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Delibera 27 aprile 2009, n. 1181
Indicazioni provinciali per le scuole dell'infanzia delle località ladine

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2.2 Ambiti formativi

2.2.1 Visione/aspettativa formativa: bambini forti

2.2.1.1 Emozionalità e relazioni sociali

Lo sviluppo emotivo e sociale accompagna l’apprendimento del bambino. Tra i compiti di sviluppo decisivi nella prima infanzia vi sono la conoscenza dei propri sentimenti e la percezione, l’interpretazione e la comprensione del vissuto emozionale degli altri. Queste competenze emotive sono strettamente connesse con le competenze sociali in un rapporto di condizionamento reciproco. Esse pongono le condizioni favorevoli affinché un bambino impari a integrarsi in una comunità sociale, a saper cooperare e stabilire rapporti e ad affrontare i conflitti in modo costruttivo. Le esperienze emotive che un bambino fa nell’interazione sociale con le sue persone di riferimento hanno, accanto ad altre esperienze, un valore centrale nel suo sviluppo. La comprensione sociale presuppone che un bambino sappia immedesimarsi negli altri e riconoscere i loro bisogni. La capacità di condividere sentimenti (empatia) è un importante generatore d’impulsi per l’acquisizione di un comportamento sociale positivo. Questo immedesimarsi negli altri e la capacità di cambiare prospettiva favoriscono i processi di sviluppo e di apprendimento del bambino.

Obiettivi formativi

Il rafforzamento delle competenze emotive e sociali permette al bambino di sviluppare un concetto di sé positivo. Egli impara ad affrontare in modo responsabile i propri sentimenti e quelli altrui. Impara altresì a far fronte a situazioni difficili. La formazione emotiva e sociale è orientata ai seguenti bisogni fondamentali dei bambini:

  1. sviluppo di una comprensione emotiva di se stessi
    Essa comprende la capacità di prendere coscienza dei propri sentimenti e di esprimerli in modo adeguato. Il bambino impara a considerare come una sfida i sentimenti e le situazioni difficili e a superarli.
  2. percezione e comprensione dei sentimenti, degli stati d’animo e dei bisogni di altre persone
    Il bambino percepisce i sentimenti altrui e s’immedesima negli altri. Sperimenta il proprio ruolo sociale all’interno del gruppo, assume i ruoli degli altri e in questo modo impara a comprendere meglio le loro prospettive e i loro comportamenti.
  3. sviluppo della comprensione delle regole e del rispetto verso gli altri
    Il bambino impara a comprendere e osservare le regole, i diritti e gli obblighi concordati. Impara a collaborare con gli altri, ad accordarsi, ad aiutare gli altri e a chiedere aiuto lui stesso.
  4. sviluppo della capacità di stabilire rapporti e stringere relazioni
    Il bambino si percepisce come un individuo unico e irripetibile e come parte di una più ampia comunità. Egli impara ad accettarsi e va incontro agli altri bambini e agli adulti in
    modo rispettoso. Sa esprimersi in modo adeguato, si ritrova nella collettività, impara a stringere amicizie e a coltivarle.
  5. riconoscimento ed espressione dei propri desideri, bisogni e opinioni
    Il bambino ha fiducia nelle proprie capacità e sperimenta la possibilità di influenzare in prima persona i processi. Si sente rispettato nei suoi diritti e nella sua dignità. Il bambino impara ad adottare una posizione propria e a sostenerla. Impara inoltre che ci sono altri punti di vista e modi di vedere. Impara altresì a sopportare la frustrazione e i sentimenti negativi e a risolvere i conflitti in modo costruttivo.

2.2.1.2 Vita pratica e gestione delle situazioni quotidiane

In un mondo in continuo cambiamento, il pensiero autonomo e l’azione responsabile sono i presupposti fondamentali affinché un bambino possa orientarsi e plasmare la propria vita.

L’apprendimento nella vita pratica esprime le competenze per affrontare la quotidianità. Nel confronto con l’ambiente personale, sociale e materiale il bambino sviluppa la competenza che gli permette di riconoscere e affrontare attivamente i margini di azione e le possibilità della vita quotidiana. Giunge così a prendere decisioni autonome e a pianificare autonomamente attività e processi di lavoro. Riconosce le regole necessarie alla vita quotidiana e sviluppa la capacità di analizzare criticamente norme e valori.

Obiettivi formativi

Sostenere i bambini nella gestione delle situazioni quotidiane favorisce il pensiero autonomo e l’azione autonoma e responsabile. A questo ambito appartengono soprattutto i seguenti obiettivi:

  1. rafforzamento del sentimento del valore di sé attraverso il pensiero e l’azione autonomi
    Il bambino sa esprimere i propri pensieri, sentimenti, idee e metterli in gioco nella quotidianità. Nell’agire e pianificare autonomamente le sue attività egli estende le proprie competenze, incrementa la fiducia in se stesso e consolida il senso di responsabilità.
  2. partecipazione attiva all’organizzazione della vita quotidiana
    Il bambino impara ad assumersi responsabilità per determinati compiti. Viene rafforzato nelle sue capacità e sviluppa la capacità di condividere esperienze. Partecipare all’organizzazione della giornata offre varie possibilità all’assunzione di responsabilità.
  3. prendere decisioni in modo responsabile
    Il bambino impara a essere responsabile delle proprie azioni e a farsi carico delle conseguenze. Mettendo in gioco sua opinione si sente importante e rispettato.
  4. analizzare criticamente norme e valori
    Il bambino impara a conoscere valori e norme della vita quotidiana, ad analizzarli criticamente e a confrontarsi con essi nello scambio con gli altri.

