In vigore al

RICERCA:

In vigore al: 11/09/2012

33) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 gennaio 1980, n. 1971)
Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti integrazioni alle norme di attuazione in materia di igiene e sanità approvate con decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1975, n. 474

1)

Pubblicato nella G.U. 24 maggio 1980, n. 141.

Art. 1-2.   2)

2)

Recano modifiche al D.P.R. 28 marzo 1975, n. 474.

Art. 3  delibera sentenza

(1) Al fine di realizzare un organico sistema di ispezione del lavoro nelle province di Trento e di Bolzano, è delegato alle province stesse l'esercizio delle funzioni amministrative di cui al n. 12) del precedente articolo 2, decentrate a livello locale, nonché l'esercizio delle funzioni di cui al n. 11) dello stesso articolo 2 svolte dall'ispettorato del lavoro fino a quando le medesime continueranno ad essere attribuite ad organi dell'amministrazione statale. 3)

(1/bis) Le deleghe di funzioni statali di cui al primo comma, in materia di vigilanza per l'applicazione delle norme relative alla previdenza e alle assicurazioni sociali e alla vigilanza e tutela del lavoro, nonché le deleghe di cui all'articolo 9/bis del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 280, introdotto dall'articolo 1 del decreto legislativo 21 settembre 1995, n. 430, in materia di lavoro, si estendono altresì alle funzioni comunque attribuite agli organi periferici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche successivamente alla data di entrata in vigore dei citati decreti. Ove la legislazione statale preveda la costituzione di specifici organismi collegiali presso i predetti organi periferici, alla costituzione di tali organismi provvede la Provincia territorialmente competente. 4)

(2) È altresì delegato alle province di Trento e di Bolzano l'esercizio delle funzioni amministrative concernenti:

  • a)  l' attuazione delle prescrizioni disposte dall'autorità sanitaria statale inerenti all'impiego dei principi attivi, degli additivi e delle sostanze minerali e chimico-industriali dei prodotti destinati all'alimentazione zootecnica, nonché quelle relative alla produzione e alla commercializzazione di questi ultimi prodotti;
  • b)  i controlli sulla produzione e sul commercio dei prodotti dietetici e degli alimenti della prima infanzia.

(3) L'esercizio della delega di cui al comma precedente si attua a partire dal 1° gennaio 1981.

(4) Le funzioni amministrative delegate con il presente articolo vengono esercitate dagli organi provinciali in conformità alle direttive emanate dal competente organo statale.

(5) In caso di persistente inattività degli organi provinciali nell'esercizio delle funzioni delegate, qualora le attività relative alle materie delegate comportino adempimenti propri dell'amministrazione da svolgersi entro termini perentori previsti dalla legge o termini risultanti dalla natura degli interventi, il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro competente può disporre il compimento degli atti relativi in sostituzione della amministrazione provinciale.

massimeCorte costituzionale - Sentenza N. 384 del 14.10.2005 - Ispezioni in materia di previdenza sociale - Ispezioni sui luoghi di lavoro
massimeCorte costituzionale - Sentenza N. 234 del 16.06.2005 - Disposizioni in materia di emersione del lavoro sommerso - Vanno ricondotte, secondo un criterio di prevalenza, alla materia dell'ordinamento civile
massimeCorte costituzionale - Sentenza N. 201 del 26.05.2005 - Legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari - È di competenza delle prefetture
3)

Vedi l'art. 3 del D.P.R. 28 marzo 1975, n. 474.

4)

Il comma 1/bis è stato inserito con D.Lgs. 14 ottobre 2004, n. 283.

Art. 4  delibera sentenza

(1) Sono trasferiti alle province di Trento e di Bolzano gli ispettorati provinciali del lavoro aventi sede nei rispettivi territori. L'ispettorato regionale del lavoro è soppresso.

(2) Il personale che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, si trova in servizio presso gli uffici di cui al comma precedente ha diritto di chiedere il trasferimento alle province entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge provinciale di ristrutturazione dei ruoli organici.

(3) Al personale trasferito ai sensi del comma precedente è garantito il rispetto della posizione giuridico-economica acquisita.

(4) In corrispondenza al contingente di personale di ruolo e non di ruolo trasferito vengono ridotti, con decorrenza dalla data del trasferimento, i relativi ruoli organici dell'amministrazione del lavoro e gli eventuali contingenti non di ruolo cui il personale appartiene.

(5) Fino al passaggio nei ruoli provinciali il personale di cui al secondo comma del presente articolo conserva il proprio stato giuridico ed è retribuito a carico del bilancio dello Stato, salvo rivalsa nei confronti delle province.

(6) Il personale che non chiede tale trasferimento viene inserito nel ruolo generale degli uffici del lavoro e della massima occupazione e destinato ai rispettivi uffici delle due province, conservando lo stato giuridico ed economico acquisito, ferme restando altresì, per quello di Bolzano, le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752, ovvero, a richiesta, permane nel ruolo di appartenenza per essere destinato a prestare servizio fuori del territorio delle due province.

