tecnico-professionali attinenti al settore dell’azienda richiedente, nonché alle prospettive professionali ed esigenze di aggiornamento e specializzazione delle persone destinatarie della formazione. Le azioni formative finanziabili sono complementari all’offerta formativa della formazione professionale provinciale e non la sostituiscono.

2. I corsi di formazione e aggiornamento professionale devono possedere caratteristiche di completezza ed esaustività.

3. Possono essere finanziati anche master universitari post-laurea, erogati da università abilitate al rilascio di titoli di livello universitario aventi valore legale.

Articolo 8
Azioni formative non ammissibili

1. Non sono ammissibili al contributo:

a) corsi di durata maggiore di 500 ore;

b) corsi già presenti nell’offerta pubblica delle scuole della formazione professionale provinciale;

c) corsi che rappresentano segmenti di percorsi articolati in più periodi formativi (annualità, semestri, ecc.);

d) attività formative nei settori linguistico di base, informatico generale e sicurezza sul lavoro;

e) corsi scolastici, di laurea e di recupero scolastico;

f) (soppressa con delibera n. 270 del 23.03.2021)

g) corsi per il conseguimento di abilitazioni e patenti di guida di ogni tipo;

h) costi per il conseguimento di certificazioni e la consulenza individuale;

i) attività formative obbligatorie per legge (es. apprendistato), in ambito sanitario o i corsi già cofinanziati direttamente con fondi pubblici.

Articolo 9
Priorità

1. È data priorità ai voucher che finanziano corsi per lavoratori e lavoratrici che si trovano in una o più delle seguenti situazioni:

a) lavoratori e lavoratrici in possesso del solo titolo di istruzione obbligatoria o di una qualifica professionale;

b) lavoratori e lavoratrici dipendenti di età superiore a 45 anni compiuti alla data di presentazione della domanda;

c) lavoratori e lavoratrici in Cassa integrazione guadagni (CIG) coinvolti in un progetto formativo per la loro ricollocazione professionale.

2. È data priorità, inoltre, alle domande di voucher accompagnate da un accordo tra parti sociali.

Articolo 10
Costi ammissibili

1. Per ogni lavoratore o lavoratrice dell’impresa può essere richiesto solo un voucher aziendale per domanda.

2. Il voucher aziendale finanzia la partecipazione ad un’azione formativa, che può essere costituita da uno o più corsi di formazione.

3. Ogni azienda può chiedere un massimo di cinque voucher, per un importo non superiore a 10.000,00 euro. L’importo massimo del contributo pubblico per ciascun lavoratore dipendente in formazione è di 3.000,00 euro. Nell’ambito della durata del periodo di assegnazione annuale e sempre nel rispetto dei massimali sopra indicati, l’azienda può richiedere il contributo per voucher aziendali fino a due volte.

4. Affinché possa essere concesso un contributo, l’azione formativa deve avere un costo complessivo di almeno 500,00 euro.

5. Non sono finanziabili voucher aziendali a quelle aziende che nell’anno solare hanno già usufruito di contributi analoghi erogati dall’Area Formazione professionale tedesca.

6. Il voucher aziendale è concesso in base ai costi di frequenza delle attività formative, che includono il costo del corso e il costo del lavoro (ore di partecipazione alla formazione in orario di lavoro per costo orario medio del dipendente). Sono escluse le spese di viaggio, vitto, alloggio, materiali didattici e qualsiasi altra spesa. Non può essere rimborsata l’IVA sul costo del corso di formazione che sia detraibile da parte dell’impresa.

7. In ogni caso il contributo pubblico può raggiungere al massimo l’importo del costo del corso; in sede di rendicontazione, il costo del lavoro non viene in nessun caso riconosciuto nella quota di contribuzione pubblica.

