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Delibera N. 5072 del 29.12.2006
Approvazione dei Capitolati Speciali d'appalto per Opere Pubbliche Parte II - Diposizioni tecnico-contrattuali (DTC): "Costruzioni stradali - sovrastrutture stradali senza leganti", "Opere con la tecnica spingitubo", "Costruzioni stadali - pavimentazioni con masselli, Cubetti e lastre - cordoli", "Costruzioni stradali - sovrastrutture stradali con conglomerato bituminoso", "Costruzioni stradali - sovrastrutture stradali con leganti idraulici", "Condotte in pressione interrate".

Allegato
 

Capitolato speciale d’appalto per Opere pubbliche Parte II

Disposizioni tecnico-contrattuali (DTC)

 

Costruzioni stradali – Sovrastrutture stradali senza leganti

 
 

Sommario

0     Istruzioni per la redazione del progetto

1     Campo di applicazione

2     Materiali, elementi costruttivi

3     Esecuzione

4     Prestazioni accessorie e prestazioni particolari

5     Contabilizzazione

 

0     Istruzioni per la redazione del progetto

Le presenti istruzioni completano le DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”. L’applicazione delle istruzioni è presupposto essenziale per la corretta redazione del progetto.

 

Le istruzioni di cui al presente punto 0 non costituiscono clausole contrattuali.

 

In relazione alle esigenze dello specifico caso devono essere riportati in progetto i seguenti elementi:

0.1     Indicazioni sul cantiere

0.1.1Tipo e natura del sottofondo.

0.1.2Profondità e tipologia delle fondazioni delle costruzioni adiacenti.

0.1.3Tipo e natura di cordonate e delimitazioni esistenti.

0.1.4Occupazione dei binari e velocità massime sul binario adiacente.

 

0.2     Indicazioni sull’esecuzione

0.2.1Stratigrafia della sovrastruttura in funzione delle azioni prevedibili.

0.2.2Realizzazione dei raccordi a costruzioni, manufatti e strati della sovrastruttura.

0.2.3Tipo e numero di vuoti, cavità ed elementi incorporati.

0.2.4Tipo e dimensioni delle misure di sicurezza in caso di lavori eseguiti in prossimità di linee ferroviarie.

0.2.5Tipo ed entità della protezione della massicciata di linee ferroviarie, dei sistemi di comando, di tubazioni per comandi a filo, di canalette per cavi, di cassette di distribuzione per cavi ecc.

 

0.3     Indicazioni particolari per casi di difformità rispetto alle DTC

0.3.1Qualora sia necessario ricorrere a prescrizioni discordanti da quelle previste nelle presenti DTC, esse vanno indicate chiaramente e dettagliatamente negli elaborati progettuali

0.3.2Indicazioni difformi si possono avere, ad esempio, nei seguenti casi:

Punto 2.1.2,     se la scelta della composizione degli aggregati lapidei non deve essere affidata all’Appaltatore,

Punto 2.1.2.4,     se la miscela di aggregati deve essere permeabile all’acqua,

Punto 3.3.1,     se  per gli strati di base devono essere stabilite tolleranze diverse per gli scostamenti di quota, per la planarità o per lo spessore,

Punto 3.3.2,     se  per gli strati di  usura devono essere stabilite tolleranze diverse per gli scostamenti di quota, per la planarità o per lo spessore,

Punto 3.3.3,     se gli strati della sovrastruttura stradale, costituiti da aggregati lapidei non vagliati, non vanno realizzati in un unico strato.

 

0.4     Indicazioni specifiche per le prestazioni accessorie e le prestazioni particolari

Non ci sono disposizioni aggiuntive rispetto alle DTC “Disposizioni generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, parte 0.4.

 

0.5     Unità di misura per la contabilizzazione

Nella descrizione dell’opera sono da prevedere le seguenti unità di misura per la contabilizzazione:

0.5.1Misurazione a superficie (m²), distinguendo in base a tipologia e dimensioni, per

-     costipamento supplementare del sottofondo

-     profilatura del sottofondo per ottenere le quote, le pendenze e la planarità richieste

-     strati protettivi superficiali per linee ferroviarie

-     strati della sovrastruttura stradale, costituiti da aggregati non vagliati

-     strati di base e d’usura

-     strati della sovrastruttura stradale, costituiti da aggregati non vagliati.

0.5.2Misurazione a volume (m³), distinguendo in base a tipologia e dimensioni, per

-     strati della sovrastruttura stradale, costituiti da aggregati non vagliati

-     strati di base e d’usura

-     strati protettivi superficiali per linee ferroviarie

-     strati della sovrastruttura stradale, costituiti da aggregati non vagliati.

0.5.3Misurazione a massa (kg o t), distinguendo in base a tipologia e dimensioni, per

-     strati della sovrastruttura stradale, costituiti da aggregati non vagliati

-     strati di base

-     strati protettivi superficiali per linee ferroviarie

-     strati della sovrastruttura stradale, costituiti da aggregati non vagliati.

 

1     Campo di applicazione

1.1Le presenti DTC „Costruzioni stradali – Sovrastrutture stradali senza leganti  valgono per la costruzione di sovrastrutture per strade di ogni genere, piazze, cortili, aeroporti, banchine e massicciate per linee ferroviarie con

-     strati di base e di usura nelle costruzioni stradali,

-     strati protettivi antigelo e strati protettivi superficiali nelle costruzioni stradali e per le linee ferroviarie.

1.2Le presenti DTC „Costruzioni stradali – Sovrastrutture stradali senza leganti  non valgono per la bonifica e il consolidamento degli strati di fondazione e del sottofondo.

1.3A titolo integrativo sono applicabili le DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia” (paragrafi da 1 a 5). In caso di discordanza prevalgono le presenti prescrizioni.

 

2     Materiali, elementi costruttivi

Ad integrazione di quanto indicato nelle “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 2, quanto segue.

Per i materiali normalizzati di più comune utilizzo vengono citate in particolare le seguenti norme techniche.

2.1     Requisiti

2.1.1     Aggregati lapidei

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano „Disposizioni tecniche per misto granulare”

UNI EN 13043      Aggregati per miscele bituminose e trattamenti superficiali per strade, aeroporti e altre aree soggette a traffico

UNI EN 13055-2      Aggregati leggeri - Parte 2: Aggregati leggeri per miscele bituminose, trattamenti superficiali e per applicazioni in strati legati e non legati

UNI EN 13242     Aggregati per materiali non legati e legati con leganti idraulici per l'impiego in opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade

UNI EN 13285     Miscele non legate - Specifiche

La sabbia impiegata per l’intasamento deve avere un sufficiente contenuto di argilla.

Sono da considerare aggregati lapidei non frantumati la ghiaia e la sabbia naturale.

Gli aggregati lapidei frantumati possono essere prodotti con:

-     pietra naturale,

-     materiali edili riciclati (materiali RCL),

Possono essere impiegati soltanto aggregati lapidei di qualità controllata.

2.1.2     Miscele di aggregati lapidei

La scelta della composizione delle miscele di aggregati lapidei è affidata all’Appaltatore. A tale scopo egli deve tener conto dell’utilizzo, dell’entità e della tipologia del traffico, delle azioni climatiche e delle condizioni locali. Le miscele devono essere omogenee.

2.1.2.1Le miscele di aggregati lapidei per strati antigelo e strati anticapillari consistono in

-     miscele di ghiaia e sabbia, miscele di sabbia e ghiaia, ghiaie o sabbie, con l’eventuale aggiunta di aggregati lapidei frantumati secondo il punto 2.1.1,

-     miscele di ghiaione-pietrisco-sabbia o miscele di pietrisco e sabbia secondo il punto 2.1.1.

2.1.2.2Le miscele di aggregati lapidei per strati di base in ghiaia o pietrisco consistono in

-     miscele di ghiaia e sabbia, con l’eventuale aggiunta di aggregati lapidei frantumati secondo il punto 2.1.1,

-     miscele di ghiaione-pietrisco-sabbia o miscele di pietrisco e sabbia secondo il punto 2.1.1.

2.1.2.3Le miscele di aggregati lapidei per strati di usura consistono in

-     miscele di ghiaia e sabbia, con l’eventuale aggiunta di aggregati lapidei frantumati secondo il punto 2.1.1,

-     miscele di ghiaione-pietrisco-sabbia o miscele di pietrisco e sabbia secondo il punto 2.1.1.

2.1.2.4Le miscele di aggregati lapidei per strati protettivi superficiali consistono in

-     miscele di ghiaia e sabbia o miscele di sabbia e ghiaia, con l’eventuale aggiunta di aggregati lapidei frantumati secondo il punto 2.1.1,

-     miscele di ghiaia-pietrisco-sabbia o miscele di pietrisco e sabbia secondo il punto 2.1.1.

La miscela deve contenere una quantità sufficiente di componenti a grana fine per essere resistente al gelo, stabile alla migrazione verso gli strati superiori ed inferiori e sufficientemente compatta.

2.1.3     Aggregati lapidei non vagliati

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano „Disposizioni tecniche per misto granulare”

Possono essere impiegati i seguenti materiali: sabbia, ghiaia, roccia, scorie nonché materiali di esubero da vagliatura, smarino, detriti di roccia, frammenti di calcestruzzo, materiali RCL, ceneri dall’incenerimento di rifiuti, granulato da camera fusoria.

Il materiale deve possedere una granulometria appropriata.

É consentito l’impiego di materiali edili riciclati (materiali RCL) dimostrando l’idoneità degli stessi. Nell’utilizzo di materiali edili riciclati devono essere osservate le disposizioni del Decreto del Presidente della Giunta Provinciale 16 dicembre 1999, n. 69 “Regolamento relativo al recupero di materiali da costruzione e demolizione e per la qualità dei materiali edili riciclati” ovvero le norme nazionali, che regolano il recupero di rifiuti.

 

2.2     Prove sui materiali

2.2.1     Prova di idoneità

L’Appaltatore, prima dell’inizio dell’esecuzione deve accertarsi che i materiali e le miscele di materiali sono idonee per la destinazione prevista e documentarne l’idoneità su richiesta del committente.

2.2.2     Verifiche correnti durante il corso dei lavori

Durante l’esecuzione dei lavori l’Appaltatore deve accertarsi della conformità dei materiali e delle miscele ai requisiti previsti in contratto e documentare tale circostanza su richiesta del committente.

2.2.3     Verifiche di controllo

L’obbligo incombente all’Appaltatore secondo le prescrizioni ai punti 2.2.1 e 2.2.2 non viene pregiudicato dall’esecuzione di verifiche da parte del Committente.

2.2.4     Esecuzione delle prove sui materiali

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano „Disposizioni tecniche per misto granulare”

UNI EN 932-1     Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati. Metodi di campionamento:

UNI EN 932-2     Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati - Metodi per la riduzione dei campioni di laboratorio

UNI EN 932-3      Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati - Procedura e terminologia per la descrizione petrografica semplificata

UNI EN 933-1     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Determinazione della distribuzione granulometrica - Analisi granulometrica per stacciatura

UNI EN 933-2     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Determinazione della distribuzione granulometrica - Stacci di controllo, dimensioni nominali delle aperture

UNI EN 933-3     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Determinazione della forma dei granuli - Indice di appiattimento

UNI EN 933-4     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Determinazione della forma dei granuli - Indice di forma

UNI EN 933-5     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Determinazione della percentuale di superfici frantumate negli aggregati grossi

UNI EN 933-8     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Valutazione dei fini - Prova dell'equivalente in sabbia

UNI EN 933-9     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Valutazione dei fini - Prova del blu di metilene

UNI EN 1097-2     Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli aggregati - Metodi per la determinazione della resistenza alla frammentazione

UNI EN 1097-3     Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli aggregati - Determinazione della massa volumica in mucchio e dei vuoti intergranulari

UNI EN 1097-6     Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli aggregati - Determinazione della massa volumica dei granuli e dell'assorbimento d'acqua

UNI EN 1367-1     Prove per determinare le proprietà termiche e la degradabilità degli aggregati - Determinazione della resistenza al gelo e disgelo

UNI EN 1367-2     Prove per determinare le proprietà termiche e la degradabilità degli aggregati - Prova al solfato di magnesio

UNI EN 1744-1     Prove per determinare le proprietà chimiche degli aggregati - Analisi chimica

UNI EN 1926     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza a compressione

UNI EN 1936     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione delle masse volumiche reale e apparente e della porosità totale e aperta

UNI EN 12370     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza alla cristallizzazione dei Sali

UNI EN 12371     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza al gelo

UNI EN 13755     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione dell'assorbimento d'acqua a pressione atmosferica

UNI EN 13286-2Miscele non legate e legate con leganti idraulici - Parte 2: Metodi di prova per la determinazione della massa volumica e del contenuto di acqua di riferimento di laboratorio - Costipamento Proctor

UNI CEN ISO/TS 17892-11     Indagini e prove geotecniche - Prove di laboratorio sui terreni - Parte 11: Determinazione della permeabilità con prove a carico costante o a carico variabile

UNI CEN ISO/TS 17892-12     Indagini e prove geotecniche - Prove di laboratorio sui terreni - Parte 12: Determinazione dei limiti di Atterberg

UNI EN ISO 14688-1     Indagini e prove geotecniche - Identificazione e classificazione dei terreni - Identificazione e descrizione

UNI EN ISO 14688-2     Indagini e prove geotecniche - Identificazione e classificazione dei terreni - Parte 2: Principi per una classificazione

UNI EN ISO 14689-1     Indagini e prove geotecniche - Identificazione e classificazione delle rocce - Identificazione e descrizione

DIN 18130-1     Terreni – Indagini su provini – Determinazione della permeabilità – Parte 1: prove in laboratorio

DIN 18134     Terreni; prove e strumenti di prova – Prova di carico con piastra

DIN 18196     Geotecnica – Classificazione dei terreni nelle costruzioni

DIN 52099     Prova su granuli lapidei – Prova di purezza

DIN 52100-2     Pietra naturale e granulometria – Indagini petrografiche – Generalità e sommario

 

3     Esecuzione

Ad integrazione di quanto indicato nelle “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia” vale quanto segue:

 

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano „Disposizioni tecniche per misto granulare”

3.1     Generalità

Gli strati della sovrastruttura stradale senza leganti non devono essere messi in opera in presenza di gelo, se non viene garantito mediante appositi provvedimenti che la qualità della prestazione non venga pregiudicata.

3.1.1Se la posizione di condotte, cavi, drenaggi, canali, capisaldi o di altre opere esistenti non può essere indicata con precisione, essa va accertata tramite opportune indagini. Tali misure costituiscono Prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

3.2     Piano di appoggio

L’Appaltatore in seguito al controllo delle proprie verifiche del piano di appoggio, deve far valere le proprie perplessità im particolare nei seguenti casi:

-     portanza manifestamente insufficiente,

-     scostamenti dalla quota, dalla pendenza o dalla planarità previste nel progetto,

-     presenza di sostanze inquinanti dannose,

-     mancanza dei necessari dispositivi di captazione e scarico delle acque affluenti.

3.3     Realizzazione, requisiti

3.3.1     Strati di base, strati antigelo, strati protettivi del piano di appoggio, strati anticapillari

3.3.1.1Stesura

La miscela di aggregati lapidei va distribuita in maniera che essa resti uniforme e non possa disgregarsi.

3.3.1.2Costipazione

Ogni strato va costipato sull’intera superficie uniformemente in funzione dell’impiego; l’umidità della miscela deve essere quella più adatta per la compattazione.

3.3.1.3Superficie

La superficie dei singoli strati deve risultare di struttura uniforme e presentare una pendenza trasversale sufficiente per il deflusso delle acque. Le superfici aperte al traffico ovvero soggette alle intemperie per un lasso di tempo superiore ad 1 mese, dovranno essere protette, se necessario, con misure aggiuntive. Tali misure costituiscono Prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

3.3.1.4Posizione in quota degli strati finiti

Gli strati vanno profilati alle quote prescritte e con il profilo longitudinale e trasversale concordato. Gli scostamenti della superficie dalla quota teorica in nessun punto devono essere superiori a 3 cm.

3.3.1.5Planarità

Per i singoli strati sono ammissibili scostamenti di planarità dal livello prescritto nei limiti della tolleranza di 3 cm rilevata su una lunghezza di misura di 4 m.

3.3.1.6Spessore

Per le miscele di aggregati lapidei lo spessore minimo di posa di ogni strato finito e costipato, in funzione della pezzatura massima della pezzatura fornita, deve essere pari a:

- fino a 32 mm     12 cm

- fino a 45 mm     15 cm

- fino a 56 mm     18 cm

- fino a 63 mm     20 cm.

3.3.2     Strati di usura

3.3.2.1Stesura

La miscela di aggregati lapidei va distribuita che essa resti uniforme e non possa disgregarsi.

3.3.2.2Costipazione

Ogni strato va costipato sull’intera superficie uniformemente in funzione dell’impiego; l’umidità della miscela deve essere quella più adatta per la compattazione.

3.3.2.3Superficie

La superficie dello strato di usura deve risultare di struttura uniforme e presentare una pendenza trasversale sufficiente per il deflusso delle acque. Essa va intasata con sabbia coerente e rullata in modo che risulti una superficie compatta.

3.3.2.4Posizione in quota degli strati finiti

Gli strati di usura vanno profilati alle quote prescritte e con il profilo longitudinale e trasversale concordato. Gli scostamenti della superficie dalla quota teorica in nessun punto devono essere superiori a 3 cm.

3.3.2.5Planarità

Per i singoli strati sono ammissibili scostamenti di planarità dal livello prescritto nei limiti della tolleranza di 2 cm rilevata su una lunghezza di misura di 4 m.

3.3.2.6Spessore

Per le miscele di aggregati lapidei lo spessore minimo di posa di ogni strato finito e costipato, in funzione della pezzatura massima della pezzatura fornita, deve essere pari a:

- fino a 11 mm     3 cm

- fino a 16 mm     5 cm

- fino a 22 mm     7 cm.

3.3.3     Strati della sovrastruttura stradale costituiti da aggregati lapidei non vagliati

Gli strati della sovrastruttura stradale, costituiti da aggregati lapidei non vagliati (stratigrafia semplice) secondo il punto 2.1.3, vanno realizzati in uno strato dello spessore concordato. Il materiale va steso in strati uniformi con un idoneo contenuto d’acqua, costipato in funzione dell’impiego ed eventualmente intasato.

 

4     Prestazioni accessorie, prestazioni particolari

4.1     Prestazioni accessorie, integrative rispetto a quelle indicate nelle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 4.1, sono in particolare:

4.1.1Verifica della condizione delle strade, della superficie del terreno, degli scarichi e simili.

4.1.2Predisposizione di accessi pedonali e veicolari provvisori e simili, eccettuate le prestazioni di cui al punto 4.2.4.

4.1.3Prove sui materiali, compresa la campionatura per documentare l’idoneità dei materiali ai sensi del punto 2.2.1, nella misura in cui i materiali vengono forniti dall’Appaltatore.

4.1.4Prove sui materiali, compresa la campionatura per documentare l’idoneità dei materiali ai sensi del punto 2.2.2, nella misura in cui i materiali vengono forniti o prodotti dall’Appaltatore.

4.1.5Localizzazione ed ispezione di eventuali infrastrutture esistenti.

4.1.6Verifiche correnti, comprese le campionature.

 

4.2     Prestazioni particolari, integrative rispetto a quelle indicate nelle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 4.2, sono in particolare:

4.2.1Provvedimenti secondo i punti 3.1.2 e 3.3.1.3.

4.2.2Indagini sui terreni e sull’acqua, eccettuate le prestazioni di cui al punto 4.1.3 e al punto 4.1.4.

4.2.3Preparazione del piano di appoggio, per es. compattazione supplementare, livellamento per il raggiungimento delle quote di progetto, rimozione di sostanze inquinanti, qualora tali prestazioni non siano imputabili all’Appaltatore.

4.2.4Predisposizione in opera e rimozione di dispositivi necessari per il mantenimento del traffico pubblico e di quello dei frontisti.

4.2.5Realizzazione di vuoti o cavità che nella descrizione delle prestazioni non erano indicate per tipo, dimensioni e numero.

4.2.6Chiusura di vuoti o cavità nonché posa in opera di elementi incorporati.

4.2.7Sgombero delle neve ed interventi per il mantenimento del traffico durante i periodi di gelo.

 

5     Contabilizzazione

Ad integrazione di quanto indicato nelle “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi

tipologia” – punto 5 vale quanto segue:

 

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano „Disposizioni tecniche per misto granulare”

 

5.1     Generalità

La prestazione viene determinata, indipendentemente se secondo il disegno ovvero per misurazione, in base ai seguenti criteri:

Per opere da contabilizzare a volume (m³)

per tutte le prestazioni valutate a m³, lil volume verrà determinato con metodi geometrici rigorosi per il suo effettivo sviluppo.

