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Delibera 11 marzo 2013, n. 378
Pacchetto di interventi per la riduzione della disoccupazione giovanile

Allegato

Pacchetto di interventi concreti per la riduzione della disoccupazione giovanile

proposto dalla Giunta provinciale il 3/9/2012

adottato dalla Commissione provinciale per l’impiego il 21/02/2013.

La Commissione provinciale per l’impiego propone alla Giunta provinciale l’approvazione delle seguenti 7 misure:

1. Tirocini e contratti estivi

Descrizione

Considerati i 4.000 alunni e studenti che negli anni scorsi hanno aderito all’iniziativa, è necessario continuare a garantire i tirocini estivi come esperienza di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. La possibilità di svolgere un tirocinio va garantita soprattutto ai quindicenni.

Non in tutte le aree della provincia si ricor-re in uguale misura ai tirocini estivi. La parte occidentale della provincia e le città di Bolzano e Merano in questo senso de-vono recuperare. In queste aree deve essere data la possibilità di svolgere un tirocinio estivo ad un maggior numero di giovani.

  1. È necessario adottare misure di informazione e sensibilizzazione mirate, soprattutto nelle scuole superiori delle città di Bolzano e Merano;
  2. Nelle città e nella Val Venosta le associazioni dei datori di lavoro devono stimolare i loro associati ad offrire più posti per tirocini ed a pubblicarli nella Borsa lavoro della Provincia;
  3. Le campagne di sensibilizzazione e la comunicazione sui tirocini estivi devono essere organizzate in stretta collaborazione con le associazioni giovanili;
  4. Le parti sociali sono chiamate a discutere su un’ulteriore flessibilizzazione nell’utilizzo dei tirocini estivi, soprattutto nel senso di ampliarne la durata complessiva ed estendere la possibilità di effettuare i tirocini anche in aree in cui è già stata maturata un’esperienza professionale;
  5. Le parti sociali sono invitate a verificare l’introduzione di una garanzia sociale dei tirocini analoga a quella dei lavori occasionali accessori mediante voucher. Va altresì verificato se l’attuale raccomandazione sull’entità del sussidio finanziario possa essere aumentato.

Competenza: Ripartizione lavoro, amministrazione scolastica, organizzazioni dei datori di lavoro, sindacati, associazioni giovanili, Orientamento professionale

Nuova misura: Parziale

Prosecuzione della misura esistente: Sì

Nuovo fabbisogno finanziario: No

Misura organizzativa: Sì

Necessaria misura di legge: No

Implementazione temporale possibile entro: Applicabile subito

2. Integrazione a lungo termine di giovani con disabilità

Descrizione

I giovani con disabilità vengono preparati all’ingresso nel mondo del lavoro mediante misure mirate di orientamento e formazione. Le attività di collocamento mirato a favore di persone disabili ha tanto più successo (nel tempo) quanto più queste assunzioni avvengono mediante progetti di inserimento lavorativo. Un’analisi dei dati in questo contesto ha evidenziato che i rapporti di lavoro che si concretizzano mediante un progetto di inserimento lavorativo sono più stabili rispetto agli altri e in questi casi 25 giovani disabili su 30 sono ancora occupati dopo cinque anni, per lo più presso il medesimo datore di lavoro.

La formazione professionale realizza misure formative professionali per i giovani con disabilità coinvolti nei summenzionati progetti di inserimento lavorativo. La partecipazione a queste iniziative di formazione professionale vanno maggiormente supportate e incoraggiate.

Onde continuare a garantirne il successo, non è necessario introdurre nuove misure, bensì piuttosto assicurare una maggiore copertura finanziaria.

Le parti sociali sono invitate ad affrontare la problematica della qualifica parziale nelle negoziazioni contrattuali.

Competenza: Ripartizione lavoro, Formazione professionale, parti sociali

Nuova misura: No

Prosecuzione della misura esistente: Sì

Nuovo fabbisogno finanziario: Sì

Misura organizzativa: Sì

Necessaria misura di legge: No

Implementazione temporale possibile entro: Subito, all’aumento degli strumenti finanziari

3. Aumento della “trasparenza del mercato del lavoro nei confronti dei giovani”

Descrizione

Ambito “tecnologie dell’informazione”:

I posti di lavoro disponibili, che vengono offerti, devono anche essere trovati dai potenziali interessati. Il “matching” purtroppo non sempre avviene senza difficoltà. Il ruolo rivestito in questo frangente dai moderni strumenti di comunicazione può essere ancora potenziato. I giovani si scambiano informazioni mediante social networks, smartphones etc. In particolare, i servizi pubblici di mediazione al lavoro non sono al passo con i moderni cambiamenti. Questo comporta il rischio che sempre meno giovani siano raggiunti dai canali di informazione tradizionali, se si tiene conto che al giorno d’oggi già una “normale pagina web” può essere considerata “tradizionale”. Bisogna rendere accessibile l’utilizzo dei social networks.