Articolo 11
Avvio e durata delle azioni formative

1. L’avvio delle azioni formative deve avvenire alla data dichiarata nella domanda di contributo. La domanda di contributo è sempre riferita alle attività formative che verranno avviate nel periodo compreso tra le date di scadenza mensile di cui all’articolo 13, comma 1, e la data di scadenza successiva.

2. È permessa la frequenza delle attività formative sotto propria responsabilità ed esclusivamente nel periodo compreso tra le date di scadenza mensile di cui all’articolo 13, comma 1, e la data di formale approvazione della domanda di contributo.

3. Le azioni formative devono concludersi entro il termine massimo di sei mesi.

4. In caso di valutazione negativa, non è riconosciuto alcun rimborso per le attività precedentemente avviate.

5. Dei corsi autorizzati al finanziamento sono ammesse unicamente variazioni del calendario di svolgimento delle lezioni o d’orario, che devono essere comunicate dal beneficiario del contributo all’Area Formazione professionale italiana preventivamente rispetto alla realizzazione delle relative attività formative al fine di consentire lo svolgimento delle funzioni di controllo ispettivo.

Articolo 12
Frequenza e attestato

1. Ai fini della liquidazione del contributo, il destinatario deve frequentare almeno l’80% delle ore previste, salvo gravi e comprovati motivi di impedimento.

2. Al termine delle azioni formative deve essere rilasciato alle persone partecipanti l’attestato di frequenza.

Articolo 13
Termine per la presentazione delle domande

1. Le domande devono pervenire all’Area Formazione professionale italiana entro il giorno dieci di ogni mese con esclusione del mese di dicembre.

2. La domanda deve essere compilata utilizzando l’apposito formulario, deve essere sottoscritta dal/dalla richiedente e trasmesse, entro le scadenze sopra elencate, al seguente indirizzo PEC:

formazioneprofessionale.berufsbildung@pec.prov.bz.it.

Articolo 14
Domanda e documentazione

1. La domanda di finanziamento, in bollo, deve essere compilata utilizzando la modulistica predisposta dall’Area Formazione professionale italiana e deve essere sottoscritta dal/dalla rappresentante legale dell’azienda richiedente.

2. La domanda di finanziamento deve essere corredata di:

a) dichiarazione del rispetto dei requisiti richiesti all'impresa, di cui all’articolo 3, e ai destinatari, di cui all’articolo 4;

b) dichiarazione che la medesima attività per la quale si è richiesto il voucher aziendale non è stata ammessa a contributo nell’ambito di altri programmi regionali o di altri programmi o iniziative nazionali o comunitarie, che non ha beneficiato di finanziamenti di fondi interprofessionali, e che per la stessa attività l’azienda si impegna a non richiedere in futuro altri finanziamenti pubblici;

c) descrizione dettagliata del corso di formazione per cui si chiede il finanziamento, con indicazione delle date di inizio e fine attività;

d) tabella di calcolo del costo del lavoro per ogni dipendente (vedi nota 2);

e) dichiarazione dell’azienda richiedente ad assumere l’impegno a finanziare almeno il 20% del costo di frequenza delle attività formative;

f) dichiarazione Deggendorf e dichiarazione de minimis secondo il regolamento (UE) n. 1407/2013.

3. Sulla domanda e sui documenti presentati deve essere apposta la firma in forma autografa o digitale del/della legale rappresentante dell’azienda richiedente. La firma autografa deve essere autenticata o, in alternativa, è necessario allegare una fotocopia del documento d’identità.

Articolo 15
Ammissibilità della domanda

1. In assenza delle condizioni e dei requisiti indicati negli articoli 3, 4, 7, 10, 13 e 14 la domanda di contributo non è accolta e non è sottoposta alla successiva valutazione di merito.

2. L’ammissibilità della domanda di contributo è inoltre subordinata alla verifica della regolarità del Documento unico di regolarità contributiva (DURC).