2.2.1.3 Salute

La salute rappresenta il presupposto per uno sviluppo personale, sociale ed economico positivo ed è un elemento costitutivo della qualità della vita. Un buono stato di salute non comprende soltanto l’assenza di malattie, ma anche il benessere corporeo, psichico, spirituale e sociale. La promozione della salute si occupa dunque non tanto di ciò che fa ammalare i bambini, quanto piuttosto di ciò che li mantiene sani, anche in situazioni preesistenti di difficoltà. Occorre perciò includere nella promozione alla salute il rafforzamento delle risorse individuali e sociali del bambino e il suo concetto positivo di sé, e organizzare lo spazio vitale del bambino all’insegna della salute.

I processi formativi riguardante la salute inizia al momento della nascita e mira a far sì che bambine e bambini imparino il prima possibile e in armonia con lo sviluppo ad assumersi la responsabilità del proprio corpo e della propria salute.

Obiettivi formativi

La formazione alla salute mira soprattutto a rafforzare il bambino nell’assunzione di responsabilità verso il proprio benessere e la propria salute. A questo ambito appartengono soprattutto:

  1. lo sviluppo della consapevolezza di sé e la percezione dei segnali del corpo
    Fa parte di questa consapevolezza la capacità del bambino di percepire i propri sentimenti e i loro effetti sul corpo, e il sapervi reagire adeguatamente.
  2. l’acquisizione di sensibilità verso un’alimentazione sana e la sua importanza per la salute
    Il bambino accumula esperienze nella preparazione del cibo e acquisisce così una comprensione di base per un’alimentazione sana.
  3. il mangiare come piacere individuale ed esperienza sociale
    Il bambino impara a riconoscere quando è sazio e quando ha fame. Sa godersi il cibo e sperimenta i pasti in comune come cura delle relazioni sociali.
  4. lo sviluppo delle capacità di difendersi, di riconoscere le fonti di rischio e pericolo e di reagirvi in modo adeguato.
    Il bambino sviluppa una comprensione di base per un comportamento sicuro e impara a comportarsi in modo adeguato nei piccoli incidenti quotidiani. Viene così rafforzata la sua capacità di ricorrere a offerte d’aiuto e di sostegno.
  5. la cura del corpo e l’igiene
    Il bambino impara a prendersi cura del proprio corpo e sviluppa una comprensione di base dell’importanza dell’igiene per evitare le malattie.
  6. lo sviluppo della sensibilità per ciò che è utile al proprio benessere e alla salute
    Il bambino impara a sviluppare una coscienza della salute e la sensibilità per un comportamento corretto in caso di malattia.
  7. l’apprendimento di un rapporto disinvolto con il proprio corpo
    Il bambino acquisisce anche un sapere di base sulla sessualità e ne parla apertamente.
  8. lo sviluppo della capacità di distinguere sentimenti piacevoli e spiacevoli e il sapersi contrapporre e dire di no
    Il bambino sviluppa un approccio consapevole ai propri sentimenti e la capacità di reagire ad essi in modo adeguato.

2.2.1.4 Movimento

Il movimento è il presupposto per l’estensione delle abilità corporee e il fondamento di tutto lo sviluppo. Il bambino sviluppa un naturale bisogno di muoversi, scopre se stesso e l’ambiente circostante attraverso il movimento. Le attività corporee rendono un contributo essenziale a uno sviluppo psichico e fisico sano e favoriscono le relazioni sociali. Il bambino sperimenta il movimento come una propria forma espressiva e come possibilità di comunicare con gli altri e di esplorare il mondo.

La scuola dell’infanzia ladina promuove una cultura attiva del movimento e lo sviluppo mirato grafomotorio dei bambini

Obiettivi formativi

La promozione del movimento trasmette al bambino il piacere di muoversi e persegue inoltre i seguenti obiettivi prioritari:

  1. la conoscenza delle proprie possibilità corporee
    Il bambino fa molteplici esperienze con il corpo, impara a sperimentare e perfezionare le proprie capacità e abilità motorie e di coordinazione.
  2. il conseguimento della consapevolezza dei segnali del corpo, delle sensazioni piacevoli e spiacevoli, di punti di forza e debolezze, delle proprie possibilità di sviluppo
    Il bambino utilizza il movimento per rinvigorire il proprio benessere. A una crescente sicurezza nei movimenti si accompagna l’incremento del sentimento del valore di sè. Vengono sostenuti e potenziati i processi di sviluppo del bambino.
  3. lo sviluppo del piacere e della tenacia, il sapre accettare sfide nell’ambito del movimento, la sperimentazione creativa della voglia di muoversi
    Il bambino prova piacere nel fare movimento assieme agli altri, consolida la responsabilità di se stesso e assume responsabilità nei confronti degli altri. Impara a comprendere le regole, a concordarle e a rispettarle.

2.2.2 Visione/aspettativa formativa: bambini comunicativi e con competenze riguardante le media

2.2.2.1 Linguaggio, cultura scritta, bilinguismo e plurilinguismo

L’acquisizione di competenze linguistiche è uno degli aspetti più importanti dello sviluppo umano ed è il presupposto fondamentale della comunicazione e quindi dell’accesso al mondo.

Lo sviluppo del linguaggio e della parola è un processo interattivo e co-costruttivo complesso, che inizia già prima della nascita e dura tutta la vita. L’acquisizione linguistica si compie soprattutto nell’interazione con altre persone. Fin dall’inizio il bambino entra in dialogo con l’ambiente circostante attraverso la gestualità, la mimica e i suoni. Egli impara il linguaggio non soltanto attraverso l’imitazione, ma costruisce, dapprima in modo inconsapevole, ipotesi autonome su come il linguaggio è fatto. Una particolare attenzione è rivolta al processo di acquisizione della seconda lingua nel bambino e al particolare ruolo della prima lingua come fondamento per l’apprendimento di lingue ulteriori.

I linguaggi si formano in un ambiente sociale ricco di stimoli e occasioni ludiche di tipo linguistico che pongono al centro l’apprendimento attraverso tutti i sensi. Le condizioni migliori per l’apprendimento della lingua sono date dal contatto personale del bambino con una persona di riferimento a lui rivolta e nel contatto sociale positivo con persone che egli considera importanti. La via più efficace per acquisire competenze linguistiche è l’unione con azioni che producano senso per il bambino stesso e catturino il suo interesse. Le persone di riferimento sono per il bambino modelli linguistici. Questo investe le insegnanti di un compito peculiare. Un rafforzamento della competenza linguistica tiene presente e utilizza questi aspetti e coinvolge tutti i luoghi formativi dello sviluppo del bambino.