Riducendo i tempi di ricerca si riduce anche la disoccupazione. Pertanto è importante favorire la spinta di modernizzazione tecnologica, in modo da raggiungere il mondo dei giovani in modo mirato. Considerando le piccole dimensioni della provincia di Bolzano le risorse in questo ambito devono essere condivise.

  1. Modernizzazione dell’attuale borsa lavoro provinciale incorporando le borse lavoro delle associazioni e delle altre organizzazioni, soprattutto impiegando i moderni strumenti di comunicazione;
  2. Ambiti tematici specifici nell’ambito della borsa lavoro provinciale: borsa tirocini, Chance 2.0, borsa apprendistato, lavori estivi, volontariato, servizio civile ecc.;
  3. Includere le informazioni giuridiche su contratti e tipologie di lavoro;
  4. Collegamento e link mirato con altri portali informativi (messa in rete);
  5. Incontri a livello circoscrizionale fra chi offre e chi richiede posti di lavoro/tirocini per giovani, quale ulteriore alternativa alle borse Internet;

Ambito “centro di formazione e informazione professionale”:

Parallelamente (ed in modo indipendente, anche per quanto riguarda l’attuazione) all’“offerta tecnologica” sussiste il fabbisogno di servizi di consulenza facilitati, da soddisfare mediante la creazione di centri di formazione e di informazione professionale -“BIZ”, come pianificate originariamente nell’edificio Trade-Center/ex Camera di Commercio e realizzati in modo da essere visibili ai giovani, nei luoghi che essi frequentano. Si tratta di un punto d’incontro per l’orientamento professionale e lavorativo, gestito di concerto dagli uffici e servizi dei Dipartimenti per la formazione e per il lavoro e dai servizi per la formazione professionale continua.

Competenza: Ripartizione lavoro, associazioni datori di lavoro, camera di commercio, altri privati, Orientamento professionale, Formazione professionale

Nuova misura: Sì, in parte

Prosecuzione della misura esistente: Sì

Nuovo fabbisogno finanziario: Sì, piuttosto elevato, soprattutto per l’ambito “BIZ”

Misura organizzativa: Sì

Necessaria misura di legge: No

Implementazione temporale possibile entro: In caso di disponibilità di mezzi:

Ambito “borsa del lavoro”: entro 2 anni;

Ambito “BIZ”: attualmente difficile da stimare

4. Tirocini di formazione per giovani disoccupati

Descrizione

Obiettivo del tirocinio di formazione è stimolare l’orientamento professionale e lo sviluppo delle competenze professionali. Il tirocinio ha di norma una durata massima di 500 ore. I tirocini sono destinati alle persone senza occupazione o disoccupate da almeno quattro mesi e che sono coinvolte in un progetto individuale di orientamento e formazione professionale.

I tirocinanti ricevono un’indennità per ogni ora effettiva di presenza pari a 3-5 Euro. Per potenziare ulteriormente questa misura, sono necessarie più risorse.

Va potenziato l’intero ambito, sebbene debba essere rivolta particolare attenzione alla formazione dei giovani con sentite esigenze di supporto e dei giovani in contesti sociali difficili.

Le Formazioni professionali in questo ambito sono già attive e sono incentrate sulla “formazione”. Per contro, la Ripartizione lavoro offre anche tirocini supportati finanziariamente (per giovani svantaggiati) che devono essere conclusi principalmente ai fini dell’integrazione diretta nel mondo del lavoro. Questo ambito deve essere potenziato.

Va altresì verificato in quale misura i tirocini di formazione possano essere organizzati meglio per le giovani mamme dopo la “pausa maternità”, per esempio abbinando l’assistenza al neonato durante il corso.