Articolo 16
Copertura assicurativa dei partecipanti

1. Per ciascun lavoratore l’impresa beneficiaria deve garantire idonea copertura assicurativa per infortuni e responsabilità civile, esonerando espressamente la Provincia autonoma di Bolzano da ogni responsabilità in caso di mancata o irregolare stipula delle assicurazioni medesime. Le coperture assicurative devono coprire l’intera durata delle attività formative.

2. Si ritengono idonee ad assolvere l’obbligo di assicurazione sia le posizioni assicurative esistenti attivate presso l'INAIL dal datore di lavoro per l’attività ordinaria dell’impresa, sia le polizze assicurative RCO e RCT già attivate da parte del datore di lavoro per l’attività ordinaria dell’impresa, previa verifica dell’effettiva copertura delle fasi di formazione anche nel caso di lavoratori sospesi.

Articolo 17
Modalità di finanziamento

1. Il contributo è liquidato a conclusione dell’attività formativa e solo dopo l’accertamento del regolare svolgimento del corso e dell’effettiva frequenza di almeno l’80% delle ore previste da parte della persona destinataria della formazione, salvo gravi e comprovati motivi di impedimento.

2. La liquidazione del contributo avviene dietro presentazione della documentazione attestante l’avvenuto pagamento della quota/delle quote di iscrizione e della ricevuta del bonifico bancario datata almeno due giorni dopo l’avvenuto pagamento e, per quanto riguarda il finanziamento privato, del prospetto di calcolo del costo orario per ogni singolo dipendente che partecipa ai corsi di formazione (vedi nota 2).

Articolo 18
Commissione di valutazione

e verifica dei progetti

1. L’approvazione delle domande è subordinata alla valutazione di merito da parte di un’apposita Commissione di valutazione composta da tre componenti individuati dal Direttore/dalla Direttrice d’area all’interno dell’Area Formazione professionale italiana.

2. La valutazione di merito riguarda la coerenza e la pertinenza dell’azione formativa prescelta dall’azienda con:

a) le esigenze di sviluppo organizzativo;

b) le esigenze di accrescimento della competitività;

c) le esigenze di aggiornamento tecnologico;

d) le prospettive professionali e le esigenze di qualificazione e aggiornamento del personale dipendente.

3. Le domande sono valutate secondo il seguente ordine di criteri:

a) qualità e coerenza del progetto formativo in rapporto alle esperienze professionali possedute, al fabbisogno di formazione rilevato e alle aspettative del soggetto richiedente;

b) qualificazione dell’ente erogatore e qualità e affidabilità della programmazione formativa dell’ente di formazione (rintracciabilità dell’ente, tipologia dei corsi offerti, caratteristiche dei e delle docenti e della didattica offerta, indice di realizzazione delle attività programmate, rispetto dei calendari e dei tempi di realizzazione, ecc.);

c) congruità del costo della quota di partecipazione rispetto ai valori medi di mercato di iniziative formative similari;

d) completezza, coerenza, accuratezza e precisione espositiva di tutte le sezioni del formulario e degli allegati, secondo quanto previsto dal modello predisposto dall’Area Formazione professionale italiana.

4. È facoltà della Commissione richiedere alle imprese beneficiarie eventuali chiarimenti e/o integrazioni.

5. La valutazione si conclude con l’approvazione delle domande finanziabili nell’ordine di priorità e nell’ordine cronologico d’arrivo e con la stesura degli elenchi mensili.

6. Gli elenchi mensili sono autorizzati dal/dalla responsabile d’area competente e pubblicati all’albo e sul sito internet dell’Area Formazione professionale italiana.

