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Delibera 30 settembre 2014, n. 1130
Standard qualitativi per la pianificazione delle zone produttive

Allegato

Standard qualitativi per la pianificazione delle zone produttive

Art. 1
Ambito di applicazione

1. I presenti criteri fissano gli standard qualitativi per la pianificazione delle zone per insediamenti produttivi, in attuazione dell’articolo 45, comma 1, della legge provinciale 11 agosto 1997, n. 13, e successive modifiche, di seguito denominata legge urbanistica provinciale. Essi uniformano e sostituiscono tutte le direttive sinora vigenti in materia di pianificazione delle zone produttive.

2. Sono disciplinati in particolare:

a) i criteri per l’individuazione delle zone produttive;

b) i criteri per la pianificazione delle zone produttive e per l’elaborazione dei piani di attuazione.

3. I presenti criteri si applicano nei seguenti casi:

a) individuazione di nuove zone produttive;

b) ampliamento di zone produttive esistenti;

c) modifiche sostanziali dei vigenti piani di attuazione che prevedono un nuovo utilizzo e una nuova configurazione di lotti privati e aree pubbliche.

Art. 2
Finalità

1. I presenti criteri mirano a contemperare le esigenze delle imprese con il miglioramento della funzionalità delle zone produttive, garantendo alti livelli insediativi e una più elevata qualità urbanistica, ambientale e architettonica.

2. Ai fini di cui al comma 1, le zone produttive sono individuate e pianificate in modo da assicurare condizioni ottimali per l’esercizio delle attività economiche, garantendo allo stesso tempo un adeguato inserimento urbanistico e architettonico nel paesaggio.

Art. 3
Criteri per l’individuazione e l’ampliamento di zone produttive

1. Ai fini di un uso razionale del territorio il piano urbanistico prevede nuove zone produttive o ampliamenti delle stesse se, da un’analisi del fabbisogno, emerge che la disponibilità di immobili nel comune di appartenenza o in zone ad esso funzionali non è adeguata a coprire le esigenze. Fanno eccezione gli ampliamenti di imprese già insediate.

2. Ai sensi dell’articolo 45, comma 2, della legge urbanistica provinciale, i comuni possono definire e prevedere nei piani urbanistici anche aree per zone produttive sovracomunali; la gestione di tali zone è regolata tramite convenzioni fra le amministrazioni comunali coinvolte. L’ente competente può assumere a proprio carico una quota maggiorata dei costi di urbanizzazione delle zone produttive sovracomunali, secondo quanto previsto nei criteri approvati ai sensi dell’articolo 35/septies della legge provinciale 20 agosto 1972, n. 15, e successive modifiche.

3. Per la localizzazione delle zone produttive si applicano i seguenti criteri di valutazione:

a) è data priorità all’ampliamento di zone produttive esistenti rispetto alla previsione di nuove zone produttive isolate;

b) è preferita la vicinanza a infrastrutture esistenti, con particolare attenzione all’accessibilità delle zone e al collegamento delle stesse al sistema del trasporto pubblico;

c) sono preferibilmente da evitare le trasformazioni di aree sottoposte a vincolo nonché la previsione di zone produttive in prossimità di corsi d’acqua o di zone umide.

4. Le zone produttive sono individuate in prossimità di aree già urbanizzate, tenuto conto della tipologia delle attività da insediare, nonché delle emissioni e dell’inquinamento acustico prevedibili.

5. In deroga a quanto previsto al comma 4, le attività che comportano forti emissioni possono essere esercitate, ai sensi dell’articolo 44, comma 1, della legge urbanistica provinciale e salvo gli ampliamenti strettamente necessari di sedi esistenti, solamente in zone produttive appositamente individuate, anche non in prossimità di centri edificati. Ai fini dei presenti criteri, un’attività è considerata ad elevato livello di emissioni se raggiunge la classe acustica 5 o 6 o se produce un livello di polveri eccessivamente alto. Per tali zone sono previste opportune misure di mitigazione delle emissioni.

Art. 4
Obiettivi del piano di attuazione

1. Il piano di attuazione assicura, con poche prescrizioni, un’elevata qualità di pianificazione e un basso impatto per le imprese.

Art. 5
Utilizzo e attività

1. Nel rispetto delle norme che disciplinano le attività ammissibili in zone produttive, il piano di attuazione può definire le attività o le categorie di attività che non possono essere svolte nella zona produttiva o su parti della stessa.

Art. 6
Spazi pubblici

1. Al fine di assicurare la qualità urbana e ambientale della zona produttiva e la sua funzionalità nel lungo periodo, il piano di attuazione pone particolare attenzione alla pianificazione degli spazi pubblici e in particolare a:

a) l’organizzazione della mobilità;

b) la gestione del verde e delle acque reflue;

c) la pianificazione dei parcheggi;

d) la pianificazione dell’arredo urbano.