Per opere da contabilizzare a superficie (m2)

per tutte le prestazioni valutate a m2, la superficie verrà determinata con metodi geometrici rigorosi per il suo effettivo sviluppo.

Per opere da contabilizzare a lunghezza (m)

per tutte le prestazioni valutate a m, la lunghezza verrà determinata con la misura sviluppata dello spigolo più lungo dell’elemento finito in opera.

Per opere da contabilizzare a massa (kg, t)

per tutte le opere da compensare a massa (kg, t), verrà considerato il peso del materiale fornito e messo in opera, determinato in base alle bolle di pesatura verificate dal Direttore dei Lavori o da un suo preposto.

 

5.2     Detrazioni:

Per le prestazioni da contabilizzare a volume non verranno detratti vuoti in corrispondenza di cavità, elementi incorporati o condutture con una superficie media di penetrazione fino a 1 m². Vuoti maggiori vengono detratti per intero.

Per le prestazioni da contabilizzare a superficie, non verranno detratti né vuoti, elementi incorporati, giunti o rotaie con superficie singola fino a 1 m². Vuoti, elementi incorporati, giunti o rotaie di dimensione maggiore vengono detratti per intero.

 
 

Per quanto riguarda le norme indicate si fa riferimento alla relativa homepage:

 

UNI:     www.uni.com      (versione italiana)

DIN:     www.beuth.de      (versione tedesca e inglese)
 
 

Capitolato speciale d’appalto per Opere pubbliche Parte II

Disposizioni tecnico-contrattuali (DTC)

 

Opere con la tecnica spingitubo

 
 

Sommario

0     Istruzioni per la redazione del progetto

1     Campo di applicazione

2     Materiali, elementi costruttivi

3     Esecuzione

4     Prestazioni accessorie e prestazioni particolari

5     Contabilizzazione

 

0     Istruzioni per la redazione del progetto

Le presenti istruzioni completano le DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”. L’applicazione delle istruzioni è presupposto essenziale per la corretta redazione del progetto.

 

Le istruzioni di cui al presente punto 0 non costituiscono clausole contrattuali.

 

In relazione alle esigenze dello specifico caso devono essere riportati in progetto i seguenti elementi:

 

0.1     Indicazioni sul cantiere

0.1.1Possibilità di ricezione dei canali collettori; oneri e tariffe per l’immissione di acque nei collettori.

0.1.2In caso di intersezione o spostamento di condotte esistenti, il tipo e le dimensioni delle stesse, i materiali, le giunzioni, gli allacciamenti alle utenze, gli elementi incorporati ecc.

0.1.3In caso di intersezione o spostamento di tubazioni esistenti, il tipo del fluido e la portata riscontrabili nelle tubazioni e negli allacciamenti.

0.1.4Posizione di cavità artificiali, ad esempio opere provvisionali, tiranti, iniezioni e, se noti, i relativi proprietari.

0.1.5Profondità e tipologia delle fondazioni; carichi dalle costruzioni vicine.

 

0.2     Indicazioni sull’esecuzione

0.2.1Descrizione del terreno e della roccia con riferimento alle loro caratteristiche e condizioni secondo il punto 2.2 nonché classificazione secondo il punto 2.3. Quantità relative delle singole classi, quando nella sezione trasversale si riscontrano classi di terreno diverse.

0.2.2Formazioni del terreno e della roccia in prossimità delle condutture; elenco degli strati, rappresentazione del profilo longitudinale e delle sezioni trasversali.

Per i terreni sciolti, in via aggiuntiva per ogni classe (vedi punto 2.3.1):

-     risultati di sondaggi,

-     granulometria,

-     forma dei granuli,

-     peso specifico,

-     densità del giacimento,

-     consistenza,

-     contenuto d’acqua,

-     resistenza al taglio

-     coefficiente di permeabilità.

Per le rocce, in via aggiuntiva per ogni classe (vedi paragrafo 2.3.2):

-     discontinuità, faglie e il loro orientamento nello spazio,

-     composizione mineralogica

-     leganti inorganici

-     grado di friabilità,o di degradazione

-     omogeneità,

-     peso specifico,

-     resistenza a compressione e al taglio,

-     Emergenze di acqua

0.2.3Azione di sostanze nocive con indicazione del tipo e dell’entità per terreno e roccia in aggiunta a quanto previsto ai punti 0.2.1 e 0.2.2.

0.2.4Per materiali come. riempimenti, rifiuti, per quanto non descrivibili secondo i punti 0.2.1 e 0.2.2, descrizioni specifiche.

0.2.5Alterazioni sostanziali delle caratteristiche e della costituzione dei terreni e delle rocce la sottoposti all’azione solvente dell’acqua o del fluido di stabilizzazione.

0.2.6Per le varie classi di terreno e roccia, il tipo e l’entità delle protezioni nella zona del fronte di avanzamento e delle protezioni per garantire la regolarità dell’avanzamento.

0.2.7Misure per la rimozione di massi (vedi punto 3.2.2).

0.2.8Utilizzo delle tubazioni e normativa da osservare.

0.2.9Perizie di consulenti tecnici e loro significato per l’esecuzione dei lavori.

0.2.10Requisiti per i tubi, i materiali di cui sono costituiti e le loro giunzioni (vedi punto 2.1.1).

0.2.11Tipo ed entità delle prove di stabilità per le fasi intermedie e la configurazione definitiva delle opere.

0.2.12Numero, tipo e posizione delle fosse ovvero dei punti di partenza, intermedi e di arrivo.

0.2.13Interventi per la captazione e l’esaurimento di acque sorgive, di percolazione e simili (vedi punto 3.3)

0.2.14Tipo ed entità di interventi particolari da eseguire in presenza di terreni aggressivi e di acqua di falda per la protezione delle tubazioni.

0.2.15Profondità, direzione e pendenza dell’asse del tubo e scostamenti ammissibili.

0.2.16Tipo ed entità dell’inquinamento delle condutture da pulire.

0.2.17Interventi particolari per la protezione di terreni e costruzioni sottopassati e limitrofi, assestamenti ammissibili.

0.2.18Procedure esecutive speciali di avanzamento, per esempio con di aria compressa, abbassamento della falda, iniezioni, congelamento del terreno.

0.2.19Misure particolari per l’aerazione, l’abbattimento delle polveri, l’illuminazione ecc.

0.2.20Tipo, entità e termini di provvedimenti per l’accertamento di prove.

0.2.21Tipo, procedimento ed entità delle prove e verifiche da eseguire.

0.2.22Tipo e dimensioni dei dispositivi di misurazione, delle misurazioni e della documentazione nell’ambito dell’esecuzione dei lavori, per es. delle forze alle presse.

0.2.23Realizzazione di raccordi e giunzioni.

 

0.3     Indicazioni particolari per casi di difformità rispetto alle DTC

0.3.1Qualora sia necessario ricorrere a prescrizioni discordanti da quelle contenute nelle presenti DTC, esse vanno indicate chiaramente e dettagliatamente negli elaborati progettuali.

0.3.2Indicazioni difformi si possono avere, ad esempio, nei seguenti casi

punto 3.1.1 se le procedure di lavoro, il loro svolgimento ovvero la tecnologia e l’impiego dei mezzi meccanici devono essere prescritti all’Appaltatore.

 

0.4     Indicazioni specifiche per le prestazioni accessorie e le prestazioni particolari

Come prestazioni accessorie, per le quali sono da prevedere, secondo le DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 0.4.1, apposite voci, sono da considerare in particolare le seguenti:

-     predisposizione di verifiche di stabilità per le opere provvisionali (vedi punto 4.1.4),

-     installazione, messa a disposizione, esercizio e rimozione di attrezzature per l’aerazione e l’abbattimento delle polveri in cantiere.

 

0.5     Unità di misura per la contabilizzazione

Nella descrizione dell’opera sono da prevedere le seguenti unità di misura per la contabilizzazione:

0.5.1misurazione a lunghezza (m) distinguendo in base a tipologia e dimensioni per:

-     Lavori di avanzamento, distinguendo in base ai tipi ed ai diametri nominali dei tubi nonché in base alle classi di terreno e di roccia

-     Sottopassaggio

-     Dislocamento di condutture esistenti distinguendo in base ai tipi ed ai diametri nominali dei tubi nonché in base alle classi di terreno e di roccia

-     Pulitura di condutture esistenti distintamente secondo il diametro nonché secondo il grado e il tipo dell’inquinamento

-     per la tenuta dei verbali

0.5.2Quantitá (pezzi) distinguendo in base a tipologia e dimensioni per:

-     Rimozione di ostacoli, per es. di residui di muri, macerie, sassi, ceppi di alberi e simili, differenziati per tipologia e dimensione

-     Spostamenti  dei dispositivi di avanzamento, distintamente a seconda che si tratti di spostamenti da uno scavo all’altro o di spostamenti all’interno dello stesso scavo,

-     Interventi diretti alla deviazione del principio del flusso scaglionati secondo la portata (mandata) delle pompe da impiegare e secondo il numero dei luoghi di impiego delle pompe,

-     per la tenuta dei verbali

0.5.3misurazione a volume (m³, l) distinguendo in base a tipologia e dimensioni per:

-     Rimozione di ostacoli fuori  terra , per es. di residui di muri, macerie, sassi, ceppi di alberi e simili, differenziati per tipologia e dimensione

-     Fornitura di emulsioni, soluzioni e additivi liquidi delle quantità contenute nel materiale per iniezioni iniettato, distintamente secondo i tipi.

0.5.4misurazione a massa (kg) distinguendo in base a tipologia e dimensioni per:

-     Fornitura  di sostanze solide per la produzione di materiale per iniezioni o  le quantità contenute nel materiale per iniezioni, distintamente secondo i tipi,

 

1      Campo di applicazione

1.1La presente DTC „Opere con la tecnica spingitubo  vale per la posa in sotterraneo di tubi prefabbricati di qualsiasi sezione a spinta o a tiro ovvero mediante perforazione o battitura.

 

1.2     La presente DTC, „Opere con la tecnica spingitubo  contempla anche l’asporto di terreno o roccia durante l’avanzamento, l’estrazione della risulta dal tubo e la sua rimozione dall’area di lavoro.

 

1.3     La presente DTC „Opere con la tecnica spingitubo  vale anche per:

-     l’intersezione di condutture esistenti,

-     lo spostamento di condutture esistenti.

 

1.4     La presente DTC „Opere con la tecnica spingitubo  non vale per

–     lavori in terra per lo scavo di trincee e sbancamenti nonché per l’allontanamento della risulta dal cantiere

–     lavori di perforazione

–     armatura di pareti di scavo

–     battitura di pali

–     aggottamenti

–     costruzione di scarichi e canali (vedi DTC „Lavori di drenaggio e canalizzazione“),

–     condotte in pressione interrate (vedi DTC „Condotte in pressione interrate“),

–     iniezioni

–     scavi preliminari ed opere provvisionali

–     infilaggio di condotte in guaine o tubi reggispinta o in tubi esistenti.

 

1.5A titolo integrativo sono applicabili le DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia” (paragrafi da 1 a 5). In caso di discordanza prevalgono le presenti prescrizioni specifiche.

 

2      Materiali, elementi costruttivi; terreni e rocce

Ad integrazione di quanto indicato nelle “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 2, vale quanto segue:

Per i principali materiali ed elementi costruttivi normalizzati di più comune utilizzo vengono citate in particolare le norme tecniche di riferimento.

 

2.1     Generalità

Per il dimensionamento dei tubi reggispinta sono da considerare sia le azioni prevedibili per le fasi intermedie di costruzione, per es. dell’avanzamento, che quelle che potranno agire sull’opera finita.

 

2.1.1     La risulta di scavo dei terreni o della roccia non diventano proprietà dell’Appaltatore.

 

2.2     Descrizione dei terreni e delle rocce

Per l’esame, la denominazione e la descrizione di terreni e rocce vale quanto segue:

D.M.LL.PP. 11 marzo1988

Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione.

Circolare M.LL.PP. n. 30483 del 24 settembre 1988

Legge 2 febbraio 1974 art. 1 - D.M. 11 marzo 1988. Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l’esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione. Istruzioni per l’applicazione.

DIN 4020     Indagini geotecniche nelle costruzioni

DIN 4022-1     Sottosuolo ed acqua di falda – Identificazione e descrizione dei terreni e delle rocce – Elenco degli strati per trivellazioni senza estrazione continua di carote ed in roccia

DIN 4022-2     Sottosuolo ed acqua di falda – Identificazione e descrizione dei terreni e delle rocce – Elenco degli strati per trivellazioni in roccia.

DIN 4022-3     Sottosuolo ed acqua di falda – Identificazione e descrizione dei terreni e delle rocce – Elenco degli strati per trivellazioni con estrazione continua di carote in terreni incoerenti

DIN 18196     Geotecnica – Classificazione dei terreni nelle costruzioni

UNI EN 12889     Costruzione senza trincea e prove di impianti di raccolta e smaltimento liquami

UNI EN 14457     Requisiti generali per componenti progettati appositamente per l'impiego nella costruzione senza trincea di impianti di raccolta e smaltimento liquami

UNI EN ISO 14688-1     Indagini e prove geotecniche - Identificazione e classificazione dei terreni - Identificazione e descrizione

UNI EN ISO 14688-2     Indagini e prove geotecniche - Identificazione e classificazione dei terreni - Parte 2: Principi per una classificazione

UNI EN ISO 14689-1     Indagini e prove geotecniche - Identificazione e classificazione delle rocce - Identificazione e descrizione

 

2.3     Classificazione dei terreni e delle rocce

I terreni e le rocce vengono classificate in base alle loro caratteristiche rilevanti per la costruzione di condotte senza trincea:

materiali sciolti incoerenti (componenti principali sabbia, ghiaia) a seconda della distribuzione granulometrica e della densità del giacimento (vedi punto 2.3.1.1),

materiali sciolti coesivi (componenti principali limo, argilla, sabbia, ghiaia, con alto contenuto di limo, argilla) a seconda della consistenza (vedi punto 2.3.1.2),

terreni organici (torbe e fanghi) (vedi punto 2.3.1.3),

materiali sciolti con grana superiore a 63 mm (vedi punto 2.3.1.4),

rocce o terreni compatti a seconda della resistenza a compressione monoassiale (vedi punto 2.3.2).

In caso di discordanza prevalgono le presenti DTC.

 

2.3.1     Classi L: Materiali sciolti

2.3.1.1     Classi LN: Materiali sciolti incoerenti, dimensioni del grano 63 mm

Addensamento

Classi dei materiali sciolti incoerenti

classificati strettamente

classificati ampiamente o in maniera intermittente

sciolto

LNE 1

LNW 1

Di media densità

LNE 2

LNW 2

Denso

LNE 3

LNW 3


2.3.1.2     Classi LB: Materiali sciolti coesivi, dimensioni del grano 63 mm

Consistenza

Classi dei materiali sciolti coesivi

minerale

organogeno

fluido- molle

LBM 1

LBO 1

consistente – semisolido

LBM 2

LBO 2

Solido

LBM 3

LBO 3


2.3.1.3     Classe LO: Terreni organici

Nessuna ulteriore suddivisione

2.3.1.4     Classi aggiuntive S

Se nei materiali sciolti si trovano sassi (dimensioni del grano superiori a 63 mm), si classifica in funzione della dimensione e della quota parte dei sassi fino a 600 mm, in via aggiuntiva rispetto alle classi secondo i paragrafi da 2.3.1.1 a 2.3.1.3; i sassi più grandi di 600 mm vengono indicati separatamente riguardo alla dimensione e alla quota parte.

 

Quota parte

dei sassi

Classi aggiuntive per la grossezza dei sassi

fino a 300 mm

fino a 600 mm

fino al 30%

S 1

S 3

più del 30%

S 2

S 4


2.3.2     Classi F: Rocce

Resistenza a

compressione monoassiale

NM/m²

Classi delle rocce

Distanza delle superfici divisorie nell’

area centimetrica

area decimetrica

fino a 5

FD 1

FZ 1

più di 5 fino a 50

FD 2

FZ 2

più di 50 fino a 100

FD 3

FZ 3

più di 100

FD 4

FZ 4


2.4     Descrizione e classificazione di altri materiali

I materiali, per es. i materiali riciclati, i sottoprodotti industriali, i rifiuti, vengono descritti, in quanto ciò sia possibile, secondo il paragrafo 2.2 e classificati secondo il paragrafo 2.3. Altrimenti i materiali vengono descritti in maniera specifica con riguardo alle caratteristiche che presentano durante l’avanzamento dei tubi.

 

3     Esecuzione

A completamento di quanto indicato nelle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia” paragrafo 3, vale quanto segue:

 

3.1     Generalità

3.1.1     La scelta delle procedure di lavoro, il loro svolgimento ovvero la tecnologia e l’impiego dei mezzi meccanici spetta all’Appaltatore.

3.1.1     Se si riscontrano condizioni di terreno, di roccia o un assetto idrico difformi dalla descrizione delle prestazioni, gli interventi necessari vanno definiti di comune accordo; questi interventi costituiscono Prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

3.1.1     Gli scostamenti dall’asse di avanzamento o dalle misure concordate vanno immediatamente comunicati al Committente. Gli interventi necessari vanno definiti di comune accordo.

3.1.1     Se durante l’esecuzione si presenta il rischio dell’apertura di voragini, della fluidificazione del terreno, di sollevamenti durante l’avanzamento, di emergenze d’acqua, di danneggiamento dei tubi reggispinta o di costruzioni e simili, l’Appaltatore è tenuto ad eseguire immediatamente gli interventi necessari per prevenire i danni e ad informarne il Committente. I danni già verificatisi vanno immediatamente comunicati al Committente. Gli interventi ulteriori vanno definiti di comune accordo. Qualora la causa del danno non sia imputabile all’Appaltatore, gli interventi già eseguiti e gli ulteriori interventi costituiscono Prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

3.2      Ostacoli

3.2.1     Se la posizione di condotte, cavi, drenaggi, canali, capisaldi o di altre opere esistenti non può essere indicata con precisione, essa va accertata tramite opportune indagini. Tali misure costituiscono Prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

3.2.2     Le modalità di rimozione dei trovanti che in rapporto al diametro del tubo infisso costituiscono un ostacolo, vanno definite di comune accordo. Gli interventi da eseguire costituiscono Prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

3.2.3     Quando si riscontrano degli ostacoli inattesi, per es. condotte, cavi, drenaggi, capisaldi, residui o parti di manufatti, l’appaltatore ne informerà immediatamente il Committente. Questi decide come l’ostacolo debba essere rimosso o salvaguardato o quali altre misure vadano prese. Le misure da prendere costituiscono Prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

3.2.4     Le costruzioni in soggette a pericolo vanno protette a regola d’arte. Per le misure di protezione e di sicurezza vanno osservate le prescrizioni impartite dai proprietari o da altri soggetti legittimati a dare disposizioni. Tali misure costituiscono Prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

3.3     Evacuazione delle acque

Se gli interventi concordati per l’evacuazione dell’acqua di falda, sorgiva, di percolazione e simili non sono sufficienti, gli interventi aggiuntivi necessari vanno definiti di comune accordo; questi interventi costituiscono Prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

 

4.     Prestazioni accessorie, prestazioni particolari

 

4.1     Prestazioni accessorie, integrative rispetto a quelle indicate nelle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 4.1, sono in particolare:

4.1.1     Verifica dello stato delle strade, della superficie del terreno, dei collettori ecc.

4.1.2     Captazione ed evacuazione dell’acqua di consumo del cantiere.

4.1.3     Spostamento delle attrezzature di avanzamento e dei mezzi meccanici da uno scavo all’altro e all’interno dello stesso scavo oppure ridispiegamento delle attrezzature di avanzamento e di asporto del terreno, eccettuate le prestazioni di cui al punto 4.2.2.

4.1.4     Fornitura di prove di stabilità e di disegni, in quanto siano necessari per le opere provvisionali.

4.1.5     Iniezioni nello spazio anulare, connesse con la tecnologia adottata dall’Appaltatore, eccettuate le prestazioni di cui al punto 4.2.13.

 

4.2     Prestazioni particolari, integrative rispetto a quelle indicate nelle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 4.1, sono per esempio:

4.2.1     Provvedimenti di cui ai punti 3.1.2, 3.1.4, 3.2.1, 3.2.2, 3.2.3, 3.2.4 e 3.3.

4.2.2     Spostamento delle attrezzature di avanzamento e dei mezzi meccanici da uno scavo all’altro e all’interno dello stesso scavo oppure ridispiegamento delle attrezzature di avanzamento e di asporto del terreno per motivi non imputabili all’Appaltatore.