Il linguaggio si sviluppa in svariati contesti di vita, in famiglia, nelle situazioni quotidiane, nelle istituzioni formative. Il clima linguistico e il livello d’istruzione della famiglia hanno una grande influenza sulla qualità dello sviluppo linguistico di un bambino. I bambini che in famiglia ricevono pochi stimoli linguistici sono spesso svantaggiati nello sviluppo del linguaggio e necessitano in modo particolare di molteplici occasioni di apprendimento linguistico all’esterno della famiglia. Allo stesso modo, a bambini la cui prima lingua non sia il ladino nella scuola dell’infanzia vengono fatte proposte linguistiche aggiuntive e mirate. In questo caso la valorizzazione linguistica comprende anche l’apprezzamento delle lingue parlate in famiglia e una collaborazione attiva con i genitori.

La formazione linguistica deve accompagnare l’intera infanzia. Essa rappresenta un principio generale della pratica pedagogica quotidiana, riguarda tutti gli ambiti formativi e viene intesa come un processo globale a lungo termine.

L’acquisizione di competenza linguistica ha diverse dimensioni. Essa comprende gli aspetti non verbali del linguaggio e della comunicazione, l’uso orale della lingua, una prima conoscenza della lingua scritta, lo sviluppo di competenza nella lingua scritta, il bilinguismo e il plurilinguismo.

Il rafforzamento degli interessi e delle competenze relative a queste dimensioni è di grande importanza per lo sviluppo linguistico e il rafforzamento del bambino nel suo complesso, e soprattutto per la differenziazione delle competenze nella lingua scritta.

La scuola dell’infanzia ladina si impegna per il mantenimento della lingua e cultura ladina.

La situazione linguistica nelle valli ladine è contraddistinta dalla pluralità. Oltre alle tre lingue ufficiali della provincia, tedesco, italiano e ladino, sono in aumento, per via dell’immigrazione, altre madrelingue. Nel rispetto del carattere ladino della scuola dell’infanzia vengono svolte attività mirate ed adeguate all’età dei bambini al fine di promuovere le tre lingue della provincia (ladino, tedesco, italiano). Il plurilinguismo e l’apertura interculturale sono considerati valori fondanti di natura pedagogica e socio-culturale.

Obiettivi formativi

Il rafforzamento della competenza linguistica mira a destare l’interesse del bambino per la lingua e le lingue e a suscitare in lui il piacere della parola e del dialogo. La formazione linguistica promuove pertanto:

  1. la capacità espressiva del bambino e la capacità di ascoltare attivamente e comunicare pensieri e sentimenti
    Il bambino viene rafforzato nello sviluppo di molteplici forme espressive non verbali (linguaggio del corpo, gestualità, mimica, movimento) e nella capacità di scambio linguistico con gli altri (dialogo in giochi di ruolo e teatrali). In un ambiente ricco di occasioni linguistiche il bambino giunge a percepirsi come parlante attivo e competente, acquisisce competenze nel tedesco standard e le consolida.
  2. la consapevolezza dell’importanza degli strumenti culturali nella comunicazione
    I bambini parlano per mezzo delle immagini e della musica, comunicano attraverso il movimento, la mimica, la gestualità e l’intonazione. Conquistano conoscenze grazie alla pantomima e alla danza.
  3. la riflessione sulla lingua parlata
    Il bambino sviluppa la capacità di afferrare l’aspetto sonoro e gli elementi della lingua, di percepire le strutture foniche della lingua parlata (suono iniziale, rime, sillabe) e di pervenire a una coscienza della lingua e dei suoi elementi.
  4. l’interesse del bambino per la cultura scritta e le relative competenze
    Per cultura scritta si intende il complesso di esperienze e occasioni di apprendimento che gravitano attorno alla cultura del libro, della narrazione, della rima e della scrittura. Il bambino viene rafforzato nello sviluppo della capacità di astrazione linguistica e della comprensione di testi narrativi e non, nell’ampliamento del suo interesse per i libri e le storie e nel confronto con simboli, segni e scritture differenti. Le lingue die genitori e lingue parlate in famiglia dai bambini vengono coinvolte nelle attività per la promozione della cultura scritta.
  5. bilinguismo e plurilinguismo
    Bilinguismo e plurilinguismo sono aspetti significativi della formazione linguistica e
    rappresentano per i bambini un’occasione di particolare rilievo. Occorre percepire e utilizzare i bisogni e le competenze dei bambini che crescono in contesti bilingui e plurilingui. I bambini vengono incoraggiati a sviluppare curiosità nei confronti delle lingue e a vedere il plurilinguismo come un arricchimento e una forma di vita.
    La competenza linguistica ladina è un valore aggiunto e favorisce la integrazione nella zona ladina.

2.2.2.2 Media e strumenti delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione

Nell’odierna società del sapere vari media, come anche le tecnologie della comunicazione e dell’informazione hanno un ruolo rilevante in quasi tutti gli ambiti della vita privata e pubblica.

Anche i bambini vivono in uno spazio non immune dall’influenza mediatica. I media e le tecnologie della comunicazione e dell’informazione offrono ai bambini molteplici occasioni di apprendimento e di sviluppo. Ogni medium può stimolare e arricchire un bambino, ma anche limitare il suo sviluppo. Sono decisive, in questo senso, la qualità pedagogica dei prodotti mediali e il modo in cui bambini e adulti vi si rapportano nel proprio contesto.

