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In vigore al: 11/09/2012

Delibera N. 4751 del 19.10.1998
Approvazione del regolamento interno della consulta provinciale dell'assistenza sociale - articoli 1 e 2 della legge provinciale della legge provinciale dell'11.11.1997, n. 16

Allegato

Regolamento interno della consulta provinciale dell'assistenza sociale e delle sue sezioni

 

Articolo 1

Ambito di applicazione

1. Il presente regolamento disciplina le modalità di funzionamento della consulta provinciale dell'assistenza sociale, di seguito chiamata semplicemente consulta, e delle sue sezioni in attuazione dell' articolo 3,  comma 6. della legge provinciale 30 aprile 1991, nr. 13 e successive modificazioni, recante il riordino dei servizi sociali in Provincia di Bolzano.
 

Articolo 2

Componenti supplenti

2. Per ogni componente della consulta è nominato un componente supplente appartenente allo stesso gruppo linguistico del componente effettivo. La nomina ha luogo nel rispetto della stessa procedura prevista dall' articolo 3 commi 2 e 3 della legge provinciale 30 aprile 1991, nr. 13 es successive modifiche per i membri effettivi.
 

Articolo 3

Compensi

1. Ai membri effettivi e i supplenti della consulta e delle sezioni spetta il trattamento economico e di missione di cui alla legge provinciale 19 marzo 1991 n. 6 e successive modifiche.
 

Articolo 4

Convocazione

1. La consulta è convocata dal presidente o da chi ne fa le veci e si riunisce in via ordinaria, straordinaria o d'urgenza.
 
2. Le adunanze in via ordinaria hanno luogo, di regola, una volta ogni due mesi in un giorno ed ora prestabiliti. L'avviso di convocazione, unitamente all'ordine del giorno, è spedito ai membri e membri supplenti. E` cura del componente effettivo avvertire il proprio componente supplente in caso di assenza o impedimento.. Qualora fosse assente o impedito anche il componente supplente, quest'ultimo dovrà avvisare la segreteria della consulta prima dell'inizio dell'adunanza. Le assenze giustificate e quelle ingiustificate sono  segnalate nella lista di presenza.
 
3. L'adunanza in via straordinaria può essere convocata per l'esame di questioni che richiedono una particolare trattazione. La convocazione per l'adunanza in via straordinaria può essere chiesta da ciascun componente effettivo; nella relativa richiesta devono essere indicati gli argomenti da porre all'ordine del giorno.
 
4. La convocazione per l'adunanza d'urgenza  può essere disposta per argomenti la cui  trattazione non può essere differita all'adunanza ordinaria, senza limiti temporali di preavviso, anche mediante comunicazione orale o telefonica, o altro mezzo idoneo.
 

Articolo 5

Luogo delle adunanze

1. La consulta si riunisce di regola nella propria sede; su disposizione del presidente o da chi ne fa le veci può riunirsi anche fuori dalla propria sede. La sede viene stabilita dalla Giunta provinciale all'atto della nomina dei componenti effettivi e supplenti della consulta.
 

Articolo 6

Ordine del giorno

1. L'ordine del giorno delle adunanze è formato a cura della segreteria della consulta, secondo le direttive impartite dal presidente.
 
2. I documenti di lavoro, gli appunti, le note e i promemoria necessari alla conoscenza e valutazione del relativo argomento devono essere di regola trasmessi dalla segreteria entro il decimo giorno antecedente l'adunanza, e sono distribuiti ai componenti della consulta unitamente all'ordine del giorno.
 
3. In caso di convocazione d'urgenza l'ordine del giorno è distribuito in apertura dell'adunanza.
 

Articolo 7

Direzione dei lavori

1. Il presidente o chi ne fa le veci dirige l'attività della consulta ed assicura la regolarità delle adunanze e delle deliberazioni, con la facoltà di sospendere o sciogliere la seduta.
 

Articolo 8

Svolgimento dell'adunanza

1.     I punti all'ordine del giorno sono trattati secondo l'ordine indicato. E' facoltà del presidente di variare tale ordine.

 

2.     Ciascun componente della consulta può chiedere motivatamente il rinvio della trattazione di un affare compreso nell'ordine del giorno.

 
3. Le proposte e i punti all'ordine del giorno, la cui discussione è stata rinviata, sono iscritti, d'ufficio, all'ordine del giorno dell'adunanza successiva.
 

Articolo 9

Verbalizzazione

1. I processi verbali delle deliberazioni e delle sedute sono redatti a cura del segretario. Nei processi verbali sono indicati il luogo e la data della seduta, il nominativo del presidente e dei membri presenti ed assenti, i punti principali della discussione, i voti espressi, le astensioni nonché le dichiarazioni rese dai componenti nel corso della seduta.
 
2. I processi verbali delle deliberazioni e delle sedute sono redatti dal presidente e dal segretario. I processi verbali  delle sedute, redatti dal segretario e sottoscritti dal presidente, non necessitano di ulteriore approvazione.
 