(7) Sino a quando non sia diversamente disposto con legge provinciale, gli ispettorati provinciali del lavoro continuano a svolgere le attribuzioni ad essi demandate dalle norme in vigore, attinenti alle funzioni di competenza delle province stesse, ivi comprese quelle ad esse delegate.

massimeT.A.R. di Bolzano - Sentenza N. 9 del 27.01.1998 - Impiegato provinciale - inquadramento di un segretario Impiegato provinciale - ispettore del lavoro - transito dallo Stato - stato giuridico - titolo di studio e mansioni
massimeCorte costituzionale - Sentenza N. 38 del 31.01.1991 - Formazione professionale - Controllo attraverso gli Ispettori del Lavoro - Esigenza del rispetto della normativa comunitaria per la corretta utilizzazione die contributi del Fondo sociale europeo - Spettanza dello Stato d'intesa con le regioni interessate

Art. 5  delibera sentenza

(1) Per garantire ai candidati l'esercizio del diritto di sostenere le prove di esame in lingua italiana o in lingua tedesca, nonché la loro valutazione da parte dei componenti la commissione esaminatrice che abbiano adeguata conoscenza delle due lingue, possono essere organizzati in provincia di Bolzano esami di idoneità per personale sanitario disciplinati - in parziale deroga all'articolo 3, n. 9, del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1975, n. 474 - con legge della provincia di Bolzano, nel rispetto dei principi stabiliti dalle leggi statali e fermi restando i requisiti per l'ammissione dei candidati e le prove di esame fissati nell'ordinamento statale.

(2) La commissione esaminatrice è composta pariteticamente da elementi di madre lingua italiana e di madre lingua tedesca. Della commissione fa comunque parte un rappresentante del Ministero della sanità.

(3) L'idoneità conseguita in sede nazionale ha validità anche nel territorio della provincia di Bolzano.

massimeCorte costituzionale - Sentenza N. 774 del 07.07.1988 - Esame di idoneità per l'esercizio della professione medica

Art. 6  delibera sentenza

(1) La dichiarazione di equipollenza dei diplomi o attestati di qualifiche professionali sanitarie ausiliarie acquisite nei Paesi dell'area culturale tedesca da cittadini italiani residenti nella provincia di Bolzano con i corrispondenti titoli previsti in Italia viene rilasciata dalla provincia di Bolzano in base:

  • 1)  alle tabelle di equipollenza stabilite ai sensi della legge statale;
  • 2)  ovvero, in mancanza, ai presupposti stabiliti con legge provinciale ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 1° novembre 1973, n. 689;
  • 3)  ovvero, in mancanza, ai presupposti stabiliti con legge statale;
  • 4)  ovvero, in mancanza, ai profili professionali e relativi livelli di qualifica adottati dal Ministero competente per il conseguimento in Italia di qualifiche professionali analoghe.

(2) Nel rilasciare le dichiarazioni di cui al comma precedente, la provincia si limiterà, sentito il Ministero della sanità, alle qualifiche richieste dal servizio sanitario provinciale e limitatamente al fabbisogno quantitativo del servizio stesso.

(3) Le dichiarazioni di equipollenza rilasciate dalla provincia hanno validità nell'ambito del territorio provinciale.

massimeCorte costituzionale - Sentenza N. 15 del 22.01.1987 - Esercizio della professione di ostetrica - dichiarazione di equipollenza dei diplomi conseguiti all'estero

Art. 7

(1) Per assicurare una completa assistenza sanitaria ai cittadini nel rispetto delle relative caratteristiche etnico-linguistiche, la provincia autonoma di Bolzano individua nel piano sanitario provinciale i servizi sanitari ospedalieri ed extra ospedalieri che, non potendo essere assicurati dal servizio sanitario locale, possono essere espletati, in base ad apposite convenzioni stipulate dalla provincia con i competenti organi austriaci, da cliniche universitarie e ospedali pubblici austriaci in ragione delle loro specifiche finalità e delle caratteristiche tecniche e specialistiche.

(2) Con la legge provinciale prevista dall'articolo 25, ultimo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, vengono anche disciplinati i casi in cui è ammessa l'assistenza presso le strutture sanitarie di cui al comma precedente.

Art. 8

(1) La provincia autonoma di Bolzano individua nel piano sanitario provinciale le strutture delle unità sanitarie locali ritenute - in quanto corrispondenti ai requisiti di cui alla lettera a) dell'articolo 39, quarto comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 e previa intesa con l'organo pubblico competente secondo l'ordinamento austriaco - idonee per la formazione pratica suscettibile di riconoscimento ai fini del rilascio di titoli di specializzazione sanitaria in Austria. Ciò anche ai fini dell'applicazione delle disposizioni transitorie di cui agli articoli 37 e 38 della legge provinciale 25 giugno 1976, n. 25.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