4.2.3     Scavo, predisposizione, protezione e riempimento delle fosse iniziali e terminali.

4.2.4     Tenuta dei verbali sull’avanzamento richiesti dal Committente.

4.2.5     Installazione, messa a disposizione e rimozione di dispositivi di protezione contro spruzzi.

4.2.6     Le misurazioni e verifiche richieste dal Committente, per es. la misura del livello dell’acqua dei pozzi e dei corsi d’acqua vicini, rilevamenti del rumore e delle vibrazioni, le verifiche di tenuta all’acqua e del rispetto delle tolleranze geometriche.

4.2.7     Predisposizione di verifiche di stabilità, eccettuate le prestazioni di cui al punto 4.1.4.

4.2.8     Nel corso del sottopasso o dello spostamento di tubazioni esistenti, gli interventi per assicurare il regolare deflusso dei fluidi nelle condotte e negli allacciamenti esistenti.

4.2.9     Nel corso del sottopasso o dello spostamento di tubazioni esistenti, la preparazione delle tubazioni, per es. la pulizia o il riempimento.

4.2.10     Realizzazione di allacciamenti sul tubo reggispinta.

4.2.11     Installazione, messa a disposizione, utilizzo e rimozione di gruppi elettrogeni di emergenza.

4.2.12     Tracciamento degli elementi della condotta tubo, predisposizione di disegni di rilievo dello stato di fatto, applicazione di targhe e contrassegni alle tubazioni.

4.2.13     L’iniezione di cavità in misura eccedente quanto previsto al punto 4.1.5, per quanto la necessità di tali prestazioni non sia imputabile all’Appaltatore.

 

5     Contabilizzazione

Ad integrazione di quanto indicato nelle “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi

tipologia” – punto 5, vale quanto segue:

 

5.1     Generalità

La prestazione viene determinata, indipendentemente se secondo il disegno ovvero per misurazione, in base ai seguenti criteri:

 

Per opere da contabilizzare a lunghezza (m)

Nella contabilizzazione secondo la misura di lunghezza ci si basa sulla lunghezza dell’asse della conduttura compresa tra i lati interni dello scavo iniziale e terminale. In mancanza di scavi vale la lunghezza della conduttura risultante dall’avanzamento tra il progettato punto di partenza e quello di arrivo. Non si tiene conto di pozzetti intermedi.

 

Per quanto riguarda le norme indicate si fa riferimento alla relativa homepage:

UNI:     www.uni.com      (versione italiana)

DIN:     www.beuth.de      (versione tedesca e inglese)

 
 

Capitolato speciale d’appalto per Opere pubbliche Parte II

Disposizioni tecnico-contrattuali (DTC)

 

Costruzioni stradali – Pavimentazioni con masselli, cubetti e lastre - Cordoli

 

Sommario

0Istruzioni per la redazione del progetto

1     Campo di applicazione

2     Materiali, elementi costruttivi

3     Esecuzione

4     Prestazioni accessorie e prestazioni particolari

5     Contabilizzazione

 

0     Istruzioni per la redazione del progetto

Le presenti istruzioni completano le DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”. L’applicazione delle istruzioni è presupposto essenziale per la corretta redazione del progetto.

 

Le istruzioni di cui al presente punto 0 non costituiscono clausole contrattuali.

 

In relazione alle esigenze dello specifico caso devono essere riportati in progetto i seguenti elementi

 

0.1     Indicazioni sul cantiere

0.1.1     Tipo e natura del sottofondo.

0.1.2     Profondità e tipologia delle fondazioni delle costruzioni adiacenti.

0.1.3     Tipo e natura di cordonate e delimitazioni esistenti.

 

0.2     Indicazioni sull’esecuzione

0.2.1     Requisiti particolari dei materiali e degli elementi costruttivi, concernenti la resistenza al calore, la resistenza all’abrasione, le caratteristiche della superficie ed il colore.

0.2.2     Sollecitazioni e carichi particolari, per es. nelle costruzioni industriali.

0.2.3     Realizzazione di raccordi dei cubetti e delle lastre a pavimentazioni stradali, archi, elementi incorporati, cordoli, costruzioni esistenti e rientranze o aree non pavimentate.

0.2.4     Caratteristiche dei cubetti di pietra naturale.

 

0.3     Indicazioni particolari per casi di difformità rispetto alle DTC

0.3.1     Qualora sia necessario ricorrere a prescrizioni discordanti da quelle previste nelle presenti DTC, esse vanno indicate chiaramente e dettagliatamente negli elaborati progettuali.

0.3.2Indicazioni difformi si possono avere, ad esempio, nei seguenti casi:

Punto 2.1,     se vanno impiegati masselli o lastre di spessore diverso,

Punto 2.6,     se gl elementi prefabbricati in calcestruzzo per cunette triangolari o concave devono avere resistenze a pressoflessione e a tensoflessione diverse,

Punto 2.9,     se la percentuale di peso delle componenti soggetti a dilavamento può superare il 5%,

Punto 3.1.1,     se il letto di posa della pavimentazione in masselli di calcestruzzo deve essere eseguito in maniera diversa, per es. come strato di base rigido per pavimentazioni fugate con malta,

Punto 3.3.2,     se la posa deve avvenire con un disegno diverso,

Punto 3.4.1,     se il letto di posa degli elementi per pavimentazione in ceramica va eseguito in maniera diversa, per es. come strato di base rigido per pavimentazioni fugate con malta,

Punto 3.4.2,     se le mattonelle per pavimentazione in ceramica vanno posati di costa,

Punto 3.5.2,     se i cubetti di pezzatura grande non vanno posati per file o se cubetti di pezzatura piccola o a mosaico non vanno posati ad archi contrastanti, per esempio in diagonale, a spina di pesce, a squame, a reticolo, a mosaico regolare o irregolare,

Punto 3.6.2,     se va definito un disegno di posa diverso,

Punto 3.7.1,     se i cordoli ed i contorni di cinta non vanno posati su fondazione con rinfianco oppure non vanno posate a fughe strette,

Punto 3.7.2,     se cunette, canalette di scarico ed i cordoli non devono essere posate su una fondazione con spessore 20 cm.

 

0.4     Indicazioni specifiche per le prestazioni accessorie e le prestazioni particolari

Non ci sono disposizioni aggiuntive rispetto alle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 0.4.

 

0.5     Unità di misura per la contabilizzazione

Nella descrizione dell’opera sono da prevedere le seguenti unità di misura per la contabilizzazione:

0.5.1     Costipazione supplementare del sottofondo con misurazione a superficie [m²],

0.5.2     livellamento del sottofondo alle quote e con le pendenze secondo progetto nonché con la planarità richiesta con misurazione a superficie (m²),

0.5.3     Pavimentazioni in masselli, cubetti e lastre

-     Pavimentazioni in cubetti e lastre con misurazione a superficie (m²), distinguendo per tipi e misure degli elementi per pavimentazioni, dei cubetti o delle lastre,

-     Pulizia di pavimentazioni rimosse con misurazione a superficie (m²), distinguendo per tipologia del riempimento dei giunti e del sottofondo, per tipi e misure degli elementi per pavimentazioni, dei cubetti o delle lastre,

-     Lavorazione o taglio di lastre, cubetti ed elementi per pavimentazioni:

-     Per la posa lungo spigoli o contorni con misurazione a lunghezza (m),

-     per la posa contro elementi incorporati e vuoti con misurazione a numero (pz),

-     Lavorazione o taglio di lastre in pietra naturale con misurazione a numero (pz).

0.5.4     Intasamento o riempimento di fughe

-     Intasamento o riempimento di fughe di pavimentazioni con masselli, cubetti o lastre con misurazione a superficie (m²), distinguendo per tipi di pavimentazione e per tipo intasamento o riempimento delle fughe,

-     Sigillatura di giunti di dilatazione e di bordo con misurazione a lunghezza (m), distinguendo per le misure dei giunti e secondo i tipi della sigillatura.

0.5.5     Cordoli

-     Cordoli e contorni con misurazione a lunghezza (m), distinguendo per misure e tipi,

-     Fondazioni di cordoli con o senza rinfianco con misurazione a volume (m³) o con misurazione a lunghezza (m), distinguendo per misure, .

-     Lavorazione delle testate di cordoli e contorni con misurazione a numero (pz), distinguendo per misure e tipi,

-     Rifilatura dello spigolo in vista, sistemazione o rettifica di uno smusso esistente o delle facce superiori di cordoli con misurazione a lunghezza (m), distinguendo per misure e tipi.

-

1     Campo di applicazione

1.1     Le presenti DTC „pavimentazioni con masselli, cubetti, lastre - cordoli“, valgono per la pavimentazione di strade di ogni genere, piazze, cortili, aeroporti, banchine e massicciate per linee ferroviarie con masselli, cubetti e lastre nonché per la realizzazione di contorni e cunette. Esse valgono anche per la pavimentazione di tali superfici con pietra naturale, masselli di calcestruzzo ed elementi per pavimentazioni di laterizio.

1.2     A titolo integrativo sono applicabili le DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia” (punti da 1 a 5). In caso di discordanza prevalgono le presenti      prescrizioni specifiche.

 

2     Materiali, elementi costruttivi

Ad integrazione di quanto indicato nelle “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 2 vale quanto segue:

Per i materiali normalizzati di più comune utilizzo vengono citate in particolare le seguenti norme UNI, EN e DIN.

 

2.1     Masselli e lastre di calcestruzzo

UNI EN 1338     Masselli di calcestruzzo per pavimentazione - Requisiti e metodi di prova

UNI EN 1339     Lastre di calcestruzzo per pavimentazione - Requisiti e metodi di prova

Per le lastre che per le dimensioni non possono essere considerate masselli ai sensi della norma UNI EN 1338, vale la norma UNI EN 1339.

I masselli e le lastre posate su un’unica superficie, devono avere lo stesso spessore.

 

2.2     Mattonelle e lastre per pavimentazioni di materiali ceramici

UNI EN 1344     Elementi per pavimentazione di laterizio - Requisiti e metodi di prova

DIN 18158     Mattonelle di klinker per pavimentazione

 

2.3     Cubetti e lastre di pietra naturale

UNI EN 1341     Lastre di pietra naturale per pavimentazioni esterne - Requisiti e metodi di prova;

UNI EN 1342     Cubetti di pietra naturale per pavimentazioni esterne - Requisiti e metodi di prova;

UNI EN 12058     Prodotti di pietra naturale - Lastre per pavimentazioni e per scale – Requisiti

UNI EN 12370     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza alla cristallizzazione dei sali

UNI EN 12371     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza al gelo

UNI EN 12372     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza a flessione sotto carico concentrato

UNI EN 14157     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza all'abrasione

 

2.4     Cordoli e bordi di calcestruzzo

UNI EN 1340:     Cordoli di calcestruzzo - Requisiti e metodi di prova

Cordoli di larghezza inferiore a 8 cm devono avere una resistenza media a tensoflessione pari a 5 N/mm²; per il resto devono essere rispondenti alla norma UNI EN 1340.

 

2.5     Cordoli di pietra naturale

UNI EN 1343     Cordoli di pietra naturale per pavimentazioni esterne - Requisiti e metodi di prova

DIN 482     Cordoli stradali di pietra naturale

 

2.6     Cunette e cordoli di calcestruzzo

UNI EN 1340:     Cordoli di calcestruzzo - Requisiti e metodi di prova

ÖNORM B 5075     Cunette e fosse di guardia di calcestruzzo

La resistenza media a tensoflessione deve essere pari a 6 N/mm², la resistenza media a compressione del cubetto ritagliato con la sega non deve essere inferiore a 50 N/mm².

 

2.7     Altri prodotti di calcestruzzo per la pavimentazioni

Per elementi in cemento armato:

Legge 5 novembre 1971, N. 1086

Norme per la disciplina delle opere in conglomerato cementizio normale e precompresso ed a struttura metallica

D.M.LL.PP. 9 gennaio 1996

Norme tecniche per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche

Circ. M.LL.PP. N. 252 del 15 ottobre 1996

Istruzioni per l’applicazione delle “norme tecniche per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche” di cui al D.M. 9 gennaio 1996

UNI ENV 1992 Eurocode 2:

Progettazione delle strutture di calcestruzzo. Parte 1-1: Regole generali e regole per gli edifici.

UNI EN 206-1     Calcestruzzo - Specificazione, prestazione, produzione e conformità

UNI EN 12390-1 ÷ 8     Prova sul calcestruzzo indurito

Per gradini e rivestimenti di gradini

DIN 18500     Pietra artificiale a base cementizia – Terminologia, requisiti, prove, controlli

I prodotti di calcestruzzo direttamente esposti all’azione del traffico, devono avere una resistenza media a compressione di almeno 50 N/mm² (alla verifica di 3 provini il valore minimo deve essere pari a 45 N/mm²) oppure:

resistenza media a tensoflessione 6 N/mm², con valore minimo 5 N/mm².

Per verifiche su provini particolare vale la norma DIN 1048-5 „Prove su calcestruzzo – Calcestruzzo indurito, provini confezionati appositamente“.

 

2.8     Canalette di drenaggio

UNI EN 1433     Canalette di drenaggio per aree soggette al passaggio di veicoli e pedoni - Classificazione, requisiti di progettazione e di prova, marcatura e valutazione di conformità.

 

2.9     Materiale per il letto di posa

La sabbia, la ghiaia, la sabbia da frantoio ed il pietrisco devono essere conformi alla norma UNI EN 12620 „Aggregati per calcestruzzo“. Altre sabbie, sabbie ghiaiose, sabbie da frantoio ed altri pietrischi possono essere impiegati se il contenuto in peso delle parti fini (<0,05) non supera il 5%. Granulometrie idonee sono per la sabbia 0/2 mm o 0/4 mm, per il pietrisco 1/3 mm o 2/5 mm o per miscele di sabbia da frantoio e pietrisco 0/5 mm graduata.

Per pavimentazioni permeabili va impiegato pietrisco (per esempio 1/3 mm o 2/5 mm), coordinato con il materiale di riempimento delle fughe ai sensi del punto 2.10.

Le malte cementizie devono al avere i requisiti del gruppo di malte M2 (dosaggio 1:4) secondo D.M del 20.11.1987. Con strati di base non legati, il dosaggio è pari a 1:8, per le malte di calce è prescritto un dosaggio 1:8. Il dosaggio viene misurato in parti in volume.

 

2.10     Materiale di riempimento delle fughe

Per intasare le fughe con materiali non legati, si dovrà impiegare sabbia, sabbia ghiaiosa, sabbia da frantoio o pietrisco. Granulometrie idonee sono per la sabbia 0/2 mm o 0/4 mm, per il pietrisco 1/3 mm o 2/5 mm o per miscele di sabbia da frantoio pietrisco 0/5 mm. Per pavimentazioni permeabili va impiegato pietrisco (per esempio 1/3 mm o 2/5 mm) adatto alla larghezza delle fughe ed al materiale del letto di posa.

Boiacche e malte cementizio da colare devono contenere almeno 600 kg/m³ di cemento, malte cemenizie di altro tipo vanno confezionate con un dosaggio di 1:4.

Malte di calce devono essere confezionate con dosaggi da 1:3 a 1:4,5. Il dosaggio viene misurato in parti in volume.

Gli altri materiali elastici, plastici o elastoplastici di riempimento delle fughe devono rispondere alla norma DIN 18540 „Impermeabilizzazione nell’edilizia di giunti su muri esterni con materiali isolanti“.

 

2.11     Leganti

UNI EN 197-1     Cemento - Composizione, specificazioni e criteri di conformità per cementi comuni.

UNI EN 459-1     Calci da costruzione - Definizioni, specifiche e criteri di conformità

UNI EN 13847     Leganti a base di catrame di carbone e pece e prodotti correlati - Terminologia e classificazione

 

2.12     Calcestruzzo

Legge 5 novembre 1971, N. 1086

Norme per la disciplina delle opere in conglomerato cementizio normale e precompresso ed a struttura metallica

D.M.LL.PP. 9 gennaio 1996

Norme tecniche per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche

Circ. M.LL.PP. N. 252 del 15 ottobre 1996

Istruzioni per l’applicazione delle “norme tecniche per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche” di cui al D.M. 9 gennaio 1996

UNI ENV 1992 Eurocode 2:

Progettazione delle strutture di calcestruzzo. Parte 1-1: Regole generali e regole per gli edifici.

UNI EN 206-1     Calcestruzzo - Specificazione, prestazione, produzione e conformità

 

3     Esecuzione

A completamento di quanto indicato nelle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia” vale quanto segue:

3.1     Generalità

3.1.1     La scelta delle procedure di lavoro, il loro svolgimento ovvero la tecnologia e l’impiego dei mezzi meccanici spetta all’Appaltatore.

3.1.2     In prossimità di costruzioni, condutture, cavi, scarichi e canali i lavori devono essere eseguiti con la necessaria prudenza.

3.1.3     Le costruzioni in soggette a pericolo vanno protette a regola d’arte . Per le misure di protezione e di sicurezza vanno osservate le prescrizioni impartite dai proprietari o da altri soggetti legittimati a dare disposizioni. Tali misure costituiscono Prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

3.1.4     Se la posizione di condotte, cavi, drenaggi, canali, capisaldi o di altre opere esistenti non può venire indicata con precisione, essa va accertata tramite opportune indagini. Tali misure costituiscono Prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

3.1.5     Quando si incontrano degli ostacoli inattesi, per es. condotte, cavi, drenaggi, capisaldi, residui o parti di manufatti, l’appaltatore ne informerà immediatamente il Committente. Le misure da prendere costituiscono Prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

3.1.6     In prossimità di alberi, piantagioni e superfici coperte da vegetazione, i lavori vanno eseguiti con la necessaria cura e cautela.

3.1.7     Gli alberi, le piantagioni e le superfici coperte da vegetazione esposte a pericoli, vanno protette a regola d’arte; si terrà presente la Legge Provinciale del 25. Luglio 1970, N. 16: „Tutela del paesaggio“. Tali misure protettive costituiscono Prestazioni particolari (vedi punto 7.2.1).

3.1.8     Nel corso delle proprie verifiche l’Appaltatore dovrà formulare le proprie obiezioni, in particolare nei seguenti casi:

-     portanza del sottofondo chiaramente insufficiente,

-     scostamenti dalla quota, dalla pendenza o dalla planarità previste nel progetto,

-     inquinamenti dannosi,

-     mancanza dei necessari dispositivi di drenaggio e di evacuazione delle acque.

 

3.2     Posizione, tolleranze, giunti di dilatazione

3.2.1     Le pavimentazioni con masselli, cubetti e lastre vanno eseguite alle quote prescritte e con il profilo longitudinale e trasversale concordato. Gli scostamenti della superficie dalla quota teorica in nessun punto devono essere superiori a 3 mm.

Contorni con cordoli o altri manufatti vanno perfettamente allineate in profilo ed in pianta. Gli scostamenti delle superfici in vista dalla quota ovvero alla distanza dall’asse di riferimento prescritte, in nessun punto devono essere superiori a 3 mm; scostamenti maggiori non sono ammissibili se non qualora risultino opportune per evitare notevoli sfridi e qualora siano espressamente state concordati con il Committente prima dell’inizio dei lavori. Lo scostamento dall’allineamento ammissibile nel piano della faccia superiore ed in quello della faccia anteriore, non deve essere maggiore di 2 mm in corrispondenza dei giunti tra i cordoli e di altri manufatti con superficie liscia, e maggiore di 5 mm per cordoli ed le altri manufatti con notevole scabrosità.

3.2.2     Per pavimentazioni di pietre artificiali, di lastre e pavimentazioni con cubetti a mosaico sono ammissibili scostamenti di planarità dal livello prescritto nei limiti della tolleranza di 1 cm rilevata su una lunghezza di misura di 4 m, per gli altri selciati in pietra naturale vale und tolleranza di 2 cm.

3.2.3     Non sono ammessi salti di livello in corrispondenza delle fughe di pavimentazioni con masselli, cubetti e lastre. Per raccordi con manufatti disposti alla stessa quota non sono ammessi salti di livello maggiori di 2 mm qualora i materiali adiacenti abbiano una superficie liscia e di 5 mm per quelli con superficie di notevole scabrosità.

Lungo contorni ed elementi incorporati, i bordi della pavimentazione devono essere più alti di 3 mm fino a 5 mm rispetto alla superficie di tali elementi, lungo canalette e scarichi i bordi devono essere più alti di 3 mm fino a 10 mm rispetto ai bordi della canaletta.