Competenza: Ripartizione lavoro, Formazione professionale, Orientamento professionale, Consigliera di parità

Nuova misura: No

Prosecuzione della misura esistente: Sì

Nuovo fabbisogno finanziario: Sì (di tipo finanziario e personale), qualora la misura debba essere estesa

Misura organizzativa: No

Necessaria misura di legge: No

Implementazione temporale possibile entro: Applicabile subito qualora siano disponibili strumenti finanziari e la misura debba essere estesa

5. Acquisizione delle lingue per giovani disoccupati

Descrizione

Durante i colloqui di consulenza, i centri di mediazione lavoro devono essere autorizzati ad offrire ai disoccupati la frequenza di corsi di apprendimento della seconda lingua di livello da A1 a B2, finanziati dall’amministrazione pubblica. Queste persone vengono integrate in corsi standard aperti a tutti.

Qualora la persona interessata non frequenti il corso dopo essersi iscritta allo stesso, questa perde lo status di disoccupato compresi tutti i diritti spettanti, come definito nel Decreto del Presidente della Provincia del 26 novembre 2012 n. 42 relativo alle attività pubbliche di mediazione al lavoro.

La promozione delle lingue dovrebbe avvenire ove possibile contestualmente all’acquisizione di competenze sociali e comunicative.

Competenza: Ripartizione lavoro, Ufficio Educazione permanente e Ufficio bilinguismo e lingue straniere

Nuova misura: Sì

Prosecuzione della misura esistente: No

Nuovo fabbisogno finanziario: Sì

Misura organizzativa: No

Necessaria misura di legge: No

Implementazione temporale possibile entro: Subito, qualora siano disponibili strumenti finanziari

6. Valorizzazione di tutte le professioni tecniche e pratiche

Descrizione

Settore “apprendistato”:

Comunicazione positiva del contratto di apprendistato di tutti i tipi e livelli, come strumento di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro nuovo, moderno e tutelato;

L’apprendistato B va incoraggiato come ottima opportunità per tutti coloro che fanno il loro ingresso nel mercato del lavoro. Questa possibilità deve essere promossa al meglio. Inoltre sarebbe opportuno predisporre degli aiuti finanziari per i giovani che si servono di questa opportunità (una specie di borsa di studio).

Settore “scuola, formazione professionale, orientamento professionale”:

  1. Coinvolgere nell’orientamento professionale gli insegnanti ed i genitori già dalle scuole medie, per favorire la formazione tecnica e l’apprendistato;
  2. Per strutturare la formazione professionale in modo possibilmente pratico e commisurato ai bisogni e quindi aumentare le opportunità professionali, sarebbe necessario che le scuole e le aziende stringano accordi, quanto prima possibile;
  3. Al fine di stimolare già dai primi anni l’interesse verso le professioni tecniche, sarebbe opportuno valorizzare la lezione di educazione tecnica alle scuole elementari/medie e, oltre a sostenere le inclinazioni e gli interessi nell’ambito delle tematiche tecniche, sarebbe necessario svolgere compiti orientati soprattutto alla professione;
  4. Più contatti tra scuola ed economia: manifestazioni promozionali pianificate in comune, campagne di sensibilizzazione alle professioni, visite scolastiche in azienda, scambi di opinioni tra responsabili del personale delle aziende e responsabili della formazione scolastica su contenuti e programmi, studi e pubblicazioni sui profili professionali maggiormente ricercati dalle imprese;

Un maggiore orientamento professionale nelle scuole medie, soprattutto nelle scuole italiane e nelle città, in accordo con i genitori e l’economia.

Settore “immagine e informazione”:

  1. Spesso gli insegnanti e i genitori hanno un’immagine negativa dell’apprendistato e sconsigliano ai loro figli di svolgere un apprendistato nell’artigianato o una formazione specialistica. È necessario contrastare questa tendenza mediante campagne d’immagine e iniziative volte alla sensibilizzazione di genitori e studenti, al fine di rendere le professioni tecniche e pratiche di nuovo attrattive. Queste campagne d’immagine spesso ampie e costose devono essere supportate il più possibile nell’ambito della promozione economica da parte del Dipartimento all’economia e attivate direttamente dal Dipartimento stesso (quindi non dalle associazioni stesse);
  2. Misure di comunicazione: i posti di lavoro di qualità non sono solo le professioni impiegatizie; risvegliare entusiasmo e curiosità per le professioni tecniche; non è una vergogna cambiare scuola per assecondare le proprie capacità e curiosità; è meglio formare un esperto flessibile e capace che un impiegato mediocre; una società ha bisogno di tutte le professioni, senza che la si debba necessariamente acquisire al di fuori della provincia di Bolzano;
  3. Con il programma “Migliorare le opportunità delle donne sul mercato del lavoro e rafforzare le donne nell’economia” si intende combattere lo svantaggio sistematico e strutturale delle donne sul mercato del lavoro, promuovendo l’accesso delle donne alle professioni tecnico-industriali e ai settori industriali del futuro, tradizionalmente riservati agli uomini.