indice
ActionActionNorme costituzionali
ActionAction1) ACCORDO DI PARIGI
ActionAction2) Costituzione della Repubblica Italiana
ActionAction3) Legge 11 marzo 1972, n. 118 
ActionAction4) Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 
ActionAction5) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 gennaio 1973, n. 48
ActionAction6) Decreto del Presidente della Repubblica 20 gennaio 1973, n. 115
ActionAction7) Decreto del Presidente della Repubblica 1° febbraio 1973, n. 49
ActionAction8) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1° febbraio 1973, n. 50
ActionAction9) Decreto del Presidente della Repubblica 1° novembre 1973, n. 686
ActionAction10) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1° novembre 1973, n. 687
ActionAction11) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1° novembre 1973, n. 689
ActionAction12) Decreto del Presidente della Repubblica 1° novembre 1973, n. 690 
ActionAction13) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1° novembre 1973, n. 691 —
ActionAction14) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 marzo 1974, n. 278
ActionAction15) Decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 279
ActionAction16) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 marzo 1974, n. 280
ActionAction17) Decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381 —
ActionAction18) Decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1975, n. 469
ActionAction19) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 marzo 1975, n. 470
ActionAction20) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 marzo 1975, n. 471
ActionAction21) Decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1975, n. 472
ActionAction22) Decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1975, n. 473
ActionAction23) Decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1975, n. 474 
ActionAction24) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 marzo 1975, n. 475
ActionAction25) Decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752 
ActionAction26) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 marzo 1977, n. 234
ActionAction27) Decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1977, n. 235 
ActionAction28) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 ottobre 1977, n. 846
ActionAction29) Decreto del Presidente della Repubblica 6 gennaio 1978, n. 58
ActionAction30) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 31 luglio 1978, n. 570
ActionAction31) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 31 luglio 1978, n. 571
ActionAction32) Decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1978, n. 1017
ActionAction33) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 gennaio 1980, n. 197
ActionAction34) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 marzo 1981, n. 215
ActionAction35) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 marzo 1981, n. 217
ActionAction36) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 marzo 1981, n. 228
ActionAction37) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 aprile 1982, n. 327
ActionAction38) Decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 1983, n. 89 
ActionAction39) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 21 marzo 1983
ActionAction40) Decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 1984, n. 426 —
ActionAction41) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 novembre 1987, n. 511
ActionAction42) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 novembre 1987, n. 521
ActionAction43) Decreto del Presidente della Repubblica 19 novembre 1987, n. 526
ActionAction44) Decreto del Presidente della Repubblica 19 novembre 1987, n. 527
ActionAction45) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 luglio 1988, n. 301
ActionAction46) Decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 305
ActionAction47) Decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 574 
ActionAction48) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 luglio 1988, n. 575
ActionAction49) Legge 30 novembre 1989, n. 386
ActionAction50) Decreto legislativo 13 settembre 1991, n. 310
ActionAction51) Decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 265
ActionAction52) Decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266
ActionAction53) DECRETO LEGISLATIVO 16 marzo 1992, n. 267
ActionAction54) Decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 268 
ActionAction55) Decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 133
ActionAction57) DECRETO LEGISLATIVO 21 settembre 1995, n. 429
ActionAction58) Decreto legislativo 24 luglio 1996, n. 434
ActionAction59) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 novembre 1996
ActionAction60) DECRETO LEGISLATIVO 9 settembre 1997, n. 354
ActionAction61) DECRETO LEGISLATIVO 21 dicembre 1998, n. 495
ActionAction62) DECRETO LEGISLATIVO 11 novembre 1999, n. 463
ActionAction63) LEGGE COSTITUZIONALE 31 gennaio 2001, n. 2
ActionAction64) Decreto legislativo 1° marzo 2001, n. 113
ActionAction65) Decreto legislativo 16 maggio 2001, n. 260
ActionAction66) Decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 280
ActionAction67) Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
ActionAction68) DECRETO LEGISLATIVO 11 giugno 2002, n. 139
ActionAction69) Decreto legislativo 15 aprile 2003, n. 118
ActionAction70) DECRETO LEGISLATIVO 23 maggio 2005, n. 99
ActionAction71) Decreto legislativo 6 giugno 2005, n. 120
ActionAction72) DECRETO LEGISLATIVO 13 giugno 2005, n. 124
ActionAction73) DECRETO LEGISLATIVO 12 aprile 2006, n. 168
ActionAction74) Decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 245
ActionAction75) Decreto legislativo 21 maggio 2007, n. 83
ActionAction76) Legge 23 dicembre 2009 , n. 191
ActionAction77) Decreto legislativo 19 novembre 2010 , n. 252
ActionAction78) Decreto legislativo 21 gennaio 2011 , n. 11
ActionAction79) Decreto legislativo 19 maggio 2011 , n. 92
ActionAction80) Decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 166
ActionAction81) Decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 172
ActionActionNormativa provinciale
ActionActionDelibere della Giunta provinciale
ActionActionSentenze della Corte costituzionale
ActionActionSentenze T.A.R.
ActionActionIndice cronologico