3. Il processo verbale viene distribuito ai membri ed ai membri supplenti e viene inserito nella relativa raccolta.
 
4. Nel protocollo viene fatta menzione dell'esito della votazione sulle delibere con indicazione del numero die voti contrari e delle astensioni. Se richiesto esplicitamente vengono riportate anche dichiarazioni di voto nel protocollo.
 

Articolo 10

Sezioni

1. La consulta si articola nelle seguenti sezioni:
 

a)     sezione minori;

b)     sezione persone anziane;

c)     sezione soggetti portatori di handicap e malati psichici;

d)     sezione tossicodipendenza

e)     sezione cittadini extra-comunitari;

f)     sezione ricorsi;

g)     sezione famiglia;

h)     sezione donne;

i)     sezione devianza sociale;

j)     sezione formazione ed aggiornamento professionale.

 
2. Ogni sezione, esclusa la sezione ricorsi, è composta da nove membri. Per ciascun membro è nominato un membro supplente appartenente allo stesso gruppo linguistico. Almeno due dei membri delle sezioni devono essere anche membri della consulta. I membri e i membri supplenti sono nominati dal presidente della consulta previo parere della consulta stessa.
 
3. Per le sezioni di cui al comma 1 lettere a) b) c) d) e) g) h) i) il direttore dell'ufficio provinciale competente per materia presiede la sezione. La sezione di cui al comma 1. lettera j) è presieduta dal direttore della Ripartizione provinciale servizio  sociale.
 
4. Le sezioni riferiscono di norma alla consulta i risultati della propria attività.
 
5. Le sezioni possono riunirsi in riunioni congiunte.
 
6. Salvo che non sia diversamente disposto dal presente articolo alle sezioni si applicano gli articoli 6, 7, 8, e 9.
 

Articolo 11

Compiti della consulta

1. La consulta esprime il parere complessivo e definitivo sul piano sociale provinciale. Le sezioni, ciascuna per la parte di propria competenza, esaminano l'elaborato ed esprimono  un primo parere su piani settoriali
 
2. La consulta esprime il parere complessivo e definitivo sui piani annuali e pluriennali. Il materiale per l'elaborazione dei piani settoriali è esaminato dalle sezioni, ciascuna per la parte di propria competenza. Le sezioni esprimono un primo parere e formulano delle proposte alla consulta.
 
3. La consulta esprime il parere complessivo e definitivo sulla relazione annuale sullo stato di attuazione del piano sociale. Le relazioni per  settori sono esaminate dalle singoli sezioni, ciascuna per la parte di propria competenza,  le quali formulano una proposta per la consulta.
 
4. In relazione  allo studio analitico di cui al comma 2. e 3. le sezioni possono proporre delle ispezioni e rilevazioni presso gli enti gestori dei servizi sociali privati e pubblici. Possono inoltre essere proposti degli studi e delle ricerche.
 
5. La consulta esprime il parere sui criteri di ripartizione del fondo sociale provinciale.
 
6. Nell'ambito  delle sue funzioni come organo consultivo dell'amministrazione provinciale, la consulta  esprime il suo parere sui criteri per il finanziamento degli enti gestori dei servizi sociali delegati, sui criteri per l'assegnazione di contributi ad istituzioni pubbliche e private di assistenza e beneficenza, sui criteri per la concessione di prestazioni economiche e per la partecipazione finanziaria degli utenti, nonché sui criteri per la determinazione di costi e tariffe da parte degli enti gestori.
 
7. La ripartizione  e gli uffici competenti per  lo svolgimento  delle  funzioni  di  cui all'articolo 8 della legge provinciale 30 aprile 1991 n. 13 possono altresì richiedere alla consulta ogni altra forma di parere.
 

Articolo 12

Compiti delle sezioni

1. La sezione ricorsi espleta i compiti di cui all'articolo 4 comma 3. della legge provinciale 30 aprile 1991 nr. 13 e successive modifiche.
 
2. La sezione formazione ed aggiornamento professionale espleta le funzioni di cui all'articolo 9 comma 5 della legge provinciale 30.aprile 1991 n. 13 e successive modifiche; dà altresì un parere al piano annuale, sull'attività di aggiornamento e riqualificazione per il personale  dell'intero settore sociale previsto dall'articolo 9 della legge provinciale 30 aprile 1991 n. 13;
 
3. Le altre sezioni esaminano - sempre nell'ambito della loro competenza - i programmi e le relazioni annuali sullo stato di attuazione del piano sociale; danno un parere sui piani annuali e pluriennali settoriali.
 
4. Le sezioni esaminano - sempre nell'ambito del loro settore - progetti pilota, inclusi quelli finanziati dal Fondo Sociale Europeo, proposte dagli enti gestori dei servizi sociali, sempreché questi progetti non siano già stati valutati dalla consulta con piani generali e che detti progetti comportino delle spese successive per il fondo sociale.
 

Articolo 13

Norma finale

1. Per quanto non espressamente previsto dal presente regolamento trovano applicazione  le disposizioni generali relative all'ordinamento degli organi collegiali provinciali di cui agli articoli 30, 31, 32, 33 e 34 della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17 e successive modifiche, che si riportano in appendice.
 
Il presente regolamento sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti, di osservarlo e di farlo osservare.
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