3.2.4     Le pavimentazioni devono essere eseguite con le seguenti pendenze trasversali:

-     per pavimentazioni di pietra naturale: 3,0 %

-     per pavimentazioni di calcestruzzo o di materiali ceramici: 2,5 %

-     per pavimentazioni con lastre: 2,0 %

Non sono ammessi scostamenti maggiori dello 0,4 %.

Canalette e cunette vanno posate con una pendenza longitudinale del fondo pari al 0,5 %.

3.2.5     I giunti di dilatazione nei selciati e nelle pavimentazioni con lastre posate su letto di malta, dovranno essere eseguiti ad un interasse non maggiore di 8 m. In ogni caso i giunti di dilatazione vanno predisposti in corrispondenza dei giunti degli strati di base di calcestruzzo o dei manufatti e sui raccordi con i manufatti.

Per le canalette e le cunette di cui al punto 3.7.2 o 3.8, i giunti di dilatazione vanno disposti con un interasse non superiore a 15 m.

 

3.3     Pavimentazioni di elementi di calcestruzzo

3.3.1     Letto di posa

Prima della posa degli elementi va predisposto un letto di posa con materiale conforme al punto 2.9, da spianare secondo livelletta. Lo spessore del letto costipato deve risultare uguale a 4-5 cm.

3.3.2     Posa in opera

Gli elementi della pavimentazione vanno posati sul letto preparato, partendo dalle superfici già finite e disposti in maniera uniforme su file con fughe di larghezza sufficiente di 3 a 5 mm in funzione della misura dei moduli. Se le fughe del selciato vengono sigillate, le fughe dovranno essere larghe almeno 8 mm. Le fughe devono avere un andamento uniforme.

La superficie della pavimentazione dopo la sigillatura delle fughe va pulita e successivamente compattata mediante vibrazione in maniera uniforme fino a raggiungere la stabilità richiesta.

3.3.3     Sigillatura delle fughe

Le fughe tra gli elementi vanno chiusi con materiale di riempimento delle fughe conforme al punto 2.10. L’intasamento con materiale non legato dovrà avvenire mediante scopatura intensa oppure con abbondante irroramento con acqua. L’intasamento delle fughe dovrà procedere con l’avanzamento della posa senza interruzione di continuità. Dopo la compattazione mediante vibrazione, l’intasamento dovrà essere ripetuto.

Se le fughe vengono sigillate, dopo la compattazione mediante vibrazione eseguita fino all’ottenimento di una superficie stabile e compatta, esse dovranno essere raschiate e pulite con aria compressa fino ad una profondità di almeno 3 cm, eventualmente asciugate e riempite con sigillanti pareggiati con gli spigoli degli elementi della pavimentazione; qualora necessario, la sigillatura va completata in un secondo tempo. Con sigillature con malta, la superficie va mantenuta umida per un lasso di tempo sufficientemente lungo.

 

3.4     Pavimentazione di materiali ceramici

3.4.1     Letto di posa

Prima della posa degli elementi va predisposto un letto posa con materiale conforme al punto 2.9, da spianare secondo livelletta. Lo spessore del letto costipato deve risultare uguale a 4-5 cm.

3.4.2     Posa e messa in opera

Gli elementi della pavimentazione vanno posati in piano sul letto di posa, partendo dalle superfici già finite. Le fughe devono avere un andamento uniforme. Le fughe dovranno essere larghe almeno 3 mm, quelle da sigillare dovranno essere larghe almeno 8 mm.

La superficie della pavimentazione dopo la sigillatura va compattata mediante vibrazione in maniera uniforme fino a raggiungere la stabilità richiesta.

3.4.3     Sigillatura dei giunti

Le fughe tra gli elementi vanno chiusi con materiale di riempimento delle fughe conforme al punto 2.10. L’intasamento con materiale non legato dovrà avvenire mediante scopatura intensa oppure con abbondante irroramento con acqua. L’intasamento delle fughe dovrà procedere con l’avanzamento della posa senza interruzione di continuità. Dopo la compattazione mediante vibrazione, l’intasamento dovrà essere ripetuto.

Se le fughe della pavimentazione vengono sigillate, dopo la compattazione mediante vibrazione eseguita fino all’ottenimento di una superficie stabile e compatta, esse dovranno essere raschiate e pulite con aria compressa fino ad una profondità di almeno 3 cm, eventualmente asciugate e riempite con sigillanti pareggiati con gli spigoli degli elementi della pavimentazione; qualora necessario, la sigillatura va completata in un secondo tempo. Con sigillature con malta, la superficie va mantenuta umida per un lasso di tempo sufficientemente lungo.

 

3.5     Pavimentazione in pietra naturale

3.5.1     Letto di posa

Prima della posa degli elementi va predispostoo un letto di posa con materiale conforme al punto 2.9, da spianare secondo livelletta. Lo spessore del letto costipato e vibrato deve risultare di 4-6 cm per cubetti di pezzatura grande e di 4-6 cm per cubetti a mosaico o di pezzatura piccola.

3.5.2     Posa in opera

I cubetti vanno posati sul letto di posa, disposti conformemente il disegno e battuti con la martellina. Cubetti di pezzatura grande vanno posati in file. Le fughe, misurate all’altezza della testa dei cubetti, non devono essere più larghe di 15 mm; le superfici non potranno essere suddivise con giunti; lungo ogni fila vanno impiegati, per quanto possibile, cubetti di larghezza costante. I cubetti di pezzatura piccola o a mosaico vanno posati con fughe strette ad archi contrastanti. Le fughe, misurate all’altezza della testa dei cubetti, non devono essere più larghe di 10 mm per cubetti di pezzatura piccola e di 6 mm per quelli a mosaico; le superfici non potranno essere suddivise con giunti.

Se le fughe del selciato vengono sigillate, le fughe dovranno essere larghe almeno 8 mm. Le fughe devono avere un andamento uniforme.

La superficie della pavimentazione dopo la sigillatura delle fughe va pulita e successivamente va compattata mediante vibrazione in maniera uniforme fino a raggiungere la stabilità.

3.5.3     Sigillatura dei giunti

Le fughe tra gli elementi vanno chiusi con materiale di riempimento delle fughe conforme al punto 2.10. Le fughe tra un elemento e l’altro non dovranno essere più larghe di 1 cm. L’intasamento con materiale non legato dovrà avvenire mediante scopatura intensa oppure con abbondante irroramento con acqua. L’intasamento delle fughe dovrà procedere con l’avanzamento della posa senza interruzione di continuità. Dopo la compattazione mediante vibrazione, l’intasamento dovrà essere ripetuto.

Se le fughe vengono sigillate, dopo la compattazione mediante vibrazione eseguita fino all’ottenimento di una superficie stabile e compatta, esse dovranno essere raschiate e pulite con aria compressa fino ad una profondità di almeno 3 cm, eventualmente asciugate e riempite con sigillanti pareggiati con gli spigoli degli elementi della pavimentazione; qualora necessario, la sigillatura va completata in un secondo tempo. Con sigillature con malta, la superficie va mantenuta umida per un lasso di tempo sufficientemente lungo.

 

3.6     Pavimentazioni con lastre

3.6.1     Letto di posa

Prima della posa degli elementi va predispostoo un letto di posa con materiale conforme al punto 2.9, da spianare secondo livelletta. Lo spessore del letto costipato deve risultare uguale a 4-5 cm.

3.6.2     Posa in opera

Le lastre vanno posate sul letto di posa, disposte a disegno con giunti sfalsati, in parallelo al cordolo o a un altro filo predeterminato, senza dislivelli lungo le fughe, la cui larghezza deve essere pari a 3-5 mm, in funzione della misura dei moduli di posa. Le lastre posate devono poggiare completamente con tutta la superficie sul letto costipato uniformemente. Se le fughe vengono intasate o sigillate a mano, esse devono essere larghe almeno 8 mm.

Le fughe devono avere un andamento uniforme. Tagli delle lastre sono ammissibili soltanto nel caso in cui la superficie da completare sia solo leggermente più piccola della lastra stessa.

3.6.3     Sigillatura dei giunti

Le fughe tra gli elementi vanno chiusi con materiale di riempimento delle fughe conforme al punto 2.10. L’intasamento con materiale non legato dovrà avvenire mediante scopatura intensa oppure con abbondante irroramento con acqua. L’intasamento delle fughe dovrà procedere con l’avanzamento della posa senza interruzione di continuità. Qualora la sigillatura viene eseguita con malta, la superficie va mantenuta umida per un lasso di tempo sufficientemente lungo.

 

3.7     Cordoli e bordi

3.7.1     Elementi per cordoli e bordi

Elementi per cordoli e bordi vanno posati, ai sensi dei punti 2.4 e 2.5, su una fondazione con spessore minimo 20 cm, con un rinfianco di calcestruzzo C 12/15 secondo le indicazioni del punto 2.12. I cordoli ed il rinfianco vanno posati sul calcestruzzo di fondazione prima della sua presa.

Il rinfianco deve avere uno spessore di 10 cm costante su tutta l’altezza. Lo spigolo superiore del rinfianco è da finire in quota in funzione dello spessore della pavimentazione adiacente. La superficie superiore del rinfianco deve essere leggermente inclinata verso l’esterno.

La larghezza della fondazione dipende dalla larghezza del cordolo o del bordo impiegati, cui si aggiunge quella del rinfianco ed eventualmente quella della cunetta.

I cordoli ed i bordi di calcestruzzo vanno posati con giunti larghi circa 5 mm, che non devono essere sigillati.

In corrispondenza di ribassamenti di cordoli, vanno inseriti pezzi speciali con raccordo regolare del dislivello tra le facce superiori. Curve con raggio non superiore a 12 m devono venire realizzate con elementi curvi. Per curve con raggio superiore a 12 m possono essere impiegati anche elementi diritti di lunghezza non inferiore a 50 cm.

3.7.2     Bordi e contorni di altro tipo

Cunette lastricate o bordi realizzati con elementi conformi alle norme UNI EN 1338 ed UNI EN 1342 nonché con cunette concave e cordoli in calcestruzzo conformi alle prescrizioni del punto 2.6, vanno posati su di una fondazione in calcestruzzo C 12/15 come indicata al punto 2.12. Se le cunette, i bordi o i cordoli vengono posati con in rinfianco di calcestruzzo C 12/15 secondo il punto 2.12, questi devono avere uno spessore costante su tutta l’altezza di 10 cm.

Lo spigolo superiore del rinfianco è da finire in quota in funzione dello spessore della pavimentazione adiacente. La superficie superiore del rinfianco deve essere leggermente inclinata verso l’esterno.

 

3.8     Canalette di scarico

I pezzi speciali per realizzare canalette di scarico per acque affluenti in superficie secondo la norma UNI EN 1433, devono essere posati e perfettamente allineamente in profilo ed in pianta prima della posa della pavimentazione, come parti integranti della stessa, su una fondazione di calcestruzzo C 12/15 secondo le indicazioni del punto 2.12.

 

4     Prestazioni accessorie, prestazioni particolari

4.1Le prestazioni accessorie integrative rispetto a quelle indicate nelle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 4.1, sono in particolare:

4.1.1     Verifica della condizione delle strade, della superficie del terreno, degli scarichi e simili.

4.1.2     Predisposizione di accessi pedonali e veicolari provvisori e simili, eccettuate le opere provvisionali e le prestazioni di carattere non meramente provvisorio, ordinate dal Committente.

4.1.3     Localizzazione ed ispezione di eventuali infrastrutture esistenti.

4.1.4     Verifiche e prove compresa la campionatura, con tutte le prestazioni connesse.

 

4.2Le prestazioni particolari, integrative rispetto a quelle indicate nelle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 4.2, sono in particolare:

4.2.1     Provvedimenti di cui ai punti 3.1.3, 3.1.4, 3.1.5 e 3.1.7.

4.2.2     Installazione, messa a disposizione, esercizio e rimozione di impianti semaforici di cantiere.

4.2.3     Preparazione del sottofondo, per esempio compattazione supplementare, livellamento per il raggiungimento delle quote di progetto, rimozione di sostanze inquinanti, qualora tali prestazioni non siano imputabili all’Appaltatore.

4.2.4     Lavorazione e taglio di lastre e masselli, compresi i pezzi di adattamento, per esempio lungo spigoli e raccordi, per la posa di elementi incorporati e in corrispondenza di superfici non pavimentate.

4.2.5     Carico, asporto e scarico di materiali o manufatti rimossi nonché di materiali di rifiuto non imputabili all’Appaltatore e di pietre e lastre non utilizzabili scartate, qualora i materiali vengano messi a disposizione dal Committente.

4.2.6     Maggiori oneri per la realizzazione di pavimentazioni con lastre ad arco o secondo disegni particolari.

4.2.7     Maggiori oneri per la realizzazione di pavimentazioni con cubetti secondo disegni particolari.

4.2.8     Sgombero delle neve ed interventi per il mantenimento del traffico durante i periodi di gelo.

4.2.9     Realizzazione di superfici campione.

 

5     Contabilizzazione

Ad integrazione di quanto indicato nelle “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia” – punto 5, vale quanto segue:

5.1     Per pavimentazione la quantità minima di contabilizzazione viene fissata pari a 0,5 m².

5.2     Per la pulizia di pavimentazioni con cubetti e lastre rimosse si considererà la misura in sito della superficie demolita.

5.3     Per compensare la lavorazione o il taglio di lastre e cubetti lungo gli spigoli ed i bordi si terrà conto della lunghezza del giunto tra la pavimentazione gli spigoli ed i bordi stessi.

5.4     L’intasamento e la sigillatura delle fughe di pavimentazioni con cubetti e lastre vengono contabilizzati con la superficie della pavimentazione.

5.5     La lunghezza dei contorni viene misurata sul filo anteriore dei cordoli o dei bordi. Lo stesso vale anche per la contabilizzazione di fondazioni con o senza rinfianco da compensare a lunghezza.

5.6     La rifilatura dello spigolo in vista, la sistemazione o rettifica di uno smusso esistente o delle facce superiori di cordoli vengono contabilizzate tenendo conto della lunghezza degli elementi rilavorati.

5.7     Nella contabilizzazione non verranno detratti:

-     le fughe di bordo tra la pavimentazione con cubetti o lastre ed il contorno, realizzato per es. con cordoli, profili metallici.

-     le fughe all’interno delle pavimentazioni con cubetti e lastre e le fughe tra i cordoli o i singoli elementi di contorni,

-     profili o guide metallici, se sui due lati degli stessi viene posato lo stesso tipo di pavimentazione,

-     vuoti o elementi incorporati che si trovano nella superficie pavimentata o che la penetrano, con sezione non superiore a 1m² per il singolo elemento, per esempio chiusini per pozzetti o saracinesche, pali, gradini.

5.8     Si detraggono i vuoti o gli elementi incorporati con sezione del singolo elemento maggiore di 1m²; se essi si trovano in pavimentazioni di diverso tipo, vengono detratti per la rispettiva quota parte.

 

Per quanto riguarda le norme indicate si fa riferimento alla relativa homepage:

 

UNI:     www.uni.com      (versione italiana)

DIN:     www.beuth.de      (versione tedesca e inglese)
 
 

Capitolato speciale d'appalto per Opere pubbliche Parte II

Disposizioni tecnico-contrattuali (DTC)

Costruzioni stradali - Sovrastrutture

stradali in conglomerato bituminoso

 

0     Istruzioni per la redazione del progetto

1     Campo di applicazione

2     Materiali, elementi costruttivi

3     Esecuzione

4     Prestazioni accessorie e prestazioni particolari

5     Contabilizzazione

 

0     Istruzioni per la redazione del progetto

Le presenti istruzioni completano le DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”. L’applicazione delle istruzioni è presupposto essenziale per la corretta redazione del progetto.

 

Le istruzioni di cui al presente punto 0 non costituiscono clausole contrattuali.

 

In relazione alle esigenze dello specifico caso devono essere riportati in progetto i seguenti elementi:

 

0.1     Indicazioni sul cantiere

0.1.1Tipo e natura del sottofondo.

0.1.2Profondità e tipologia delle fondazioni delle costruzioni adiacenti.

0.1.3Tipo e natura di cordonate e delimitazioni esistenti.

 

0.2     Indicazioni sull’esecuzione

0.2.1Stratigrafia della sovrastruttura in funzione delle azioni prevedibili.

0.2.2Tipologia dei raccordi a costruzioni, manufatti e strati della sovrastruttura stradale.

0.2.3Tipo e numero di vuoti o cavitài ed elementi incorporati.

 

0.3     Indicazioni particolari per casi di difformità rispetto alle DTC

0.3.1Qualora sia necessario ricorrere a prescrizioni discordanti da quelle previste nelle presenti DTC, esse vanno indicate chiaramente e dettagliatamente negli elaborati progettuali.

0.3.2Indicazioni difformi si possono avere, ad esempio, nei seguenti casi:

Paragrafo 2.1.3,     se l  utilizzo parziale di risulta da fresatura di conglomerato bituminoso o di altri materiali di riciclaggio deve essere limitata,

Paragrafo 2.1.4,     se la scelta della composizione del conglomerato bituminoso non deve essere definita dall’Appaltatore,

Paragrafo 3.3.1,     se per gli strati di base, o tappeti di usura, per la planarità o per lo spessore vanno stabiliti altri valori o se per la carreggiata solida nella posa di binari vanno considerati altri requisiti,

Paragrafo 3.3.2,     se per gli strati sottili va stabilito un altro peso di posa,

Paragrafo 3.3.4,     se per gli strati di base consolidati con leganti bituminosi, per la planarità o per lo spessore vanno stabiliti altri valori.

 

0.4     Indicazioni specifiche per le prestazioni accessorie e le prestazioni particolari

Non ci sono disposizioni aggiuntive rispetto alle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 0.4.

 

0.5     Unità di misura per la contabilizzazione

Nella descrizione dell’opera sono da prevedere le seguenti unità di misura per la contabilizzazione:

0.5.1Misura di superficie (m²), differenziata per tipo di costruzione e misure, per

-     Compattazione successiva del sottofondo

-     Applicazione con legante bituminoso

-     Strati di base, strati binder, tappeti di usura

-     Trattamento delle superfici di tappeti di usura

 

0.5.2Misura di massa (kg o t), differenziata per tipo di costruzione e misure, per

-     Realizzazione della quota e della pendenza conformi al progetto e della planarità predeterminata del sottofondo in conglomerato bituminoso

-     Strati per il livellamento della quota

-     Applicazione con legante bituminoso

-     Strati di base, strati binder, tappeti di usura

0.5.3 Misura di lunghezza (m), differenziata per tipo di costruzione e misure, per

-     Realizzazione e tamponamento dei giunti con misurazione a lunghezza [m],

 

1     Campo di applicazione

1.1     Le presenti DTC “Costruzioni stradali – Sovrastrutture stradali in conglomerato bituminoso” valgono per la costruzione di strade e vie di ogni genere, di piazze, cortili, aree del servizio aereo, marciapiedi di stazioni ed impianti di binari con

-     strati di base,

-     strati binder,

-     tappeti di usura

nonché per tappeti di usura di ponti.

1.2     Le presenti DTC “Costruzioni stradali – Sovrastrutture stradali in conglomerato bituminoso” non sono applicabili per:

-     la bonifica e il consolidamento della fondazione e del sottofondo,

-     la realizzazione di strati con materiali di potenziamento contenenti pece,

-     la realizzazione di strati protettivi in mastice d’asfalto su impermeabilizzazioni di manufatti e pavimentazioni impermeabili all’acqua in mastice d’asfalto e rispettivamente per il mastice d’asfalto e lo strato di impermeabilizzazione secondo le DTC “Opere in asfalto colato e mastice d’asfalto”,

-     la realizzazione di massetti secondo le DTC „Opere in asfalto colato e mastice d’asfalto”.

1.3     A titolo integrativo sono applicabili le DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia” (paragrafi da 1 a 5). In caso di discordanza prevalgono le presenti prescrizioni specifiche.

 

2     Materiali, elementi costruttivi

Ad integrazione di quanto indicato nelle “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 2, ed ai sensi delle „Disposizioni tecniche per pavimentazioni bituminose” della Provincia Autonoma di Bolzano vale quanto segue:

 

Per i materiali normalizzati di più comune utilizzo vengono citate in particolare le seguenti norme UNI, EN e DIN.