La formazione ai media riguarda tutti i mezzi e gli strumenti delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione che interessano i bambini e che essi incontrano nell’ambiente circostante. Ne fanno parte libri illustrati e di lettura per ragazzi, televisore, radio, registratore, dvd e cd, oltre naturalmente al computer, alle sue unità periferiche per l’immissione e l’uscita dei dati e ai software pensati per lo sviluppo e incentrati sul gioco, la pittura, l’apprendimento e la creazione.

In ogni caso è da valutare in che misura vadano adottati tali media nell’ambito del lavoro educativo.

Obiettivi formativi

L’obiettivo centrale della formazione ai media è sostenere il bambino nell’utilizzo competente, responsabile e riflettuto dei media e delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione a proprio vantaggio. La formazione ai media promuove pertanto:

  1. l’uso creativo e cooperativo dei media per i propri interessi
    La formazione ai media sostiene il bambino nell’utilizzo dei media come fonti d’informazione e come strumenti di apprendimento, di comunicazione, di espressione creativa, oltre che come mezzi di intrattenimento, svago e fruizione estetica
  2. conoscenze ed esperienze nel confronto con i media e le tecnologie della comunicazione e dell’informazione
    La formazione ai media rafforza la comprensione dell’impiego dei media e degli strumenti delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione nella vita quotidiana. Il bambino scopre svariate possibilità di applicazione e sperimentandole acquisisce competenza pratica.
  3. la capacità di ripensare ed elaborare il proprio rapporto con i media
    Il bambino viene incoraggiato a esprimere emozioni, riflessioni e difficoltà legate ai media, a discuterne e riflettervi con gli altri e in questo modo a regolarle. La riflessione sull’uso che egli stesso fa dei media rafforza nel bambino la competenza per un rapporto responsabile con essi.
  4. la capacità di riflettere sulla natura e la funzione dei media e la loro comprensione
    La formazione ai media rafforza un approccio critico e riflettuto del bambino verso i media. Essa sostiene il bambino nella distinzione dei contenuti mediatici dalla realtà immediata, nel loro riconoscimento in quanto prodotto artificiale dell’uomo e nell’individuazione di determinate funzioni e intenzioni dei media, come ad esempio la pubblicità.

2.2.3 Visione/aspettativa formativa: bambini creativi, fantasiosi e con attitudini artistiche

2.2.3.1 Musica e danza

L’incontro con la musica e la danza fornisce al bambino, attraverso forme esteriori molteplici, una particolare chiave d’accesso al mondo. I bambini hanno un bisogno spontaneo di esprimersi in modo musicale, e usano la musica e la danza per comunicare qualcosa di sé. Alcuni pensieri e sentimenti possono essere espressi in modo ludico e gioioso, e le tensioni emotive si allentano. La musica ha un ruolo essenziale nello sviluppo della personalità del bambino. Musica e movimento hanno altresì una ricaduta positiva sullo sviluppo linguistico e influiscono sulla coscienza del corpo. Sperimentando con la voce, i suoni e i materiali, i bambini scoprono l’universo della musica e attivano in modo particolare il senso dell’udito. La varietà di percezioni sensoriali promuove la creatività ed è la chiave d’accesso a diverse forme espressive. Il bambino impara a conoscere le tradizioni musicali del suo ambiente culturale e sa tramandarle. Musica e danza costituiscono in tal modo un contributo alla cura della propria tradizione, offrono possibilità di comunicazione al di là dei limiti della lingua e promuovono l’incontro e il contatto interculturali.

Obiettivi formativi

La formazione musicale è una parte costitutiva basilare della quotidianità pedagogica. In diverse attività, come il canto, la danza e il movimento, o nell’uso degli strumenti, la musica è vissuta come fonte di piacere e svago e come stimolo per la creatività. Oltre a ciò la formazione musicale comprende i seguenti obiettivi:

  1. il rafforzamento della capacità di distinguere gli ambiti di percezione, in particolare nell’ascolto
    Il bambino ascolta in maniera attiva e si concentra sugli impulsi musicali. Rafforza la sua capacità di distinzione nei diversi ambiti percettivi, in particolare il senso dell’udito. Sviluppa la propria voce, la postura e la respirazione nella parola e nel canto.
  2. l’esperienza del corpo e della voce come corpi sonori, l’ampliamento della coordinazione motoria
    Il bambino fa esperienze con il corpo, la voce e i suoni e consegue una maggiore capacità di coordinazione motoria generale e specifica, connessa a segnali acustici e visuali e ai diversi materiali impiegati.
  3. l’espressione dei sentimenti attraverso la musica e la danza
    Il bambino impara a conoscere e utilizzare la musica e la danza come possibilità espressive attraverso cui manifestare i propri sentimenti e le proprie idee, e come possibilità di comunicazione con gli altri.
  4. la conoscenza e l’esperienza dei fenomeni e delle forme artistico-estetiche
    Il bambino sperimenta, riconosce e dà un nome ai fenomeni artistico-estetici e alle forme dell’universo musicale, come il contrasto, la ripetizione, l’ordine e la simmetria. 􀂃 la sperimentazione delle capacità creative Il bambino utilizza ed estende le sue capacità creative e scopre le molteplici possibilità della percezione sensoriale attraverso la musica e la danza.

2.2.3.2 Estetica, arte e cultura

Fin dalla nascita i bambini esplorano e si aprono all’ambiente circostante con tutti i sensi, facendo così delle esperienze estetiche. Attraverso l’osservazione, la sperimentazione e la creazione il bambino entra in relazione con l’ambiente, accumula impressioni ed esperienze sensoriali. Nel confronto con i materiali e le forme espressive più diverse il bambino elabora le proprie esperienze ed esprime in modo nuovo le proprie impressioni. Osservando, dipingendo, dando forma, nei giochi di ruolo e teatrali, il bambino organizza in maniera creativa il proprio ambiente e lascia traccia di sé. Le esperienze sensoriali sono il fondamento per la costruzione delle strutture emotive e cognitive.