Settore “condizioni contrattuali”:

  1. Le parti sociali sono invitate a migliorare le condizioni economiche delle professioni pratiche e tecniche. Migliori prospettive di guadagno aumentano anche l’interesse a abbracciare tali professioni.

Competenza: Economia, Ripartizione lavoro, in parte istituzioni di formazione professionale, Orientamento professionale, partner sociali.

Nuova misura: Parziale

Prosecuzione della misura esistente: Parziale

Nuovo fabbisogno finanziario: Sì

Misura organizzativa: Parziale

Necessaria misura di legge: No

Implementazione temporale possibile entro: In parte attuabile subito, qualora siano disponibili strumenti finanziari

7. Evitare l'abbandono degli studi da parte dei giovani e ridurre i tempi di ricerca del loro primo impiego

Descrizione

Potenziamento dei servizi di consulenza e di assistenza – “Case Management”, incentrati sulle persona: per tutti quei giovani a “rischio di abbandono scolastico”. Si prevede quindi l’assistenza e il coaching dei giovani, tramite personale specializzato, fino al posto di lavoro o fino ad un nuovo percorso di formazione;

  1. Potenziamento delle offerte e dei servizi di formazione professionale per i giovani che escono dal sistema onde agevolarli nell’inserimento nel mercato del lavoro. Deve sussistere altresì la possibilità di conseguire qualifiche professionali anche in seguito;
  2. Sviluppo di offerte formative specifiche per giovani (socialmente a rischio) che hanno grandi difficoltà a ottemperare all’obbligo scolastico e formativo nell’ambito di un percorso formativo istituzionalizzato e che necessitano di soluzioni esterne all’ambito istituzionale;
  3. Attivazione di tirocini accessibili anche a coloro che hanno interrotto gli studi;
  4. Creazione del lavoro scolastico-sociale come servizio interno alla scuola, che sviluppa e attua, in collaborazione con il personale scolastico (team di consulenza) e i servizi esterni, offerte individuali e di gruppo;
  5. Centro per l’informazione e la consulenza presso le scuole superiori; consulenza e assistenza a cura dei centri di assistenza pedagogici dei Dipartimenti dell’Istruzione e Formazione;
  6. Nella Formazione professionale italiana a favore di ragazzi in disagio scolastico, a seconda dei casi, si prevedono colloqui informativi, consulenza individuale e specifiche indicazioni sui corsi di formazione professionale più indicati alle caratteristiche, alle aspirazioni, alle capacità e alle attitudini del singolo individuo, l’elaborazione di progetti di orientamento formativo e professionale individualizzato. È prevista anche l’opportunità di stages aziendali di orientamento della durata media di 2-3 mesi, sotto la guida di un tutor. Anche questa attivitá puó essere potenziata o estesa;
  7. Potenziamento della “Lehrlingspatenschaft“, anche mediante il supporto finanziario da parte dell’amministrazione provinciale. I “Lehrlingspaten” sono persone che si assumono il compito (volontario) di supportare i giovani nel passaggio dalla scuola al lavoro/formazione. I “Paten” si interessano della vita dei giovani e trasmettono loro le conoscenze e l’esperienza di vita che hanno acquisito. L’assistenza è finalizzata a consentire ai giovani il conseguimento di un titolo professionale qualificato e quindi avere maggiori possibilità per il futuro.

Competenza: Amministrazione scolastica, Orientamento professionale, Formazione professionale, sistema socio-sanitario

Nuova misura: Parziale

Prosecuzione della misura esistente: Sì

Nuovo fabbisogno finanziario: Sì (di tipo finanziario e personale)

Misura organizzativa: No

Necessaria misura di legge: No

Implementazione temporale possibile entro: Subito, al potenziamento della misura con ulteriori strumenti finanziari

Bolzano, 21 febbraio 2013

 

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