2.1     Requisiti

2.1.1     Aggregati lapidei

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: „Disposizioni tecniche per pavimentazioni bituminose”

UNI EN 13043     Aggregati per miscele bituminose e trattamenti superficiali per strade, aeroporti e altre aree soggette a traffico

UNI EN 13055-2     Aggregati leggeri - Parte 2: Aggregati leggeri per miscele bituminose, trattamenti superficiali e per applicazioni in strati legati e non legati

DIN 4301     Scoria di metallo nell’edilizia

2.1.2     Leganti

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: „Disposizioni tecniche per pavimentazioni bituminose”

UNI EN 12591     Bitume e leganti bituminosi - Specifiche per i bitumi per applicazioni stradali

UNI EN 12592     Bitume e leganti bituminosi - Determinazione della solubilità

UNI EN 12593     Bitume e leganti bituminosi - Determinazione del punto di rottura secondo il metodo Fraass

UNI EN 12594     Bitume e leganti bituminosi - Preparazione dei campioni di prova

UNI EN 12595     Bitume e leganti bituminosi - Determinazione della viscosità cinematica

UNI EN 12596     Bitume e leganti bituminosi - Determinazione della viscosità dinamica con capillare sotto vuoto

UNI EN 12597     Bitume e leganti bituminosi - Terminologia

UNI EN 12607-1     Bitume e leganti bituminosi - Determinazione della resistenza all'indurimento per effetto del calore e dell'aria - Metodo RTFOT

UNI EN 13357     Bitumi e leganti bituminosi - Determinazione del tempo di efflusso dei cut-back e dei bitumi flussati

UNI EN 13398     Bitumi e leganti bituminosi - Determinazione del ritorno elastico di un bitume modificato

UNI EN 13399Bitumi e leganti bituminosi - Determinazione della stabilità allo stoccaggio di un bitume modificato

UNI EN 13702-1     Bitumi e leganti bituminosi - Determinazione della viscosità dinamica di un bitume modificato - Parte 1: Metodo cono-piatto

UNI EN 13702-2     Bitumi e leganti bituminosi - Determinazione della viscosità dinamica di un bitume modificato - Parte 2: Metodo cilindri coassiali

DIN EN 13108-7     Asfalto – requisiti – asfalto a pori aperti

Asphalt - Anforderungen - Offenporiger Asphalt (PA)

DIN 1995-4     Bitume e leganti bituminosi - requisiti ai leganti bituminosi – bitume freddo

2.1.3     Asfalto di sovrastruttura riciclato

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: „Disposizioni tecniche per pavimentazioni bituminose”.

 

Il granulato bituminoso e i materiali riciclati (materiali RCL) possono essere co-utilizzati, se gli aggregati lapidei sono conformi ai requisiti di cui al paragrafo 2.1.1. Il mescolato di leganti dell’asfalto predisposto con legante bituminoso deve essere idoneo.

2.1.4     Conglomerato bituminoso

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: „Disposizioni tecniche per pavimentazioni bituminose”.

2.1.4.1     Generalità

La scelta della composizione del conglomerato bituminoso è rimessa all’Appaltatore, il quale a tale scopo deve tener conto della destinazione, dei volumi e tipi del traffico, delle incidenze climatiche e delle condizioni locali.

All’interno del conglomerato bituminoso, il legante deve avvolgere completamente i grani dell’aggregato lapideo e deve aderire in maniera duratura.

Le temperature degli aggregati lapidei e dei leganti vanno scelte in modo da non pregiudicare la qualità e da consentire che il conglomerato bituminoso possa essere lavorato a regola d’arte.

Per l’impiego vengono in considerazione

2.1.4.2     Strati di base in conglomerato bituminoso:

-     Aggregati lapidei: filler, sabbia naturale, sabbia da frantumazione, ghiaia, pietrisco, asfalto di sovrastruttura riciclato

-     Leganti

-     Nella posa a caldo: bitume semisolido

-     Nella posa a freddo: emulsione bituminosa, additivi

2.1.4.3     Strati binder in conglomerato bituminoso:

-     Aggregati lapidei: filler, sabbia naturale, sabbia da frantumazione, sabbia pregiata da frantumazione, pietrisco, pietrisco pregiato, asfalto di sovrastruttura riciclato

-     Leganti: bitume semisolido

2.1.4.4      Tappeti di usura in conglomerato bituminoso (1ª e 2ª categoria):

-     Aggregati lapidei: filler, sabbia naturale, sabbia da frantumazione, sabbia pregiata da frantumazione, pietrisco, pietrisco pregiato

-     Leganti

-     Nella posa a caldo: bitume semisolido

-     Nella posa tiepida: bitume fluido

-     Nella posa a freddo: emulsione bituminosa, additivi

2.1.4.5     Tappeti di usura di tipo Splittmastix:

-     Aggregati lapidei: filler, sabbia naturale, sabbia pregiata da frantumazione, pietrisco pregiato

-     Leganti: bitume semisolido

-     Additivi stabilizzanti

2.1.4.6     Strati di mastice d’asfalto:

-     Aggregati lapidei: filler, sabbia naturale, sabbia pregiata da frantumazione, pietrisco pregiato

-     Leganti: bitume semisolido, miscela di bitume semisolido e asfalto naturale

2.1.4.7     Boiacche bituminose:

-     Aggregati lapidei: filler, sabbia naturale, sabbia pregiata da frantumazione

-     Leganti: emulsione bituminosa, additivi

 

2.2     Prove dei materiali

2.2.1     Prova di idoneità

L’Appaltatore, prima dell’inizio dell’esecuzione deve accertarsi che i materiali e le miscele di materiali sono idonee alla destinazione prevista e dimostrarne l’idoneitá su richiesta del committente.

Inoltre per il collaudo del bitume l’Appaltatore deve fornire la prova dell’idoneità mediante certificati di prova almeno 15 giorni prima dell’inizio dei lavori. I certificati di prova devono essere rilasciati o dal produttore o da un laboratorio indipendente.

2.2.2     Prova eseguita sotto la propria sorveglianza

L’Appaltatore durante l’esecuzione deve accertarsi che i materiali e le miscele di materiali sono conformi ai requisiti previsti nel contratto e dimostrarne l’idoneitá su richiesta del committente.

2.2.3     Prova di controllo

L’obbligo incombente all’Appaltatore secondo il paragrafo 2.2.1 e il paragrafo 2.2.2 non viene limitato mediante le prove di controllo effettuate dal Committente.

2.2.4     Esecuzione delle prove dei materiali

2.2.4.1     Aggregati lapidei

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: „Disposizioni tecniche per pavimentazioni bituminose”

UNI EN 933-1     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Determinazione della distribuzione granulometrica - Analisi granulometrica per stacciatura

UNI EN 933-3     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Determinazione della forma dei granuli - Indice di appiattimento

UNI EN 933-5     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Determinazione della percentuale di superfici frantumate negli aggregati grossi

UNI EN 933-8     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Valutazione dei fini - Prova dell'equivalente in sabbia

UNI EN 1097-2Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli aggregati - Metodi per la determinazione della resistenza alla frammentazione.

UNI EN 1097-4     Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli aggregati - Determinazione della porosità del filler secco compattato

UNI EN 1097-7     Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli aggregati - Determinazione della massa volumica del filler - Metodo con picnometro

UNI EN 1097-8     Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli aggregati - Determinazione del valore di levigabilità

UNI EN 1367-1     Prove per determinare le proprietà termiche e la degradabilità degli aggregati - Determinazione della resistenza al gelo e disgelo

UNI EN 13043      Aggregati per miscele bituminose e trattamenti superficiali per strade, aeroporti e altre aree soggette a traffico

UNI EN 13179-1     Prove sugli aggregati complementari (filler) usati nelle miscele bituminose - Prova con anello e biglia

UNI EN 13179-2     Prove sugli aggregati complementari (filler) usati nelle miscele bituminose - Numero di bitume

UNI CEN ISO/TS 17892-12     Indagini e prove geotecniche - Prove di laboratorio sui terreni - Parte 12: Determinazione dei limiti di Atterberg

DIN 1996-14     Prove per miscele bituminose – determinazione della granulometria degli aggregati lapidei estratti dall’asfalto

DIN 4301     Scoria di metallo nell’edilizia

2.2.4.2     Leganti

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: „Disposizioni tecniche per pavimentazioni bituminose”

UNI EN 58     Bitumi e leganti bituminosi - Campionamento di leganti bituminosi

UNI EN 1425     Bitume e leganti bituminosi - Caratterizzazione delle proprietà sensoriali

UNI EN 1426     Bitume e leganti bituminosi - Determinazione della penetrazione con ago

UNI EN 1427     Bitume e leganti bituminosi - Determinazione del punto di rammollimento - Metodo biglia ed anello

UNI EN 1428     Bitume e leganti bituminosi - Determinazione del contenuto di acqua nelle emulsioni bituminose - Metodo di distillazione azeotropica

UNI EN 1429     Bitume e leganti bituminosi - Determinazione del residuo alla setacciatura di emulsioni bituminose e determinazione della stabilità allo stoccaggio per setacciatura

UNI EN 1430     Bitume e leganti bituminosi - Determinazione della polarità delle particelle delle emulsioni bituminose

UNI EN 1431     Bitume e leganti bituminosi - Determinazione mediante distillazione del legante recuperato e degli oli flussanti nelle emulsioni bituminose

UNI EN 12847     Bitumi e leganti bituminosi - Determinazione della tendenza alla sedimentazione di emulsioni bituminose

UNI EN ISO 3838     Petrolio grezzo e prodotti petroliferi liquidi o solidi - Determinazione della massa volumica o della massa volumica relativa - Metodi con il picnometro munito di tappo capillare o con picnometro bicapillare graduato

2.2.4.3     Asfalto

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: „Disposizioni tecniche per pavimentazioni bituminose”

UNI EN 12697-1÷43     Miscele bituminose - Metodi di prova per conglomerati bituminosi a caldo

UNI EN 13036-1     Caratteristiche superficiali delle pavimentazioni stradali ed aeroportuali - Metodi di prova - Misurazione della profondità della macrotessitura della superficie della pavimentazione tramite tecnica volumetrica ad impronta

UNI EN 13036-4     Caratteristiche superficiali delle pavimentazioni stradali ed aeroportuali - Metodi di prova - Metodo per la misurazione della resistenza allo slittamento/derapaggio di una superficie - Metodo del pendolo

UNI EN 13036-7      Caratteristiche superficiali delle pavimentazioni stradali ed aeroportuali - Metodi di prova - Parte 7: Misurazione dell'irregolarità delle pavimentazioni: misura con il regolo

 

3     Esecuzione

A completamento di quanto indicato nelle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia” vale quanto segue:

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: „Disposizioni tecniche per pavimentazioni bituminose”.

 

3.1     Generalità

Gli strati della sovrastruttura stradale e gli strati protettivi della superficie non devono essere eseguiti in condizioni di umidità o con basse temperature dell’aria se non si assicura, mediante appositi provvedimenti, che la qualità della prestazione non venga pregiudicata.

In caso di discordanze prevalgono le prescrizioni contenute nelle „Disposizioni tecniche per pavimentazioni bituminose  della Provincia Autonoma di Bolzano.

 

3.2     Sottofondo

L’Appaltatore in seguito al controllo del sottofondo da lui effettuato deve far valere le proprie perplessità specialmente nei seguenti casi

-     Resistenza manifestamente insufficiente,

-     Scostamenti dalla quota, dalla pendenza o dalla planarità previste nel progetto,

-     Sostanze inquinati dannose,

-     Mancanza dei necessari dispositivi di drenaggio.

 

3.3     Realizzazione, requisiti

3.3.1     Strati di base, strati binder, tappeti di usura in conglomerato bituminoso e Splittmastix.

3.3.1.1     Posa

L’asfalto va distribuito sul sottofondo pulito in maniera da non dissociarsi.

I giunti degli strati vanno sfalsati per 20 cm gli uni rispetto agli altri. I giunti del tappeto di usura vanno eseguiti rettilinei, i giunti longitudinali vanno eseguiti adattandoli al tracciato. Mediante idonei provvedimenti vanno assicurati raccordi uniformi e impermeabili.

Tra gli strati va raggiunto un legame sufficiente. I singoli strati non possono essere posati se non nel momento in cui il sottofondo è sufficientemente stabile e solido.

3.3.1.2     Trasporto

Il trasporto del conglomerato dal mescolatore a piè d’opera va eseguito con mezzi di trasporto efficienti dotati di dispositivo di copertura per evitare l’eccessivo raffreddamento del conglomerato stesso con successiva formazione di croste. All’atto di posa la temperatura del conglomerato bituminoso, misurata immediatamente dietro la finitrice, non deve essere inferiore a 140°C.

3.3.1.3     Compattazione

Gli strati vanno compattati in maniera uniforme e sufficiente sull’intera superficie.

3.3.1.4     Superficie

La superficie dei singoli strati deve presentare caratteristiche uniformi. La superficie del tappeto di usura deve essere uniformemente chiusa e presentare una scabrezza adeguata alla destinazione.

3.3.1.5     Planarità

Gli errori di planarità della superficie degli strati presenti all’interno di un tratto di misura lungo 4 m, per gli strati di base, gli strati binder e i tappeti di usura non devono essere superiori a 5 mm.

3.3.1.6     Spessore

Gli spessori vanno eseguiti secondo il progetto e le indicazioni della direzione lavori. Lo spessore minimo deve peraltro essere pari a 2,5 volte il diametro massimo dei grani.

3.3.2     Strati sottili di conglomerato bituminoso, Splittmastix e mastice d’asfalto

Per il conglomerato bituminoso e l’asfalto Splittmastix valgono, mutatis mutandis, il paragrafo 3.3.1.1, il paragrafo 3.3.1.3 e il paragrafo 3.3.1.4.

Gli strati sottili vanno realizzati con una media di 30 kg/m², gli strati di mastice d’asfalto con 15 kg/m² di mastice e 15 kg/m² di pietrisco.

3.3.3     Riciclaggio a freddo di strati d’asfalto

Gli strati presenti e gli aggregati lapidei, i leganti o l’asfalto eventualmente richiesti in via aggiuntiva, devono essere idonei alla destinazione prevista. Per la ritrasformazione valgono, mutatis mutandis, i paragrafi da 3.3.1.1 fino a 3.3.1.6.

3.3.4     Strati portanti consolidati con leganti bituminosi

3.3.4.1     Realizzazione

3.3.4.1.1     Gli strati portanti consolidati vanno realizzati con una miscela antigelo di aggregati lapidei, aggiungendo nel mescolamento leganti bituminosi e additivi.

3.3.4.1.2     L’Appaltatore, prima della realizzazione degli strati portanti consolidati deve accertarsi che il tipo e la quantità del legante sono idonee alla destinazione prevista e dimostrarne l’idoneitá su richiesta del committente.

3.3.4.1.3     La miscela di aggregati lapidei va mescolata con il legante e con gli additivi in maniera da assicurare una distribuzione uniforme. La miscela va compattata in maniera uniforme.

3.3.4.2     Planarità

Gli errori di planarità della superficie del tappeto di usura, presenti all’interno di un tratto di misura lungo 4 m, non devono essere superiori a 5 mm.

3.3.4.3     Spessore

Gli spessori vanno eseguiti secondo il progetto e le indicazioni della direzione lavori. Lo spessore minimo deve peraltro essere pari a 2,5 volte il diametro massimo dei grani.

 

4     Prestazioni accessorie, prestazioni particolari

4.1     Prestazioni accessorie, integrative rispetto a quelle indicate nelle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 4.1, sono in particolare:

4.1.1     Accertamento dello stato delle strade, della superficie del suolo, degli emuntori ecc.

4.1.2     Realizzazione di accessi pedonali e veicolari provvisori e simili, eccettuate le prestazioni di cui al paragrafo 4.2.2.

4.1.3     Prove dei materiali, compresa la campionatura per la dimostrazione dell’idoneità e della qualità di materiali e di miscele di materiali ai sensi del paragrafo 2.2.1, del paragrafo 2.2, in quanto i materiali vengono forniti o prodotti dall’Appaltatore.

4.1.4     Pulitura di superfici inquinate e sigillatura di zone porose e/o di fessure con malta bituminosa, prima di applicare l’emulsione bituminosa.

4.1.5     Individuazione di eventuali infrastrutture esistenti.

4.1.6     Verifiche e prove compresa la campionatura, e le prestazioni relative.

4.1.7     Realizzazione di raccordi ad elementi costruttivi esistenti ed a strati della sovrastruttura stradale mediante il taglio, la fresatura, la realizzazione di giunti o altre costruzioni od esecuzioni particolari.

4.1.8     Sollevamento ed adattamento di eventuali chiusini.

 

4.2     Prestazioni particolari, integrative rispetto a quelle indicate nelle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 4.1, sono per esempio:

4.2.1     Preparazione del sottofondo, per es. compattazione successiva, realizzazione della quota progettuale, rimozione di  sostanze inquinanti dannose, spruzzamento preliminare con leganti, nel caso che la necessità di tali prestazioni non sia cagionata dallo stesso Appaltatore.

4.2.2     Realizzazione, messa a disposizione e rimozione di mezzi necessari per il mantenimento del traffico pubblico e di quello dei frontisti.

4.2.3     Interventi diretti al collegamento degli strati ed esecuzione particolare e pretrattamento dei giunti longitudinali, nel caso che la necessità di tali prestazioni non sia cagionata dallo stesso Appaltatore.

4.2.4     Interventi diretti allo smussamento e all’irruvidimento di tappeti di usura, nel caso che la necessità di tali prestazioni non sia cagionata dallo stesso Appaltatore.

4.2.5     Realizzazione di rientranze che nella descrizione delle prestazioni non sono indicate quanto al tipo, alle dimensioni ed al numero.

4.2.6     Chiusura di rientranze nonché inserimento di elementi incorporati.

4.2.7     Indagini rilevanti per la protezione dell’ambiente durante le prove di idoneità e le prove eseguite durante la propria sorveglianza, in quanto vengono richieste al di là del paragrafo 4.1.3 o in quanto i materiali vengono messi a disposizione o prescritti dal Committente.

4.2.8     Sgombro delle neve e smussamento della strada ghiacciata per il mantenimento del traffico.

 

5     Contabilizzazione

Ad integrazione di quanto indicato nelle “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia” – punto 5, vale quanto segue:

 

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: „Disposizioni tecniche per pavimentazioni bituminose”

 

5.1     Generalità

La prestazione viene determinata, indipendentemente se secondo il disegno ovvero per misurazione, in base ai seguenti criteri:

Per opere da contabilizzare a superficie (m2)

per tutte le prestazioni valutate a m2, la superficie verrà determinata con metodi geometrici rigorosi per il suo effettivo sviluppo.

 

Per opere da contabilizzare a lunghezza (m)

per tutte le prestazioni valutate a m, la lunghezza verrà determinata nella misura effettiva più lunga dell’elemento finito in opera.

 

Per opere da contabilizzare a massa (kg, t)

per tutte le opere da compensare a massa (kg, t), verrà considerata la massa del materiale fornito  e messa in opera, determinata in base ai verbali di pesatura verificati dal Direttore dei Lavori o da un suo preposto.

 

5.2     Vengono detratti:

Per le prestazioni da contabilizzare a superficie, non verranno detratti né vuoti o elementi incorporati con superficie singola fino a 1 m², né giunti o profilati.

 

Per quanto riguarda le norme indicate si fa riferimento alla relativa homepage:

 

UNI:     www.uni.com      (versione italiana)

DIN:     www.beuth.de      (versione tedesca e inglese)

 
 
 

Capitolato speciale d’appalto per Opere pubbliche Parte II

Disposizioni tecnico-contrattuali (DTC)

 

Costruzioni stradali – Sovrastrutture stradali con leganti idraulici

 

Sommario

0     Istruzioni per la redazione del progetto

1     Campo di applicazione

2     Materiali, elementi costruttivi

3     Esecuzione

4     Prestazioni accessorie e prestazioni particolari

5     Contabilizzazione

 

0     Istruzioni per la redazione del progetto

Le presenti istruzioni completano le DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”. L’applicazione delle istruzioni è presupposto essenziale per la corretta redazione del progetto.

Le istruzioni di cui al presente punto 0 non costituiscono clausole contrattuali.

In relazione alle esigenze dello specifico caso devono essere riportati in progetto i seguenti elementi:

 

0.1     Indicazioni sul cantiere

0.1.1Tipo e natura del sottofondo.

0.1.2Profondità e tipologia della fondazione delle costruzioni adiacenti.

0.1.3Tipo e natura di cordonate e delimitazioni esistenti.

 

0.2     Indicazioni sull’esecuzione

0.2.4Stratigrafia della sovrastruttura in funzione delle azioni prevedibili.