Art. 7
Verde pubblico

1. La dotazione di verde all’interno della zona produttiva deve garantire il benessere delle persone e svolgere una funzione di mitigazione ambientale. Il verde pubblico è pianificato secondo i seguenti criteri:

a) in ogni zona produttiva gli assi viari principali sono rinverditi tramite alberatura o con cespugli;

b) nelle zone produttive con estensione superiore ai 2 ettari, almeno il 5 per cento della superficie complessiva è destinata a verde pubblico fruibile. Il verde pubblico è pianificato il più possibile in posizione centrale e in maniera compatta e allestito con piante.

2. Se il piano di attuazione prevede una percentuale di verde maggiore rispetto a quanto previsto al comma 1, lettera b), l’ente competente può assumere a proprio carico una quota maggiorata dei costi di urbanizzazione, secondo quanto previsto nei criteri approvati ai sensi dell’articolo 35/septies della legge provinciale 20 agosto 1972, n. 15, e successive modifiche.

3. Salve le disposizioni di cui all’articolo 8, per i singoli lotti privati non è previsto alcun obbligo di dotazione minima di verde.

Art. 8
Misure ecologiche sui lotti

1. Sui singoli lotti sono previste misure ecologiche adeguate, con particolare riferimento a:

a) la permeabilità delle aree;

b) il rinverdimento dei tetti (facoltativo);

c) la gestione delle acque meteoriche;

d) la gestione delle aree non ancora edificate.

2. Per regolare la permeabilità del suolo si applica l’indice di riduzione dell’impatto edilizio (RIE), come previsto ai sensi dell’allegato A. Tale strumento definisce il valore minimo da raggiungere, consentendo tuttavia una applicazione flessibile in considerazione delle specificità del singolo lotto.

3. Se l’impresa prevede una copertura dei tetti con verde pensile, per la progettazione e l’esecuzione della stessa trova applicazione la norma UNI 11235, e successive modifiche. La sopraelevazione realizzata con la copertura non concorre al computo della cubatura urbanistica, fermo restando il rispetto delle distanze previste dal piano di attuazione.

4. La gestione delle acque meteoriche avviene ai sensi di quanto disposto dall’allegato B.

5. I proprietari di aree non ancora edificate contribuiscono con misure idonee ad evitare un pesante impatto paesaggistico e la produzione eccessiva e prolungata di polveri.

Art. 9
Infrastrutture stradali e parcheggi

1. Per quel che concerne le infrastrutture stradali e i parcheggi, il piano di attuazione prevede misure adeguate al fine di assicurare:

a) il miglior collegamento possibile alla rete di viabilità esistente e al contesto urbano;

b) il miglior collegamento possibile al sistema di trasporto pubblico locale;

c) il collegamento alla rete di piste ciclabili, in caso di zone produttive situate in prossimità dei centri abitati;

d) la più breve via di accesso ai lotti;

e) un adeguato disegno stradale che garantisca la fluidità del traffico pesante;

f) parcheggi pubblici in misura adeguata lungo gli assi viari principali in entrambi i sensi di marcia e/o su apposite aree centrali;

g) parcheggi sui lotti privati nella misura prevista dalle specifiche disposizioni urbanistiche o di settore;

h) il miglior collegamento possibile alla banda larga.

Art. 10
Allineamenti e arredo urbano

1. Tenuto conto delle dimensioni della zona produttiva, il piano di attuazione prevede di norma allineamenti sul fronte stradale principale, con intervalli architettonici per evitare fronti compatti troppo lunghi.

2. Il piano di attuazione prevede, negli spazi pubblici, un adeguato arredo urbano, tra cui rivestimenti, elementi di arredo e verde, al fine di aumentare la qualità di vita e di lavoro nelle zone produttive.

Art. 11
Efficienza energetica

1. Il piano di attuazione pone particolare attenzione all’efficienza energetica e all’uso di energie rinnovabili. Se sono previste specifiche soluzioni che contribuiscono a una gestione energetica sostenibile e a rafforzare l’immagine dell’Alto Adige quale piazza economica sostenibile, l’ente competente può assumere a proprio carico una quota maggiorata dei costi di urbanizzazione, secondo quanto previsto nei criteri approvati ai sensi dell’articolo 35/septies della legge provinciale 20 agosto 1972, n. 15, e successive modifiche.

Art. 12
Concorsi di idee

1. Per lo sviluppo e la pianificazione delle zone produttive possono essere banditi concorsi di idee, sentite le imprese interessate.

2. Per le zone produttive con un’estensione superiore a 5.000 m², l’incarico di progettazione per i piani di attuazione è, di norma, assegnato previo concorso di idee.

3. Per lo sviluppo e la pianificazione delle zone produttive sovracomunali possono essere banditi concorsi di idee.

4. Se per la pianificazione delle zone produttive si sono svolti concorsi di idee, l’ente competente può assumere a proprio carico una quota maggiorata dei costi di urbanizzazione, secondo quanto previsto nei criteri approvati ai sensi dell’articolo 35/septies della legge provinciale 20 agosto 1972, n. 15, e successive modifiche.

Art. 13
Applicazione

1. I presenti criteri trovano applicazione dal giorno successivo a quello della pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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