Nella scuola dell’infanzia viene ampliata la capacità di percezione nella sua globalità. Il bambino ha la possibilità di costruirsi un’immagine del mondo attraverso il fare concreto e di sviluppare i propri valori. La capacità di opporre al mondo idee e rappresentazioni proprie rafforza la coscienza di sé. Essa permette al bambino di assumere una posizione nei confronti di se stesso e del mondo in cui vive, di tradurre in pratica le proprie idee, di trovare soluzioni in caso di conflitto, di percepire la propria efficacia. I sentimenti e i pensieri possono essere espressi e rappresentati. Diverse forme e tecniche espressive offrono al bambino l’occasione di dare espressione in modo originale alle proprie immagini interiori. Al tempo stesso la formazione estetica e il piacere di creare costituiscono il fondamento della comunicazione e dell’interazione. Vengono perfezionate la capacità percettiva individuale e la facoltà di giudizio soggettiva, e il bambino impara a confrontarsi apertamente con ciò che gli è familiare e ciò che gli è estraneo.

Obiettivi formativi

L’esercizio intensivo della percezione, l’esplorazione sensoriale e tutte le attività creative dei bambini sono legate alla comprensione del mondo. I processi estetici sono processi conoscitivi con i quali vengono perseguiti i seguenti obiettivi:

  1. l’accumulo di esperienze con forme, colori e figure
    Attraverso la sperimentazione di processi creativi e le proprie modalità creative ed espressive con i diversi materiali (disegno, pittura, creazione per immagini e rappresentazione scenica) vengono sostenute e rafforzate la molteplicità e la vivacità del sentire, del pensare e dell’agire. Viene altresì ampliato il potenziale motorio e percettivo.
  2. l’ampliamento dei modi espressivi attraverso la creazione artistica
    Il bambino sviluppa piacere, voglia e curiosità nei confronti del proprio fare creativo. Trova riconoscimento e apprezzamento nella sua voglia e forza creativa, conosce ed escogita modi espressivi originali per i propri pensieri e sentimenti.
  3. lo sviluppo della capacità di cambiare prospettiva e di ampliarla
    Nella rappresentazione e nel gioco teatrale il bambino approfitta della possibilità di calarsi in ruoli diversi, di ordinare le proprie impressioni, strutturare la complessità della percezione e cambiare prospettiva. Egli stesso sa inventare e organizzare giochi teatrali, sa improvvisare e reagire all’improvvisazione altrui. Nel gioco teatrale libero il bambino trasferisce il proprio comportamento e i propri obiettivi sul piano dell’azione comune.
  4. la conoscenza di forme d’espressione artistica di diverse culture
    Il bambino incontra forme espressive di artiste e artisti del passato e contemporanei appartenenti a diverse culture e utilizza l’arte come occasione per confrontarsi con altre epoche e altri contesti culturali.

2.2.4 Visione/aspettativa formativa: bambini che amano imparare, ricercare e scoprire

2.2.4.1 Matematica

Il pensiero matematico e competenze come l’ordinare, il distinguere e il classificare aiutano il bambino a strutturare il mondo nella sua complessità, a comprenderlo e a orientarsi in esso.

Fin dall’inizio dello sviluppo i bambini presentano una sensibilità e una preconoscenza molteplice nell’ambito dei fenomeni matematici. Nei primi anni di vita il bambino sviluppa le basi del pensiero matematico. È il periodo in cui egli può fare le prime esperienze con lo spazio e il tempo e con operazioni matematiche come pesare, misurare, valutare, ordinare e comparare.

La formazione matematica accompagna questo accesso precoce alla matematica. Si avvale delle preconoscenze e del naturale interesse dei bambini e li stimola a scoprire la matematica nel mondo in cui vivono. Molte situazioni e attività quotidiane offrono ai bambini l’occasione di confrontarsi attivamente e con tutti i sensi con i fenomeni matematici. Le situazioni quotidiane diventano occasioni di apprendimento allorché il loro aspetto matematico si chiarisce ai bambini nell’interazione tra di loro e con gli adulti. L’espressione linguistica e l’interazione rivestono un ruolo decisivo nello sviluppo della comprensione matematica.

Obiettivi formativi

La formazione matematica sostiene i bambini nella conoscenza attraverso tutti i sensi, per mezzo di dati matematici, di certi aspetti del loro mondo, nell’espressione linguistico-simbolica di fenomeni e problemi matematici e nella discussione di questi problemi assieme agli altri. I bambini sviluppano così una comprensione di base dei fenomeni matematici, di rapporti, regolarità e strutture.

Queste esperienze formative nella scuola dell’infanzia vengono affrontate in relazione con gli eventi quotidiani e le domande dei bambini. In questo processo la preminenza non è data alle singole abilità (come saper fare correttamente i conti), ma alla competenza dei bambini nel sapersi confrontare assieme e in modo attivo con le questioni matematiche. Questo rafforza la loro fiducia in se stessi, come anche il loro piacere e il loro interesse rispetto agli argomenti matematici. Nel singolo bambino la formazione matematica mira a promuovere le seguenti capacità:

  1. classificare e distinguere in base a segni distintivi
    Il bambino distingue gli oggetti secondo uno o più segni distintivi; dà un nome a questi segni e riunisce sottoinsiemi di oggetti in soprainsiemi sulla base di segni distintivi comuni.
  2. scoprire, descrivere e produrre modelli e sequenze ordinate
    Il bambino scopre modelli nell’ambiente circostante e ne produce egli stesso; descrive modelli e prosegue i modelli già iniziati. Dispone in sequenze ordinate gli oggetti, ad esempio secondo la loro grandezza; descrive le sequenze linguisticamente (è più grande di) e con numeri ordinali (primo, secondo, terzo).
  3. riconoscere l’ordine temporale e comprendere e utilizzare i concetti temporali
    Il bambino sperimenta le sequenze e i ritmi del tempo; riconosce un ordine anche negli avvenimenti ricorrenti (feste annuali, rituali, conferenza dei bambini). Il bambino comprende e utilizza i concetti temporali basilari (prima e dopo, oggi, ieri e domani, giorno, settimana, mese) e gli strumenti di misurazione del tempo (calendario, orologio). Pianifica e struttura processi di lavoro.
  4. vivere, descrivere e misurare lo spazio e le forme
    Il bambino sperimenta diverse posizioni del corpo nello spazio; descrive posizioni, direzioni e percorsi; sa immaginarsi gli elementi spaziali anche da un’altra prospettiva e comprende semplici rappresentazioni simboliche dello spazio (planimetrie). Il bambino scopre le forme nell’ambiente che lo circonda e ne produce egli stesso; riconosce le forme uguali, descrive le forme e le loro caratteristiche. Il bambino misura gli spazi con metodi semplici (ad esempio con i piedi).
  5. trattare con le quantità, i numeri e le cifre
    Il bambino manipola quantità concrete, toglie oggetti, ne aggiunge, descrive e compara il numero di oggetti. Impara a conoscere la serie numerale, conta cose concrete e sa compiere operazioni semplici con oggetti concreti. Il bambino scopre le cifre, i numeri e le loro applicazioni nell’ambiente circostante (come i numeri telefonici e civici) e utilizza le cifre per risolvere problemi matematici.

2.2.4.2 Scienze naturali

Fin dalla nascita il bambino vuole esplorare l’ambiente circostante, farsene un’immagine e conferirgli senso. Si interessa a fenomeni che incontra costantemente nella vita quotidiana. La sua attenzione si rivolge agli elementi (acqua, terra, fuoco e aria) ma anche ai fenomeni meteorologici, alla luce e al suono. Il bambino pone molte domande su argomenti di fisica, chimica e biologia, cerca le cause dei fenomeni e vuole comprenderne l’interdipendenza.

In età da scuola dell’infanzia bambini e bambine possiedono concezioni e teorie intuitive su diversi contenuti della chimica, della fisica e della biologia; di tali concezioni e teorie ci si può avvalere in sede educativa/formativa. La comprensione dei contenuti scientifici è di gran lunga maggiore di quanto non si sia ritenuto per molto tempo. L’accesso precoce ai temi scientifici costituisce la base dell’interesse per le scienze.

Le nozioni appartenenti alle scienze naturali stanno a fondamento della conoscenza dei processi che avvengono nella natura vivente e non vivente, e offrono risposte alle domande dei bambini e delle bambine. Partendo dalle esperienze quotidiane, essi hanno la possibilità di confrontarsi in modo esplorativo e con tutti i sensi con l’ambiente circostante e di accumulare così esperienze basilari. La formulazione di ipotesi proprie, la sperimentazione e l’esplorazione attive e la ricerca comune di soluzioni costituiscono il fulcro di questo processo. Descrivendo ciò che osserva il bambino migliora anche le proprie capacità espressive.

Obiettivi formativi

Il bambino si apre con tutti i sensi alle prime esperienze scientifiche e le mette in relazione con domande significative. Vuole capire i fenomeni che si presentano nella datità immediata della sua esistenza, ordinare le proprie osservazioni e decifrare perché, cosa, come accade. La formazione scientifica comprende i seguenti obiettivi:

  1. accumulare esperienze nella natura vivente e non vivente
    Il bambino sperimenta e conosce fenomeni della natura vivente (piante e animali: crescita, cura e assistenza; temi dell’ecologia) e della natura non vivente (terra, acqua, aria e fuoco, il cosmo, il tempo e le stagioni, la luce, i fenomeni acustici e varie forme di energia) con tutti i sensi, e osserva e descrive tali fenomeni. Il bambino percepisce cose e fenomeni in maniera differenziata, pone domande in proposito, fa ipotesi, le esamina e trova risposte da solo e assieme agli altri.
  2. acquisire le conoscenze scientifiche di base
    Il bambino compara, classifica, misura e sperimenta, acquisendo così le conoscenze scientifiche di base, come ad esempio le diverse caratteristiche e gli stati di aggregazione (solido, liquido, gassoso) della materia. I bambini comparano, distinguono e classificano, ad esempio pietre, piume e foglie. Sperimentando, ad esempio nell’immersione e nel nuoto, i bambini vivono e osservano in prima persona le cause e i rapporti di interdipendenza. Entro una prospettiva co-costruttiva, ciò che conta è che il bambino trovi le proprie spiegazioni, continui a sperimentare, esamini e infine elabori nuove ipotesi nell’interazione con gli altri.

2.2.4.3 Tecnica

Fin da piccoli i bambini si trovano di fronte a fenomeni tecnici. Ciò che va coltivato è l’interesse dei bambini per la tecnica nella vita quotidiana. Una formazione tecnica in armonia con lo sviluppo contribuisce a far sì che i bambini sappiano orientarsi meglio tra i fenomeni tecnici che caratterizzano la nostra quotidianità.

Obiettivi formativi

Le conoscenze in ambito meccanico inducono i bambini a formulare domande tecniche. Nella scuola dell’infanzia queste conoscenze, come anche i principi della fisica che stanno alla base della tecnica, vengono coltivate e utilizzate in svariate occasioni formative. La formazione tecnica permette:

  1. esperienze con applicazioni tecniche
    Il bambino può fare esperienze con veicoli e strumenti tecnici che vengono impiegati normalmente in diversi ambiti della sua vita quoditiana.
  2. la conoscenza e la comprensione dei materiali
    Il bambino impara a conoscere un’ampio spettro di materiali artificiali e naturali e le loro qualità e caratteristiche, e comprende l’importanza di questi materiali nella vita quoditiana.
  3. imparare a utilizzare gli utensili
    Il bambino impara a utilizzare e maneggiare in modo responsabile utensili come il martello, i chiodi, le forbici, il cacciavite e la pialla.
  4. la capacità di scegliere tecniche di progettazione, lavorazione e costruzione
    Il bambino utilizza strumenti e impiega materiali. Impara a scegliere quali strumenti, materiali e tecniche sono compatibili tra loro e a quali compiti sono adatti. In questo processo egli sa misurare, contrassegnare, ritagliare e modellare oggetti differenti.
  5. l’acquisizione dei principi elementari della fisica che costituiscono i fondamenti della tecnica
    Nella vita quotidiana i bambini incontrano continuamente concetti, come ad esempio il freddo, la forza, l’equilibrio e la corrente. Hanno a che fare con cose che rotolano o volano, che sono pesanti, storte o rotonde, veloci o lente. Il confronto consapevole con questi fenomeni quotidiani ma al tempo stesso portentosi, l’analisi dei processi e il tentativo di trovare spiegazioni comuni, tutto ciò costituisce per il bambino la chiave d’accesso ad alcuni principi semplici ma importanti della fisica. A questo ambito tematico appartengono anche le domande sulla sicurezza e sui pericoli che la tecnica può comportare.