0.2.5Realizzazione dei raccordi a costruzioni, manufatti e strati della sovrastruttura.

0.2.6Tipo e numero di vuoti, cavità ed elementi incorporati.

0.2.7Requisiti speciali della resistenza antigelo degli inerti.

0.2.8Contenuto d’aria del calcestruzzo.

0.2.9Posa di armature nelle lastre di calcestruzzo

0.2.10Posizione, tipo ed esecuzione dei giunti.

0.2.11Tipo e quantità delle armature di compartecipazione e di collegamento (spinotti).

 

0.3     Indicazioni particolari per casi di difformità rispetto alle DTC

0.3.1Qualora sia necessario ricorrere a prescrizioni discordanti da quelle previste nelle presenti DTC, esse vanno indicate chiaramente e dettagliatamente negli elaborati progettuali.

0.3.2Indicazioni difformi si possono avere, ad esempio, nei seguenti casi:

Punto 2.1.2,          se al posto dei cementi della serie UNI EN 197 vanno ammessi altri cementi equivalenti ed omologati,

Punto 2.1.3,          se per strati di base con materiali stabilizzati ovvero legati con leganti idraulici, la scelta dei leganti é lasciata all’Appaltatore

 

Punti 3.3.1

e 3.3.2          se per strati di base con materiali stabilizzati e per gli strati di base legati con leganti idraulici per la resistenza a compressione, per lo spessore, per la posizione conforme al profilo e per la planarità vanno stabiliti altri valori di riferimento,

Punto 3.3.1.2          se la quantità dei leganti non va determinata in base alla resistenza a 7 giorni,

Punto 3.3.2.2          se la quantità dei leganti può anche essere determinata in base alla resistenza a 7 giorni,

 

0.4     Indicazioni specifiche per le prestazioni accessorie e le prestazioni particolari

Non ci sono disposizioni aggiuntive rispetto alle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, parte 0.4

 

0.5     Unità di misura per la contabilizzazione

Nella descrizione dell’opera sono da prevedere le seguenti unità di misura per la contabilizzazione:

0.5.1Misurazione a superficie (m²), distinguendo in base a tipologia e dimensioni, per

-     costipamento supplementare del sottofondo

-     profilatura del sottofondo per ottenere le quote, le pendenze e la planarità richieste

-     pulizia

-     strati della sovrastruttura stradale, costituiti da aggregati non vagliati

-     strati di base

0.5.2Misurazione a volume (m³), distinguendo in base a tipologia e dimensioni, per

-     strati della sovrastruttura stradale, costituiti da aggregati non vagliati

-     strati di base

0.5.3Misurazione a massa (kg o t), distinguendo in base a tipologia e dimensioni, per

-     strati della sovrastruttura stradale, costituiti da aggregati non vagliati

-     strati di base.

 

1     Campo di applicazione

1.1Le presenti DTC „Costruzioni stradali – Sovrastrutture stradali con leganti idraulici  valgono per la costruzione di sovrastrutture di strade di ogni genere, piazze, cortili, aeroporti, banchine e linee ferroviarie con strati di base.

1.2Le presenti DTC „Costruzioni stradali – Sovrastrutture stradali con leganti idraulici  non valgono per la stabilizzazione e il consolidamento di strati di fondazione e del sottofondo.

1.1A titolo integrativo sono applicabili le DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia” (punti da 1 a 5). In caso di discordanza prevalgono le presenti prescrizioni.

 

2     Materiali, elementi costruttivi

Ad integrazione di quanto indicato nelle “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 2, vale quanto segue:

Per i materiali normalizzati di più comune utilizzo vengono citate in particolare le seguenti norme UNI, EN e DIN.

2.1     Requisiti

2.1.1     Aggregati lapidei, inerti per calcestruzzo

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: “Disposizioni tecniche per misto cementato”

UNI EN 450-1     Ceneri volanti per calcestruzzo - Parte 1: Definizione, specificazioni e criteri di conformità

UNI EN 450-2     Ceneri volanti per calcestruzzo - Parte 2: Valutazione della conformità

UNI EN 12620     Aggregati per calcestruzzo

UNI EN 13043      Aggregati per miscele bituminose e trattamenti superficiali per strade, aeroporti e altre aree soggette a traffico

UNI EN 13055-1     Aggregati leggeri - Aggregati leggeri per calcestruzzo, malta e malta per iniezione

UNI EN 13055-2      Aggregati leggeri - Parte 2: Aggregati leggeri per miscele bituminose, trattamenti superficiali e per applicazioni in strati legati e non legati

UNI EN 13242     Aggregati per materiali non legati e legati con leganti idraulici per l'impiego in opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade

É consentito l’impiego di materiali edili riciclati (materiali RCL) dimostrando l’idoneità degli stessi. Nell’utilizzo di materiali edili riciclati devono essere osservate le disposizioni del Decreto del Presidente della Giunta Provinciale 16 dicembre 1999, n. 69 “Regolamento relativo al recupero di materiali da costruzione e demolizione e per la qualità dei materiali edili riciclati” ovvero le norme nazionali, che regolano il recupero di rifiuti.

2.1.2     Leganti

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: “Disposizioni tecniche per misto cementato”

UNI EN 197-1     Cemento - Composizione, specificazioni e criteri di conformità per cementi comuni.

UNI EN 197-2     Cemento - Valutazione della conformità

UNI EN 459-1     Calci da costruzione - Definizioni, specifiche e criteri di conformità

UNI ENV 13282     Leganti idraulici per impieghi stradali - Composizione, specificazioni e criteri di conformità

UNI EN 14227-5     Miscele legate con leganti idraulici - Specifiche - Parte 5: Miscele legate con leganti idraulici per strade

DIN EN 14227-13     Miscele non legate e legate con leganti idraulici - Specifiche - Parte 13: Stabilizzazione del terreno con strati di collegamento legati con leganti idraulici (Progetto di norma)

2.1.3     Miscele di materiali edili

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: “Disposizioni tecniche per misto cementato”

La scelta della composizione delle miscele di materiali edili è rimessa all’Appaltatore, il quale a tale scopo deve tener conto della destinazione, dei volumi e dei tipi del traffico, delle azioni climatiche e delle condizioni locali.

2.1.3.1Strati di base stabilizzati

La stabilizzazione deve essere eseguita con materiali da costruzione idonei, mediante l’aggiunta con distribuzione nello strato di leganti idraulici.

2.1.3.2Strati di base legati con leganti idraulici

Gli strati di base legati con leganti idraulici vanno realizzati con miscele di aggregati lapidei granulometricamente vagliate e con leganti idraulici.

 

2.2     Prove sui materiali

2.2.1     Prova di idoneità

L’Appaltatore prima dell’inizio dell’esecuzione dei lavori deve accertarsi che i materiali e le miscele di materiali sono idonee alla destinazione prevista e documentarne l’l’idoneità su richiesta del committente.

2.2.2     Verifiche correnti durante il corso dei lavori

Durante l’esecuzione dei lavori l’Appaltatore deve accertarsi della conformità dei materiali e delle miscele ai requisiti previsti in contratto e documentare tali circostanze su richiesta del committente.

2.2.3     Verifiche di controllo

L’obbligo incombente all’Appaltatore secondo le prescrizioni ai punti 2.2.1 e 2.2.2 non viene pregiudicato dall’esecuzione di verifiche da parte del Committente.

2.2.4     Esecuzione delle prove sui materiali

2.2.4.1Aggregati per miscele non legate e legate

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: “Disposizioni tecniche per misto cementato”

UNI EN 932-1     Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati. Metodi di campionamento:

UNI EN 932-2     Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati - Metodi per la riduzione dei campioni di laboratorio

UNI EN 932-3      Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati - Procedura e terminologia per la descrizione petrografica semplificata

UNI EN 933-1     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Determinazione della distribuzione granulometrica - Analisi granulometrica per stacciatura

UNI EN 933-2     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Determinazione della distribuzione granulometrica - Stacci di controllo, dimensioni nominali delle aperture

UNI EN 933-3     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Determinazione della forma dei granuli - Indice di appiattimento

UNI EN 933-4     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Determinazione della forma dei granuli - Indice di forma

UNI EN 933-5     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Determinazione della percentuale di superfici frantumate negli aggregati grossi

UNI EN 933-8     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Valutazione dei fini - Prova dell'equivalente in sabbia

UNI EN 933-9     Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Valutazione dei fini - Prova del blu di metilene

UNI EN 1097-2     Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli aggregati - Metodi per la determinazione della resistenza alla frammentazione

UNI EN 1097-3     Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli aggregati - Determinazione della massa volumica in mucchio e dei vuoti intergranulari

UNI EN 1097-6     Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli aggregati - Determinazione della massa volumica dei granuli e dell'assorbimento d'acqua

UNI EN 1367-1     Prove per determinare le proprietà termiche e la degradabilità degli aggregati - Determinazione della resistenza al gelo e disgelo

UNI EN 1367-2     Prove per determinare le proprietà termiche e la degradabilità degli aggregati - Prova al solfato di magnesio

UNI EN 1744-1     Prove per determinare le proprietà chimiche degli aggregati - Analisi chimica

UNI EN 1926     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza a compressione

UNI EN 1936     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione delle masse volumiche reale e apparente e della porosità totale e aperta

UNI EN 12370     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza alla cristallizzazione dei Sali

UNI EN 12371     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza al gelo

UNI EN 13286-2Miscele non legate e legate con leganti idraulici - Parte 2: Metodi di prova per la determinazione della massa volumica e del contenuto di acqua di riferimento di laboratorio - Costipamento Proctor

UNI EN 13755     Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione dell'assorbimento d'acqua a pressione atmosferica

2.2.4.2Leganti

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: “Disposizioni tecniche per misto cementato”

UNI EN 197-1     Cemento - Composizione, specificazioni e criteri di conformità per cementi comuni.

UNI EN 197-2     Cemento - Valutazione della conformità

UNI EN 459-2     Calci da costruzione - Metodi di prova

 

UNI EN 459-3     Calci da costruzione - Valutazione della conformità

UNI ENV 13282     Leganti idraulici per impieghi stradali - Composizione, specificazioni e criteri di conformità

UNI EN 14227-5     Miscele legate con leganti idraulici - Specifiche - Parte 5: Miscele legate con leganti idraulici per strade

DIN EN 14227-13     Miscele non legate e legate con leganti idraulici - Specifiche - Parte 13: Stabilizzazione del terreno con strati di collegamento legati con leganti idraulici (Progetto di norma).

 

3     Esecuzione

Ad integrazione di quanto indicato nelle “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia” vale quanto segue:

Circolare della Provincia Autonoma di Bolzano: “Disposizioni tecniche per misto cementato”

 

3.1     Generalità

Gli strati della sovrastruttura stradale con leganti idraulici non devono essere eseguiti con condizioni atmosferiche sfavorevoli, a meno che si assicuri, mediante appositi provvedimenti, che la qualità delle prestazioni non venga pregiudicata.

 

3.2     Piano d’appoggio

L’Appaltatore, a seguito della propria verifica del piano d’appoggio e del sottofondo, deve formulare le proprie perplessità in particolare nei seguenti casi:

-     portanza manifestamente insufficiente,

-     fissurazione e discontinuità manifestamente pregiudizievoli

-     scostamenti dalla quota, dalla pendenza o dalla planarità previste nel progetto,

-     presenza di sostanze inquinanti dannose,

-     mancanza dei necessari dispositivi di captazione ed evacuazione di acque affluenti.

 

3.3     Realizzazione, requisiti

3.3.1     Strati di base realizzati con materiali stabilizzati

3.3.1.1Lavorazione e trattamento degli strati finiti

I materiali vanno mescolati con il legante in modo che quest’ultimo sia distribuito in maniera uniforme. La miscela dei materiali va stesa secondo il profilo e va costipata uniformemente.

La densità a secco dello strato stabilizzato non deve essere inferiore al 98% della densità Proctor.

Gli strati stabilizzati devono essere mantenuti umidi per almeno 3 giorni dopo la loro realizzazione o vanno protetti contro l’essiccamento mediante altri provvedimenti idonei.

3.3.1.2Quantità del legante

La quantità del legante va scelta in maniera che la resistenza a compressione a 28 giorni, misurata nell’ambito della prova di idoneità, non sia inferiore a 5 N / mm².

Per stabilizzazioni con cemento, la resistenza a 28 giorni può essere estrapolata dalla resistenza a 7 giorni in base al rapporto tra la resistenza normale a compressione del cemento a 28 e quella a 7 giorni.

3.3.1.3Spessore

Gli strati stabilizzati non devono in nessun punto avere uno spessore inferiore a 10 cm.

3.3.1.4Profilatura degli strati

Gli strati di base vanno profilati alle quote prescritte e con il profilo longitudinale e trasversale concordato. Gli scostamenti della superficie rispetto alla quota teorica in nessun punto devono essere superiori a 3 cm.

3.3.1.5Planarità

Per i singoli strati sono ammissibili scostamenti di planarità dal livello prescritto nei limiti della tolleranza di 3 cm rilevata su una lunghezza di misura di 4 m.

3.3.2     Strati di base con leganti idraulici

3.3.2.1Lavorazione e trattamento degli strati finiti

La miscela di aggregati va mescolata a fondo con il legante e con l’acqua. Le miscele devono essere distribuite sul piano di appoggio pulito uniformemente ed evitandone la disgregazione. La miscela di materiali va stesa secondo il profilo e va costipata in maniera uniforme.

Gli strati di base con leganti idraulici devono essere mantenuti umidi per almeno 3 giorni dopo la loro realizzazione o vanno protetti contro l’essiccamento con altri provvedimenti idonei.

3.3.2.2Quantità del legante

La quantità del legante va scelta in maniera che la resistenza a compressione a 28 giorni, misurata nell’ambito della prova di idoneità, non sia inferiore a 7 N/mm².

3.3.2.3Tagli

Gli strati di base con leganti idraulici devono essere suddivisi con tagli, quando la resistenza a compressione, misurata nell’ambito della prova di idoneità, è superiore a 12 N / mm² o quando gli spessori degli strati finiti sono superiori a 20 cm.

3.3.2.4Spessore

Lo spessore degli strati di base legati con leganti idraulici non dev’essere in nessun punto inferiore a 9 cm.

3.3.2.5Profilatura degli strati

Per la precisione della posizione in quota valgono le prescrizioni del punto 3.3.1.4.

3.3.2.6Planarità

Per i singoli strati sono ammissibili scostamenti di planarità dal livello prescritto nei limiti della tolleranza di 2 cm rilevata su una lunghezza di misura di 4 m.

 

4     Prestazioni accessorie, prestazioni particolari

4.1     Prestazioni accessorie, integrative rispetto a quelle indicate nelle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 4.1, sono in particolare:

4.1.1Verifica della condizione delle strade, della superficie del terreno, degli scarichi e simili..

4.1.2Predisposizione di accessi pedonali e veicolari provvisori e simili, eccettuate le prestazioni di cui al punto 4.2.4.

4.1.3Prove dei materiali, compresa la campionatura per documentare l’idoneità dei materiali, delle miscele di materiali ai sensi delle prescrizioni del punto 2.2.1, qualora i materiali vengono forniti dall’Appaltatore.

4.1.4Prove dei materiali, compresa la campionatura per documentare l’idoneità dei materiali, delle miscele di materiali ai sensi delle prescrizioni del punto 2.2.2, qualora i materiali vengono forniti o prodotti dall’Appaltatore.

4.1.5Verifiche e prove, comprese le campionature.

 

4.2     Prestazioni particolari, integrative rispetto a quelle indicate nelle DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia”, punto 4.2, sono in particolare:

4.2.1Verifiche del terreno e dell’acqua, eccettuate le prestazioni di cui ai punti 4.1.3 e 4.1.4.

4.2.2Misure a tutela della qualità della prestazione per la posa di miscele di materiali, quando, su ordine del Committente, il lavoro non viene sospeso in condizioni atmosferiche sfavorevoli.

4.2.3Preparazione del sottofondo, per es. costipamento supplementare, scarifica di strati di base, profilatura alle quote di progetto, rimozione di sostanze inquinanti dannose, nel caso che la necessità di tali prestazioni non sia imputabile all’Appaltatore.

4.2.4Realizzazione, messa a disposizione e rimozione di pavimentazioni necessarie per il mantenimento del traffico pubblico e di quello dei frontisti.

4.2.5Realizzazione di giunti e vuoti che nella descrizione delle prestazioni non vengono indicate per tipo, dimensioni e numero.

4.2.6Chiusura di vuoti nonché inserimento di elementi incorporati.

4.2.7Sgombero della neve e ed interventi per il mantenimento del traffico durante i periodi di gelo..

 

5     Contabilizzazione

Ad integrazione di quanto indicato nelle “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi

tipologia” – punto 5, ed ai sensi delle „Disposizioni tecniche per misto cementato  della Provincia Autonoma di Bolzano vale quanto segue:

5.1     Generalità

La prestazione viene determinata, indipendentemente se secondo il disegno ovvero per misurazione, in base ai seguenti criteri:

Per opere da contabilizzare a volume (m³)

per tutte le prestazioni valutate a volume non si detrae lo spazio occupato da

-     vuoti, cavità o elementi incorporati con una sezione media di penetrazione fino a 1 m²,

-     condutture.

Per opere da contabilizzare a superficie (m2)

per tutte le prestazioni valutate a m2, la superficie verrà determinata con metodi geometrici rigorosi per il suo effettivo sviluppo.

Per opere da contabilizzare a lunghezza (m)

per tutte le prestazioni valutate a m, la lunghezza verrà determinata nella misura effettiva più lunga dell’elemento finito in opera.

Per opere da contabilizzare a peso (kg, t)

per tutte le opere da compensare a peso (kg, t), verrà considerato il peso del materiale fornito e messo in opera, determinato in base alle bolle di consegna verificate dal Direttore dei Lavori o da un suo preposto.

5.2     Vengono detratti:

Per le prestazioni da contabilizzare a superficie, non verranno detratti né vuoti o elementi incorporati con superficie singola fino a 1 m², né giunti o profilati. Vuoti o elementi incorporati di superficie maggiore vengono detratti per intero.

 
 

Per quanto riguarda le norme indicate si fa riferimento alla relativa homepage:

 

UNI:     www.uni.com      (versione italiana)

DIN:     www.beuth.de      (versione tedesca e inglese)

 
 

Capitolato speciale d'appalto per opere pubbliche - Parte II

disposizioni tecnico contrattuali (DTC)

Condotte in pressione interrate

 
 

SOMMARIO

0     Istruzioni per la redazione del progetto

1     Campo d'applicazione

2     Materiali, elementi costruttivi

3     Esecuzione

4     Prestazioni accessorie e prestazioni particolari

5     Contabilizzazione

 
0     ISTRUZIONI PER LA REDAZIONE DEL PROGETTO

Le presenti istruzioni completano le „Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia  – punto 0. L’applicazione delle istruzioni è presupposto essenziale per la corretta redazione del progetto.

Le istruzioni di cui al presente punto 0 non costituiscono clausole contrattuali.

In relazione alle esigenze dello specifico caso devono essere riportati in progetto i seguenti elementi.

 

0.1     Indicazioni sul cantiere

0.1.1Ubicazione del cantiere, condizioni ambientali, modalità e caratteristiche degli accessi nonché eventuali limitazioni del loro utilizzo.

0.1.2     Tipologia e ubicazione dei manufatti.

0.1.3     Condizioni del traffico sul cantiere, in particolare per quanto concerne le limitazioni e le aree da mantenere sgombre..

0.1.4     Particolari prescrizioni di carattere ambientale.

0.1.5     Particolari prescrizioni per lo smaltimento, ad esempio di rifiuti solidi o liquidi.

0.1.6     Tipologia e programmi di realizzazione dei lavori propedeutici richiesti dalla stazione appaltante.

0.1.7     Presenza in cantiere di altri appaltatori.

0.1.8     Profondità delle fondazioni, tipo delle fondazioni e carichi dalle costruzioni adiacenti.

0.1.9     Tipologia e caratteristiche del terreno disponibile in sito per la realizzazione del piano di posa e del rinfianco

0.1.10     Caratteristiche ed esaurimento delle acque del fondo scavo.

0.1.11     Tipologia della protezione dello scavo.

 

0.2     Indicazioni sull'esecuzione

0.2.1     Modalità costruttive per le intersezioni con aree soggette al traffico, corsi d'acqua, binari, argini, canali, condotte ecc.