7. L’accoglimento o il rigetto della domanda di contributo sono comunicati ai soggetti richiedenti tramite PEC.

Articolo 19
Liquidazione del contributo

1. Il contributo è liquidato al termine delle attività formative, previa verifica amministrativo-contabile.

2. Entro 30 giorni dalla data di conclusione dell’attività formativa riportata nella lettera di autorizzazione, l’azienda beneficiaria è tenuta a presentare, tramite PEC e secondo le modalità previste dall’Area Formazione professionale italiana, la seguente documentazione:

a) richiesta di liquidazione su propria carta intestata secondo il modello predisposto dall’Area Formazione professionale italiana, con i relativi dati bancari;

b) originali dei documenti contabili riguardanti i costi sostenuti, debitamente quietanzati; ogni pagamento deve essere regolarmente documentato tramite ricevuta di bonifico bancario o giustificativo di pagamento avente valore legale, datato almeno 2 (due) giorni dopo l’avvenuto pagamento;

c) prospetto di calcolo del costo orario per ogni singolo dipendente che partecipa ai corsi di formazione (vedi nota 2), firmato dal/dalla legale rappresentante o dal/dalla responsabile dell’ufficio interno preposto del beneficiario oppure da un/una consulente del lavoro o commercialista esterni, che sarà verificato dal Servizio sulla base dei dati forniti dall’Ufficio del Lavoro;

d) copia degli attestati di frequenza e dichiarazione di regolare frequenza rilasciata dall’ente di formazione.

3. Non è prevista alcuna forma di anticipazione finanziaria.

4. La liquidazione del contributo è subordinata all’esito positivo della verifica di regolarità del Documento unico di regolarità contributiva (DURC).

Articolo 20
Revoca del contributo

1. Il contributo è revocato in caso di:

a) mancato rispetto delle condizioni previste dagli articoli 11, 16 e 18;

b) mancato avvio o mancata conclusione del corso entro la data riportata nella lettera di autorizzazione, senza giustificati motivi; tuttavia il soggetto beneficiario può richiedere alla Commissione di valutazione una deroga giustificandone le motivazioni;

c) ingiustificata realizzazione parziale dell’azione formativa;

d) accertate irregolarità nello svolgimento delle attività didattiche, organizzative e amministrative dei corsi autorizzati.

Articolo 21
Controlli e vigilanza

1. Le funzioni di monitoraggio e vigilanza tecnico-amministrativa delle azioni formative sono esercitate dall’Area Formazione professionale italiana.

2. I soggetti richiedenti e gli enti erogatori delle azioni formative sono tenuti a sottoporsi ai controlli e alla vigilanza dell’Area Formazione professionale italiana.

Nota 1:

Definizione di PMI ai sensi degli articoli 1, 2 e 3 dell’Allegato I del REGOLAMENTO (UE) N. 651/2014 DELLA COMMISSIONE, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato:

Impresa (art. 1):

Si considera impresa qualsiasi entità che eserciti un'attività economica, indipendentemente dalla sua forma giuridica. In particolare sono considerate tali le entità che esercitano un'attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitano regolarmente un'attività economica.

Effettivi e soglie finanziarie che definiscono le categorie di imprese (art. 2):

1. La categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (PMI) è costituita da imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR.

2. All'interno della categoria delle PMI, si definisce piccola impresa un'impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di EUR.

3. All'interno della categoria delle PMI, si definisce microimpresa un'impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di EUR.

Tipi di imprese considerati ai fini del calcolo degli effettivi e degli importi finanziari (art. 3):

1. Si definisce «impresa autonoma» qualsiasi impresa non classificata come impresa associata ai sensi del paragrafo 2 oppure come impresa collegata ai sensi del paragrafo 3.

2. Si definiscono «imprese associate» tutte le imprese non classificate come imprese collegate ai sensi del paragrafo 3 e tra le quali esiste la relazione seguente: un'impresa (impresa a monte) detiene, da sola o insieme a una o più imprese collegate ai sensi del paragrafo 3, almeno il 25 % del capitale o dei diritti di voto di un'altra impresa (impresa a valle).