2.2.4.4 Ambiente

Nel confronto dei bambini con l’ambiente vengono approfonditi, oltre alle conoscenze scientifiche di base, diversi altri temi. Tra questi vi è lo sviluppo della coscienza ambientale e un rapporto responsabile con l’ambiente.

Obiettivi formativi

Il mondo vivente, ossia le piante e gli animali che abitano l’ambiente circostante, è una componente tipica del lavoro pedagogico. Le insegnanti si adoperano in misura crescente affinché i bambini acquisiscano le nozioni fondamentali per una coscienza ambientale duratura. In tale ambito formativo vengono perseguiti i seguenti obiettivi:

  1. la conoscenza della varietà biologica e delle particolarità paesaggistiche dell’ambiente in cui si vive
    Il bambino percepisce la natura con tutti i sensi, conosce gli animali e le piante che abitano l’ambiente circostante e impara ad apprezzarli.
  2. il riconoscimento dei problemi ambientali e l’elaborazione e messa in pratica di ipotesi risolutive
    Il bambino impara che l’ambiente è una risorsa vulnerabile, da proteggere. Sviluppa una conoscenza di base dei problemi ecologici e dell’influsso umano sull’ambiente e sulle condizioni di vita. Di questo fa parte anche la difesa pratica dell’ambiente, che si traduce nell’elaborazione della tematica dei rifiuti: come ridurli, raccoglierli e differenziarli.

2.2.5 Visione/aspettativa formativa: bambini che agiscono nel sistema dei valori e collaborano nell’orientamento ai valori

2.2.5.1 Religiosità e orientamento ai valori

In generale, nonostante i diversi risvolti di ciascuna, le religioni offrono risposte alle domande esistenziali dell’uomo: «Da dove vengo?», «Dove vado?». Queste domande, con le quali i bambini iniziano a interrogarsi su se stessi, arrivano a toccare anche dimensioni religiose.

L’etica e la formazione religiosa aiutano il bambino a orientarsi e a riuscire nella vita.

La scuola dell’infanzia accompagna i bambini nello sviluppo globale della personalità. La formazione religiosa ed etica raccoglie le domande sul senso e lo scopo dell’esistenza poste dai bambini e permette a questi di confrontarsi con la fede sulla base delle tradizioni religiose e dell’immagine del mondo (Weltanschauung) in cui vivono.

In questo contesto è da garantire il rispetto della tradizione religiosa delle località ladine.

Nel legame di fiducia con le insegnanti il bambino riscontra apprezzamento e attenzione nei propri confronti. In tal modo vengono poste le basi per un’adeguata sensibilità ai valori e un’azione responsabile in armonia con essi.

La formazione religiosa ed etica nella scuola dell’infanzia è orientata ai valori cristiani del mondo occidentale e, a partire da questi, prende in considerazione gli aspetti interreligiosi e promuove l’incontro attento e rispettoso con altre fedi. Il bambino apprende che gli esseri umani hanno bisogno gli uni degli altri e sono reciprocamente responsabili. La formazione religiosa ed etica tiene in considerazione le esigenze dei genitori e si fonda sulla cooperazione tra genitori e insegnanti.

Obiettivi formativi

Come per tutti gli ambiti formativi, nella scuola dell’infanzia anche la formazione etica e religiosa è calata nell’esperienza quotidiana. Vengono perseguiti i seguenti obiettivi:

  1. il bambino ha una visione positiva e un approccio aperto e strutturato verso il mondo
    Il bambino amplia la propria fiducia. La sua vita quotidiana si svolge entro un più ampio orizzonte di senso. Egli apprende e conosce attitudini sociali come l’attenzione e il rispetto e sa trasporli all’interno della comunità. Conosce diverse forme di preghiera quali linguaggi possibili della comunicazione umana.
  2. il bambino possiede un’identità religiosa autonoma e un’immagine del mondo, a misura di bambino
    Il bambino apprende che la sua immagine del mondo è plasmata da una concezione religiosa. Prende confidenza con i contenuti, le immagini e i simboli biblici e conosce le fondamentali storie della Bibbia. Riconosce l’importanza della religione per la costruzione della vita e va incontro con rispetto ad altre convinzioni religiose e concezioni del mondo. Esprime la propria identità e concezione del mondo partecipando agli usi, alle feste e agli eventi religiosi della comunità.
  3. Il bambino è socialmente competente nel rapporto con gli altri bambini e gli adulti
    Il bambino ha modelli di comportamento e di fede. Dispone di un repertorio variegato di azioni in rapporto a differenti situazioni della vita sociale.

2.2.5.2 Società, economia e ambiente culturale

I presupposti per una convivenza funzionante e soddisfacente sono costituiti da strutture, regole e valori sociali, culturali ed economici. I bambini sono legati fin dalla nascita a questi rapporti sociali, li sperimentano e apprendono dapprima in famiglia e nella convivenza con le persone di riferimento. Con il passare degli anni le loro esperienze sociali si estendono, ad esempio attraverso l’ampliamento delle loro relazioni sociali nelle cerchie di parenti, vicini, amici e conoscenti. Con l’ingresso nella scuola dell’infanzia, che rappresenta il modello e il riflesso di un gruppo sociale eterogeneo, il bambino fa esperienza di se stesso come membro di tale gruppo, nel quale egli impara a conoscere e capire i processi chiave che regolano la vita sociale, culturale ed economica. Esplorando la zona in cui abita e frequenta la scuola dell’infanzia, come ad esempio il comune o il quartiere, il bambino viene a contatto con aspetti ulteriori della vita sociale.