0.2.2     Tipi di protezione interna ed esterna per le condotte ed i collegamenti.

0.2.3     Tipi ed estensione degli interventi speciali di protezione della tubazione in presenza di terreni aggressivi.

0.2.4     Tipo e numero delle prove sulle giunzioni di tubazioni, se diversi da quelle riportate al punto 3.2.

0.2.5     Tipo, metodo e durata delle prove di tenuta, pressione di prova, suddivisione e lunghezza delle tratte di prova, se diversi da quanto indicato al punto 3.2.

0.2.6     Bloccaggi ed ancoraggi di canali, condotte, curve ecc..

0.2.7     Interventi particolari in presenza di forti pendenze, di roccia viva o di massi, di sottofondo di scarsa portanza o in notevole presenza di acqua di falda.

0.2.8     Picchettamento di canali e condotte, esecuzione dei disegni di consistenza, predisposizione di rilievi, marcatura mediante cartelli e segnali del tracciato di canali e condotte.

0.2.9     Particolari modalità per lo scarico e lo stoccaggio di tubi ed elementi di condotte.

0.2.10     Esecuzione di allacciamenti alle costruzioni.

0.2.11     Per materiali ed elementi costruttivi messi a disposizione dal committente: tipo, materiale, diametro nominale (DN), pressione nominale (PN), tipo delle giunzioni e degli accessori, distinguendo per lunghezza dei tubi.

0.2.12     Esigenze di qualità per specifici pezzi speciali, materiali di impermeabilizzazione.

0.2.13     Approvazioni e collaudi particolari.

0.2.14     Tipologia ed estensione degli interventi provvisori.

0.2.15     Tipologia, metodi ed estensione di disinfezione e lavaggio.

0.2.16     Verifica dello stato di fatto di condotte esistenti.

 
0.3     Indicazioni particolari per casi di difformità rispetto alle DTC

0.3.1     Qualora sia necessario ricorrere a prescrizioni discordanti da quelle contenute nelle presenti DTC, queste vanno indicate chiaramente e dettagliatamente negli elaborati progettuali.

0.3.2     Indicazioni difformi si possono avere, ad esempio, nei casi in cui:

acquedotti siano da dimensionare per pressioni nominali diverse dal valore minimo di 10 bar (PN10) - vedi punto 2.2

debbano venir prescritte modalità di prova diverse da quelle indicate al punto3.2.

 

0.4     Unità di misura per la contabilizzazione

Nella descrizione dell’opera sono da prevedere le seguenti unità di misura per la contabilizzazione:

Tubazioni da contabilizzare a lunghezza (m), suddivise per diametro nominale, pressione nominale e tipo di condotta.

Pezzi speciali da contabilizzare con lunghezze equivalenti (m), suddivisi per diametro nominale, pressione nominale e tipologia,

Attrezzature e pezzi speciali da contabilizzare a quantità (pz), suddivisi per diametro nominale, pressione nominale e tipologie,

Connessioni ed allacciamenti a tubazioni da contabilizzare a quantità (pz), suddivisi per tipologie e diametro nominale delle condotte da inserire e delle condotte da allacciare,

Verifica dei cordoni di saldatura da contabilizzare a quantità (pz) suddivisi per tipologie, diametri nominali e spessori dei tubi,

Fossette in corrispondenza dei collegamenti saldati da contabilizzare a volume (m³)


1     Campo di applicazione

1.1 Le presenti DTC si applicano alle realizzazione di condotte in pressione interrate per il convogliamento di gas, acqua anche sotto fabbricati nonché alloggiate in tubi e canali di protezione.

1.2     Le presenti DTC non si applicano a:

movimenti di terra per la costruzione di condotte in pressione,

opere di sostegno del terreno

esecuzione di condotti all'interno di fabbricati.

posa di condotte mediante spingitubo

1.3.     A titolo integrativo sono applicabili le DTC “Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia” (punti da 1 a 5). In caso di discordanza prevalgono le presenti prescrizioni specifiche.

 

2     Materiali, elementi costruttivi

A integrazione di quanto indicato nelle "Regole generali per lavori di qualsiasi tipologia" punto 2, vale quanto segue:

Le esigenze di qualità richieste per i materiali e gli elementi costruttivi di comune utilizzo sono precisate nelle norme elencate di seguito:

 

2.1     Norme di carattere generale

2.1.1     Norme tecniche di carattere generale:

UNI EN ISO 128 - 20     Disegni tecnici – Principi generali di rappresentazione – Convenzioni di base delle linee

UNI EN ISO 128 – 21     Disegni tecnici – principi generali di rappresentazione - Preparazione delle linee con sistemi CAD

UNI EN 288-9     Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prova di qualificazione della procedura di saldatura per la saldatura testa a testa di tubazioni a terra e in mare

UNI EN 1295 -1     Progetto strutturale di tubazioni interrate sottoposte a differenti condizioni di carico – Requisiti generali

UNI EN 1333     Componenti di reti di tubazioni - Definizione e selezione del PN

UNI 5634     Sistemi di identificazione delle tubazioni e canalizzazioni convoglianti fluidi

UNI EN ISO 6708     Elementi di tubazione - Definizione e selezione dei DN (diametro nominale)

UNI EN 10204     Prodotti metallici

Tipi di documenti di controllo

UNI CEI 70029     Strutture sotterranee polifunzionali per la coesistenza a rete diversi – Progettazione, costruzione, gestione ed utilizzo - Criteri generali di sicurezza

UNI CEI 70030     Impianti tecnologici sotterranei - Criteri generali di posa

UNI EN 764     Apparecchi in pressione – Terminologia e simboli – Pressione, temperatura, volume (parti 1 - 5).

 

2.1.2     Acquedotti

UNI EN 805     Approvvigionamento di acqua – Requisiti per sistemi e componenti all' esterno di edifici

UNI EN 1508     Adduzione dell'acqua – Requisiti per sistemi e componenti per l'accumulo dell'acqua

 

2.1.3     Condotte di teleriscaldamento

UNI 8855     Riscaldamento a distanza - Modalità per l'allacciamento di edifici a reti di acqua calda.

 

2.1.4     Gasdotti

UNI EN1473     Installazioni ed equipaggiamenti per il gas naturale liquefatto (GNL) – Progettazione delle installazioni di terra

UNI EN 1474     Installazioni ed equipaggiamenti per il gas naturale liquefatto (GNL) – Progettazione e prove dei bracci di carico/scarico

UNI EN 1918 – 1     Sistemi di trasporto e distribuzione di gas – Stoccaggio di gas nel sottosuolo – Raccomandazioni funzionali per lo stoccaggio in falde acquifere

UNI EN 1918 – 2     Sistemi di trasporto e distribuzione di gas – Stoccaggio di gas nel sottosuolo – Raccomandazioni funzionali per lo stoccaggio in giacimenti di gas e petrolio

UNI EN 1918 – 3     Sistemi di trasporto e distribuzione di gas – Stoccaggio di gas nel sottosuolo – Raccomandazioni funzionali per lo stoccaggio in caverne saline

UNI EN 1918 – 4     Sistemi di trasporto e distribuzione di gas – Stoccaggio di gas nel sottosuolo – Raccomandazioni funzionali per lo stoccaggio in caverne rocciose

UNI EN 1918 – 5     Sistemi di trasporto e distribuzione di gas – Stoccaggio di gas nel sottosuolo – Raccomandazioni funzionali per le installazioni in superficie

UNI 9165     Reti di distribuzione del gas con pressione massima di esercizio minore o uguale a 5 bar - Progettazione, costruzione, collaudo, conduzione, manutenzione e risanamento

UNI 9167     Impianti di ricezione e prima riduzione del gas naturale. Progettazioni, costruzione e collaudo

 

2.2     Tubazioni

2.2.1     Tubazioni in ghisa

UNI EN 545     Tubi, raccordi ed accessori di ghisa sferoidale e loro assemblaggi per condotte d'acqua - Prescrizioni e metodi di prova

UNI EN 969     Tubi, raccordi ed accessori di ghisa sferoidale e loro assemblaggi per condotte di gas - Prescrizioni e metodi di prova

UNI EN 1862     Sistemi di tubazioni in materia plastica - Tubi in materiale termoindurente rinforzato con fibre di vetro (PRFV) – Determinazione del fattore di scorrimento (creep) relativo a flessione a seguito dell'esposizione ad un ambiente chimico

UNI ISO 4179     Tubi di ghisa sferoidale per condotte con o senza pressione. Rivestimento interno di malta cementizia centrifugata. Prescrizioni generali

UNI ISO 6600     Tubi di ghisa sferoidale. Rivestimento interno di malta cementizia centrifugata. Controlli di composizione della malta subito dopo l'applicazione

UNI ISO 8179     Tubi di ghisa sferoidale. Rivestimento esterno di zinco

UNI ISO 8180     Condotte di ghisa sferoidale. Manicotto di polietilene

UNI 9163     Tubi, raccordi e pezzi accessori di ghisa a grafite sferoidale per condotte in pressione. Giunto elastico automatico. Dimensioni di accoppiamento ed accessori di giunto

UNI 9164     Tubi, raccordi e pezzi accessori di ghisa a grafite sferoidale per condotte in pressione. Giunto elastico a serraggio meccanico. Dimensioni di accoppiamento ed accessori di giunto

UNI EN 10242     Raccordi di tubazione filettati di ghisa malleabile

2.2.2     Tubazioni di materia plastica

2.2.2.1     Tubazioni di materia plastica – Policloruro di vinile non plastificato (PVC–U)

UNI EN 580     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Tubi di policloruro di vinile non plastificato (PVC–U) - Metodo di prova della resistenza al clorometano ad una temperatura specificata (DCMT)

UNI EN 1452-1     Sistemi di tubazioni di materia plastica per adduzione d' acqua - Policloruro di vinile non plastificato (PVC–U) - Generalità

UNI EN 1452-2     Sistemi di tubazioni di materia plastica per adduzione d'acqua - Policloruro di vinile non plastificato (PVC–U) - Tubi

UNI EN 1452-3     Sistemi di tubazioni di materia plastica per adduzione d'acqua - Policloruro di vinile non plastificato (PVC–U) - Raccordi

UNI EN 1452-4     Sistemi di tubazioni di materia plastica per adduzione d'acqua - Policloruro di vinile non plastificato (PVC–U) - Valvole ed attrezzature ausiliarie

UNI EN 1452-5     Sistemi di tubazioni di materia plastica per adduzione d'acqua - Policloruro di vinile non plastificato (PVC–U) - Idoneità all'impiego del sistema

UNI EN 1452-6     Sistemi di tubazioni di materia plastica per adduzione d'acqua - Policloruro di vinile non plastificato (PVC–U) - Guida per l’installazione

UNI EN 1452-7     Sistemi di tubazioni di materia plastica per adduzione d'acqua - Policloruro di vinile non plastificato (PVC–U) - Guida per la valutazione della conformità

UNI EN 1905     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Tubi, raccordi e materiali di policloruro di vinile non plastificato (PVC–U) - Metodo di valutazione del contenuto di PVC in base al contenuto totale di cloro

2.2.2.2     Tubazioni di materia termoplastica - Polietilene (PE)

UNI EN 681-1     Elementi di tenuta in elastomero - Requisiti dei materiali per giunti di tenuta nelle tubazioni utilizzate per adduzione e scarico dell'acqua - Gomma vulcanizzata

UNI EN 681-2     Elementi di tenuta in elastomero - Requisiti dei materiali per giunti di tenuta nelle tubazioni utilizzate per adduzione e scarico dell'acqua – Parte 2: Elastomeri termoplastici

UNI EN 681-3     Elementi di tenuta in elastomero - Requisiti dei materiali per giunti di tenuta nelle tubazioni utilizzate per adduzione e scarico dell'acqua. – Parte 3: Materiali cellulari di gomma vulcanizzata

UNI EN 681-4     Elementi di tenuta in elastomero - Requisiti dei materiali per giunti di tenuta nelle tubazioni utilizzate per adduzione e scarico dell' acqua – Parte 4: Elementi di tenuta di poliuretano colato

UNI EN 682     Elementi di tenuta in elastomero - Requisiti dei materiali elastomerici utilizzati in tubi e raccordi per il trasporto di gas ed idrocarburi fluidi

UNI EN 712     Sistemi di tubazioni in materiale termoplastico. Giunzioni meccaniche di estremità con trasmissione di carico tra tubi in pressione e raccordi. Metodo di prova per la resistenza allo sfilamento ad estrazione sotto sforzo costante

UNI EN 714     Sistemi di tubazioni in materiale termoplastico. Giunti di estremità senza trasmissione di carico con anello di guarnizione di elastomero, tra tubi in pressione e raccordi stampati. Metodo di prova per tenuta sotto pressione idrostatica interna senza effetto di estremità

UNI EN 715     Sistemi di tubazioni in materiale termoplastico. Giunzioni di estremità con trasmissione di carico tra tubi in pressione di piccolo diametro e raccordi. Prova di tenuta a pressione d'acqua interna considerando la spinta di estremità

UNI EN 911      Sistemi di tubazioni di materie plastiche. Giunti con guarnizione ad anello elastomerico e giunti meccanici per tubazioni in pressione di materiali termoplastici. Metodo di prova di tenuta sotto pressione idrostatica esterna

UNI EN 921     Sistemi di tubazioni di materia plastica. Tubi di materiale termoplastico. Determinazione della resistenza alla pressione interna a temperatura costante

UNI EN 1680     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Valvole per sistemi di tubazioni di polietilene (PE) - Metodo di prova per la tenuta sotto e dopo flessione applicata al meccanismo di azionamento

UNI EN 1704     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Valvole di materiale termoplastico - Metodo di prova per l'integrità di una valvola dopo cicli termici, sottoposta a flessione

UNI EN 1705     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Valvole di materiale termoplastico - Metodo di prova verificare l' integrità di una valvola dopo un urto esterno

UNI EN 1716     Sistema di tubazioni di materia plastica - Presa in carico con derivazione a T di polietilene (PE) - Metodo di prova per la resistenza all'urto di una presa in carico con derivazione a T

UNI ISO 4437     Tubi di polietilene (PE) per condotte interrate per distribuzione di gas combustibili. Serie metrica. Specifica

UNI 9338     Tubi di materie plastiche per condotte di fluidi caldi sotto pressione. Tubi di polietilene reticolato (PE-X). Tipi, dimensioni e requisiti

UNI 9349     Tubi di polietilene reticolato (PE-X) per condotte di fluidi caldi sotto pressione. Metodi di prova

UNI EN ISO 9969     Tubi di materiale termoplastico. Determinazione della rigidità anulare

UNI EN 12293     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Tubi e raccordi di materiale termoplastico per acqua calda e fredda - Metodo di prova per la resistenza di assiemi a cicli di temperatura

UNI EN 12295     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Tubi termoplastici e raccordi associati per acqua calda e fredda - Metodo di prova per la resistenza dei giunti a cicli di pressione

2.2.2.3     Tubazioni di materia plastica termoindurente rinforzata con fibre di vetro (PRFV)

UNI EN 1119     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Giunti e raccordi di materia plastica termoindurente rinforzata con fibre di vetro (PRFV) - Metodi di prova per la tenuta e la resistenza al danneggiamento dei giunti flessibili e ad articolazione ridotta

UNI EN 1225     Sistemi di tubazioni di materie plastiche. Tubi di materiale termoindurente rinforzato con fibre di vetro(PRFV). Determinazione del fattore di scorrimento in condizioni umide e calcolo della rigidità  anulare specifica a lungo termine

UNI EN 1226     Sistemi di tubazioni di materie plastiche. Tubi di materiale termoindurente rinforzato con fibre di vetro (PRFV). Metodo di prova per verificare la resistenza alla deformazione anulare iniziale

UNI EN 1228     Sistemi di tubazioni di materie plastiche. Tubi di materiale termoindurente rinforzato con fibre di vetro (PRFV). Determinazione della rigidità anulare specifica iniziale

UNI EN 1229     Sistemi di tubazioni di materie plastiche - Tubi di materiale termoindurente rinforzato con fibre di vetro (PRFV) - Metodi di prova per determinare la tenuta idraulica della parete sottoposta ad una pressione interna di breve durata

UNI EN 1393     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Tubi di materiale termoindurente rinforzato con fibre di vetro (PRFV) - Determinazione della resistenza a trazione longitudinale

UNI EN 1394     Sistemi di tubazioni di materie plastiche - Tubi di materiale termoindurente rinforzato con fibre di vetro (PRFV) - Determinazione della resistenza in trazione circonferenziale apparente iniziale

UNI EN 1449     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Componenti di materiale termoindurente rinforzato con fibre di vetro (PRFV) - Metodi di prova per verificare il progetto di giunti bicchiere-cordolo incollati

UNI EN 1450     Sistemi di tubazioni di materia plastica. Componenti di materiale termoindurente rinforzato con fibre di vetro (PRFV). Metodi di prova per verificare la progettazione di giunti a flange imbullonate

UNI EN 1638     Sistemi di tubazioni di materia plastica per adduzione d'acqua.- Policloruro di vinile non plastificato (PRFV) - Metodo di prova per gli effetti della pressione interna ciclica.

UNI 9032     Tubi di resine termoindurenti rinforzate con fibre di vetro (PRFV) con o senza cariche. Tipi, dimensioni e requisiti

UNI 9033-1     Tubi di resine termoindurenti rinforzate con fibre di vetro (PRFV) con o senza cariche. Metodi di prova. Generalità. Campionamento

UNI 9033-2     Tubi di resine termoindurenti rinforzate con fibre di vetro (PRFV) con o senza cariche. Metodi di prova. Controllo delle materie prime

UNI 9033-3     Tubi di resine termoindurenti rinforzate con fibre di vetro (PRFV) con o senza cariche. Metodi di prova. Ispezione visiva

UNI 9033-4     Tubi di resine termoindurenti rinforzate con fibre di vetro (PRFV) con o senza cariche. Metodi di prova. Controllo delle dimensioni

UNI 9033-6     Tubi di resine termoindurenti rinforzate con fibre di vetro (PRFV) con o senza cariche. Metodi di prova. Determinazione del grado di polimerizzazione tramite il contenuto residuo di stirene monomero e del contenuto medio, in massa, di vetro

UNI 9033-9     Tubi di resine termoindurenti rinforzate con fibre di vetro (PRFV) con o senza cariche. Metodi di prova. Determinazione della resistenza all'urto mediante caduta di un corpo percussore

UNI 9033-10     Tubi di resine termoindurenti rinforzate con fibre di vetro (PRFV) con o senza cariche. Metodi di prova. Determinazione della resistenza al taglio della parete del tubo

UNI 9033-11     Tubi di resine termoindurenti rinforzate con fibre di vetro (PRFV) con o senza cariche. Metodi di prova. Determinazione della resistenza all'abrasione dello strato interno

UNI 9033-14     Tubi di resine termoindurenti rinforzate con fibre di vetro (PRFV) con o senza cariche. Metodi di prova. Determinazione della rigidità trasversale a lungo termine

UNI 9033-16     Tubi di resine termoindurenti rinforzate con fibre di vetro (PRFV) con o senza cariche. Metodi di prova. Determinazione del rilassamento

UNI 9033-17     Tubi di resine termoindurenti rinforzate con fibre di vetro (PRFV) con o senza cariche. Metodi di prova. Determinazione della pressione esterna o depressione interna di collasso

2.2.2.4     Tubazioni di materia plastica - Polipropilene (PP)

UNI EN ISO 15874-1     Sistemi di tubazioni di materiale plastiche per le installazioni di acqua calda e freddda - Polipropilene (PP) - Parte 1: Generalità

UNI EN ISO 15874-2     Sistemi di tubazioni di materiale plastiche per le installazioni di acqua calda e freddda - Polipropilene (PP) - Parte 2: Tubi

UNI EN ISO 15874-3     Sistemi di tubazioni di materiale plastiche per le installazioni di acqua calda e freddda - Polipropilene (PP) - Parte 3: Raccordi

UNI EN ISO 15874-5     Sistemi di tubazioni di materiale plastiche per le installazioni di acqua calda e freddda - Polipropilene (PP) - Parte 5: Idoneità all'impiego del sistema

UNI EN ISO 15874-7     Sistemi di tubazioni di materiale plastiche per le installazioni di acqua calda e freddda - Polipropilene (PP) - Parte 7: Guida per la valutazione della conformità

2.2.2.5 Tubazioni di materia plastica - Generalità e varie

UNI EN 744     Sistemi di tubazioni e condotte di materia plastica - Tubi di materiale termoplastico - Metodo di prova per determinare la resistenza agli urti esterni con il metodo della percussione su generatrici diverse

UNI EN 803     Sistemi di tubazioni di materia plastica. Raccordi di materiale termoplastico stampati ad iniezione per giunti con anello elastico di tenuta per tubazioni in pressione. Metodo di prova per la resistenza ad una pressione interna di breve durata, senza effetto di estremità