Un'impresa può tuttavia essere definita autonoma, dunque priva di imprese associate, anche se viene raggiunta o superata la soglia del 25 % dalle categorie di investitori elencate qui di seguito, a condizione che tali investitori non siano individualmente o congiuntamente collegati ai sensi del paragrafo 3 con l'impresa in questione:

a) società pubbliche di partecipazione, società di capitale di rischio, persone fisiche o gruppi di persone fisiche esercitanti regolare attività di investimento in capitali di rischio che investono fondi propri in imprese non quotate («business angels»), a condizione che il totale investito dai suddetti «business angels» in una stessa impresa non superi 1.250.000 EUR;

b) università o centri di ricerca senza scopo di lucro;

c) investitori istituzionali, compresi i fondi di sviluppo regionale;

d) autorità locali autonome aventi un bilancio annuale inferiore a 10 milioni di EUR e meno di 5.000 abitanti.

3. Si definiscono «imprese collegate» le imprese fra le quali esiste una delle relazioni seguenti:

a) un'impresa detiene la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di un'altra impresa;

b) un'impresa ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, direzione o sorveglianza di un'altra impresa;

c) un'impresa ha il diritto di esercitare un'influenza dominante su un'altra impresa in virtù di un contratto concluso con quest'ultima oppure in virtù di una clausola dello statuto di quest'ultima;

d) un'impresa azionista o socia di un'altra impresa controlla da sola, in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti o soci dell'altra impresa, la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di quest'ultima. Sussiste una presunzione juris tantum che non vi sia influenza dominante qualora gli investitori di cui al paragrafo 2, secondo comma, non intervengano direttamente o indirettamente nella gestione dell'impresa in questione, fermi restando i diritti che essi detengono in quanto azionisti.

Le imprese fra le quali intercorre una delle relazioni di cui al primo comma per il tramite di una o più altre imprese, o degli investitori di cui al paragrafo 2, sono anch'esse considerate imprese collegate.

Le imprese fra le quali intercorre una delle suddette relazioni per il tramite di una persona fisica o di un gruppo di persone fisiche che agiscono di concerto sono anch'esse considerate imprese collegate, a patto che esercitino le loro attività o una parte delle loro attività sullo stesso mercato rilevante o su mercati contigui.

Si considera «mercato contiguo» il mercato di un prodotto o servizio situato direttamente a monte o a valle del mercato rilevante.

4. Salvo nei casi contemplati al paragrafo 2, secondo comma, un'impresa non può essere considerata una PMI se almeno il 25 % del suo capitale o dei suoi diritti di voto è controllato direttamente o indirettamente da uno o più enti pubblici, a titolo individuale o congiuntamente.

5. Le imprese possono dichiarare il loro status di impresa autonoma, associata o collegata, nonché i dati relativi alle soglie di cui all'articolo 2. Tale dichiarazione può essere resa anche se la dispersione del capitale non permette l'individuazione esatta dei suoi detentori, dato che l'impresa può dichiarare in buona fede di supporre legittimamente di non essere detenuta al 25 %, o oltre, da una o più imprese collegate fra loro. La dichiarazione non pregiudica i controlli o le verifiche previsti dalle normative nazionali o dell'Unione.

Nota 2:

Il costo orario medio viene calcolato in base alla retribuzione e agli oneri sociali, così come previsto dal contratto collettivo di riferimento e da eventuali integrazioni secondo il seguente schema di calcolo:

base annua lorda + tredicesima + (ev.) quattordicesima = retribuzione lorda

retribuzione lorda + contributi INPS e INAIL per la quota a carico dell’ente + TFR = totale costo impresa

totale costo impresa / numero ore lavorative (*) = costo orario medio

Nel calcolo del costo orario medio non si considerano eventuali premi, straordinari, ecc.

Il prospetto di calcolo del costo orario deve essere timbrato e firmato dal/dalla legale rappresentante o dal/dalla responsabile dell’ufficio interno preposto del beneficiario oppure da un/una consulente del lavoro o commercialista esterni.

(*) contratto collettivo al netto di ferie, permessi, festività

 

 

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