Obiettivi formativi

In questo ambito formativo assumono un ruolo preminente gli aspetti della vita sociale, per cui vengono perseguiti i seguenti obiettivi:

  1. la nozione dell’importanza sociale della famiglia, dell’abitazione e del vicinato
    Quanto più un bambino sa rapportarsi autonomamente e in modo eclettico con l’ambiente circostante, tanto più egli può identificarsi con uno spazio vitale esteso, sentirsi parte di una comunità più ampia ed eterogenea e anche orientarsi in differenti universi sociali.
  2. la conoscenza di tradizioni, usi e rituali l’apprezzamento delle particolarità culturali e storiche del proprio ambiente
    Il bambino sviluppa un legame affettivo con il proprio ambiente abitativo e il proprio ambiente d’origine. Si sente parte di un mondo grande e molteplice e vuole conoscerlo meglio. Egli acquisisce così un sapere e impara ad apprezzare la tradizione e il cambiamento. Impara a rispettare le altre persone, la loro dignità e i loro differenti usi e costumi, considerando tutto ciò come un arricchimento.
  3. la nozione di diverse professioni e prospettive nel mondo del lavoro
    Nell’incontro con diverse professioni il bambino impara a riconoscere l’importanza del lavoro, delle professioni e del denaro come importante mezzo di pagamento e acquisisce una prima nozione del ciclo economico.
  4. l’orientamento nel proprio ambiente e la conoscenza del sistema di mobilità e trasporto
    Orientandosi nel proprio ambiente più prossimo il bambino impara a conoscere le regole e i rischi del traffico e le differenti possibilità di trasporto.

2.2.5.3 Democrazia e partecipazione infantile

L’agire democratico è tra i fondamenti più importanti della nostra società. Esso presuppone che il gruppo sappia concepirsi come un „noi“,rispetto reciproco, riconoscimento, stima e una solidarietà che si esprime nel sostegno e nell’aiuto vicendevole. Il comportamento democratico implica inoltre l’assunzione di responsabilità e il rispetto nei confronti della dignità intoccabile di ogni singola persona. I bambini sperimentano fin dall’inizio questo valore della persona, di se stessi e degli altri.

Quando un bambino entra nella scuola dell’infanzia si trova davanti al compito di imparare a convivere con differenti background familiari ed esperienziali. Nella convivenza quotidiana egli apprende il significato della democrazia e in che cosa consiste l’agire democratico. Deve imparare a raggiungere compromessi, a trovare un equilibrio nello stare assieme agli altri e ad affrontare i conflitti sociali. Il rafforzamento delle competenze democratiche, tuttavia, può attuarsi solamente attraverso il coinvolgimento attivo dei bambini, vale a dire attraverso la partecipazione. Questa facoltà di influire sulle cose viene accordata ai bambini attraverso il coinvolgimento nei processi decisionali e proponendo loro di contribuire in prima persona all’organizzazione dei loro spazi vitali e sociali. Questi processi di partecipazione presuppongono una cooperazione e una comunicazione democratiche tra i bambini, tra gli adulti e tra gli uni e gli altri. Grazie alla partecipazione effettiva alle decisioni che riguardano la loro stessa vita e quella della comunità, i bambini maturano la disponibilità alla partecipazione democratica e acquisiscono le capacità per praticarla.

Obiettivi formativi

Il bambino prende parte a decisioni che riguardano la sua vita nella scuola dell’infanzia. Sviluppa la disponibilità ad assumersi responsabilità. Matura la convinzione di poter influire sulle cose e costruisce la propria capacità di partecipazione democratica. Gli obiettivi formativi riguardano in particolare:

  1. l’estensione delle competenze sociali
    Il bambino riconosce il proprio modo di essere e di vedere, lo esprime e impara a sostenerlo, percepisce le prospettive altrui e le rispetta, sa armonizzare i propri interessi con gli interessi degli altri e risolvere i conflitti in maniera costruttiva.
  2. l’assunzione di responsabilità
    Il bambino si assume la responsabilità di sé e di altri bambini, sente di poter e voler rispondere di se stesso e della comunità.
  3. l’influenza e il consolidamento delle capacità di partecipazione democratica
    Vivendo all’interno della comunità il bambino impara a conoscere e a tradurre in pratica l’importanza delle regole della convivenza, del confronto e della concertazione. Egli impara inoltre a manifestare e ripensare il proprio punto di vista, ad ascoltare le opinioni altrui e a rispettarle, a raggiungere compromessi.
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ActionAction Delibera 27 aprile 2009, n. 1181
ActionActionAllegato
ActionAction1. RIFERIMENTI TEORICI
ActionAction2. VISIONI/ASPETTATIVE FORMATIVE, OBIETTIVI FORMATIVI, COMPETENZE E AMBITI FORMATIVI
ActionAction2.1 Obiettivo formativo: rafforzamento dello sviluppo e delle competenze del bambino
ActionAction2.2 Ambiti formativi
ActionAction3. TUTELA DELLA QUALITÀ FORMATIVA
ActionAction Delibera N. 1195 del 27.04.2009
ActionAction Delibera N. 1196 del 27.04.2009
ActionAction Delibera 4 maggio 2009, n. 1257
ActionAction Delibera 4 maggio 2009, n. 1264
ActionAction Delibera N. 1273 del 04.05.2009
ActionAction Delibera N. 1274 del 04.05.2009
ActionAction Delibera N. 1438 del 25.05.2009
ActionAction Delibera N. 1440 del 25.05.2009
ActionAction Delibera N. 1508 del 08.06.2009
ActionAction Delibera N. 1510 del 08.06.2009
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