UNI ENV 852     Sistemi di tubazioni di materia plastica per il trasporto di acqua destinata  al consumo umano - Valutazione della migrazione – Guida sulla interpretazione dei valori di migrazione derivati di laboratorio

UNI EN ISO 877-     Materie plastiche - Metodi di esposizione diretta agli agenti atmosferici, all'irraggiamento solare sotto vetro e all'irraggiamento solare intensificato per mezzo di specchi di Fresnel

UNI EN 917     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Valvole di materiale termoplastico – Metodo di prova per la resistenza alla pressione interna ed alla tenuta

UNI EN 1056     Sistemi di tubazioni e condotte di materia plastica - Tubi e raccordi di materia plastica - Metodo per esposizione diretta agli agenti atmosferici

UNI ISO 4582     Materie plastiche. Determinazione delle variazioni di colore e delle variazioni di proprietà dopo esposizione alla luce naturale sotto vetro, agli agenti atmosferici o alla luce artificiale

UNI EN ISO 4611     Materie plastiche - Determinazione degli effetti dell'esposizione al colore umido, all'acqua nebulizzata ed alla nebbia salina

UNI EN ISO 8795     Sistemi di tubazioni di materia plastica per il trasporto d'acqua destinata al consumo umano - Valutazione della migrazione - Determinazione dei valori di Migrazione dei tubi e dei raccordi di materia plastica e dei loro giunti

UNI EN 12294     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Sistemi per acqua calda e fredda - Metodo di prova per la tenuta sotto vuoto

UNI EN ISO 13760     Tubi di materia plastica per il trasporto di fluidi in pressione - Regola di Miner – Metodo di calcolo per il danneggiamento cumulativo

2.2.3     Tubazioni in pressione in calcestruzzo armato

UNI EN 640     Tubi in pressione in calcestruzzo armato e tubi in pressione di calcestruzzo con armatura diffusa (del tipo senza cilindro) inclusi giunti e pezzi speciali

UNI EN 641     Tubi in pressione in calcestruzzo armato del tipo con cilindro, inclusi giunti e pezzi speciali

UNI EN 642     Tubi in pressione di calcestruzzo precompresso con cilindro e senza cilindro, inclusi giunti e pezzi speciali, e prescrizioni specifiche per l'acciaio di precompressione dei tubi

2.2.4     Tubazioni in acciaio

UNI EN 253     Tubazioni per teleriscaldamento - Sistemi bloccati di tubazioni preisolate per reti di acqua calda interrate direttamente - Assemblaggio di tubi di servizio di acciaio, isolamento termico a base di poliuretano e tubi di protezione esterna  di polietilene

UNI EN 488     Tubazioni per teleriscaldamento - Sistemi bloccati di tubazioni preisolate per reti di acqua calda interrati direttamente - Assemblaggio di valvole per tubi di servizio di acciaio con isolamento termico di poliuretano e tubo di protezione esterna di polietilene

UNI EN 489     Tubazioni per il riscaldamento urbano - Sistemi bloccati di tubazioni preisolate per reti interrate di acqua calda - Assemblaggio-giunzione per tubi di servizio di acciaio con isolamento termico di poliuretano e tubo esterno di polietilene

UNI EN ISO 1127     Tubi di acciaio inossidabile - Dimensioni, tolleranze e masse lineiche convenzionali

UNI EN ISO 8044     Corrosione di metalli e leghe - Termini fondamentali e definizioni

UNI EN 10208-1     Tubi di acciaio per condotte di fluidi combustibili - Condizioni tecniche di fornitura - Tubi della classe di prescrizione A

UNI EN 10208-2     Tubi di acciaio per condotte di fluidi combustibili - Condizioni tecniche di fornitura - Tubi della classe di prescrizione B

UNI EN 10216-1     Tubi senza saldatura di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura – Parte 1: Tubi di acciaio non legato per impieghi a temperatura ambiente

UNI EN 10216-2     Tubi senza saldatura di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura – Parte 2: Tubi di acciaio non legato e legato per impieghi a temperatura elevata

UNI EN 10216-3     Tubi senza saldatura di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura – Parte 3: Tubi di acciaio  legato  a grano fine

UNI EN 10216-4     Tubi senza saldatura di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura – Parte 4: Tubi di acciaio non legato e legato per impieghi a bassa temperatura

UNI EN 10217-1     Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura – Parte 1: Tubi di acciaio non legato per impieghi a temperatura ambiente

UNI EN 10217-2     Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura – Parte 2: Tubi saldati elettricamente di acciaio non legato e legato per impieghi a temperatura elevata

UNI EN 10217-3     Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura – Parte 3: Tubi di acciaio legato a grano fine

UNI EN 10217-4     Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura – Parte 4: Tubi saldati elettricamente di acciaio non legato per impieghi a bassa temperatura

UNI EN 10217-5     Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura – Parte 5: Tubi saldati ad arco sommerso di acciaio non legato e legato per impieghi a temperatura elevata

UNI EN 10217-6     Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura – Parte 6: Tubi saldati ad arco sommerso di acciaio non legato e legato per impieghi a bassa temperatura

UNI EN 10217-7     Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura – Parte 7: Tubi di acciaio inossidabile

UNI EN 10220     Tubi di acciaio,saldati e senza saldatura - Dimensioni e masse lineiche

UNI EN 10224     Tubi e raccordi di acciaio non legato per il trasporto di liquidi acquosi inclusa l'acqua per il consumo umano - Condizioni tecniche di fornitura

UNI EN 10232     Materiali metallici. Tubi. Prova di curvatura su spezzone di tubo

UNI EN 10234     Materiali metallici. Tubi. Prova di allargamento

UNI EN 10235     Materiali metallici. Tubi. Prova di bordatura

UNI EN 10246-2     Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo automatico mediante correnti indotte di tubi di acciaio austenitico ed austero–ferritico senza saldatura e saldati (ad eccezione di quelli ad arco sommerso) per la verifica a tenuta idraulica

UNI EN 10246-9     Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo automatico mediante ultrasuoni del giunto saldato dei tubi di acciaio saldati ad arco sommerso per la rilevazione dei difetti longitudinali e/o trasversali

UNI EN 10246-10     Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo radiografico della saldatura dei tubi di acciaio saldati in automatico ad arco sommerso per la rilevazione dei difetti

UNI EN 10246-11     Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo mediante liquidi penetranti dei tubi di acciaio senza saldatura e saldati per la rivelazione dei difetti superficiali

UNI EN 10246-13     Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo automatico mediante ultrasuoni dello spessore delle estremità dei tubi di acciaio senza saldatura e saldati (ad eccezione di quelli ad arco sommerso)

UNI EN 10246-15     Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo automatico mediante ultrasuoni di nastri/lamiere usati nella fabbricazione di tubi di acciaio saldati per la rilevazione dei difetti laminari

UNI EN 10246-16     Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo automatico mediante ultrasuoni dell'area adiacente al giunto saldato dei tubi di acciaio saldati per la rivelazione di imperfezioni laminari

UNI EN 10246-17     Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo mediante ultrasuoni dell'estremità dei tubi di acciaio senza saldatura e saldati per la rilevazione di imperfezioni laminari

UNI EN 10256     Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Qualificazione e competenze del personale per le prove non distruttive di livello 1 e 2

UNI EN 10288     Tubi e raccordi di acciaio per condotte terrestri e marine - Rivestimenti esterni a doppio strato a base di polietilene applicati mediante estrusione

UNI EN 10289     Tubi e raccordi di acciaio per condotte terrestri e marine - Rivestimenti esterni in resina epossidica e resina epossidica-modificata applicata allo stato liquido

UNI EN ISO 10289     Metodi per prove di corrosione su rivestimenti metallici ed altri rivestimenti inorganici su substrato metallico - Valutazione di campioni e di manufatti sottoposti a prove di corrosione

UNI EN 10290     Tubi e raccordi di acciaio per condotte terrestri e marine - Rivestimenti esterni in poliuretano e poliuretano–modificato applicato allo stato liquido

UNI EN 12500     Protezione dei materiali metallici contro la corrosione - Probabilità di corrosione in ambiente atmosferico - Classificazione, determinazione e valutazione della corrosività di ambienti atmosferici

UNI EN 12508     Protezione dei materiali metallici contro la corrosione - Trattamenti delle superfici: rivestimenti metallici ed altri rivestimenti inorganici - Vocabolario

2.2.5      Tubazioni in fibrocemento

UNI EN 512     Prodotti di fibrocemento - Tubi e giunti per condotte in pressione

 

2.3     Componenti di impianti

2.3.1     Pompe

UNI EN 733     Pompe centrifughe ad aspirazione assiale, pressione nominale 10 bar, con supporti. Punto di funzionamento nominale, dimensioni principali, sistema di designazione

UNI EN 734     Pompe a canali laterali PN 40. Punto di funzionamento nominale, dimensioni principali, sistema di designazione

UNI EN 735     Dimensioni complessive delle pompe rotodinamiche. Tolleranze

2.3.2     Valvole ed attrezzature

UNI EN 736-1     Valvole –Terminologia – Definizioni dei tipi di valvole

UNI EN 736-2     Valvole - Terminologia – Definizione dei componenti delle valvole

UNI EN 736-3     Valvole - Terminologia – Definizione dei termini

UNI EN 1074-1     Valvole per fornitura di acqua - Requisiti di attitudine all' impiego e prove idonee di verifica - Requisiti generali

UNI EN 1074-2     Valvole per fornitura di acqua - Requisiti di attitudine all' impiego e prove idonee di verifica - Valvole di intercettazione

UNI EN 1074-3     Valvole per fornitura di acqua - Requisiti di attitudine all' impiego e prove idonee di verifica - Valvole di ritegno

UNI EN 1074-4     Valvole per fornitura di acqua - Requisiti di attitudine all' impiego e prove idonee di verifica - Sfiati d'aria

UNI EN 1074-5     Valvole per fornitura di acqua - Requisiti di attitudine all' impiego e prove idonee di verifica - Valvole di regolazione

UNI 6884     Valvole di intercettazione e regolazione di fluidi. Condizioni tecniche di fornitura e collaudo

UNI 8827     Impianti di riduzione finale della pressione del gas funzionanti con pressione a monte fra 0,04 - 5 bar. Progettazione, costruzione e collaudo

UNI 8895     Valvole di polipropilene (PP) per condotte di fluidi in pressione. Tipi, dimensioni e requisiti

UNI 9245     Dispositivi di intercettazione per reti di distribuzione e/o trasporto del gas. Valvole a farfalla

UNI 9734     Dispositivi di intercettazione per condotte di gas. Valvole di acciaio con otturatore a sfera

UNI 9783     Protezione catodica di strutture metalliche interrate. Interferenze elettriche tra strutture metalliche interrate

UNI EN 12201-4     Sistemi di tubazioni di materia plastica per la distribuzione dell'acqua - Polietilene (PE) - Valvole

UNI 10269     Valvole a saracinesca di ghisa per la distribuzione dell'acqua potabile. Materiali e requisiti per installazione sottosuolo

2.3.3     Attrezzature speciali

UNI ISO 4144     Raccordi di acciaio inossidabile filettati secondo ISO 7/1

UNI 8470     Valvole di PVC rigido (non plastificato) per tubazioni in pressione. Metodi di prova

UNI 8531     Raccordi di polipropilene (PP). Metodi di prova

UNI 8849     Raccordi di polietilene (PE 50), saldabili per fusione mediante elementi riscaldanti, per condotte per convogliamento di gas combustibile. Tipi, dimensioni e requisiti

UNI 8850     Raccordi di polietilene (PE 50) saldabili per elettrofusione per condotte interrate per convogliamento di gas combustibili. Tipi, dimensioni e requisisti

UNI 9034      Condotte di distribuzione del gas con pressione massima di esercizio minore o eguale 5 bar. Materiali e sistemi di giunzione

UNI 9028     Tubi compositi flessibili (e relativi raccordi metallici) per impianti idrici e termici

UNI 9561     Raccordi a compressione mediante serraggio meccanico a base di materiali termoplastici per condotte di polietilene per liquidi in pressione. Tipi, dimensioni e requisiti

UNI EN 10284     Raccordi in ghisa malleabile con estremità a compressione per sistemi di tubazioni in polietilene (PE)

UNI EN 12061     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Raccordi termoplastici - Metodo di prova per la resistenza all'impatto

UNI EN 12117     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Raccordi, valvole ed attrezzature ausiliarie - Determinazione del rapporto portata del gas/perdita di carico

UNI EN 12119     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Valvole di polietilene (PE) - Metodo di prova per la resistenza ai cicli termici

UNI EN 12256     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Raccordi termoplastici - Metodo di prova per la resistenza meccanica o la flessibilità dei raccordi fabbricati

UNI EN 12842     Raccordi di ghisa sferoidale per sistemi di tubazioni di PVC–U o PE - Requisiti e metodi di prova

UNI EN ISO 13783     Sistemi di tubazioni di materia plastica - Giunti a doppio bicchiere di policloruro di vinile non plastificato (PVC–U) con spinta di estremità - Metodo di prova per la tenuta e la resistenza meccanica con applicazione di flessione e pressione interna

UNI EN ISO 13845     Sistemi di tubazioni di materie plastiche - Giunti a bicchiere con guarnizioni di tenuta in elastomero per impiego con tubi di policloruro di vinile non plastificato (PVC–U) - Metodi di prova per la tenuta con pressione interna e con deflessione angolare

2.3.4     Pozzetti

UNI EN 124     Dispositivi di coronamento e di chiusura per zone di circolazione utilizzate da pedoni e da veicoli. Principi di costruzione, prove di tipo, marcatura, controllo di qualità

UNI EN 1917     Pozzetti e camere di ispezione di calcestruzzo non armato, rinforzato con fibre di acciaio e con armature tradizionali

UNI EN 13101     Gradini per camere di ispezione sotterranee - Requisiti, marcatura, prove e valutazione di conformità

2.3.5     Varie

UNI EN ISO 5167-1     Misurazione della portata dei fluidi mediante dispositivi a pressione differenziale inseriti in condotti a sezione circolare piena - Parte 1: Principi e requisiti generali

UNI 8478     Apparecchiature per estinzione incendi. Lance a getto pieno. Dimensioni, requisiti e prove

UNI 9485     Apparecchiature per estinzione incendi. Idranti soprasuolo di ghisa

UNI 9486     Apparecchiature per estinzione incendi. Idranti sottosuolo di ghisa

UNI 10265     Protezione catodica di strutture metalliche. Segni grafici

UNI 10390     Impianti di riduzione finale della pressione del gas naturale funzionanti con pressione a monte massima compresa tra 5 e 12 bar. Progettazione, costruzione e collaudo

UNI 10405     Protezione catodica di condutture metalliche interrate. Localizzazione del tracciato, di falle nel rivestimento e di contatti con strutture estranee

UNI EN 12068     Protezione catodica - Rivestimenti organici esterni per la protezione dalla corrosione delle tubazioni di acciaio interrate o immerse da associare alla protezione catodica - Nastri e materiali termorestringenti

UNI EN 12186     Trasporto e distribuzione di gas - Stazioni di regolazione della pressione del gas per il trasporto e distribuzione - Requisiti di funzionamento

UNI EN 12325-1     Tecniche di irrigazione - Impianti a perno centrale e ad avanzamento delle ali piovane - Presentazione delle caratteristiche tecniche

UNI EN 12484-2     Tecniche di irrigazione - Sistemi di irrigazione automatica di prato - Progettazione e definizione degli appropriati modelli tecnici

 

2.4     Pressione nominale

Tubi e sistemi di tubazioni sono da dimensionare per la pressione d'esercizio prevista; nel caso di acquedotti si richiede una pressione nominale minima di 10 bar (PN 10).

 

3     Esecuzione

Ad integrazione di quanto indicato nelle "Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia", punto 3, vale quanto segue:

3.1     Generalità

3.1.1     Per l'esecuzione dei lavori valgono le norme elencate al punto 2.1.

3.1.2     Nel corso delle proprie verifiche l'Appaltatore dovrà segnalare tempestivamente e per iscritto le proprie obiezioni in particolare per impedimenti per la posa di condotte, ad esempio profondità e larghezza errate dello scavo, insufficiente protezione degli scavi, inadeguatezza del fondo dello scavo ovvero del piano di posa.

3.1.3     Condotte appese o appoggiate su supporti, cavi, dreni, o canali non possono essere calpestati o caricati. Eventuali danni sono da segnalare immediatamente alla Stazione appaltante, al proprietario del manufatto o a chi di competenza.

 

3.2     Verifiche

3.2.1     Prove di tenuta

Le prove di tenuta da eseguire:

per acquedotti secondo la norma UNI EN 805,

per gasdotti secondo le norme UNI 7445, 7446, 7448, 7449 e 7473,

per condotte in pressione per altri fluidi secondo le relative prescrizioni e disposizioni tecniche,

sono da considerare prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

3.2.2     Ulteriori prove

Per prove non distruttive di collegamenti saldati vale la norma DIN 1435 "Prove non distruttive di collegamenti saldati - Prove radiografiche di connessione saldate". Le radiografie sono da valutare secondo la norma UNI EN 12517 "Giunti saldati ad arco in acciaio. Guida sui livelli di qualità delle imperfezioni".

Tali interventi sono da considerare prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

3.3     Spurgo

Per lo spurgo e la disinfezione degli acquedotti é applicabile la norma UNI EN 805. Tali interventi sono da considerare prestazioni particolari (vedi punto 4.2.1).

 

4     PRESTAZIONI ACCESSORIE E PRESTAZIONI PARTICOLARI

4.1.     Prestazioni accessorie integrative rispetto a quelle indicate nelle "Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia" sono in particolare :

4.1.1     Constatazione dello stato di strade, superfici del terreno, ricettore e quant’altro.

4.1.2     Pulizia di materiali ed elementi costruttivi forniti dall'Appaltatore prima di procedere con la loro installazione.

4.1.3     Riparazione della protezione esterna ed interna di tubazioni ad eccezione delle prestazioni secondo il punto 4.2.3

4.1.4     Predisposizione di fossette per le giunzioni a bicchiere, costipamento del piano di posa.

4.1.5     Esecuzione di collegamenti di tubazioni, comprese le giunzioni mediante saldatura, tagli ed intagli nonché il ripristino della protezione interna ed esterna.

4.1.6     Adattamento con sistemazione in quota definitiva di chiusini per pozzetti, saracinesche o apparecchiature interrate.

4.2     Prestazioni particolari integrative rispetto a quelle indicate nelle "Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia" - punto 4.2 sono in particolare

4.2.1     Provvedimenti secondo i punti 3.2.1, 3.2.2 e 3.3.

4.2.2     Fornitura e posa di pezzi speciali, attrezzature ed accessori (vedi punto 0.4).

4.2.3     Particolari provvedimenti supplementari contro fattori pregiudizievoli per le tubazioni.

4.2.4     Particolari provvedimenti in presenza di pendenze elevate, in presenza di roccia viva o di massi, in presenza di un piano di posa inadeguato, in presenza di acqua o in presenza di una portanza variabile del piano di posa.

4.2.5     Esecuzione e successiva rimozione dagli ancoraggi e delle ture necessarie solamente per le prove di tenuta.

4.2.6     predisposizione e posa di targhe e picchetti per la segnalazione delle tubazioni con indicazione dei dati identificativi della tubazione stessa.

 

5     Contabilizzazione

Ad integrazione di quanto indicato nelle "Regole generali per lavori di costruzione di qualsiasi tipologia" - punto 5 vale quanto segue:

5.1.     Per le opere da contabilizzare a lunghezza (m), questa verrà misurata lungo l’asse delle condotte. Per la contabilizzazione di condotte in pressione non saranno detratte le dimensioni dei pozzetti. I pezzi speciali saranno computati con lunghezze equivalenti applicate alla tubazione di diametro maggiore ed in particolare:

 

Tubi in materie plastiche

Diametro tubi

Curve

Braghe - riduzioni

Manicotti

mm

m

m

m

100 e minore

0,50

1,00

0,30

125

0,70

1,40

0,40

150

0,75

1,60

0,50

200

1,00

2,00

0,70

250 ed oltre

2,50

5,00

1,20


Tubi in materiali metallici

Diametro tubi

Curve

Braghe - riduzioni

Manicotti

mm

m

m

m

100 e minore

0,50

1,00

0,30

125

0,60

1,20

0,40

150

0,70

1,50

0,60

200 ed oltre

0,80

1,50

0,80

5.2     La profondità di pozzetti sarà rilevata dalla quota finita dell’estradosso del chiusino sino al punto più profondo del fondo del pozzetto.

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